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Politica

Agire verso l’assemblea provinciale. Cia: “Candidati giovani e con esperienza. No alle cariatidi della politica”

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Sabato 16 giugno, con inizio alle ore 14, si terrà presso il Teatro San Marco di Trento, l’Assemblea provinciale di Agire per il Trentino, il movimento fondato dal consigliere provinciale Claudio Cia.

Durante l’Assemblea sarà presentato il programma politico in vista delle elezioni provinciali di ottobre e sarà presentata la lista dei candidati. Alla fine del meeting si terrà anche uno spettacolo di Lucio Gardin dal titolo “Te la do io la politica”.

La seconda assemblea provinciale vuole avere, secondo quanto comunicato dal coordinamento del partito, come obbiettivo soprattuto la concretezza che Agire ha dimostrato di inseguire negli ultimi anni. La voce della gente è stata sempre ascoltata nei gazebo organizzati sul territorio e di questa si è tenuto conto come fondamentale base del programma politico.

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“Abbiamo detto no alle cariatidi del vecchio sistema – afferma Claudio Cia -, le nostre liste saranno fatte di candidati giovani ma anche con esperienza. Vogliamo infatti portare un messaggio di novità come nei fatti è sempre stato evidente”.

“Un terzo dei nostri candidati ha già esperienza amministrativa alle spalle, come consigliere, come assessore o addirittura sindaco. Siamo soddisfatti del lavoro fatto e abbiamo una rappresentanza molto ampia della società civile”, spiega Cia.

“Il nostro movimento è guardato da tutti con interesse e siamo stimati. Abbiamo dovuto anche fare delle scelte poiché ci sono state più richieste rispetto al numero dei candidati disponibile”, conclude il consigliere.

Il coordinatore Sergio Binelli ha dato ulteriori dettagli in conferenza stampa questa mattina: “Alcuni candidati hanno subito grandi pressioni, ricordo in particolare lo scandalo Rinaldo Stroppa. Per la prima volta andremo a votare con una nuova legge elettorale che prevede delle quote per le donne. Abbiamo candidati validi e nessun rappresentante di comodo”.

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Politica

Domani la conferma: Civica Trentina entra nel centro destra autonomista

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La conferma arriverà domani e verrà comunicata in una conferenza stampa organizzata presso l’Hotel America a Trento, alle ore 10.30.

Durante l’incontro Civica Trentina esporrà la sua proposta di governo in vista delle prossime elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Da subito inizierà un breve confronto con i partiti della coalizione di centro destra autonomista.

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Pochi gli ostacoli da superare, e legati solo a fatti di carattere personale o a singoli candidati.

Per il movimento di Rodolfo Borga si tratta di un «parto» durato oltre 4 mesi e iniziato con il preciso scopo di creare un polo civico insieme a Geremia Gios ed altri movimenti.

Poi però, durante il percorso, le forze in campo o si erano ritirate oppure erano passate con il centrodestra.

Di Gios nell’ultimo periodo si sono perse completamente le tracce e l’ipotesi è che probabilmente

Con l’entrata nella coalizione di Civica Trentina il centrodestra autonomista si presenta per la prima volta completamente unito alle elezioni provinciali.

Civica Trentina conquistò il 3,71% delle preferenze nelle provinciali del 2013, con in lista Claudio Cia e Marco Sembenotti che poi lasciarono il partito.

 

 

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Speciale elezioni 2018

Cristina Santi (AGIRE): «A Riva del Garda bisogna lavorare sul turismo di qualità»

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Speciale Elezioni 2018.

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei candidati che scenderanno in campo nelle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Oggi il nostro percorso «politico», ci ha portato sul Lago di Garda, precisamente da Cristina Santi, 47, segno dell’Ariete, nata Riva del Garda, libera professionista e amministratore unico di alcune società di elaborazione dati e software contabili.

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Cristina è convivente e molto innamorata da 10 anni di un uomo divorziato da tempo, «per il momento convivo in attesa che il mio uomo superi il trauma del primo matrimonio e poi si vedrà» – spiega ironicamente con un sorriso sornione.

«Con lui – precisa – ho trovato un forte equilibrio, stiamo bene insieme e ci amiamo molto»

Per Cristina Santi, la primogenita di 3 fratelli, la famiglia è un valore imprescindibile, «Con mio padre condivido la maggior parte dei momenti quotidiani, mentre mia suocera viene tutti i week end da noi sul lago. Ci vogliamo tutti bene e abbiamo formato quella che oggi si chiama “famiglia allargata”». 

«Purtroppo chi scopre di avere un malato di cancro in casa è troppo spesso lasciato da solo e deve superare oltre al trauma anche delle situazioni legate alla conciliazione che al giorno d’oggi rappresentano un problema sempre più ramificato» – sottolinea Cristina

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«Ho conosciuto il segretario di Agire per il Trentino Claudio Cia attraverso la sua attività politica e ho trovato i suoi valori e il suo programma molto interessanti. Poi lui mi ha lavorato ai fianchi chiedendomi di candidare e visto che siamo come si suol dire alla periferia dell’impero ho deciso che dovevo candidare per dare un apporto affinché nella mia zona le cose migliorino. Ma la vedo anche un ottima esperienza per le prossime comunali di Riva del Garda». 

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Con la tenacia e il lavoro, e cercando di far conoscere i miei progetti a più persone possibili» 

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Adoperarmi per fare la strada Rovereto – Riva (Loppio – Busa) che è strategica sia dal punto di vista turistico che per la mobilita di chi va a lavorare. Poi riprendere in mano l’ospedale di Arco, una struttura dimenticata in questi anni dal centro sinistra che ha adoperato la sanità trentina solo per fare cassa, riorganizzare le cure palliative del fine vita e poi intervenire sull’istruzione».

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

 «Certamente si, le cose da fare sono molte»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Intorno ai mille euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Sanità, viabilità e istruzione»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Il peggiore in assoluto che il Trentino abbia mai avuto»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Non ho dubbi, Ugo Rossi»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«La maggior parte mi sostengono, qualcuno mi ha detto che sono pazza però…» 

Ha dei rimpianti nella vita?

«No, perché guardo sempre avanti, e non penso mai al passato»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Corro e mi piace leggere, anche se purtroppo il tempo è sempre tiranno per il lavoro che svolgo» 

L’ultimo libro che ha letto?

«La magia di un buongiorno, un libro di  Massimo Gramellini»

Che musica ascolta?

«Di tutto, ma tendenzialmente la musica rock»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha ?

«Un fiat 500»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Per la Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Facile, Alcide De Gasperi, è stato talmente grande e unico che non sarà mai eguagliato da nessuno» 

E qui in Trentino?

«Il mio presidente è Maurizio Fugatti, è lui quindi il mio punto di riferimento».

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Automobile perché sono tendenzialmente un pochina pigra»

Soldi, successo o potere?

«Nessuna delle tre, non sono queste le mie priorità, io guardo solo alla salute» 

Cosa le fa più paura nella vita?

«L’indifferenza e la solitudine»

Lei abita a Riva del Garda, quali sono le priorità in quella zona?

«La viabilità prima di tutto, ma bisognerà lavorare per turismo di qualità, a Riva del Garda ce né molto ma di bassa qualità, e la nostra amministrazione negli ultimi anni non ha fatto nulla a riguardo. Poi non si è valorizzato il centro storico della città lasciandolo invadere da negozi dei cinesi, e in generale la città è stata lasciata andare….».

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Qualche anno fa quando mia madre si è ammalata di tumore mi sono trovata in difficoltà emotiva, quando vedi soffrire una persona a cui vuoi bene è un grande dolore per questo ho chiesto aiuto. Dopo la morte di mia madre ho deciso di aiutare con il volontariato queste famiglie che non hanno nessun appoggio dalle istituzioni».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Diciamo che il pallino della politica l’ho sempre avuto, mi sento come una predestinata. Ora è arrivata l’occasione e metterò la mia voglia e competenza al servizio della mia città e della mia regione»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono tenace, e questa è una qualità. Ma ho il difetto di essere spesso brontolona e a volte troppo sanguigna»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira e accidia, Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Ira, ahimè»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Matteo Salvini» 

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Sono favorevole ai matrimoni, anche se credo che di forme giuridiche per riconoscere i diritti degli omosessuali se ne potevano trovare altre. Sono invece assolutamente contraria alle adozioni gay perché i bambini devono crescere con una mamma e un papà ben definiti»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Senza dubbio quello di adesso per me è un periodo particolarmente felice. Nel corso degli anni ho cercato di avere degli figli, ma dopo aver raggiunto la consapevolezza di non poterli avere mi sono dedicata al volontariato che mi ha gratificato e ha dato un senso nella mia vita. Credo che per tutti lavorare nel sociale e fare del bene al nostro prossimo dia un valore aggiunto ai momenti della giornata»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Mi sarebbe piaciuto incontrare l’ematologo Franco Mandelli morto da poco, perché è una persona che ha dedicato alla ricerca a al lavoro in corsia tutta la sua vita. Ha contribuito a debellare molte leucemie infantili ed ha dedicato il suo lavoro agli altri, rimanendo in prima linea fino alla fine.»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Sempre e assolutamente gioco di squadra» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Piango spesso, sono persona molto sensibile. L’ultima volta 15 giorni fa ricordando mia mamma, con lei avevo un legame forte».

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Il tempo»

Se fosse un animale?

«Una gatta»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«In sardegna, molto bello»

Il suo sogno?

«Sono persona concreta e quindi programmata e organizzata che non sogna ma è pragmatica»

Cosa guarda in Tv?

«Solo trasmissioni sulle biciclette, in particolar modo il canale “Bike channel”, questo perché il mo compagno è amante del ciclismo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre 2001, l’attacco alle torri gemelle, la tragedia che ha cambiato il mondo».

Per cosa sarà ricordata?

«Per il mio carattere sanguigno e diretto»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovviamente si!»

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Politica

Tempo di ICEF, Robbi (AGIRE) “Bisogna rivedere i parametri. Non è possibile che chi ha di meno sia costretto a dare di più.”

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Gian Piero Robbi (Agire per il Trentino)

L’Icef (indicatore della condizione economica familiare) è un insieme di dati anagrafici, reddituali e patrimoniali che consentono l’accesso alle agevolazioni provinciali attraverso la misurazione delle condizioni economiche di un nucleo familiare. Una cosa sacrosanta, direte voi. Invece è un sistema da rivedere completamente.

“Nel corso degli anni – ci spiega Gian Piero Robbi, candidato alle Provinciali di Ottobre con Agire per il Trentino – si è andato affermando come l’unico indicatore per la richiesta di prestazione assistenziali erogate da enti provinciali e comunali e ha sostituito l’indicatore ISEE (utilizzato a livello nazionale).

L’indicatore dovrebbe tenere conto di condizioni sfavorevoli come la perdita di un genitore, disabilità e povertà, ma in più di un caso anziché sanare una condizione di diseguaglianza la va ulteriormente ad accrescere.”

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“Questo – continua Robbi – perché siamo in Italia e fatta la legge, trovato l’inghippo. Nelle piazze del Trentino, che frequentiamo ogni giorno, ci imbattiamo contro un pensiero totalmente negativo dell’ICEF, che non viene percepito in alcun modo come strumento di equità, anzi: ci dicono che chi è ricco, attraverso alcuni escamotage, riesce sempre a risultare non così ricco e invece chi ha un reddito normale e magari una proprietà terriera o un bene statico che non porta guadagno, viene “etichettato” come benestante.

“Di conseguenza, – conclude Robbiè necessario rivedere i parametri e gli indicatori in modo che i cittadini possano tornare a fidarsi dell’ICEF e di conseguenza delle somme e/o servizi erogati dalla Provincia. Perché la fiducia dei cittadini è la base di ogni società civile e se non c’è fiducia, non c’è crescita e non ci può essere futuro.

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