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Ambiente Abitare

Pedaggio autostradale, Dorfmann: «Europa tutela ambiente e residenti»

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La commissione trasporti del Parlamento europeo ha votato ieri una relazione in materia di pedaggi stradali.

La relazione è parte del pacchetto mobilità “Europa in movimento”, che contiene una serie di misure per portare l’Europa verso una mobilità moderna e a basse emissioni.

Tutti le proposte di emendamento avanzate dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann hanno trovato la maggioranza in commissione.

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L’Europa ha bisogno di regole aggiornate per gestire il traffico e renderlo così più rispettoso dell’ambiente e meno inquinante.

A questo proposito, anche i sistemi di pedaggio necessitano di un adattamento, affinché il traffico su strada nel mercato comune venga reso più efficiente attraverso regole più rigide e, in questo modo, si renda possibile un trasferimento concreto del trasporto di merci e persone dalla strada alla rotaia.

La relazione adotta ieri prevede la revisione della direttiva Eurovignette del 1999.

Attenzione particolare è rivolta all’armonizzazione dei sistemi di pedaggio dei vari Stati membri, attualmente molto diversi tra loro, sia per quanto riguarda i tir che per le auto.

Entro il 2025 i sistemi di pedaggio dovranno essere armonizzati in tutta Europa, il che comporterà la fine dei pedaggi come li conosciamo oggi.

Al loro posto, verrà introdotta una forma di pedaggio relativa ai chilometri percorsi. Attraverso l’applicazione del principio “chi inquina paga” sarà possibile promuovere un traffico su strada più sostenibile sia dal punto di vista ecologico che finanziario.

Con le nuove norme, infatti, gli Stati membri dovranno trasferire i costi esterni, come il rumore o danni ambientali, sul prezzo del pedaggio e sugli oneri infrastrutturali.

Nelle zone di montagna ecologicamente sensibili le maggiorazioni potranno essere quadruplicate. Per gli Stati membri, l’introduzione di questa eurovignetta non sarà più soltanto un’opzione – che l’Italia peraltro non ha mai utilizzato – ma sarà invece un obbligo.

L’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann ha espresso la sua soddisfazione per il voto di ieri: “Questa direttiva è funzionale all’introduzione di un pedaggio specifico lungo la tratta che interessa il corridoio del Brennero. Solo in questo modo si può contrastare in maniera efficiente la deviazione da altre rotte del traffico sulla tratta del Brennero. Dobbiamo introdurre misure forti, per evitare che migliaia di tir ogni giorno scelgano di passare dal Brennero, solo perché questo è più conveniente della linea del San Gottardo. La situazione attuale rischia di portare l’autostrada del Brennero sull’orlo del collasso. L’ingorgo di questa settimana ha dimostrato che le cose non possono continuare così. Non possiamo consentire al traffico di transito di bloccare la nostra autostrada, di renderla inutilizzabile per i nostri cittadini e l’economia e di inquinare l’aria”.

Inoltre, la commissione trasporti del Parlamento si è espressa affinché gli introiti legati agli oneri infrastrutturali e alle maggiorazioni relative ai costi ambientali siano riutilizzati per prevenire i danni all’ambiente e all’uomo e per finanziare nuovi progetti infrastrutturali alternativi.

Questo conferma la lungimiranza della decisione dell’Alto Adige di finanziare negli ultimi dieci anni la costruzione del tunnel di base del Brennero. Oggi abbiamo ancorato questo principio a livello europeo. È però anche ora di pensare a misure efficienti di compensazione ambientale per i cittadini che vivono lungo l’autostrada. L’Autostrada del Brennero è infatti un’impresa che raccoglie notevoli profitti, di cui però i residenti vedono solo sporcizia e rumore”, ha dichiarato Herbert Dorfmann.

Le nuove norme prevedono inoltre che in futuro anche i veicoli commerciali leggeri come, ad esempio, i piccoli camion, siano soggetti alle regole relative al pedaggio e al tachigrafo. Gli autocarri leggeri fanno sempre più una concorrenza silenziosa ai tir e costituiscono anche un pericolo per il traffico su strada, perché il conducente non è tenuto a rispettare alcuna regola sui tempi di riposo e in questo senso può condurre anche fino allo sfinimento.

Prima di entrare in vigore, la direttiva dovrà passare dalla plenaria del Parlamento europeo ed essere negoziata con gli Stati membri.

Il voto di oggi è un passo importante verso una politica del traffico europea sostenibile per chi risiede vicino all’autostrada. In particolare, si tratta di una pietra miliare per la tratta del Brennero e l’Alto Adige”, ha concluso Herbert Dorfmann.

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Ritornano le Giornate trentine della Biodiversità

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Prosegue in Trentino il percorso per la promozione, tutela e valorizzazione della biodiversità naturale e di interesse agrario.

Le varie iniziative in programma perseguono gli obiettivi indicati dalle istituzioni internazionali e nazionali che hanno definito il 20 maggio come Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (Legge 194/2015) ed il 22 maggio quale Giornata mondiale della biodiversità (ONU).

La salvaguardia della diversità e della funzionalità degli ecosistemi si coniuga con la diversità delle specie e la diversità genetica entro di esse, sia nel contesto naturale sia in quello produttivo agricolo ed alimentare.

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Anche quest’anno enti, istituzioni, associazioni, operatori si sono messi in rete per divulgare e celebrare i valori universali della biodiversità. L’appuntamento della quarta edizione di “Il Trentino per la Biodiversità” è a Trento, dal 18 al 20 maggio, e in varie località delle aree protette del Trentino dai primi di maggio ai primi di giugno.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Comune di Trento, MUSE, CREA di Villazzano, Servizio sviluppo sostenibile ed Aree Protette, APPA, Fondazione Edmund Mach, Biodistretto di Trento, Azienda per il Turismo Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Federazione provinciale Allevatori, Rete degli Ecomusei del Trentino, associazioni F.T.bio e Pimpinella.

Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la popolazione sullo stato della biodiversità che è anche alla base dei nostro sistema alimentare. Il recente rapporto della FAO evidenzia un impoverimento della biodiversità a livello mondiale che interessa anche le specie che supportano i nostri sistemi alimentari.

Con il termine biodiversità si intende la varietà degli ecosistemi, delle specie e del patrimonio genetico degli organismi viventi presenti sulla Terra. Per biodiversità di interesse agrario ed alimentare si intende il sottoinsieme della biodiversità che, in vario modo, interessa l’agricoltura e la produzione alimentare.

Essa comprende le piante coltivate, gli animali allevati, i sistemi forestali, l’acquacoltura, i prodotti spontanei raccolti nei vari ambienti per scopo alimentare ed artigianale, i progenitori selvatici delle specie addomesticate ed inoltre tutto ciò che è noto come “biodiversità associata” ossia la vasta gamma di organismi che vivono all’interno e nelle vicinanze dei sistemi di produzione agricola ed alimentare e che contribuiscono alla formazione del prodotto.

La biodiversità è oggi minacciata: il tasso di estinzione delle specie è molto elevato e solo una modesta percentuale delle specie e degli ecosistemi è oggi in buone condizioni. ù

E’ lei che ci fornisce quotidianamente cibo, mangimi, legname, fibre, ma anche farmaci e principi attivi ed una serie di servizi eco sistemici che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e forestali in buona salute, aiutano a combattere i parassiti e le malattie delle coltivazioni e del bestiame.

In tema di alimentazione il Comune e l’Università di Trento, a seguito della stipula di un protocollo d’intesa, hanno avviato il progetto “Nutrire Trento” che si propone di promuovere nel contesto urbano e peri-urbano metodi di produzione e stili di consumo consapevoli del valore ambientale e sociale delle nostre scelte alimentari.

Il progetto si propone di  migliorare la qualità del cibo con cui si nutre la città, promuovere il consumo di prodotti sani e salutari che assicurino un’adeguata remunerazione per tutti gli attori della filiera alimentare, lavorare per valorizzare un’economia locale basata su nuove relazioni fra città e campagna e tra agricoltori e consumatori.

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Ambiente Abitare

“La Musica scolpita”: il Simposio di scultura lignea torna a Besenello

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Questo Simposio, che ha avuto inizio lunedì 6 maggio 2019, si concluderà durante la serata di sabato 11.

Il tema scelto per questa quinta edizione ha come titolo “La Musica scolpita”: un filo conduttore che lega vista e udito attraverso un percorso coinvolgente che si snoda tra le vie del centro storico di Besenello, all’ombra di Castel Beseno.

Qui, 13 scultori scolpiranno dei tronchi grezzi restando fedeli al tema della manifestazione e al significato stesso di “Simposio”, ovvero un momento di intrattenimento e dialogo.

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Particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento dei bambini delle età prescolare e scolare (materna, primaria, superiore di primo e secondo grado), anziani ospiti delle case di riposo, portatori di disabilità fisica e/o mentale seguiti da cooperative sociali. Per questi, infatti, verranno realizzate numerose visite guidate grazie alla collaborazione con Cooperativa Sociale Gruppo 78 di Volano, Cooperativa Sociale Villa Maria di Calliano, Cooperativa Sociale il Ponte di Rovereto, APSP Opera Romani di Nomi e APSP Clementino Vannetti di Rovereto.

Inoltre sarà realizzata una didattica alternativa in collaborazione con Asilo Nido, Scuola dell’Infanzia di Besenello, Scuole dell’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina.

Parallelamente, ci sarà un forte coinvolgimento di bambini e famiglie alle proposte laboratoriali, di lettura animata, di conoscenza del legno attraverso la fruizione delle specifiche attività dell’Aula Didattica del Simposio.

Mentre in settimana, ad accompagnare questo evento, ci saranno numerosi appuntamenti come concerti ed esibizioni musicali, la serata di sabato verrà interamente dedicata alla presentazione delle opere scolpite dagli artisti.

Tutte le sculture verranno esposte nella piazza del centro storico. Saranno poi i visitatori della giornata di sabato 11 maggio a scegliere l’opera vincitrice. 

Orari Scultori:

martedì, giovedì, sabato: 8:30-12:00/14:30-19:00

mercoledì e venerdì: 8:30-12:00/15:30-21:00

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Ambiente Abitare

Edilizia sostenibile: Il Trentino leader italiano di settore

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La sensibilità sempre maggiore dell’opinione pubblica nei confronti delle tematiche ambientali è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni ed ha portato grandi risultati nel campo della tecnica della costruzione.

Oggi come non mai infatti, si pone particolare attenzione all’intera vita di un prodotto edilizio: dal reperimento delle materie prime al processo produttivo dei materiali, coniugando le esigenze e l’evoluzione dell’edilizia con il rispetto per l’ambiente.

Si diffonde così, un nuovo approccio ad una progettazione che tenga conto della biocompatibilità delle costruzioni.Un modello che riguarda sia gli edifici nuovi, sia gli edifici che necessitano di riqualificazione: la cosiddetta “edilizia sostenibile”.

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Con l’espressione “edilizia sostenibile” si intende l’insieme di pratiche adottate per la progettazione, la realizzazione e la gestione di strutture, utilizzando materiali e fonti di energia limitando il più possibile l’impatto ambientale.

Il settore dell’edilizia genera in Trentino più di un miliardo di euro di attività equivalente all’ 8% del fatturato totale. Crescente è il peso in questo ambito delle imprese orientate alla sostenibilità e di quelle che valorizzano il legno come elemento costruttivo primario. La produzione di legno totale in Regione supera i 527.000 metri cubi all’anno, generando di conseguenza importanti indotti.

Nonostante in Italia tale tecnica copra il 7% delle costruzioni, è il Trentino Alto Adige leader di settore che da solo fattura il 46% del mercato totale.

Il boom del legno come materiale di costruzione si è confermato dagli anni ’70, fino ad arrivare al + 13% segnato in Provincia nel 2018.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, il settore edilizio è certamente un settore strategico su cui intervenire. Da qui sono nate azioni nazionali ed internazionali volte alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

La Direttiva europea del 2010 prevede che entro il 31/12/2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano strutture a energia quasi zero o “ZEB” (Zero Energy Building).

Gli ZEB sono edifici residenziali o commerciali che soddisfano il loro fabbisogno energetico attraverso impianti di energia rinnovabile grazie alla progettazione di un involucro altamente efficiente.

Questa tecnica di costruzione offre diversi vantaggi per i futuri inquilini, primo fra tutti l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi. Attraverso forme di produzione energetica alternativa con l’utilizzo di materiali a km zero, in alcuni casi derivanti da processi di riciclo, si offrono standard di isolamento termico e acustico elevatissimi. Inoltre costruzioni di questo tipo resistono meglio al fuoco ed ai terremoti.

Il passaggio ad una edilizia sostenibile non è più quindi una scelta ma diventa una necessità per migliorare la qualità di vita dei cittadini, diminuire il consumo di energia e ridurre le emissioni.

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