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Benessere e Salute

«Una vita da zero a mille», all’inferno e ritorno. La storia di Giorgio Varignani.

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Una vita a mille all’ora, il lungo e doloroso tunnel della droga, dell’alcolismo e di decine di altre dipendenze.

La discesa verso l’inferno, poi, lentamente la rinascita, la pubblicazione della sua storia nel libro «Una vita da zero a mille», e infine, la consapevolezza di dover aiutare chi ancora non è riuscito a tornare a vivere attraverso il lavoro del «coaching life»

«Una vita da zero a mille» è il titolo del suo libro, una corsa frenetica dentro un vita con un motore truccato dalle troppe dipendenze e da momenti di vera disperazione.

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15 anni di fallimenti, momenti difficili e un tentato suicidio.

Anni durante i quali, come uno zombie, sono venuti spesso a mancare dignità e stima in se stesso e negli altri

Questa è la storia di Giorgio Varignani, 52 anni, trentino, una bellissima moglie, 4 figli, di 6, 12, 14 e 15 anni,  e finalmente una vita felice.

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Ma non è stato facile. Curarsi è una vicenda seria, lunga e anche dolorosa per tutti, prima di tutto per la persona che vuole uscirne ma anche per i famigliari e per tutti quelli che partecipano al percorso di cura; e la dipendenza da sostanze ha il brutto vizio di essere una malattia che ha la tendenza a cronicizzarsi attraverso le ricadute.

«Passi dalle canne alla coca e poi all’alcool, poi provi l’eroina, poi di nuovo l’alcool e così via senza accorgerti che la vita vola via veloce insieme ai sogni e all’affetto delle persone, è come un demone che ti scava dentro sempre di più e contro il quale sai che ogni battaglia è persa in partenza» – spiega Giorgio

La svolta dopo molti anni tormentati e senza futuro arriva grazie all’incontro con Don Gelmini  che lo convince a traslocare ad Amelia un paesino in provincia di Terni dove ha sede «La valle della speranza», un villaggio dove all’interno non mancava nulla, un posto bellissimo dove si lavorava per il mantenimento e il fabbisogno della struttura.

«Era un percorso molto difficile con regole rigide che servono per rafforzare la persona e prepararla per affrontare nuovamente la vita»scrive Varignani nel suo libro

Ma forse la vera scintilla per dire basta era stata accesa qualche tempo prima: «Trovarmi in psichiatria insieme ad altre persone che mi parevano degli alieni mi ha fatto decidere che dovevo uscirne prima possibile» – ricorda Giorgio

Ma la storia di noi tutti è già scritta, e nessuno può far nulla per cambiarla.

E così è stato anche per Giorgio. Dopo il ritorno dalla comunità di don Gelmini e due anni di Purgatorio il destino aveva deciso di prenderlo per mano un’ultima volta.

Giorgio incontra Ingrid e i due si innamorano.  E il destino vuole che i due si ritrovino sempre a lavorare in 3 aziende diverse durante 10 anni. Incredibile!

«Questo ci ha aiutato a superare anche dei brutti momenti, – ricorda Giorgio – specialmente all’inizio dove io non ero ancora uscito del tutto dalle dipendenze»

Nel 2003 i due si sposano e con l’arrivo dei figli la responsabilità aiuta Giorgio ad uscire completamente dal terribile tunnel della droga e dell’alcool.

Ora attraverso un percorso di studi è diventato «coaching», termine anglosassone, usato anche nel business e nello sport.

Una sorta di allenatore personale che ti accompagna e ti motiva per raggiungere gli obiettivi.

Il coaching è una metodologia basata su una relazione tra Coach e cliente che punta al raggiungimento degli obiettivi di quest’ultimo sia in ambito personale che lavorativo. Il fine ultimo è il raggiungimento della felicità e del benessere del cliente.

Negli ultimi anni questa competenza sta assumendo un’ importanza sempre maggiore,  esiste da 20 anni e fino a poco tempo fa era però usata solo negli ambienti facoltosi, (calcio, imprenditori, ecc ecc ) ora invece è alla portata di tutti.

«Dopo aver fatto volontariato, essere diventato presidente di ACAT (associazione club alcolisti territoriali) volevo dare un maggior contributo e aiuto a chi è in difficoltà, per questo ho cominciato a studiare per diventare coaching life».

«Il coaching  – spiega ancora Varignani – con domande aperte accompagna il soggetto che ha dei disagi sulla via della guarigione. Io mi metto al suo fianco, lo ascolto senza dare nessun giudizio e in base a quello che mi dice agisco e creo una strategia di recupero».

Giorgio Varignani ha aiutato molte persone ad uscire dalle dipendenze, «La cosa più importante è che non devono sentirsi giudicate,  – aggiunge  – bisogna infatti credere in loro, scoprire le loro virtù e i loro pregi e ripartire da li. È necessario far superare a queste persone la vergogna, perché questo blocca il procedimento di rinascita».

In Trentino, nonostante la grande confusione,  ci sono ancora pochissime di queste figure che non vanno confuse con i formatori, oppure con chi ha studiato la PNL.

Da cosa nasce l’idea di intraprendere questa professione?

«Dopo una vita travagliata fatta di grossi errori come per esempio l’abuso di alcol fino ad avere “toccato il fondo”,  – risponde Giorgio – ho deciso di riprendere in mano la mia vita e soprattutto di mettere al servizio del prossimo la mia esperienza personale. Ma questo non era sufficiente, così ho iniziato a frequentare corsi con i migliori formatori a livello nazionale e non solo e ho raggiunto il mio obiettivo di diventare Coach professionista.

Mi occupo già da diversi anni di volontariato, ma avevo il desiderio di trovare la mia strada, di far diventare la mia esperienza il mio lavoro e così è nata la società Ri-Crea Coaching & Consulting srls.

Questo è una piccola sintesi e chi ne è interessato può trovare in vendita il mio libro “Una vita da 0 a 1000. Come superare le dipendenze, ritrovare l’autostima e il coraggio partendo da zero.»

Perché il nome Ri-Crea?

«Il nome nasce dalla mia storia, dalla mia esperienza. Dal fondo sono risalito, rinato e così ho ricreato la mia vita. Così come il logo, un’araba fenice che come tutti sanno è una figura mitologica che rinasce dalle proprie ceneri. Penso proprio che sia la metafora perfetta per rappresentare me stesso».

Nelle 53 pagine del suo libro Giorgio Varignani riassume tutta la sua vita.

Un libro che si legge in poco più di un’ora, dove non vedi l’ora si sapere come va a finire.

Un libro duro, senza omissioni, scritto senza fronzoli, che ti butta la verità addosso facendoti del male.

Una storia di dipendenza come tante certo, ma di un uomo che ce l’ha fatta ad uscirne. E questa se vogliamo è la novità.

L’autore riporta alcune citazioni che sembrano un viatico per cominciare a risalire da quello che lui chiama l’inferno, come per esempio: «Non lasciare che il passato ti dica chi sei, ma fa che sia parte di ciò che sarai».

Quella di Giorgio Varignani non è certo una storia isolata, il calvario delle dipendenze continua a distruggere purtroppo interi nuclei famigliari.

Andrea Flego importante psichiatra e direttore del dipartimento per le dipendenze del Friuli Venezia Giulia nel prefazione del libro sottolinea come la storia di Giorgio sia uguale alle «cento e cento storie di alcolisti e di tossici che ho conosciuto nei 27 anni in cui ho fatto il medico. La dipendenza è l’emblema della difficoltà di vivere che molte persone fragili sperimentano quando si misurano con il mondo. Un mondo a volte cattivo, competitivo, che non aiuta certo le persone in difficoltà»

Nell’ultima frase del libro Giorgio dice: «se ce l’ho fatta io, tutti ce la possono fare».

Sappiamo però che nella realtà non è sempre così. Molti non ce l’ha fanno, anche se non dobbiamo mai smettere si interrogarci sul perché e soprattutto sul come, di  molti fallimenti. Non dobbiamo smettere di chiederci se potevano essere evitati, se solo avessimo provato a fare qualcosa.

«Credi che una persona che stata un alcolista, un drogato, un vagabondo possa arrivare al successo? Questa è la mi storia; una testimonianza vera che dimostra come con la forza di volontà e l’aiuto degli altri tutto possa essere possibile» – Giorgio Varignani pone questa domanda all’inizio dell’introduzione nel suo libro che alla fine racchiude in modo pragmatico il messaggio per ritornare alla vita. 

Nella speranza che a raccontare la loro storia siano sempre di più, per così sconfiggere il «demone» delle dipendenze.

Puoi acquistare il libro di Giorgio Varignani clicca qui oppure puoi richiederlo alla redazione de «La voce del Trentino» inviando un’email a: redazione@lavocedeltrentino.it

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