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Trento

Trento: Accesso ai servizi sanitari un crudele percorso ad ostacoli

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L’accesso ai servizi sanitari in Trentino sembra ormai diventato un crudele percorso ad ostacoli superato il quale se ne presentano sempre di nuovi.

Il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia riporta un’episodio che è oggetto anche di una sua interrogazione alla giunta provinciale.

Il titolo potrebbe essere: «L’attesa diventa una tortura. Ecco una storia tra tante».

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Una persona di 70 anni, con colica addominale, si rivolge alla guardia medica il sabato notte ed il lunedì successivo al proprio medico di medicina generale.

L’indicazione, per la formulazione di una diagnosi corretta, è di effettuare gli esami del sangue, ma soprattutto una ecografia addome totale, che viene prescritta con priorità RAO B.

Dagli esami ematici, effettuati ancora in giornata, emerge un movimento degli enzimi pancreatici, indice di sospetta sofferenza pancreatica, e quindi solo con un ecografia si poteva verificare lo stato degli organi addominali, ma dal CUP emerge una “non disponibilità” di posti nei tempi previsti in RAO B, ovvero prestazione da erogare entro 10 giorni dal momento della prescrizione.

Il nominativo viene preso in carico per successivo contatto non appena disponibile un posto.

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A 23 giorni dalla richiesta, però, il signore settantenne non è ancora stato contattato, ma i disturbi persistono cosicché è stato costretto a rivolgersi ad un medico ecografista privato, ossia a pagamento.

Un modo curioso di sfoltire l’utenza dal regime mutualistico.

È chiaro come l’Apss può vantare con la Provincia una riduzione delle liste d’attesa e così assicurare al Direttore generale i quaranta mila euro di premio per gli obiettivi raggiunti.

Il consigliere di Agire nella sua interrogazione chiede di sapere: dal 2014 ad oggi, quante sono le prestazioni richieste in RAO A e quante in RAO B, e quante di queste sono state soddisfatte nei tempi previsti; qual è il tempo di attesa medio delle prestazioni soddisfatte in RAO A e in RAO B e ad oggi, quanti sono i pazienti che hanno rinunciato a alle prestazioni specialistiche ambulatoriali in RAO A e in RAO B.

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Trento

Nominato il nuovo Consiglio del sistema educativo provinciale

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La Giunta provinciale ha provveduto ieri alla nomina di 11 membri del Consiglio del sistema educativo provinciale, dei quali 4 designati dalla Consulta provinciale degli studenti, 5 dalla Consulta provinciale dei genitori, 1 dal Consiglio delle autonomie locali e 1 dalla Conferenza delle minoranze linguistiche.

Il Consiglio è inoltre formato da altri 12 membri eletti nelle elezioni dello scorso 17 dicembre dalle rispettive componenti del personale scolastico. Fanno parte del Consiglio anche il dirigente generale del dipartimento istruzione e cultura o un suo delegato, il sovrintendente scolastico provinciale e un rappresentante della minoranza ladina senza diritto di voto.

Con il provvedimento approvato oggi la Giunta provinciale ha ricostituito il Consiglio del Sistema Educativo provinciale.

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Sono stati eletti: Michele Rosa e Laura Zoller in rappresentanza dei dirigenti delle istituzioni scolastiche e formative provincialiMonica Motter e Massimiliano Sorci in rappresentanza dei docenti delle istituzioni scolastiche provinciali del primo ciclo; Annuscka Brugnara in rappresentanza degli insegnanti di sostegno delle istituzioni scolastiche e formative provinciali; Giovanni Ceschi e Massimiliano Prezzi in rappresentanza dei docenti delle istituzioni scolastiche provinciali del secondo ciclo; Mara Ghiro in rappresentanza dei docenti delle scuole dell’infanzia provinciali; Martina Detassis in rappresentanza dei docenti delle scuole dell’infanzia equiparate; Carla Consolati in rappresentanza del personale amministrativo, tecnico, ausiliario e assistente educatore delle istituzioni scolastiche e formative provinciali o paritarie; Alberto Ventroni in rappresentanza del personale direttivo delle istituzioni scolastiche e formative paritarie; Denis Cainelli in rappresentanza dei docenti delle istituzioni scolastiche e formative paritarie.

Sono stati inoltre nominatiChiara Scalet, Alessandro Mercurio, Carlo Bagozzi e Lodovico Santopietro in rappresentanza degli studenti del secondo ciclo; Nicola Tavonatti, Maria Rosaria Manini, Maurizio Freschi e Fabio Cusinato in rappresentanza dei genitori degli studenti delle istituzioni provinciali e Nicola Chiavarelli in rappresentanza dei genitori degli studenti delle istituzioni paritarie; Chiara Maule in rappresentanza del Consiglio delle autonomie locali; Luca Nicolussi Paolaz in rappresentanza della Conferenza delle minoranze linguistiche, convocato solo per la trattazione di argomenti riguardanti le minoranze mochena e cimbra.

Fanno parte del Consiglio quali membri di diritto il dirigente generale del dipartimento istruzione e cultura o un suo delegato e il sovrintendente scolastico provinciale.

Partecipa inoltre, senza diritto di voto, Mirella Florian in qualità di rappresentante del Consei general per l’educazion e la formazion.

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Il Consiglio del Sistema Educativo provinciale è un organo di partecipazione e di rappresentanza delle componenti della comunità scolastica che esprime parere sugli atti provinciali d’indirizzo e di programmazione in materia di:

a. autonomia delle istituzioni scolastiche e formative

b. offerta scolastica e formativa provinciale, servizi extrascolastici, innovazioni ordinamentali e valutazione dei risultati del sistema educativo provinciale;

c. piano provinciale per il sistema educativo e distribuzione dell’offerta formativa, anche in relazione a percorsi d’integrazione tra istruzione e formazione professionale;

d. educazione permanente svolta da istituzioni scolastiche e formative;

criteri per la definizione degli organici delle istituzioni scolastiche e formative provinciali.

Il nuovo Consiglio del sistema educativo provinciale resterà in carica per la durata della legislatura.

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Trento

Lunedì il Giorno della memoria 2020: per non dimenticare

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Il 27 gennaio di ogni anno la comunità internazionale celebra il “Giorno della Memoria”, istituito in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti.

Quel giorno, nel 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz e scoprirono l’orrore del genocidio nazista, rivelandolo al mondo.

In occasione del Giorno della Memoria anche in Trentino sono molte le cerimonie, gli incontri e i momenti di riflessione, indirizzati alle scuole e non solo, per ricordare tutti i perseguitati e i dimenticati di questo orrore.

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Tra le iniziative ricordiamo “La casa di David”, atto unico di Renzo Fracalossi, con il Club Armonia, a cura del Coordinamento teatrale trentino e della Provincia autonoma di Trento in programma lunedì 27 gennaio 2020, ore 20.30 al Teatro Cuminetti a Trento e dal 22 gennaio al 4 febbraio in altri 11 teatri del territorio.

Anche quest’anno 178 giovani trentini avranno la possibilità, grazie al progetto Promemoria_Auschwitz.eu di andare sui luoghi della memoria. Dal 4 al 10 febbraio visiteranno il ghetto, il museo Fabbrica di Schindler e i lager di Auschwitz e Birkenau.

Queste le principali iniziative in programma in Trentino per il Giorno della Memoria:

La casa di David – Atto unico di Renzo Fracalossi, a cura del Club Armonia in collaborazione con Coordinamento Teatrale Trentino e Provincia autonoma di Trento

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L’orrore della Shoah non è frutto casuale della follia razziale del nazifascismo. Esso affonda invece le sue radici profonde dentro una storia antica fatta di odio e pregiudizio ed alimentata sapientemente da una efficace propaganda, dove la menzogna diventa facile verità, grazie anche alla diffidenza, alla vigliaccheria, alle bassezze, agli egoismi ed alle discriminazioni che fermentano, non solo nella Germania hitleriana, ma anche nell’Italia fascista.

Nella patria della cultura e della civiltà giuridica, l’ebraismo, che è componente secolare della stessa storia italiana, viene perseguitato come mai prima d’allora era accaduto. Si fratturano, nello spazio di un attimo, legami, vicende, storie che parevano indissolubili, ma anche adesioni convinte al regime ed alla monarchia, in un crescendo che culmina nel dramma, sempre troppo poco indagato, delle famigerate “Leggi razziali”, prodromiche, a loro volta, dello sterminio. “La casa di David” racconta tutto questo, in un periodo che si dipana negli anni più bui della nostra storia nazionale.

Si tratta di un racconto di fantasia (ma non troppo), per dire dell’odio e del pregiudizio, ma anche del coraggio e della solidarietà e per proporre al pubblico un viaggio nella quotidianità di allora, nutrita di sospetti, paure e mutamenti dei comportamenti singoli e collettivi, con un finale decisamente “ a sorpresa” anche per sfatare l’erroneo mito degli “italiani, brava gente”.

Ancora una volta quindi conoscere diventa la miglior forma per ricordare e per non porre sullo stesso piano dell’oblio vittime e carnefici.

Mercoledi 22 gennaio ore 20.30 PINZOLO – Teatro Paladolomiti
Venerdi 24 gennaio ore 20.30 SELLA GIUDICARIE – Teatro di Roncone
Sabato 25 gennaio ore 21.00 BRENTONICO – Teatro Monte Baldo
Domenica 26 gennaio ore 20.30 ALDENO – Teatro comunale
Lunedi 27 gennaio ore 20.30 TRENTO – Teatro “B. Cuminetti”
Martedi 28 gennaio ore 20.30 CLES – Biblioteca
Giovedi 30 gennnio ore 20.30 SAN MICHELE a/ADIGE Sala Municipio
Venerdi 31 gennaio ore 20.45 VEZZANO – Teatro intercomunale
Sabato 1 febbraio ore 20.30 LAVARONE – Teatro comunale
Domenica 2 febbraio ore 17.30 CEMBRA – Teatro comunale
Lunedi 3 febbraio ore 20.30 NAGO – TORBOLE – Teatro comunale
Martedi 4 febbraio ore 20.30 VATTARO – Teatro comunale

Promemoria_Auschwitz.eu – il viaggio della memoria

Ma la memoria deve essere mantenuta soprattutto tra le giovani generazioni. Ecco allora il perché di Promemoria_Auschwitz.eu, progetto curato da Deina Trentino, Deina Alto Adige Südtirol, Arci del Trentino, Arciragazzi Bolzano e Arbeitsgemeinschaft der Jugenddienste e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Provincia autonoma di Bolzano, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Dal 4 al 10 febbraio i 178 giovani trentini di Promemoria_Auschwitz.eu, con altri coetanei da tutta Italia, saranno in viaggio verso Cracovia dove visiteranno il ghetto, il museo Fabbrica di Schindler e i lager di Auschwitz e Birkenau.

Disegna ciò che vedi. Helga Weissova: da Terezin i disegni di una bambina

Fondazione Caritro e Fondazione Museo storico del Trentino propongono in via Calepina 1 a Trento la mostra “Disegna ciò che vedi. Helga Weissovà: da Terezìn i disegni di una bambina”.

Un percorso espositivo a ingresso libero che da lunedì a venerdì, orario 9:00 – 13:00 e 14:00 – 16.30, propone anche visite guidate per gruppi su prenotazione (info@fondazionecaritro.it), mentre sabato e domenica le porte sono aperte dalle 10:00 alle 19:00 (non è possibile organizzare visite guidate). Helga Weissovà è nata a Praga nello stesso anno di Anne Frank, e viene internata a Terezìn poco dopo il suo dodicesimo compleanno.

In questo ghetto rimane per quasi tre anni e in seguito viene deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen dove viene liberata nel maggio 1945. La mostra dei disegni da lei realizzati nel ghetto rappresenta una insostituibile testimonianza.

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Trento

Gravi irregolarità sulla sicurezza: chiuso il bazar cinese Lucky Star a Trento

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Il bazar cinese Lucky Star situato in via Veneto a Trento è stato costretto a chiudere.

Tutto era partito da una segnalazione di un cittadino fatta agli organi competenti quasi 2 anni fa.

Questa volta non si tratta di una questione economica, ma la chiusura è derivata dal fatto che il negozio non dispone dei requisiti minimi di sicurezza antincendio.

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L’8 gennaio scorso i vigili del fuoco permanenti di Trento hanno svolto un sopralluogo all’interno del negozio e hanno scoperto che le irregolarità sulla sicurezza erano molteplici.

Hanno riscontrato talmente tante irregolarità che il sindaco di Trento ha visto nella chiusura immediata l’unica soluzione.

Sono state rilevate le seguenti irregolarità: assenza del documento di valutazione dei rischi, assenza di formazione del personale per la gestione delle emergenze e la prevenzione degli incendi, nessuno è stato indicato come responsabile del servizio prevenzione e protezione dei rischi, il numero degli idranti e degli estintori è insufficiente, l’unica porta che dà verso l’esterno si apre nel verso contrario, non sono presenti luci di emergenza e non esiste un impianto di rilevazione e segnalazione automatica degli incendi.

Fino a quando il proprietario, di nazionalità cinese, non provvederà a porre rimedio a tutte le mancanze indicate il negozio rimarrà chiuso.

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Per quanto riguarda una possibile riapertura l’uomo dovrà prima ricevere il consenso dall’Ufficio prevenzione incendi della Provincia e poi dal Sindaco.

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