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Rovereto e Vallagarina

Il giornalismo online entra nelle scuole: Alessandra Corrente incontra la classe dell’Arcivescovile.

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Un invito inaspettato.

Un incontro, uno scambio ricco di emozioni e non solo.

La maestra Paola Comotti dell’Istituto Collegio Arcivescovile Dame Inglesi di Rovereto ha invitato la nostra collaboratrice Alessandra Corrente nella sua classe, la 5^ A della scuola primaria, per una lezione davvero speciale.

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«Il risultato di quelle due ore trascorse insieme è nelle parole, – spiega la giornalista –  e mi auguro anche nei cuori, dei ragazzi che ho conosciuto e che hanno dato vita a questo articolo, pubblicato sul giornalino scolastico ‘Arcipicchia… che notizia!’»

Questa volta i giornalisti però sono stati i ragazzi:

La verità ci rende liberi – INCONTRO AD “ALTA TENSIONE” CON LA GIORNALISTA ALESSANDRA CORRENTE

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Giovedì 3 maggio 2018 i ragazzi della classe 5^ A hanno invitato a scuola Alessandra Corrente per conoscere la sua storia e carpirle i segreti per diventare dei validi giornalisti.

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Alessandra è una giornalista pubblicista, collaboratrice della Voce del Trentino, da poco diventata mamma.

La sua storia nasce dall’AMORE per le parole. Fin da piccola si chiudeva nella sua stanza ad ascoltare musica e a leggere libri, certo non si immaginava ciò che il futuro le avrebbe riservato: diventare giornalista.

Che cosa fa il giornalista? Il giornalista si informa, dà informazioni a chiunque legge e vuole documentarsi. Ma non sempre quello che viene scritto è vero. A volte la notizia viene manipolata, in questo caso parliamo di “fake news”, la traduzione letterale è “notizie false”. Alessandra ha spiegato che l’informazione ha un ruolo molto importante nella nostra vita, ma purtroppo ha anche assunto un potere negativo. Oggi le notizie valgono più dei soldi perché muovono le coscienze delle persone. Spesso non si dice la verità perché si vuole creare un pensiero diverso da quello reale. Ha fatto l’esempio di ciò che è accaduto recentemente in Siria con l’attacco dei missili americani, inglesi e francesi contro il presunto arsenale di armi chimiche del governo di Assad.

Solo se la verità viene fuori, le cose possono cambiare. Cosa vuol dire?

Alessandra ha raccontato la storia incredibile di Daphne Caruana, la giornalista di Malta che ha perso la vita nell’attentato del 16 ottobre scorso in nome della verità di stampa. Una donna scomoda perché si occupava di traffici illeciti interni al governo di Malta. Lei è morta, ma le sue idee non possono morire! È per questo che 45 giornalisti di 18 testate internazionali, tra cui La Repubblica, hanno creato “The Daphne Project” che farà scoprire ai lettori di tutto il mondo le inchieste che qualcuno voleva nascondere. Dal male nasce sempre il bene!

Per trovare la verità devi faticare, bisogna sempre verificare la fonte, da chi ci viene data la notizia. Ognuno di noi non deve fermarsi a leggere solo un giornale, ma documentarsi, leggerne altri. Queste sono alcune delle pillole di saggezza che la giornalista ha voluto regalarci.

Durante l’incontro i ragazzi della 5^A hanno fatto alcune domande ad Alessandra Corrente.

Da piccola volevi fare la giornalista?

“Leggevo tanto, scrivevo tanto, soprattutto sul mio diario che avevo fin dalle elementari, ma era una cosa a cui non pensavo.”

È duro fare la giornalista?

“A volte è difficile portare la verità e vedere che tanti non lo fanno. Questa cosa mi rattrista ma mi invoglia a continuare a fare quello che faccio. Oltre che a collaborare con il giornale on-line La Voce del Trentino, sono anche responsabile dell’Ufficio stampa di un’Associazione che si occupa di diritti umani.”

In che cosa sei specializzata?

“Mi occupo di diritti umani, del mondo del sociale, della famiglia e di inchieste.”

Hai detto che sei una giornalista pubblicista, quale altro mestiere fai?

“Sono impiegata, Pedagogista Familiare, Mediatrice familiare, ma ora soprattutto mamma.”

Come ti sei sentita quando il tuo primo articolo è stato pubblicato?

“Ero molto emozionata, così come quando un mio articolo è stato letto da oltre 360.000 persone: uomini e donne che hanno avuto la possibilità di conoscere la storia di Manuel Sirianni, un ragazzo autistico non verbale che ha scritto il libro ‘Il bambino irraggiungibile con l’uso della tastiera. Manuel dice: ‘È stata la scrittura a rendere singolare la mia capacità di espressione, mi rende meno ‘marziano e un po’ più ospite del mondo’.

Come fanno i giornalisti a procurarsi le informazioni?

Per esempio, leggendo il libro di Manuel Sirianni, mi è venuta l’idea di fare un articolo. Ho cercato in internet e raccolto più informazioni possibili. Poi ho contattato la famiglia Sirianni e ho intervistato i genitori di Manuel.”

Nel tuo lavoro, si scrive anche in coppia?

“Sì, mi è capitato quando mi occupavo di una rubrica “Economia del bene comune”.

Quanto tempo impieghi a scrivere un articolo?

“Dipende. Quando arriva una nuvoletta le idee come un soffio arrivano e fluiscono in un attimo. Se, quindi, c’è l’ispirazione scrivo in poco tempo, altrimenti chiudo il computer e mi dedico ad altro.”

Il tuo articolo deve essere supervisionato dal tuo editore?

“Il mio editore mi ha sempre dato carta bianca e per questo mi reputo molto fortunata.”

Come si organizza il giornalista per scrivere un articolo?

“Come sapete rispetta i criteri delle 5 W, ma l’arte qual è? L’arte del giornalismo è coinvolgere il lettore: renderlo partecipe attraverso le emozioni (anche la rabbia), scandalizzarlo, toccare le giuste corde.”

Un giornalista può scrivere la sua opinione o “versione”?

“Il giornalista deve raccontare i fatti e certo, sotto forma di domanda, può far sì che il lettore rifletta, specialmente nelle inchieste. Così ognuno può crearsi una propria opinione o essere invogliato a raccogliere altre informazioni, ad approfondire.”

Hai mai intervistato una persona famosa?

“Ho avuto il piacere di incontrare e intervistare scrittori, uomini della politica, magistrati, avvocati, attivisti dei diritti umani, ricercatori, medici.”

Conclusa l’intervista, Alessandra ha ripreso il suo ruolo di giornalista e ha rivolto alla classe questa domanda:

Vi è mai capitato di non dire la verità? Ma perché non siete riusciti a dire la verità?

Dopo qualche minuto di silenzio, ognuno ha raccontato la sua storia.

É emerso che non diciamo la verità per PAURA. La paura è un sentimento che ci blocca.

Come faccio a superare la paura? Con il coraggio. Per dire la verità devo aver coraggio. Non devo aver paura delle conseguenze. Ognuno deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.

Dire la verità è faticoso, come è faticoso ricercare la verità. È faticoso comportarsi bene, ci vuole tanto impegno. Abbiamo visto che c’è chi muore per dire la verità. Noi nel nostro piccolo possiamo dire la verità, possiamo avere un po’ di coraggio.

Alla fine dell’incontro, la giornalista ha chiesto ad ogni ragazzo di raccontare la cosa che l’aveva maggiormente colpito in merito a ciò che aveva ascoltato.

Giulia: Daphne e la sua storia;

Maya: quante persone muoiono per dire la verità su ciò che accade realmente;

Chiara-Michelle/Samuel/Federico: la storia di Manuel che è riuscito a scrivere un libro nonostante la sua difficoltà;

Nicole/Gabriele: la storia personale di Alessandra;

Nicola: il fatto che un giornale scriva notizie false o dette in modo da indirizzare il pensiero delle persone in un’unica direzione;

Lorenzo: come una persona, semplicemente diffondendo una cosa non vera, può manipolare un popolo;

Marco: il bombardamento della Siria.

Queste due ore sono volate ma ciò che non volerà mai, ma rimarrà impressa nei nostri cuori, sono gli insegnamenti che Alessandra ci ha donato:

LOTTARE SEMPRE PER LA VERITÀ, LA VERITÀ CI RENDE LIBERI!

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