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Trento

Il comune di Trento non considera prioritaria la ciclabile Villazzano – Povo

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La consegna della petizione a Dorigatti

La III Commissione consiliare permanente, presieduta da Mario Tonina, si è riunita e ha dato parere favorevole (con 2 astenuti) allo schema di deliberazione con cui la Giunta aggiornerà il Regolamento urbanistico-edilizio provinciale e il Regolamento di esecuzione della legge provinciale sull’attività agrituristica.

L’assessore Carlo Daldoss ha descritto la serie di modifiche testuali, su cui hanno chiesto molte delucidazioni i consiglieri membri di Commissione. Si è deciso di non modificare la norma di regolamento urbanistico che stabilisce i presupposti per edificare la prima casa in un’area agricola ospitante lo stabilimento produttivo del conduttore agricolo. Rimane quindi necessario che il titolare, ma anche il coniuge e il convivente non abbiano altre case di abitazione altrove. L’ipotesi iniziale della Giunta era quella di non fare riferimento al convivente, categoria troppo generica e previsione aggirabile con una divisione degli stati famiglia della coppia.

Il regolamento approvato rinvia tra l’altro al 31 dicembre 2018 il termine entro cui i Comuni devono adottare preliminarmente la variante di adeguamento dei piani regolatori alle novità della riforma urbanistica 2015.

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CICLABILE DI VILLAZZANO: DECIDE IL COMUNE

La III Commissione ha anche ascoltato l’assessore Carlo Daldoss in ordine al tema della petizione popolare 27/XV, che ha chiesto la realizzazione di una pista ciclopedonale di accesso alla scuola media Pascoli di Villazzano-Povo.

Daldoss ha spiegato che i circa 3 milioni di euro necessari erano stati stanziati dalla Provincia, poi però l’elenco di opere relativo è stato revocato e tutti i fondi collegati sono stati assegnati in blocco alle rispettive Comunità di valle, perché li utulizzino secondo scelte proprie.

Nella fattispecie, il Comune di Trento non ha inteso dare priorità alla ciclabile di Villazzano-Povo, decisione di cui la Giunta non può rispondere. La Commissione sentirà prossimamente i promotori della petizione e se possibile l’amministrazione comunale del capoluogo.  ​

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Trento

Ricordo Alcide De Gasperi: ieri sera evento commovente insieme alla figlia Maria Romana

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“Alcide De Gasperi non è solo stato suo padre – ha detto il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, rivolgendosi alla signora Maria Romana De Gasperi nella Sala di Rappresentanza, affollata per il concerto del Coro del Noce – “ma il padre della nostra Autonomia”

“Alcide De Gasperi – ha detto Paccher  – è una figura storica la cui straordinaria importanza per noi è data spesso per scontata, ma occorre farla conoscere sopratutto ai più giovani. Il suo impegno e la sua dedizione hanno portato a risultati allora inimmaginabili per un ragazzo nato in un piccolo paese del Trentino e abbiamo il dovere di dire ai ragazzi, attraverso il suo esempio, che sognare in grande è possibile”.

È stata una serata speciale per il Consiglio regionale, che ha illuminato la notte di Piazza Dante, divenendo ancora una volta un luogo dove la storia e l’arte si incontrano per un momento di grande cultura. 

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Una serata molto emozionante e commovente che ha riassunto la figura storica di Alcide De Gasperi attraverso la proiezioni di fotografie, interviste e canzoni presentate dal coro misto del Noce.

L’assessore Claudio Cia l’organizzatore della serata ha ripercorso i momenti salienti della carriera dello statista ricordando il suo grande rapporto con la fede cristiana che in alcun i casi lo ha guidato a prendere delle decisioni controverse.  La Chiesa cattolica venera Alcide De Gasperi come servo di Dio ed è in corso la causa di beatificazione.

Il Concerto “In memoria di Alcide De Gasperi e in onore di Maria Romana De Gasperi” del Coro del Noce, tenutosi nella splendida Sala di Rappresentanza del Consiglio, ha visto la partecipazione della stessa figlia del grande Statista e ha potuto così ripercorrere la vita del padre attraverso le immagini proiettate sul grande schermo e i canti della tradizione trentina.

Protagonista della serata è stata Maria Romana De Gasperi, 97 anni, figli di Alcide che non si è sottratta all’invito del presidente Paccher (non in programma) salendo sul palco per ricordare alcuni momenti condivisi con il padre.

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Ha ricordato quando negli Stati Uniti il padre allora un semplice dipendente del Vaticano la incoraggiava a studiare le lingue e gli incontri con gli uomini più importanti e influenti dell’Europa di allora, «Per me che ero piccolina erano solo amici, solo più tardi ho capito che erano persone che sarebbero finiti sui libri di storia»

Maria Romana De Gasperi ha ringraziato il Trentino per l’accoglienza: «Mi sento Trentina a tutti gli effetti, anche se da piccola mi sono trasferita, ma ricordo quando ogni anno venivo a Trento e nella casa di Borgo Valsugana.»

Come detto particolarmente applaudito il concerto del coro del Noce.

La musica per esempio, ha ricordato un Alcide alla sua prima esperienza politica sotto l’Impero Austroungarico con “Vienna Vienna”, mentre le note di “Addio alla montagna” hanno accompagnato il pensieroso De Gasperi imprigionato per le proprie idee.

Nato nel 1978 come Coro misto, formazione non molto frequente nel panorama corale trentino, il Coro del Noce prende il suo nome dal fiume che percorre la Valle di Sole in tutta la sua estensione. Nella giornata del 25 gennaiha accolto tra l’altro il Presidente Sergio Mattarella a Palazzo Thun.

Maria Romana alla fine del concerto ha salutato e ringraziato uno ad uno i cantanti del coro fermandosi a parlare con ciascuno di loro. Un insegnamento di grandezza che si trova solo nelle persone di grande umiltà.

Presenti circa 200 persone che sulle note dell’inno all’Europa si sono alzate in Piedi. 

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Trento

Personale insegnante scuola dell’infanzia: concorso straordinario per la stabilizzazione dei precari

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Proseguono i provvedimenti della Giunta provinciale rivolti alla stabilizzazione del personale docente.

In quest’ottica, l’esecutivo ha approvato durante l’ultima riunione di giunta un nuovo bando per un concorso straordinario finalizzato alla stabilizzazione dei precari nella scuola dell’infanzia.

“Il provvedimento approvato oggi – ha sottolineato l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti – ha una duplice finalità: garantire stabilità al personale insegnante, che potrà così pianificare meglio il proprio progetto di vita e parallelamente garantire quella continuità didattica che certamente contribuisce ad innalzare ulteriormente la qualità della nostra scuola di ogni ordine e grado”.

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Possono accedere al concorso gli insegnanti che a partire dall’anno scolastico 2006/2007 e fino all’anno scolastico 2017/2018 abbiano prestato almeno tre anni di servizio continuativo di insegnamento nelle scuole dell’infanzia provinciali o nelle scuole dell’infanzia equiparate. Le domande di partecipazione dovranno essere compilate e presentate online, entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando, collegandosi al portale della scuola trentina a questo indirizzo.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore Bisesti per l’approvazione del bando di concorso rivolto ai precari della scuola dell’infanzia. L’approvazione del bando permetterà alla macchina organizzativa di mettersi in moto da subito, per poter concludere le procedure concorsuali nel prossimo mese di agosto e garantire così messa in ruolo dei vincitori già a partire dal prossimo anno scolastico.

“Nonostante il contenzioso per l’impugnativa dello Statoha affermato Bisesti – siamo riusciti, apportando delle modifiche nella finanziaria dello scorso dicembre, a mantenere le promesse e a dare così il via al concorso nei tempi previsti.”

Al concorso straordinario potranno accedere i candidati che, oltre ad essere in possesso del titolo idoneo per l’accesso alla professione di insegnante delle scuole dell’infanzia, a partire dall’anno scolastico 2006/2007 e fino all’anno scolastico 2017/2018 abbiano prestato almeno tre anni di servizio continuativo di insegnamento nelle scuole dell’infanzia provinciali o nelle scuole dell’infanzia equiparate. (Per anno di servizio si intendono i servizi effettivamente prestati per almeno 180 giorni in relazione al singolo anno scolastico).

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Il bando prevede la valutazione dei titoli e lo svolgimento di una prova per la quale non sono previsti punteggi minimi, che consisterà in un test a risposta multipla.

Per la valutazione della prova e dei titoli la commissione esaminatrice avrà a disposizione un punteggio massimo pari rispettivamente a 30 punti per la prova d’esame e a 70 punti per i titoli di servizio e di cultura.

Il bando attribuisce grande valorizzazione ai titoli di servizio, con particolare attenzione al servizio prestato nelle scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate del Trentino.

Le domande di partecipazione dovranno essere compilate e presentate online, entro 30 giorni dalla pubblicazione, collegandosi al portale della scuola trentina all’indirizzo “www.vivoscuola.it/Concorsi”. L’accesso alla domanda online dovrà avvenire tramite la Carta Nazionale dei servizi (CNS) o la Carta Provinciale dei servizi (CPS), oppure tramite SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale).

La graduatoria finale avrà durata indeterminata ed sarà utilizzata a seguito dell’esaurimento della graduatoria del concorso riservato esistente.

I candidati ammessi al concorso, se in possesso di idonee competenze linguistiche, potranno essere eventualmente assunti anche su posti di sezione con competenza linguistica. A tal fine nella graduatoria finale del concorso sarà individuato l’elenco dei candidati idonei per l’eventuale assunzione su tali posti.

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Trento

La Giunta Fugatti ridisegna il futuro della mobilità del Trentino

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Le opere infrastrutturali ferroviarie strategiche per il territorio trentino sono oggetto di una lettera indirizzata ai vertici di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e firmata venerdì dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

“Si tratta di iniziative che vedono il forte interesse e il coinvolgimento di Piazza Dante e di Rfi e che concorreranno a disegnare il futuro della mobilità ferroviaria e dell’intermodalità del Trentino evidenzia il governatore, che ieri ha visitato anche l’area interportuale di Trento Nord che sarà oggetto di un investimento di 10 milioni di euro tra quest’anno e il 2022.

Il confronto avuto a fine 2019 con Rfi aveva portato alla definizione dei principali progetti strategici e al Protocollo d’intesa sulla circonvallazione di Trento, che definisce impegni e tempi certi per la progettazione dell’opera.

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Il presidente Fugatti ha dunque ritenuto opportuno proporre la formalizzazione di un impegno reciproco tra la Provincia e la spa incentrato sulle infrastrutture strategiche per lo sviluppo del territorio trentino: oltre alla circonvallazione ferroviaria della città capoluogo, tra gli interventi figurano l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana nel tratto Trento-Primolano, il collegamento ferroviario fino a Feltre come parte integrante del “ring” delle Dolomiti, il collegamento ferroviario Mori-Riva del Garda, la riqualificazione e la realizzazione di un polo di interscambio modale presso la stazione di Rovereto, la riattivazione della stazione di Calliano e la realizzazione di barriere antirumore e l’ampliamento e con il contestuale ammodernamento dell’interporto di Trento.

Proprio quest’ultima area, come detto, è stata oggetto della visita di ieri del governatore, accompagnato dal presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder e dal dirigente del Servizio trasporti pubblici della Provincia, Roberto Andreatta.

Qui, i rappresentanti istituzionali sono stati accolti dal presidente della società Interbrennero spa, Roberto Bosetti e dall’amministratore unico, Flavio Maria Tarolli, che hanno proposto una visita all’interno dell’area che si estende su una superficie complessiva di un milione di metri quadrati.

Negli ultimi dieci anni, l’interporto è stato oggetto di 360 milioni di euro di investimenti pubblici e privati: il terminal occupa un’area di 15 ettari, conta 9 binari di lavorazione con capacità modal sift installate pari a 600mila tir all’anno.

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L’ambito d’azione dell’interporto riguarda – tra le altre cose – legalità, sicurezza e controllo (attraverso la collaborazione attiva con le forze dell’ordine per contrastare il traffico di stupefacenti e di clandestini), doganalità, logistica integrata per il territorio (magazzini destinati al deposito e alla lavorazione delle merci), servizi alle persone, ferrovia ed intermodalità per un totale di 16 treni al giorno (la metà dei quali si riferisce all’autostrada viaggiante Rola).

“L’attività caratteristica dell’interporto – ha osservato Fugatti – produce un importante valore aggiunto per il nostro territorio. Ritengo importante continuare a investire sull’intermodalità per rafforzare il ruolo del Trentino come cerniera tra Italia ed Europa”.

In questo senso, appare strategico il progetto di potenziamento del terminal Rola, con la costruzione di un nuovo fascio di tre binari con una lunghezza di 750 metri e conforme ai nuovi standard europei: questo consentirà un aumento dei treni Rola dalle 8 unità attuali (pari a 40mila tir all’anno) alle 72 previste nel 2023, con una conseguente riduzione del traffico pesante sull’Autobrennero fino potenzialmente al 40%.

Grazie a questa iniziativa, sarà inoltre possibile abbattere del 50% i tempi di lavorazione dei treni (ricevimento, carico, scarico e ripartenza), da 3 ore a meno di una, ottimizzando i tempi di recupero e del fermo macchina, e con treni da 750 metri, anziché di 550 come oggi: ogni treno potrà caricare 33-34 tir anziché 21.

“Il tutto – ha concluso il presidente – consentirà di rendere economicamente sostenibile e conveniente il ‘travaso’ da gomma a ferro, che oggi vede la modalità ferroviaria più costosa, e per questa ragione vanno valutati con i colleghi dell’Euregio i confini dei divieti settoriali, perché all’autotrasporto va comunque offerta una alternativa reale e praticabile”.

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