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Trento

Guardia di Finanza: recuperati 210 milioni di imposte ed Iva evase

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Festeggiato oggi il 244° Anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di Finanza.

È stata anche un occasione per fare il punto del lavoro effettuato dalle fiamme gialle regionali.

Negli ultimi 17 mesi, in Trentino Alto Adige, contro l’evasione e le frodi fiscali sono state concluse 450 indagini di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono oltre 2.100 interventi fra verifiche e controlli fiscali a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali.

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Tali attività hanno consentito di recuperare a tassazione 210 milioni di euro di imposte dirette ed IVA evase.

Sono stati denunciati 312 soggetti responsabili di 319 reati fiscali, il 75% dei quali riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione.

Scoperti anche 42 casi di frodi all’IVA e 20 casi di evasione fiscale internazionale, nonché 367 soggetti che, pur avendo svolto attività produttive di reddito, sono risultati completamente sconosciuti al Fisco.

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Le relative attività investigative e di controllo hanno consentito di sequestrare disponibilità patrimoniali e finanziarie per oltre 10,6 milioni di euro.

Sono stati individuati inoltre 175 datori di lavoro, di cui n. 7 denunciati anche per il grave reato di caporalato, che hanno impiegato 1.340 lavoratori “in nero” o irregolari.

Sono stati eseguiti 67 interventi, denunciati 27 soggetti all’Autorità Giudiziaria competente e sequestrate oltre 148 tonnellate di prodotti energetici (carburante) sottratti a tassazione.

Su 56 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, sono state riscontrate irregolarità nel 16% dei casi e sequestrati 10 apparecchi automatici da gioco e 3 postazioni di raccolta di scommesse clandestine (Totem).

Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la corruzione, campo nel quale, sempre nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate, per reati in materia di appalti e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione, 134 persone, di cui 4 arrestate e n. 2 interdette. Eseguiti in tutto il comparto della spesa pubblica sequestri per 3,4 milioni di euro, che consentono, almeno in parte, di ristorare lo Stato dai fenomeni di malaffare e di cattiva amministrazione scoperti dalla Guardia di Finanza.

Il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 5,2 milioni di euro su un totale di gare sottoposte a controllo pari a 14,5 milioni di euro: il che si traduce nel 36% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto di indagine.

La corruzione è solo la punta dell’iceberg di un insieme di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che, operando nel pubblico, procurano danni all’erario: nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle ne hanno individuate 332, responsabili di un danno erariale pari a 25 milioni di euro.

Sono stati scoperti inoltre casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per oltre 13,6 milioni di euro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 43 soggetti.

Nella lotta ai capitali illeciti, sono state concluse 20 investigazioni patrimoniali “antimafia” nei confronti di 65 soggetti (56 persone e 9 società). Il valore dei beni sequestrati è di oltre 855 mila euro; ammonta, invece, ad oltre mezzo milione il valore dei beni confiscati alle organizzazioni criminali.

Sul versante delle investigazioni antiriciclaggio, oltre 400 sono le segnalazioni per operazioni finanziarie sospette approfondite, 11 i soggetti denunciati ed oltre 1,2 milioni di euro i valori sequestrati.

Le indagini a contrasto dei reati bancari, finanziari, societari e fallimentari hanno portato alla denuncia di 159 persone, con il sequestro di oltre 4,3 milioni di euro di beni e disponibilità finanziarie, accertando distrazioni dal patrimonio societario per circa 26 milioni di euro.

Il controllo dei movimenti di soldi presso i confini terrestri ha portato al sequestro di oltre 865 mila euro in contanti, illecitamente trasportati/occultati al seguito dalla persone nei passaggi transfrontalieri in entrata ed uscita dall’Italia.

Nel settore del contrasto al traffico di droga, le indagini hanno consentito di denunciare 307 persone, di cui 79 arrestate, e sequestrare oltre 1,1 tonnellate di stupefacenti, di cui 103 chilogrammi tra cocaina ed eroina.

Nel mercato del “falso” e della tutela del Made in Italy, sono stati sequestrati più di 26 mila prodotti contraffatti, piratati, pericolosi o recanti falsa o fallace indicazione di origine o provenienza, e denunciate 27 persone.

Nell’attività di contrasto al falso monetario sono state rinvenute banconote false e operati sequestri per un controvalore complessivo pari a 182 mila euro, con la denuncia di 3 soggetti.

Nel settore del contrasto all’immigrazione clandestina, sono state denunciate 27 persone, di cui 1 arrestata in flagranza di reato.

Nell’attività a tutela dell’ambiente, le Fiamme Gialle hanno denunciato 5 persone, sequestrando 1 discarica abusiva e 20 tonnellate di rifiuti industriali.

La preziosa attività di soccorso garantita dal personale appartenente alla componente specialistica del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.), in stretta sinergia con la Sezione Aerea di Bolzano, ha consentito di sviluppare 1.127 interventi, portando aiuto a favore di 1.041 persone in difficoltà.

Tra le numerose operazioni di soccorso svolte quest’anno, emerge quella che ha consentito di salvare la vita a 2 turisti inglesi, padre e figlia (rispettivamente di 56 e 12 anni), dispersi sul ghiacciaio Presena (TN) e rintracciati, dopo un giorno ed una notte trascorsi in alta quota (m. 2750) all’addiaccio, da un elicottero della Sezione Aerea di Bolzano con a bordo un’unità cinofila ed un militare tecnico di elisoccorso del S.A.G.F. di Tione di Trento (TN).

L’atterraggio in zona impervia consentiva di raggiungere e soccorrere celermente i dispersi, successivamente eliportati al Passo del Tonale, dove venivano prestate le prime cure del caso.

La vicenda è stata diffusa dalle reti nazionali ed ha formato oggetto di uno specifico servizio da parte della TV BBC inglese.

Si tiene anche a sottolineare che n. 20 militari delle Stazioni S.A.G.F. e Sezione Aerea del Trentino Alto Adige, hanno partecipato, con determinante apporto personale, alle operazioni di soccorso in occasione della valanga di Rigopiano (PE). La professionalità ed il sacrificio dimostrati nell’occasione, hanno determinato la concessione di importanti onorificenze.

Qui puoi vedere i premiati 

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Trento

Copertura previdenziale degli Amministratori locali: la Regione sana la disparità di trattamento che subivano i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti.

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E’ stato approvato dal Consiglio regionale l’articolo 3 della manovra di bilancio 2020, contenente le normative riguardanti gli Enti locali.

L’Assessore regionale agli Enti Locali, Claudio Cia, esprime soddisfazione per aver portato a termine una serie di norme dedicate agli amministratori comunali, in tempo utile per il prossimo turno generale delle elezioni amministrative previste il 3 maggio 2020.

Il testo introduce una forma di previdenza integrativa per sindaci, vicesindaci, assessori comunali e presidenti di comunità di valle, che non siano lavoratori dipendenti.

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«L’obiettivo – spiega l’Assessore – era sanare una disparità di trattamento. Attualmente infatti solo i lavoratori dipendenti potevano ricoprire determinate cariche amministrative negli Enti locali senza dover subire una perdita di contributi previdenziali o di reddito, come inevitabilmente accadeva per gli amministratori locali che fossero lavoratori autonomi o liberi professionisti, si pensi ad artigiani, contadini, architetti, farmacisti, commercianti… Del tutto privi di copertura previdenziale risultavano poi gli amministratori locali che non esercitavano attività lavorativa, ad esempio una casalinga, uno studente, o un disoccupato. Da qui l’azione dell’Assessorato regionale per garantire a tutti i cittadini condizioni di eguaglianza nell’accesso alle cariche elettive e incentivare i cittadini a impegnarsi per la propria comunità».

Con l’approvazione della manovra di bilancio regionale 2020 verrà introdotta inoltre una “indennità di fine carica“, equivalente al trattamento di fine rapporto destinato ai lavoratori dipendenti, per i sindaci che si impegneranno a tempo pieno nel loro ruolo.

L’indennità di fine mandato esiste già dal 2000 nel resto dei Comuni italiani.

Le novità approvate oggi si aggiungono a quanto già votato dal Consiglio regionale nel luglio di quest’anno in occasione dell’assestamento di bilancio, ovvero il ripristino del 7% che era stato tagliato anni fa, facendo tornare le indennità degli amministratori ai livelli del 2010. «Va detto che rispetto ad allora – evidenzia l’Assessore – vi è stata una drastica spinta alla riduzione del numero dei Comuni e di conseguenza anche di sindaci e assessori che ha generato risparmi per oltre 2 milioni all’anno, solo considerando il minor numero di amministratori» (solo in Trentino, ad esempio, da 223 comuni si arriverà l’anno prossimo a 166).

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Nonostante questi interventi, certamente migliorativi, non tutti i sindaci trentini arriveranno ai 1.400 euro netti al mese indicati a livello nazionale per i piccoli municipi (circa 20 non arriveranno neppure a 1.400 euro lordi) e rimane il nodo della notevole differenza di compensi fra Trentino e Alto Adige. «Fino ad ora abbiamo lavorato con l’obiettivo di introdurre queste migliorie prima del turno generale delle elezioni amministrative del 2020 – spiega l’Assessore Cia -, nei mesi a venire vedremo se ci saranno i margini per valutare possibili modifiche all’impianto generale».

«Fare il sindaco, anche di un piccolo comune, è un lavoro a tempo pieno – evidenzia l’Assessore –, si è tutti i giorni in prima linea per risolvere problemi concreti, con un impegno in termini di tempo, sacrifici personali e responsabilità che spesso non sono commisurati alla retribuzione. Nell’ultimo decennio le amministrazioni comunali hanno dovuto fare i conti con il costante calo delle risorse, mentre le incombenze sono aumentate, facendo crescere notevolmente il peso dell’amministrazione quotidiana. Con questi interventi volgiamo dimostrare che la Regione riconosce l’importanza di questo ruolo»

Sull’argomento è intervenuto anche il governatore della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti: «Come Giunta provinciale abbiamo incontrato molte amministrazioni comunali – commenta Fugatti – ed un tema pressoché comune fra le diverse istanze che ci sono state sottoposte dai sindaci riguarda proprio il funzionamento della macchina amministrativa che può risultare ingestibile proprio in ragione della complessità della materia spesso in rapporto alla dimensione stessa delle municipalità. Ma noi abbiamo sempre detto che la sopravvivenza dei comuni è la sopravvivenza stessa del Trentino che ha sempre valorizzato le autonomie locali».

«Ecco – continua Fugatti – perché credo che l’emendamento approvato oggi metterà gli amministratori locali nella condizione di operare al meglio. Da tempo il tema era al centro della discussione politica, segno che la materia andava riformata, passando per la qualificazione ulteriore di una figura di estrema importanza per il buon funzionamento di un’amministrazione locale. In questo modo i sindaci potranno contare su figure di qualità e in grado di supportarli al meglio nella loro azione amministrativa»

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Trento

Sono 1.385 i dipendenti del comune di Trento. In forte crescita il part Time

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Il comune di Trento ha diffuso oggi i dati relativi all’annuario statistico 2018.

Per quanto riguarda il  focus sull’amministrazione il numero di deliberazioni consiliari adottate nel 2018 è pari a 207, le deliberazioni approvate della Giunta sono 294, i conclusi 700.

Per quanto riguarda l’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riportato l’andamento dei contatti registrati dal 2005 in poi. In generale, in serie storica, si rileva un calo, mentre nel 2018 i contatti sono aumentati rispetto all’anno precedente.

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Il valore è, infatti, pari a 16.605 (+8,1% rispetto al 2017), di cui 2.142 sono costituiti da suggerimenti, segnalazioni e reclami.

La modalità di contatto preferita dal cittadino è al banco (43,1%).

Da notare come siano in costante aumento i contatti scritti, in modo particolare quelli attraverso e-mail e tramite la piattaforma Sensorcivico (aumentati rispettivamente del 16 e del 21% rispetto al 2017).

I dipendenti del Comune di Trento sono 1.385 (-1,9% rispetto al 2017), 570 uomini (41,2%) e 815 donne (58,8%).

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I dirigenti, prevalentemente uomini, sono 24.

La qualifica con il numero maggiore di dipendenti è la C (625). Le persone in part-time sono 410, dato che corrisponde al 29,6% del totale dei dipendenti.

Questa proporzione è in aumento nel corso del tempo: nel 2005, infatti, i part-time erano 295 su un totale di 1.627 dipendenti, corrispondenti al 18,1%.

L’età media del personale a tempo indeterminato è di 50,5 (dato in costante aumento, nel 2005 era pari a 43,5).

Con riferimento ai dati catastali invece, si evidenzia che su un totale di 136.043 unità immobiliari accatastate, il 47,1% (64.131 unità) è ad uso abitativo, mentre il non residenziale  negozi, uffici, studi e uso produttivo) costituisce il 7,4%, la restante percentuale è costituita da pertinenze 2 .

Tra le unità ad uso abitativo, l’80,0% è costituito da abitazioni definite “di tipo civile” (A2, ovvero, secondo le note esplicative del catasto, unità immobiliari “appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale

 

 

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Trento

38.633 ricoveri negli ospedali di Trento nel 2018. Gli aborti sono 166

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Con riferimento all’anno 2018, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 38.633 ricoveri, per 241.221 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca).

I posti letto totali sono 853. I ricoveri sono diminuiti leggermente (-3,7%), così come le giornate di degenza (-1,3%).

La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, dato maggiore dell’anno precedente di 0,1.

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In Provincia i ricoveri sono 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.907 (dato inferiore a quello dell’anno precedente -3,6%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,3%) e dell’apparato digerente (10,5%).

La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 14,0% del 2009 al 10,9% del 2018.

I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 801, dato in diminuzione rispetto al 2017 (-7,9%).

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Rimane costante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (166 nel 2017 e nel 2018).

Nel corso dal 2018 si evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (-12,5%) ed un aumento di quelle ricoverate in day hospital (+17,3%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia.

Si tratta in tutto di 3.758 persone, con una diminuzione percentuale del -6,9%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo.

Sono in diminuzione, rispetto al 2017, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.023 con una diminuzione percentuale del 6,4%. Nel decennio il dato è calato del 26,3%.

Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano. Le farmacie sul territorio comunale sono 30, di cui 10 comunali.

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