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Trento

Piero Angela a Trento: “La tecnologia non crei troppa disoccupazione. Io vittima di fake news”

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Ospite d’onore per la “Bruno Kessler Lecture” il notissimo divulgatore scientifico Piero Angela che ha parlato sul palco del Teatro Sociale di Trento dei temi che riguardano l’innovazione tecnologica

Quest’anno la Fondazione Bruno Kessler ha dedicato il 2018 all’intelligenza artificiale, ha spiegato il presidente Francesco Profumo, e nessuno era più adatto di Angela per tenere una lezione che per l’occasione si è spostata a teatro e non è stata ospitata nella sede di Trento.

Il rettore dell’università, Paolo Collini, ha ricordato in sede di dibattito quanto a Trento si sia creata una combinazione felice tra persone che hanno guardato al futuro, ricercatori, istituzioni che investono. Tutto ciò ha permesso all’Ateneo di avere un incredibile sviluppo.

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E’ arrivato poi il momento del volto televisivo più noto nel mondo della scienza, 90enne titolare di 9 lauree honoris causa.

Paolo Collini, rettore dell’università

Angela ha intrattenuto la platea con la sua solita maestria di comunicatore e capacità di racconto condita da una notevole dose di ironia che forse non tutti conoscono.

La prima nota è stata subito una curiosità che ha attratto le simpatie dei presenti: “Quando guardiamo i dati tv, il Trentino è la regione che vede di più Quark – ha raccontato – quindi grazie. Siamo qui a parlare di quanto velocemente cambia il tempo. Mio padre era nato a fine ‘800, era contemporaneo di Garibaldi e ha fatto in tempo a vedere i primi satelliti nello spazio. Il 70% degli italiani si dedicava all’agricoltura. Oggi siamo al 4%. Il 70% della popolazione era analfabeta, oggi c’è la scuola di massa. Questo ha creato democrazia. Dal primario, l’agricoltura, siamo passati al secondario e al terziario. Oggi c’è la rivoluzione digitale”.

Ci sono molti punti oscuri legati a ogni cambiamento storico: “Dobbiamo stare molto attenti che questo sviluppo non crei troppo presto disoccupazione – ha avvertito Piero Angela -. Anche io e mia moglie che siamo anziani, ormai non andiamo più in banca, facciamo online anche i biglietti, si leggono i giornali, si fa tutto da casa, ma queste aziende stanno tutte chiudendo o sono in difficoltà”.

Il divulgatore ha poi parlato del rischio fake news con un aneddoto divertente. “Anch’io sono vittima di fake news. Un paio di volte è stata annunciata la mia morte. Mi chiamarono i giornali e le agenzie chiedendomi come stavo. La Rai aveva già pronto un programma. Ma chiedermi di mettere un mi piace a questa storia era troppo”. Risate della platea obbligatorie.

“La teconologia ha creato anche cultura – ha proseguito Angela -. Nella scuola, nella tv, nei giornali, non c’è sensibilità della scienza. Non si insegna il metodo, l’etica, la pervasività. Io non ho avuto la fortuna di avere insegnanti stimolanti e non andavo molto bene a scuola. Poi crescendo è nata in me la curiosità di sapere tutto, non si può non esserlo. C’è un grande pubblico che non ha le chiavi di accesso alla conoscenza. Tutti siamo ignoranti. Abbiamo tutti bisogno di questo lavoro divulgativo”.

Qualche consiglio anche agli studenti presenti in platea che hanno rivolto alcune domande al conduttore di Quark. “Tra poco compirò 90 anni, mi sono adattato sempre studiando tanto, non avrei mai potuto prevedere cosa sarebbe successo nell’arco di 10 anni. E’ l’impegno personale che conta – ha ricordato Piero Angela -. Oggi tutti esigono diritti, ma non vogliono dare nulla in cambio. A me nessuno aveva detto che avevo dei diritti. E’ necessario rispettare un equilibrio”.

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Trento

A Castel Stenico concerto di liuti

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Giovedì 22 agosto ad ore 21.00 terzo e conclusivo concerto della breve rassegna estiva di musica da camera organizzata al Castello di Stenico dal Nuovo Ensemble di Trento.

Appuntamento alle ore 21 con l’ArciTrio, ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Protagonista del concerto di giovedì sarà l’ArciTrio, un trio di liuti formato da P. Prosser, E. Serafini e A. Baldessarini, che proporrà musiche di S. Landi, F. da Milan, B. Monzino, C. de Rore, G. Priuli, O. di Lasso, G. Coversi, P.P. Meli, J. Dowland e A. Falconiero.

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L’ArciTrio è un gruppo formato da tre liutisti che alternano brani originariamente scritti per questa formazione ad altri arrangiati o adattati dai componenti stessi nel tentativo di scandagliare le infinite possibilità sonore del loro ensemble.

L’ArciTrio vanta anche collaborazioni con le più importanti orchestre specializzate nella musica del seicento, ed è impegnato nel progetto ”A tribus testudinibus”.

In questo concerto Pietro Prosser è impegnato con il liuto in La, quello in Sol e con l’arciliuto; Eddy Serafini con il liuto in Re e con l’arciliuto; Alessandro Baldessarini con il Liuto in Sol, la ‘testudo nova’ e la tiorba.
Organizza il Nuovo Ensemble di Trento, in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio di Trento e l’APT Terme di Comano.

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

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Trento

Minacce Fugatti, AGIRE: «Vicini al nostro presidente e contro l’odio dei balordi»

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Anche Claudio Cia e Agire per il Trentino esprimono vicinanza e solidarietà al Presidente Maurizio Fugatti diventato bersaglio di una inaudita cattiveria di persone senza volto e senza dignità.

«Le scritte ingiuriose apparse a Rovereto non solo dimostrano una grande ignoranza ma anche il fatto che l’istigazione all’odio non ha colore politico ma può colpire tutti, persino chi viene continuamente definito in modo offensivo come “populista”. Oltre a ciò, il fatto che alcune pagine Facebook dopo l’accaduto abbiano ironizzato sull’accaduto dimostra come l’irresponsabilità di certe persone non abbia limite»Dichiarano in una nota i vertici del movimento

«Le minacce di morte e il disprezzo sono armi spuntate di chi è privo di intelligenza. Vi ricorre chi non è capace di mettere a confronto pensieri diversi, chi non sa conversare da persona matura, chi ha bisogno di avere ogni giorno un nemico per poter giustificare la propria esistenza ed essere in perenne lotta. Caro Presidente, con te noi di AGIRE per il Trentino ci contrapponiamo a queste manifestazioni di odio con il lavoro e il rispetto, anche verso questi balordi, perché siamo convinti che non sia sputando veleno e calpestando l’avversario che si ottiene ascolto e rispetto».

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Trento

Consigliera di parità, Segnana: «Sorprendenti le dichiarazioni di Emanuele Corn»

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In relazione alle polemiche di questi giorni sugli organi di stampa riguardanti la riduzione delle indennità della figura della Consigliera di parità nel lavoro, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana ritiene necessario precisare le ragioni della scelta presa dalla Giunta provinciale che riguarda una riconosciuta figura di garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

“La riduzione operata sull’indennità annua della Consigliera di parità nel lavoro non è dipesa da una valutazione estemporanea con la finalità di svilirne il ruolo, bensì da scelte responsabili di questa Amministrazione – commenta l’assessore Segnana -. Le origini della questione devono essere ricercate a monte di questa legislatura nelle scelte fatte da precedenti governi provinciali che hanno deciso di disciplinare con legge provinciale la figura della Consigliera di parità.”

“Una figura istituita dallo Stato e operante in tutte le Regioni il cui emolumento si assestava su circa 500 euro al mese e solo recentemente è stato aumentato a circa 10 mila euro annui.”

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“La Provincia autonoma di Bolzano ha fatto una scelta ancora diversa, attribuendo l’incarico di Consigliera di parità a una propria dipendente assunta con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno.”

“Contrariamente a ciò che avviene a Bolzano, nella nostra Provincia la legge prevede un concorso pubblico che selezioni per la durata della legislatura una figura di esperto che può continuare a svolgere parallelamente anche la propria attività professionale, una scelta questa che la Giunta provinciale non ha voluto mettere in dubbio proprio per garantire alla Consigliera di parità una posizione di assoluta indipendenza e terzietà, assicurando al contempo la possibilità di mettere a disposizione della cittadinanza una professionalità di alto livello”.

“Si deve inoltre evidenziare – prosegue l’assessore Segnana – che la Consigliera di parità non opera in solitudine, ma è supportata dall’Ufficio pari opportunità della Provincia, che segue tutti gli aspetti gestionali e amministrativi garantendo il funzionamento del servizio e l’attività della Consigliera.”

“Sulla base di tali considerazioni mi sorprendono alquanto le dichiarazioni di questi giorni di chi ha ricoperto l’incarico quest’ultima legislatura, (NdR – Emanuele Corn) circa il loro impegno in qualità di Consigliera/e di parità nel lavoro considerando che nel corso del loro mandato hanno potuto continuare a svolgere anche la propria attività professionale. Rispetto a tale aspetto, la Giunta provinciale è disponibile a valutare se un’effettiva totale disponibilità nei confronti dell’utenza – unica e reale priorità – possa essere meglio soddisfatta con un rapporto di tipo esclusivo, incompatibile con altre attività professionali.”

“Sempre in considerazione dell’importanza e della delicatezza dei temi trattati dalla Consigliera di parità nel lavoro – spiega ancora l’assessore provinciale – è necessario sottolineare che le risorse risparmiante per l’indennità verranno impiegate per la definizione di iniziative e progetti nel medesimo ambito, che saranno realizzate anche attraverso le sollecitazioni del Consigliera di parità.”

“La Giunta provinciale ha infatti condiviso l’ordine del giorno proposto dal consigliere Paolo Ghezzi, approvato in sede di manovra di assestamento, in base al quale sono già allo studio specifiche iniziative volte a promuovere una maggiore conoscenza degli strumenti che le donne hanno per difendersi dalla violenza di genere e dalla discriminazione, soprattutto sui luoghi di lavoro, nonché attività e progetti da realizzarsi sul territorio in collaborazione con le altre amministrazioni pubbliche.

“Sulla base delle predette considerazioni – conclude l’assessore Segnana – mi pare che le scelte della Giunta provinciale non possano essere criticate, ma attribuiscano alla figura dalla Consigliera di parità un corretto ed equilibrato riconoscimento per l’assoluta rilevanza dell’attività svolta a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori“.

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