Connect with us
Pubblicità

Politica

Si parte! L’italia ha un nuovo governo, domani il giuramento dei ministri

Pubblicato

-

Giovanni Tria, ordinario di Economia politica all’Università di Tor Vergata, alla guida del ministero dell’Economia e delle Finanze, il dicastero chiave mette d’accordo tutti e allora il governo dopo 88 giorni terribili può partire.

L’economista Paolo Savona, pomo della discordia fa un passo indietro e viene dirottato al ministero degli Affari europei, che al momento non è neanche un dicastero ma “solo” un Dipartimento di Palazzo Chigi.

Agli Esteri va un politico navigato come Enzo Moavero Milanesi, mentre Giuseppe Conte diventa di nuovo presidente del Consiglio,  per due volte in 8 giorni, un vero record.

Pubblicità
Pubblicità

Di Maio e Salvini sono vice-premier con deleghe “pesanti”e ministri, rispettivamente, allo Sviluppo economico accorpato con il Lavoro, e all’Interno. Per Salvini il primo obiettivo è stato raggiunto, in tal senso il lavoro è molto, vedremo se saprà mantenere le promesse e cominciare a fare «pulizia».

LA CRONACA – Alle 21 Giuseppe Conte è salito al Quirinale per incontrare il capo dello Stato ed ha ricevuto nuovamente l’incarico da presidente del Consiglio dei ministri a pochi giorni dal precedente, cui ha rinunciato domenica scorsa. Conte ha quindi presentato a Sergio Mattarella la lista di 18 ministri, di cui cinque donne, che comporranno la sua squadra.

«Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici che abbiamo anticipato nel contratto di Governo. Lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità della vita di tutti gli italiani», ha garantito il premier incaricato dopo aver letto ai giornalisti la lista dei prescelti al termine del suo faccia a faccia con Mattarella.

Nel pomeriggio, a porte rigorosamente chiuse si era svolto l’incontro, dove alla fine i due leader avevano annunciato che «Ci sono tutte le condizioni per un Governo politico M5S-Lega con Giuseppe Conte presidente del Consiglio».

Pubblicità
Pubblicità

Mentre era in atto l’incontro Di Maio – Salvini il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, era tornato al Quirinale per un nuovo colloquio informale con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Al termine Cottarelli è rientrato a Montecitorio. Qui è stato raggiunto da una nuova convocazione ufficiale per le 19.30 al Colle, dove ha rimesso l’incarico di premier accettato con riserva il 28 maggio. «Negli ultimi giorni si è concretizzata la prospettiva di un Governo politico, quindi non è più necessario un Governo tecnico. È stato un grande onore lavorare per il Paese anche se solo per qualche giorno», ha spiegato l’economista.

I MINISTRI –  Un governo snello, con 18 ministri, di cui 5 donne. E’ la squadra del professor Conte, che sarà affiancato dai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini, entrambi vicepremer.

Eccola. – Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte; – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti – Ministro dell’Economia: Giovanni Tria – Ministro degli Esteri: Enzo Moavero Milanesi – Ministro degli Interni: Matteo Salvini (vicepremier) – Ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro: Luigi Di Maio (vicepremier) – Ministro ai Rapporti con il Parlamento: Riccardo Fraccaro – Ministro degli Affari Europei: Paolo Savona – Ministro della Difesa: Elisabetta Trenta – Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede – Ministro della Pubblica Amministrazione: Giulia Bongiorno – Ministro della Salute: Giulia Grillo – Ministro degli Affari Regionali: Erika Stefani – Ministro del Sud: Barbara Lezzi – Ministro dell’Ambiente: Sergio Costa – Ministro ai Disabili e alla Famiglia: Lorenzo Fontana – Ministro dell’Agricoltura e del Turismo: Gian Marco Centinaio – Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture: Danilo Toninelli – Ministro dell’Istruzione: Marco Bussetti – Ministro dei Beni Culturali: Alberto Bonisoli.

Erano filtrate delle voci che parlavano di un appoggio al governo di Giorgia Meloni  ma la resistenza del M5S ha datto tramontare questa possibilità già nel primo pomeriggio. La leader FdI, ha dichiarato superata la sua apertura politica: «Presumibilmente ci asterremo sul voto di fiducia per aiutarlo a nascere perchè abbiamo sempre detto che un governo politico è meglio di uno tecnico».

No secco invece da parte di Forza Italia. Mariastella Gelmini, capogruppo azzurro alla Camera, ha confermato l’opposizione del partito all’esecutivo giallo-verde «pericolosamente a trazione grillina». «Incalzeremo gli amici della Lega affinché al centro ci sia il programma presentato dalla nostra coalizione agli italiani lo scorso 4 marzo», ha promesso Gelmini annunciando «battaglie dalla parte dei cittadini: saremo le loro sentinelle nelle Aule di Camera e Senato».

All’attacco invece il segretario del PD Martina che ha sperato fino alla fine che il governo non prendesse la luce.

«Il governo populista e di destra che nasce ha un programma pericoloso per il Paese – ha detto Maurizio Martina annunciando la scelta scontata dell’opposizione – e le ultime giornate purtroppo confermano le nostre preoccupazioni di sempre. La loro azione sino a qui è stata un mix di estremismo, antieuropeismo e iniquità. Lavoreremo subito dall’opposizione per costruire con serietà e determinazione l’alternativa forte e popolare di cui il Paese ha bisogno. Lo faremo con tanti che non si rassegnano ai rischi che il governo Salvini-Di Maio porta con sé».

Secondo fonti parlamentari poi confermate dal Quirinale il giuramento del nuovo governo si svolgerà domani pomeriggio alle ore 16, mentre la fiducia alle Camera dovrebbe essere calendarizzata per lunedì e martedì prossimi. A dare per prima la fiducia dovrebbe essere il Senato.

Alle festa delle repubblica del 2 giugno quindi non ci saranno «caselle» vuote ma vicino a Mattarella siederanno Matteo Salvini e Luigi di Maio, oltre naturalmente a Giuseppe Conte.

Ora le aspettative sono molte, e fin da subito tutti si attendono novità e soprattutto cambiamenti, anche forti ed innovativi in determinati settori. Come spesso succede i primi 100 giorni saranno decisivi per capire bene come farà questo governo, che dalle intenzioni di tutti vuole rimanere in carica per tutto il mandato.

Sotto come vede la nascita del governo il vignettista Domenico La Cava

Pubblicità
Pubblicità

Politica

Sondaggio «Youtrend»: il centrodestra doppia Pd e M5s. Numeri mai visti

Pubblicato

-

Non si ferma l’uragano del centrodestra trainato dalla Lega e il crollo dei cinque stelle che ormai è verticale.

Sorprendono ancora una volta i dati dei 5 Stelle che crollano nei consensi a favore del partito di Giorgia Meloni che continua a crescere.

I voti degli elettori grillini vanno in parte alla Lega ma soprattutto sono i Fratelli d’Italia ad avvantaggiarsi di questo smottamento.

Pubblicità
Pubblicità

Secondo la Supermedia dei sondaggi elaborata dalla coalizione di LegaForza Italia e Fratelli d’Italia ha consolidato la sua maggioranza arrivando al 50,6 per cento dei consensi contro il 27% del centrosinistra.

In particolare, l’analisi del 14 novembre conferma che la formazione di Matteo Salvini è il primo partito del Paese con il 33,5%, in crescita di 0,7 punti rispetto a due settimane fa; anche Fratelli d’Italia avanza e arriva al 9,5% (+0,6%) e la sola Forza Italia (6,7%) indietreggia dello 0,1%.

Al contrario, nell’attuale maggioranza il Pd tiene e conferma il 18,9% dei consensi di due settimane fa, ma il Movimento 5 Stelle crolla di un altro punto e mezzo scendendo al 16,5%.

La questione ex Ilva penalizza il partito di Di Maio in termini di credibilità.

Pubblicità
Pubblicità

Prima al posto dell’Ilva i grillini volevano costruire un grande parco per bambini ora stanno facendo di tutto per salvarla in vista dei 20 mila possibili licenziamenti.

Italia Viva di Matteo Renzi invece, cresce di 0,4 punti toccando il 5,2%.

Per quanto riguarda le altre forze vicine al centrosinistra, +Europa crolla al 1,6%, ormai dietro sia alla Sinistra (2,1%) che ai Verdi (1,8%).

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Politica

Elezioni comunali 2020: oggi primo incontro della coalizione di centro destra

Pubblicato

-

Cominciano le grandi manovre per le elezioni comunali del maggio 2020.

La Coalizione popolare e autonomista del Cambiamento si è riunita stamane a Trento in un lungo e proficuo incontro.

Al centro dell’incontro le prossime elezioni comunali in Trentino di maggio 2020 con un particolare focus sul capoluogo trentino.

Pubblicità
Pubblicità

«L’incontro è stato molto costruttivo e si è dato il via ad un gruppo di lavoro della coalizione per la stesura di un programma concreto e lungimirante per dare a Trento e a tanti comuni del Trentino quel rinnovamento che viene richiesto a gran voce da tantissimi cittadini. I vari esponenti della coalizione hanno iniziato il confronto sul profilo del candidato Sindaco per il nostro capoluogo che, da decisione collegiale, sarà indicato con ampio anticipo» – Fa sapere il segretario della Lega Mirko Bisesti.

All’incontro erano presenti il senatore Andrea de Bertoldi, Claudio Cia, Consigliere provinciale per Agire per il Trentino e Assessore regionale, Silvano Grisenti, Presidente di Progetto Trentino, Antonio Corradello, Consigliere comunale per la Civica Trentina, Elena Testor, Senatrice di Forza Italia, Michele Condini portavoce degli Autonomisti Popolari di Walter Kaswalder, Armando Mich, Presidente Associazione Fassa, Michele Ravagni, Presidente del Consiglio circoscrizionale di Mattarello ed esponente de La Civica e Andrea Broccoli, UDC Trentino.

L’occasione dell’incontro è stata propizia anche per ospitare e congratularsi con il nuovo Presidente dell’Associazione Fassa Armando Mich al quale è stato augurato un buon lavoro.

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Politica

Affida un incarico su raccomandazione, condannato a risarcire 88mila euro alla Provincia

Pubblicato

-

Un incarico affidato su raccomandazione da parte dell’ex assessore e vicepresidente Alessandro Olivi costerà caro a Claudio Moser, dirigente generale del Dipartimento dello sviluppo economico e del lavoro della Provincia di Trento. (qui articolo)

Ammonta infatti a quasi 89mila euro (nello specifico 88.813) il danno erariale per consulenze illegittime riscontrato dalla Corte dei conti di Trento e che a breve dovrà essere risarcito all’amministrazione provinciale.

Secondo i giudici, sarebbero ben tre gli incarichi esterni affidati in assenza di requisiti specifici all’allora designato per il progetto “Bottega scuola”, Michele Bontempelli.

Pubblicità
Pubblicità

A Moser viene contestato in particolare l’illecito affidamento dell’incarico esterno per la riforma dei lavori socialmente utili a una persona non specializzata. Per ricoprire il ruolo, sarebbe stato infatti necessario possedere una “comprovata esperienza nella gestione delle relazioni tra organi istituzionali”.

Parliamo di una riforma per la quale si doveva, e si poteva individuare una professionalità idonea tra i ben 4200 dipendenti provinciali disponibili.

Bontempelli non avrebbe avuto un cv idoneo a giustificare l’affidamento essendo in possesso di un diploma di qualifica professionale (parrucchiere), senza particolari esperienze nella materia oggetto della consulenza.

Pozzato all’avvio delle indagini avevaparlatodi chiaro “favoritismo politico nei confronti di Bontempelli” e che nel Dipartimento di Moser ci sarebbero stati almeno 16 laureati adatti e con le carte in regola.

Pubblicità
Pubblicità

E i giudici non hanno dubbi: l’intenzione di Olivi, fin dall’inizio, sarebbe stata quella di dirottare tale nomina su Bontempelli senza tenere conto di altri possibili candidati.

Nessuna vera intenzione di individuare la personalità giusta nemmeno da parte di Moser il quale, secondo la sentenza, avrebbe preferito seguire le direttive di Olivi per Bontempelli, ex parrucchiere ma anche ex sindaco di Pellizzano, ruolo del quale la magistratura non ha però tenuto conto “per via della scarsa rilevanza dell’impegno amministrativo previsto per un Comune di così pochi abitanti”.

Avrebbe dovuto opporre un netto rifiuto e non l’ha fatto e ora a pagare sarà solo Moser, che dunque assecondò apparentemente senza battere ciglio, la richiesta provenuta dall’alto.

Fatto più grave, secondo la Corte dei conti, sarebbe infatti quel “sì” alla direttiva illegittima provenuta dall’ex assessore, più che la natura stessa, anche illegittima, di quella stessa richiesta.

Sul punto, nell’atto di citazione, la corte dei Conti aveva precisato che «la non contestazione riguardava il solo aspetto di regolarità contabile, riferibile alla correttezza del procedimento di liquidazione, non validando la legittimità dell’affidamento. Ad una più approfondita analisi, inoltre, emergeva che proprio il curriculum di Bontempelli non era stato mai prodotto alla Corte, che pure lo aveva ripetutamente richiesto».

Carte che Bontempelli, come detto, non aveva ma dal 2015 al 2017 aveva percepito la cifra contestata per l’assegnazione di tre incarichi annuali (rinnovati due volte).

Ecco perché Pozzato parla anche di “totale sprezzo dei propri doveri e della cosa pubblica”.

Prima ancora Bontempelli (nella foto) aveva ricevuto dalla Provincia altri incarichi di “spiccato carattere politico”.

Bontempelli era stato segretario particolare presso l’ufficio di gabinetto del Presidente della Provincia, Alberto Pacher, e poi incaricato, sotto Alessandro Olivi vicepresidente, per il progetto “Bottega Scuola”.

Michele Bontempelli

Tutto è partito da una lettera anonima arrivata al Procuratore regionale della Corte dei conti del Trentino Alto Adige, Marcovalerio Pozzato, che denunciava uno spreco di denaro pubblico.

Le indagini avevano portato alla richiesta di risarcimento di 88.813 euro per danno erariale alle casse della Provincia Autonoma di Trento causati da Claudio Moser, dirigente del Dipartimento sviluppo economico e lavoro.

Al centro della vicenda c’erano appunto gli incarichi ingiustificati, per la riforma del sistema dei lavori socialmente utili, assegnati al “parrucchiere” Michele Bontempelli, ex sindaco del Pd nel comune di Pellizzano.

Tutto era partito da una richiesta del vicepresidente della giunta provinciale Alessandro Olivi (PD) che con una nota del 19 dicembre 2014 sosteneva la necessità di incardinare presso il suo assessorato di “una professionalità con il compito di occuparsi operativamente dei rapporti tra assessorato stesso, strutture del dipartimento ed enti ed organismi interessati alla riforma, tra cui sindacati, cooperative ed enti locali”.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza