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Trento

Verso un piano lupo europeo. Dorfmann: «Più autonomia a livello locale»

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L’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann ha organizzato ieri insieme ad altri suoi colleghi di differenti gruppi politici una conferenza interparlamentare dedicata allo scambio di esperienze sulla gestione del lupo nei vari Stati membri dell’Unione europea.

La conferenza, che si è tenuta al Parlamento europeo, in presenza del Commissario europeo per l’Ambiente Karmenu Vella, ha visto la partecipazione di circa ottanta parlamentari – europei, nazionali e regionali, esperti delle istituzioni europee, della Convenzione di Berna e degli Stati membri, oltre che di diversi allevatori, riuniti per cercare di formulare delle risposte alle sfide poste dal ritorno del lupo.

Questo, cominciato all’inizio degli anni Novanta, ha delle conseguenze sempre più drammatiche sull’allevamento e sulla pastorizia, che si trovano a far fronte a un aumento esponenziale dei casi di predazione.

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Gestione del lupo in Europa, strumenti di protezione a disposizione degli allevatori, la questione dei lupi ibridi (che sono il risultato dell’incrocio con il cane) e, più in generale, l’evoluzione del quadro normativo: di questi temi si è discusso durante la conferenza interparlamentare, alla fine della quale i deputati hanno redatto una risoluzione per definire la cornice di un piano lupo europeo, che verrà poi inviata ai vari capi di stato e di governo dell’Unione.

L’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann ha presieduto il dibattito dedicato ai lupi ibridi e agli esemplari problematici, che ha visto gli interventi di Laurent Reversat, rappresentante degli allevatori di ovini in Francia, della dottoressa Nicole Von Wurmb-Schwark, del laboratorio FORGEN di Amburgo – che ha studiato il ruolo degli ibridi negli attacchi alle greggi e alle mandrie, e di Guillaume Rousset, direttore del Dipartimento francese per la caccia e gli animali selvatici.

Dorfmann concorda con i suoi colleghi sulla necessità di “un piano lupo europeo, per introdurre azioni comuni in grado di garantire una maggiore protezione per gli allevatori in Europa. Un piano che consenta agli Stati membri di adattare le misure per la gestione del lupo alla specificità dei loro territori e di offrire così ai loro allevatori degli strumenti concreti ed efficaci per difendere il loro bestiame”.

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L’obiettivo principale della Convenzione di Berna e della direttiva Habitat in materia di lupo è permetterne un buono stato di conservazione. Nel momento in cui un buono stato di conservazione è raggiunto, una ripopolazione su tutto il territorio dell’Unione europea non è più necessaria – continua l’europarlamentare sudtirolese – Per questo, la Commissione europea e gli Stati membri devono adottare tutte le azioni utili a contenere e prevenire il ritorno del lupo in quelle aree caratterizzate da una densità degli insediamenti umani e del turismo e da un’agricoltura alpina e/o una pastorizia intensiva”.

La difesa del lupo ad ogni costo non ha alcun senso – conclude Dorfmann – abbiamo bisogno di un certo grado di autonomia a livello locale”.

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