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Giudicarie e Rendena

Adamello Brenta, tutti rinviati a giudizio, Cia (AGIRE): «E’ ora che la Provincia azzeri la Giunta del Parco».

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È notizia di oggi che la Procura regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio i vertici del Parco Adamello Brenta, fra cui il Presidente Joseph Masè, la Giunta, il già noto alle cronache ex direttore Silvio Bartolomei dimessosi dopo pochi giorni dall’incarico (al quale viene addebitato il 67% del danno) e il sostituto direttore Massimo Corradi.

Alle persone in questione sono state contestate ancora le spese per l’acquisto (sempre al confine tra l’inutile e il conflitto di interessi…) di software per la gestione amministrativa di enti pubblici e privati, che avrebbe procurato un danno erariale di oltre 60.000 Euro; ai citati inoltre sarebbero state respinte tutte le controdeduzioni depositate, evidentemente ritenute ai limiti del surreale.

In totale la Procura regionale della Corte dei conti ha citato in giudizio 11 amministratori del Parco Naturale Adamello Brenta.

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Il tutto era nato dopo la presentazione di un esposto da parte di un’associazione ambientalista e da alcune interrogazioni e dichiarazioni del consigliere provinciale Claudio Cia, molto critiche nei confronti dell’amministrazione del Parco a cui segui un’esposto all’ANAC

Dopo le prime indagini cominciarono ad emergere contraddizioni e incongruenze nella gestione delle risorse.

Presa di mira una consulenza, quella in particolare «dell’affidamento di un’inutile consulenza, – si legge nel dispositivo di fine indagine  – connessa a superflua fornitura informatica, essenzialmente motivata dalla supina condiscendenza della giunta esecutiva dell’ente nei confronti del dott. Bartolomei, di fresca chiamata alla Direzione amministrativa del Parco»

Per l’impianto accusatorio dopo l’insediamento dell’ex direttore Bartolomei le spese sono aumentate a dismisura e in modo incongruente alle reali esigenze dell’ente Parco Adamello, e, guarda caso, solo a beneficio di consulenti ed imprese con la ragione sociale territoriale di residenza a Padova, dove risiede Silvio Bartolomei.

Per la procura l’ex direttore, in modo scaltro suddivise in due la consulenza di 46 mila euro per così avere mano libera per la chiamata diretta delle aziende «amiche» senza tenere conto che il software di gestione acquistato per il Parco avrebbe potuto essere realizzato gratis da Informatica Trentina.

Agire per il Trentino segue le vicende del Parco Naturale da ormai due anni, e anche in riferimento a questa ennesima grana giudiziaria aveva duramente criticato l’attuale conduzione del Parco.

«Purtroppo le istituzioni trentine hanno sempre minimizzato, se non addirittura negato, – dichiara Claudio Cia –  preferendo imitare gli struzzi, come da copione: il Comitato di gestione, che avrebbe le competenze per intervenire, non ha speso una sola parola sugli innumerevoli scandali giudiziari nonostante si sia riunito di recente a Strembo, mentre la Giunta Provinciale di Trento, oltre a fare orecchie da mercante alle interrogazioni che ho presentato in questi anni, non ha esitato un momento nel concedere al Parco un contributo di oltre 2,5 milioni di Euro, senza prima pretendere le basilari condizioni di trasparenza tanto necessarie quando si usano soldi pubblici».

E ancora: «Visto e considerato quest’atto di citazione sarebbe finalmente ora che la Provincia autonoma di Trento chiedesse l’azzeramento della Giunta del Parco, soprattutto a tutela dell’immagine dell’Istituzione Parco stessa, dei nostri territori e dei tanti dipendenti che onestamente vi lavorano. Continuare a restare in silenzio sperando che la situazione si risolva magicamente da sola sarebbe oltremodo ridicolo, nonché un atteggiamento di complicità di questo degrado istituzionale».
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Giudicarie e Rendena

Un operaio del comune trova nel bidone dell’immondizie dei proiettili

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A Fiavè nella giornata di sabato, un operaio comunale ha rinvenuto nel bidone dell’immondizia una scatola particolare.

Questa scatola conteneva 13 proiettili calibro 9.

Questi proiettili sono stati recuperati e dati alla polizia locale delle Giudicarie.

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A loro volta saranno dati all’esercito per il regolare smaltimento.

i proiettili risalgono a 40 anni fa, probabilmente rinvenuti dopo alcuni lavori.

Non è concesso però gettarli nelle immondizie come un normale rifiuto, ma hanno bisogno di un diverso trattamento.

Ricordiamo che nel caso di rinvenimento di munizioni occorre fare denuncia a polizia o carabinieri.

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Giudicarie e Rendena

Inaugurata la restaurata chiesa parrocchiale di Prezzo

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Alla presenza dell’arcivescovo Mons. Lauro Tisi e del vicepresidente della Provincia di Trento Mario Tonina, è stata inaugurata oggi pomeriggio la restaurata Chiesa di San Giacomo Maggiore di Prezzo, ex comune autonomo, dal 2016 frazione del Comune di Pieve di Bono-Prezzo.

La Chiesa, che sorge al centro dell’abitato sito ai piedi dell’Altopiano di Boniprati, era stata fortemente danneggiata nel 2011 a seguito di alcune scosse di terremoto i cui danni hanno portato in un primo momento ad una verifica strutturale accurata effettuata dallo studio tecnico di ingegneria Eng Group srl di Creto e successivamente, in base alle risultanze della stessa, a importanti interventi di consolidamento statico per permettere a tutti i fedeli della comunità di Prezzo di riutilizzare la Chiesa per le celebrazioni religiose in completa sicurezza.

I lavori, effettuati dall’impresa Effeffe Restauri Srl di Cimego che si aggiudicò l’appalto indetto sotto l’egida dell’allora parroco Padre Artemio Uberti, sono iniziati nel 2017 e sono terminati pochi giorni prima dello scorso Natale. Il costo complessivo dei lavori ammonta a circa 366mila euro, parte dei quali finanziati (il 75% pari a circa 275 mila euro) dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’Arcidiocesi di Trento.

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Nel 2011 la chiesa parrocchiale di Prezzo venne chiusa perché si era resa necessaria un’importante opera di restauro; il fabbricato è, tra l’altro, ubicato sul versante del movimento franoso che interessa l’abitato di Prezzo, monitorato quotidianamente ormai da qualche lustro dalle strutture provinciali di prevenzione rischi.

Gli interventi di consolidamento statico, pertanto, sono stati particolarmente curati ed effettuati realizzando dei cordoli perimetrali, posizionando due tiranti al di sotto della pavimentazione e ripristinando la continuità strutturale con l’utilizzo di rinforzi in grado di assorbire eventuali future deformazioni.

Nel corso di questi anni di chiusura, le celebrazioni religiose e i vari momenti di preghiera della comunità si sono tenuti nel vicino teatro comunale o, nel caso dei funerali, nella Chiesa Arcipretale di Santa Giustina di Creto.

La solenne inaugurazione che ha restituito la casa parrocchiale agli abitanti di Prezzo, è stata presieduta dall’Arcivescovo Mons. Lauro Tisi che ha sottolineato il valore di questo tempio, testimonianza della comunità di Prezzo che intende essere parte viva della Chiesa che cammina nella storia. “Il Tempio è fatto di pietre vive che siamo noi”, ha detto l’arcivescovo all’assemblea.

La S.Messa, concelebrata dall’Arcivescovo e dal nuovo parroco dell’Unità pastorale Madonna delle Grazie, don Vincenzo Lupoli, subentrato nello scorso autunno a Padre Artemio Uberti, è stata preceduta dai saluti delle autorità locali e provinciali, dai rappresentanti dell’impresa Effeffe Restauri che ha effettuato i lavori e dai tecnici dello studio di ingegneria Eng Group Srl che hanno presentato alla comunità il dettaglio dei lavori effettuati.

Dopo il sindaco Attilio Maestri, è intervenuto anche il vicepresidente e assessore provinciale all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina che ha portato il saluto della Giunta provinciale e del presidente Maurizio Fugatti alla comunità di Prezzo. La mia presenza tra voi – ha esordito il vicepresidente – vuole testimoniare la nostra vicinanza alle comunità di periferia, come la vostra, comunità piccole ma vive, che hanno voglia di partecipare e di fare aggregazione.

Il sostegno della amministrazione provinciale attraverso un finanziamento importante per il restauro di questa chiesa – ha spiegato Tonina – va nella direzione giusta di garantire attenzione e sensibilità nei confronti delle piccole comunità di periferia.

E ha aggiunto: dopo la fusione tra il comune di Prezzo e quello di Pieve di Bono, la vostra chiesa riveste un significato ancor più profondo e rappresenta la casa della comunità che garantisce aggregazione e partecipazione”.

“E’ con questo spirito – ha concluso il vicepresidente – che sono presente oggi, per testimoniare l’attenzione dell’ente pubblico attraverso iniziative concrete, verso quelle comunità piccole che, sebbene di periferia, sanno rendere importanti il territorio stesso. Oggi vi viene restituito un importante valore che sicuramente saprete riscoprire come comunità”.

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Giudicarie e Rendena

Contromano a Pinzolo. Il Video

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Paura alla rotonda prima del bivio prima di Pinzolo dove un’automobile ha preso la carreggiata della rotonda contromano rischiando uno scontro frontale.

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