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Trento

Il «dopo di noi» è diventato legge provinciale

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Grande soddisfazione, è stata espressa dall’assessore alla salute e politiche sociali, per l’approvazione all’unanimità, ieri da parte del Consiglio provinciale, del ddl “Dopo di noi”, testo unificato di quattro disegni di legge presentati sia dalla maggioranza che dalla minoranza, “segno che sui temi importanti, che riguardano in questo caso la salute futura dei nostri cittadini, la politica è capace di ritrovarsi in sintonia”.

Il tema infatti è centrale: “Stiamo parlando – prosegue l’assessore Zeni – delle persone con disabilità che vivono in famiglia oppure nelle comunità alloggio presenti in molti territori del Trentino. Con questa legge forniamo alle Comunità di Valle, competenti in materia di assistenza alle persone con disabilità, strumenti per avviare forme di abitazione autonoma e condivisa, all’interno di un progetto personalizzato complessivo, che comprenda anche gli aspetti lavorativi e relazionali. Duplice la finalità: valorizzare le risorse e le capacità di queste persone, renderle in grado, in un futuro nel quale, inevitabilmente, verrà meno il supporto familiare, di evitare l’istituzionalizzazione quale unica soluzione concretamente praticabile. Certo, siamo consapevoli che tutto questo può funzionare se concorrono diversi elementi – conclude l’assessore alla salute – come la volontà di far sì che le persone con disabilità non siano meri fruitrici bensì soggetti in grado di partecipare attivamente e responsabilmente, l’impegno delle famiglie a mettersi a disposizione, l’apporto indispensabile del Terzo settore e del volontariato, il sostegno delle Comunità, ma siamo anche fiduciosi. Perché con questa legge valorizziamo la dimensione dell’autonomia e dell’indipendenza delle persone con disabilità, per favorire il loro benessere e la piena inclusione sociale. Siamo convinti che il grado di civiltà di una società si misuri anche dalla capacità di rispondere ai bisogni delle persone più fragili“.
Il “Dopo di noi” introduce specifiche disposizioni in favore delle persone con disabilità, per le situazioni in cui queste possano ancora contare sul sostegno dei familiari (“Durante noi”) e per le situazioni in cui questo sostegno sia venuto, per qualsivoglia motivo, meno (“Dopo di noi”).

Durante noi – Per le persone con disabilità prese in carico da caregivers familiari, si prevede la possibilità di attivare percorsi di autonomia, vita indipendente o interdipendente, utili sia per la loro qualità della vita e dignità, sia per evitare l’inevitabilità della successiva istituzionalizzazione.

Dopo di noi – Per i disabili che sono vissuti in famiglia e che hanno perduto il sostegno familiare, si prevedono, anche qui, progetti personalizzati di vita incentrati sulla valorizzazione dell’autonomia personale ovvero, nel caso in cui ciò non fosse possibile, per le caratteristiche della persona interessata, interventi idonei e appropriati rispetto agli specifici bisogni e disabilità della persona.

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Naturalmente, tutte le iniziative saranno attivate nel rispetto della volontà della persona disabile e dei principi della libertà di scelta, auto rappresentanza e auto determinazione della persona.

Per raggiungere queste finalità sono previsti:

  • l’attivazione degli interventi a favore delle persone disabili previsti dalla legge 112/2016 riguardanti nello specifico “l’abitare sociale”.
  •  l’inserimento di questi interventi in un progetto personalizzato di vita;
  •  interventi per favorire l’istituzione di trust, vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione;
  •  iniziative specifiche per la sensibilizzazione pubblica;
  •  azioni rivolte alle famiglie e ai caregivers, anche per rafforzare la consapevolezza dell’opportunità che la persona disabile intraprenda percorsi di autonomia, vita indipendente o interdipendente e per fornire loro sollievo, anche attraverso finanziamenti dedicati.

IL COMUNICATO DI ANFFAS – Anffas Trentino Onlus esprime la propria convinta soddisfazione per l’unanime approvazione da parte del Consiglio provinciale – nella seduta di ieri – della legge sul “dopo di noi”. Si prospettano per le persone con disabilità e le loro famiglie nuovi strumenti che tengano adeguatamente in considerazione l’intero percorso di vita di ogni persona. Oggi sottolineiamo una tappa significativa di un percorso costruito grazie al dialogo di più forze politiche con Anffas e con altre realtà del Terzo settore che rappresentano le persone con disabilità e le loro famiglie.

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L’approvazione in Parlamento della legge 22 giugno 2016, n. 112, pur senz’altro apprezzabile, lasciava aperte due questioni per noi particolarmente rilevanti. La prima era data dalla circostanza che, sulla base dell’accordo di Milano del 2009, la Provincia autonoma di Trento non concorre alla distribuzione del Fondo nazionale per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. La seconda riguardava la nostra convinzione di dover maggiormente valorizzare a livello provinciale l’esercizio e lo sviluppo di quei livelli di autosufficienza che possono rendere effettivamente innovativa l’implementazione dei progetti di “abitare sociale”.

Su entrambe le questioni abbiamo riscontrato ampia e concreta attenzione da parte degli interlocutori politici e istituzionali. A tale proposito, fermo il nostro apprezzamento per tutti i Consiglieri provinciali, e in modo particolare per i membri della IV Commissione legislativa, competente in materia di politiche sociali, il nostro ringraziamento va anzitutto ai proponenti dei tre disegni di legge che sono stati unificati nel testo approvato prima in Commissione e ieri in aula: al Consigliere Walter Viola, primo firmatario del primo ddl depositato, al Consigliere Pietro De Godenz, primo firmatario di una seconda proposta legislativa depositata e all’Assessore alla Salute e alle Politiche sociali Luca Zeni, che ha presentato un terzo disegno di legge quale espressione dell’adesione della Giunta provinciale alle finalità dei primi due e di un conseguente stanziamento di bilancio.

Una menzione va anche al Consigliere Marino Simoni, primo firmatario di un disegno di legge sulla figura del caregiver familiare, che è stato a sua volta unificato con le proposte sul “dopo di noi”.

Registriamo assai positivamente come sia ancora possibile, anche in ambito politico, condividere importanti iniziative da assumere per offrire risposte concrete a bisogni sociali emergenti. Il quadro degli interventi previsti dalla legge n. 112 del 2016 è stato contestualizzato, specificato e ampliato, facendo leva sulla competenza legislativa primaria che la Provincia detiene in materia di politiche sociali, in particolare in due direzioni: la promozione del mantenimento dei più elevati livelli di autosufficienza possibili per le persone con disabilità, il riconoscimento – su un piano di sussidiarietà – del ruolo decisivo dei soggetti del Terzo settore e del privato sociale nella costruzione di un sistema integrato di servizi e di opportunità per chi vive una particolare situazione e per i suoi familiari.

Quando parliamo di sostenibilità dei sistemi di welfare, pensiamo a una dimensione che, ancor prima che economica, è antropologica. Prevenire, o ritardare quanto più possibile, l’istituzionalizzazione significa, per noi, occuparci di sostenibilità secondo questa duplice dimensione. Contiamo che questo impegno sia sempre più sostenuto e condiviso, culturalmente e finanziariamente, perché lo consideriamo segno di umanità, di lungimiranza e di buon governo, a partire da quel centro di gravità che si chiama PERSONA.

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