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Trento

Relazione commissione pari opportunità: piovono molte critiche su Ugo Rossi

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Il 6 giugno la Commissione Pari Opportunità (CPO) ha presentato la relazione annuale delle attività riferite all’anno 2017 presso la 4^ Commissione permanente del Consiglio.

Presenti in aula come relatori la presidentessa Simonetta Fedrizzi,  affiancata dalla vicepresidente Claudia Loro e dalla funzionaria Anna Maria Belluccio.

I numerosi progetti e iniziative della Commissione Pari Opportunità sono stati portati a termine nell’ottica di porre le pari opportunità al centro delle scelte politiche più ampie, nel riconoscimento del carattere innovativo e determinante che le misure di pari opportunità conferiscono ai processi di cambiamento sociale.

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L’obiettivo di una sempre maggiore equità fra i generi è stato perseguito nella consapevolezza e convinzione che tale equilibrio rappresenti un beneficio di tutta una collettività dedita alla realizzazione di una società più giusta e compiutamente democratica, e quindi capace di tenere conto dei bisogni e della qualità di vita di tutte le sue componenti.

«La relazione della C. P.O. è da intendersi – spiega Simonetta Fedrizzi –  come uno strumento di confronto costruttivo su temi di interesse generale e di stimolo, tanto per il Consiglio quanto per la Giunta provinciale».

«Purtroppo – aggiunge – questo significato non è stato colto dal rendiconto apparso sul sito del Consiglio della PAT e ripreso da alcune testate giornalistiche locali con titoli ad effetto e fuorvianti rispetto al senso complessivo della relazione annuale. E ciò spiace. Si sono voluti enfatizzare alcuni elementi di criticità senza inserirli nel contesto dei contenuti dettagliatamente articolati e delle buone pratiche sviluppate e consolidate. Si è anche taciuto sul clima collaborativo e sulla continuità nell’azione di numerose azioni sul governo locale, condotti in una logica di compimento collegiale del ruolo assegnato alla C. P. O. quale organo consultivo del Consiglio e della Giunta».

Fedrizzi ha documentato una fitta attività di carattere culturale svolta per promuovere le tematiche cosiddette di genere come la battaglia (vinta) per l’adozione della doppia preferenza uomo-donna nel voto provinciale; il dossier realizzato con gli studenti per analizzare il linguaggio dei quotidiani in un’ottica di genere; – l’iniziativa che dovrebbe portare al varo presso l’Università di una “banca dei saperi femminili”, allo scopo di promuovere un più frequente ricorso alle migliori professionalità anche femminili; l’impegno sul fronte della promozione di una toponomastica al femminile; le molte iniziative per il contrasto alla violenza sulle donne; il fronte tutto nuovo della “medicina di genere” e l’azione “politica” per avere asili nido che non si riducano a semplici centri assistenziali.

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Descrivendo il ventaglio operativo della C.p.o., Fedrizzi ha anche riferito di essersi mossa presso l’assessorato provinciale competente, per contestare (e chiedere il ritiro) della brochure diffusa in tema di istruzioni per le emergenze incendio, a quanto pare caratterizzata da illustrazioni che ricalcano triti stereotipi sessisti.

Riferito anche un caso meno recente di Comune che ha diffuso volantini per una festa locale, promuovendo di fatto anche un sexy show.

Un altro appunto critico la presidente Fedrizzi ha riservato per il presidente della Provincia, lamentando che è rimasta “lettera morta” la promessa di attivare un fondo ad hoc per colmare i limiti di retribuzione patiti dalle mamme assenti dal lavoro per maternità.

Nel dibattito è intervenuta per prima Violetta Plotegher (Pd), per un apprezzamento alla prospettiva di una medicina di genere, nel senso di sviluppare cure personalizzate e quindi adatte alle donne. La consigliera ha sostenuto che occorrerebbe analizzare il bilancio P.a.t. per capire se le risorse vengono utilizzate nella direzione della parità sostanziale tra i sessi.

Ha poi parlato della condivisione degli oneri di cura tra uomo e donna, che va sviluppata oltre il più povero concetto della conciliazione casa-lavoro. Un cenno critico infine a recenti episodi di sessismo nel linguaggio dell’aula consiliare.

I fondi a disposizione per la C.P.O. nel 2017 sono stati 25 mila euro,  «numerose attività sono state realizzate senza impiego di risorse economiche, grazie all’impegno in prima persona delle singole componenti e della Segreteria Tecnica, oltre a sinergie e collaborazioni attivate con altre istituzioni, tra cui la PAT e varie realtà associative» – Precisa Fedrizzi

Qui puoi leggere l’intera relazione della commissione pari opportunità della provincia autonoma di Trento

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Trento

Il saluto del Presidente prof. Riccardo Zandonini e il futuro del Centro Studi Martino Martini

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Si è svolto ieri il Consiglio direttivo del CSM, presieduto per l’ultima volta dal prof. Riccardo Zandonini, in scadenza di mandato.

Alla riunione del Comitato direttivo, erano presenti il Presidente, prof. Riccardo Zandonini, la coordinatrice del Centro Studi Martino Martini, dott.ssa Marcella Orru, il rappresentante della PAT dott. Flavio Bertolini, don Marco Saiani, per la Diocesi, la prof. Sofia Graziani, sinologa dell’Università di Trento, l’avvocato italo cinese Yu Jin, tutti membri del consiglio direttivo, l’ex senatore Renzo Gubert, revisore dei conti del Centro.

La prima parte della seduta è stata dedicata alle comunicazioni del Presidente, a partire dal fatto che per l’inizio del prossimo anno i soci fondatori nomineranno i propri rappresentanti per il nuovo comitato direttivo, e quindi verso febbraio 2020, verrà riunito il nuovo comitato direttivo, che procederà all’elezione del nuovo Presidente del Centro Studi Martino Martini.

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Il Presidente uscente ha proposto il nome del prof. Maurizio Marchese, ingegnere, professore dell’Università di Trento, e prorettore dell’ateneo con delega ai rapporti internazionali.

Il presidente Riccardo Zandonini ha ripercorso le attività più importanti realizzate durante il periodo della sua reggenza. In particolare la delibera PAT di approvazione del Protocollo d’intesa di durata quinquennale, che apre numerosi spazi di operatività per il Centro.

L’idea di questo significativo accordo è stata proposta dal rappresentante della PAT Bertolini.

Per l’attività di pregio del Centro sono state ricordate la firma degli accordi di collaborazione con la Zhejiang University, la Zhejang University Press e il Chinese Tea Culture Research Centre. Poi da ricordare l’accordo in occasione del Salone del libro di Torino.

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Accordi quadro di natura accademica di particolare importanza sono stati realizzati con tra gli altri la Mongolian University of Science and Technology (MN), con la Kocaeli University (TU), e la Shanghai University (CN).

Un punto di particolare soddisfazione per il Presidente, è quello che riguarda l’accordo con l’Hanban-Confucius Institute Headquarters, che ha designato il Centro Martino Martini come Chinese Corner. L’accordo ha permesso di realizzare una serie di Conversazioni sulla Cina, corsi di lingua cinese, del potenziamento della biblioteca aperta al pubblico, presente presso il Centro e soprattutto acquisto di autorevolezza e considerazione nel panorama internazionale.

E’ stata completata la versione inglese dell’Atlas di Martino Martini. Per quanto riguarda l’Opera Omnia di Martino Martini, continua l’opera di traduzione, soprattutto, con la collaborazione della Diocesi di Trento, molto presente in questo progetto, proprio per significare la statura culturale del gesuita trentino.

Le attività più importanti che hanno coinvolto il pubblico, riguardano il Progetto Orizzonti d’Oriente, in collaborazione con Alteritas Trentino. Grande successo ha ottenuto a febbraio il festeggiamento del Capodanno Cinese con la danza del Drago e del Dragone. L’iniziativa verrà riproposta anche nel febbraio 2020, in occasione del Capodanno Cinese, che festeggerà l’anno del Topo.

E’ stata estesa le ricerca “Il Trentino come nuova meta del traffico turistico cinese”, conclusa il 30 aprile. La Cina con un miliardo e trecentomila persone, rappresenta un bacino di possibili ospiti per le montagne trentine, in un contesto di strategia unitaria con il patrimonio turistico italiano. Il Trentino può sicuramente essere un luogo di grande appeal all’interno del territorio italiano.

Importante il progetto della Summer School sulla Cina, in collaborazione con l’Universita di Trento. Il tema sarà quello dei Legal Studies in Cina. Inoltre le numerose collaborazioni con la maggior parte degli enti culturali trentini, e le biblioteche civiche.

L’attenzione al mondo d’impresa è garantito grazie al patrimonio di relazioni e contatti che il Centro può garantire. Nel 2020 sarà realizzato anche un corso per gli imprenditori coordinato dalla dott.ssa Yu Jin, avvocato ed esperta di relazioni italo cinesi.

Grande soddisfazione per l’accreditamento con l’Iprase del Centro Studi Martino Martini, come centro per la formazione degli insegnanti.

L’accordo è stato approvato dalla Giunta il 4.10.2019, e un ruolo importante è stato quello del coinvolgimento del nuovo Presidente dell’Iprase, prof. Renato Troncon, che ha colto subito l’importanza dell’ambito Cina come momento di crescita culturale per la conoscenza globale indispensabile per la formazione del corpo docente trentino. Questa scelta garantisce apertura a 360 gradi verso il mondo e la possibilità anche per gli studenti di acquisire conoscenza internazionale di pregio.

Il progetto KITES Aquiloni e Culture in volo tra Arte e Scienza, sarà un dei momenti importanti, visto il successo della manifestazione di quest’anno, realizzata con la collaborazione del comitato del Festival dell’Aquilone di Cervia, la più grande kermesse mondiale del settore.

Il Centro Studi Martino Martini, a vent’anni dalla nascita, si dimostra così vivo e pieno di iniziative e progetti. Il nuovo corso a partire dal 2020, che si aprirà con il nuovo Comitato Direttivo e la scelta del nuovo Presidente, sarà un’occasione per confermare l’importanza della cultura cinese nel mondo occidentale, e soprattutto mettere in campo progetti ed iniziative volte a valorizzare le relazioni a livello internazionale- Questo potrà essere un volano di sinergie sia per iniziative di alto valore culturale, sia per valorizzare l’aspetto sociale, ed aprire sempre più la conoscenza del patrimonio di storia della Cina.

Obiettivi ambiziosi, che dovranno essere supportati da un’ efficace programmazione finanziaria sia di autofinanziamento, sia di sviluppo nel senso di aprire a nuove potenzialità con la collaborazione di altri soci e crowfounding.

L’Università in tal senso di dimostra un partner eccezionale per dare quel supporto indispensabile alla realizzazione e potenziamento delle idee e progetti che vengono proposti dal Comitato scientifico.

Al termine della riunione il Presidente Riccardo Zandonini, ha salutato e augurato buone feste agli intervenuti visibilmente commosso.

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Trento

Vetrina sfondata e bancomat distrutto. Condannati nuovamente gli anarchici trentini

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Dopo le sei condanne alla cellula anarchica trentina arrivate solo 7 giorni fa arrivano nuovi problemi per gli anarchici.

Il giudice ha infatti condannato Massimo Passamani e Andrea Parolari a 6 mesi e 20 giorni di reclusione, quest’ultimo condannato già a 2 anni e sei mesi per danneggiamenti e violazione della legge sulle armi.

Giulio Berdusco e Agnese Trentin sono stati condannati a 6 mesi, Enzo Ianes a 5 mesi e 20 giorni, Nikita MaffeiMatteo Nascimben a 4 mesi e 6 giorni.

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In seguito alla manifestazione del 9 febbraio 2018, il giorno in memoria delle vittime delle foibe, i primi sei erano accusati di aver danneggiato il negozio Funky di Nicola Paolini in via delle Orne a Trento.

Berdusco e Trentin – secondo l’accusa – avevano  sfondato la vetrina con un estintore per poi usarlo all’interno del negozio, Passamani, Ianes e Parolari li avrebbero coperti sollevando uno striscione e Maffei avrebbe acceso un fumogeno per non farli notare alla vista delle forze dell’ordine.

Durante la stessa manifestazione del 9 febbraio 2018 Nascimben ha distrutto un bancomat delle Poste Italiane e ha ricoperto la tastiera e lo schermo con della vernice spray nera.

Maffei e Nascimben sono anche accusati di porto definitivo d’arma perchè avevano con sé dei bastoni.

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Trento

Conto alla rovescia per i vaccini antinfluenzali negli ambulatori Apss

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Ultimi giorni per vaccinarsi contro l’influenza negli ambulatori dell’Apss di Cles, Pergine Valsugana, Pozza di Fassa, Riva Del Garda, Tione e Trento.

Il Dipartimento di prevenzione dell’Apss ribadisce che la vaccinazione antinfluenzale è importante, salva vite umane ed è efficace per ridurre il rischio di malattia, di ospedalizzazione e di morte per influenza e invita le persone che non si sono ancora vaccinate a recarsi negli ambulatori Apss o dal proprio medico di famiglia per effettuarla.

L’influenza è una malattia infettiva seria che, in alcune categorie di persone, può avere conseguenze gravi per la salute.

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La maggior parte di coloro che sono colpiti guarisce spontaneamente ma, in una quota significativa di casi, l’influenza si contrae in forma grave o dà complicanze che comportano il ricovero in ospedale e talvolta la morte.

I dati del Sistema di sorveglianza nazionale dell’influenza (Influnet) ci mostrano che a livello nazionale la situazione è in linea con lo scorso anno. Durante la quarantottesima settimana di quest’anno, i 791 medici sentinella del sistema si sorveglianza Influnet hanno inviato dati sulla frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti.

Il valore dell’incidenza totale è pari a 2,52 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 5,54 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 2,30 nella fascia 15-64 anni a 2,52 e tra le persone con età pari o superiore ai 65 anni è di 1,27 casi per mille assistiti.

Per quanto riguarda il Trentino nella quarantanovesima settimana è stato registrato un aumento del numero dei casi di influenza soprattutto nei bambini come conseguenza di un’intensificazione della circolazione del virus influenzale.

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Le persone che intendono vaccinarsi contro l’influenza possono rivolgersi agli ambulatori vaccinali dell’Apss nei giorni e orari indicati nella tabella allegata.

 

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