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Musica

È morto Claudio Buratti, storico chitarrista trentino degli anni ’60

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Se ne va un altro mito della musica trentina targato rock anni ’60/70.

Claudio Buratti, (chiamato «Buro») è morto oggi pomeriggio 16 maggio 2018 lasciando sgomenti la sua famiglia e i suoi amici.

Il suo cuore che ha battuto forte per 50 anni per la musica Rock ha ceduto di schianto, all’improvviso, lasciando i molti musicisti che l’hanno conosciuto e apprezzato nel dolore e nella tristezza. Aveva 69 anni.

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La sua carriera musicale comincia vicino ai fratelli Smadelli con la Pietra Filosofale, poi trasformata in Tuborg, band storica trentina che ha lanciato alla fine degli anni 60 la musica pop in regione che poi sconfinerà in tutto il mondo per tutto il decennio.

Claudio Buratti con la Pietra Filosofale registrò l’album «la Terra di Ras», scritto insieme ai fratelli Smadelli  che in Trentino per molti anni rappresentò un punto di riferimento per i giovani musicisti.

Per il gruppo storico è la terza grave perdita, dopo la morte del cantante Alcide Plotegher avvenuta prematuramente il 19 Settembre 1970, e quella di Maurizio Smadelli, scomparto nell’aprile del 2017

Poi all’inizio del 1970 per lui inizia l’avventura con la band «Le nuove sensazioni» che diverrà la sua casa e la sua famiglia musicale per quasi 45 anni.

Insieme a Gianni Antoniacomi alla batteria, Camin Luciano alle tastiere e Luca Primon al basso ha attraversato 40 anni di musica suonando praticamente in tutti i locali della regione.

Chitarrista fine, preciso e maniacale nella ricerca delle giuste sonorità e tecnica, era uomo di poche parole, ironico con quel sarcasmo all’inglese che lo rendeva sempre simpatico e carismatico.

Amava la musica e non il business, era un poeta che sognava prima ancora di suonare.

E poi ecco dalle sue dita sgorgavano le note dei Pink Floyd, dei Genesis, dei deep Purple. Amava Clapton, Santana e il mitico David Gilmour, ma un giorno ammise che la sua «luce» era stato Andrea Braido.

Con tanta nostalgia ricordava sempre la grande musica degli anni 60 e 70.

«Il mio sogno, – mi confidò anni addietro  – è quello di rifare per l’ultima volta un concerto con i Tuborg [band con i fratelli Smadelli e Laura Belli – NdR].». Purtroppo rimarrà solo un sogno.

A lui  – amava ripetere sempre – la musica aveva insegnato a condividere molte cose e a sopportare la vita di gruppo. «La musica insegna l’aggregazione e la condivisione ed è uguale per tutti. La musica è sempre una sola e non importa come la suoni.»

Era persona umile e a volte silenziosa, ma anche nei brutti momenti sapeva trovare la motivazione tale nel continuare a fare musica.

Quando lo incontravo lo ascoltavo, sorrideva con quei piccoli occhi furbetti, e timidamente mi raccontava qualcosa della sua vita e nelle sue parole vedevo un velo di tristezza forse per quello che era stato e che il tempo non poteva far più ritornare.

Grazie Claudio per quello che mi hai dato, con te ho condiviso molti anni fa un breve tratto di strada come musicista, e di quei momenti ho sempre conservato un bellissimo ricordo.

Tu per me rimarrai quella persona.

Arrivederci Claudio, riposa in pace.

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Musica

I Suoni delle Dolomiti: un quartetto d’archi a duemila metri

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In dieci giorni quattro grandi appuntamenti dedicati a generi tra loro diversi per concludere il festival I Suoni delle Dolomiti.

Mercoledì 22 agosto in val di Fiemme ritorna la grande musica classica con un concerto che riunisce alcune tra le più note e apprezzate interpreti internazionali: Isabelle Faust, Kristin von der Goltz, Anne Katharina Schreiber, Danusha Waskiewicz

Propone un programma scoppiettante la fase finale del festival I Suoni delle Dolomiti con quattro appuntamenti imperdibili capaci di percorrere generi tra loro molto diversi.

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Si comincia il 22 agosto (ore 12) quando in località La Porta sul Monte Agnello, in Val di Fiemme, approda la grande musica classica. Un quartetto d’archi tutto al femminile con alcune delle più note e apprezzate interpreti internazionali: Isabelle Faust, Kristin von der Goltz, Anne Katharina Schreiber, Danusha Waskiewicz

Isabelle Faust ha imbracciato per la prima volta il violino a 5 anni: a 11 aveva già fondato un quartetto d’archi e a 15 (nel 1987) si è aggiudicata la Leopold Mozart Competiton.

Nel 1993 ha quindi vinto il Concorso Paganini e da lì a poco si è messa in luce a livello internazionale con le sue prime incisioni discografiche. Nell’arco del suo percorso artistico la violinista tedesca ha eseguito il repertorio francese, in particolare Fauré e Debussy, le Sonate di Bartok, Szymanowski e Janacek, Concerti di Dvorak e Beethoven, opere di Brahms, pagine di Olivier Messiaen, Gyorgy Ligeti, Morton Feldman, Luigi Nono, Giacinto Scelsi e di altri autori, spaziando così fra stili molto diversi tra loro che ne attestano la ricerca di un ampio ventaglio di possibilità espressive.

Da alcuni anni Isabelle Faust ha avviato una proficua collaborazione con l’Orchestra Mozart, fondata e diretta da Claudio Abbado.

Nel 2012 Isabelle Faust si è aggiudicata il Premio della Critica Musicale “Abbiati” come miglior solista mentre la sua edizione delle “Sonate” di Beethoven del 2009 ha ottenuto numerosi elogi e riconoscimenti. Nei suoi concerti imbraccia uno Stradivari soprannominato “La bella addormentata” del 1704.

Già ospite del festival trentino di musica in quota la Faust torna sulle Dolomiti assieme a un’altra conoscenza de I Suoni, Danusha Waskiewicz, anche lei avvicinatasi alla musica in tenera età: a 6 anni ha iniziato lo studio del violino e a 10 quello della viola.

Dal 1992 al 1994 è stata allieva di Walter Forchert e dal 1994 al 1999 ha studiato con Tabea Zimmermann. Durante la sua carriera ha vinto numerosi concorsi, mentre la sua esperienza orchestrale è iniziata presso la Radio Sinfonie Orchestra di Francoforte e proseguita, in qualità di prima viola, con numerose orchestre, tra le quali la Chamber Orchestra of Europe, la Mahler Chamber Orchestra, la Camerata Bern, l’Orchestra della Scala di Milano, Berliner Philharmoniker, l’Orchestra Mozart di Bologna. Nell’ambito della musica da camera ha collaborato con numerosi artisti: Giuliano Carmignola, Patrizio Serino, Alessio Allegrini, Sebastian Breuninger, Philippe Berrod, Lorenza Borrani, Julian Arp, Ingrid Fliter, Thomas Zehetmaier, Wolfram Christ, Hagai Shaham, Bruno Weinmeister, Marcelo Nisinman, Rafael Christ, Alexis Cardenas, Simone Jandl, Chiara Tonelli, Kolja Blacher, Francesco Senese, Chaqques Zoon, Guy Braunstein, Maurizio Grandinetti, l’Henschel Quartett, l’Arcanto Quartett e Patrick Demenga.

Photo: Marco Borggreve

Con loro la brava violoncellista tedesco-norvegese Kristin von der Goltz, esperta di musica barocca e delle epoche successive. Dopo aver iniziato il proprio percorso musicale con i genitori ha studiato con William Pleeth a Londra e altri per poi suonare regolarmente con la London Philharmonic Orchestra e la Hannover Band, mentre tra il 1991 e il 2004 ha suonato con la Freiburger Barockorchester e dal 1992 è membro della nota formazione di musica da camera Trio vivente.

Completa il quartetto la Anne Katharina Schreiber, membro della Freiburger Barockorchesters e di altre formazioni musicali come l’Akademie für Alte Musik, la Kammerorchester Basel e il Collegium Vocale Gent. Per quanto riguarda la musica da camera è anche lei membro del Trio Vivente, con il quale ha anche registrato numerosi lavori.

Come si raggiunge il luogo del concerto – Il luogo del concerto è raggiungibile da Pampeago con la seggiovia Agnello e poi a piedi su sentiero 509 (20 minuti di cammino, dislivello 100 metri, difficoltà E) oppure da Predazzo con la cabinovia Latemar 2200 e la seggiovia Passo Feudo e poi a piedi lungo i sentieri 515 e 509 (ore 1.45 di cammino, dislivello 300 metri, difficoltà E).

L’escursione – In occasione dell’evento è possibile raggiungere il luogo del concerto assieme alle Guide Alpine del Trentino lungo l’itinerario che da Pampeago sale in quota con la seggiovia Agnello (costo biglietto a carico dei partecipanti) e prosegue a piedi fin sulla vetta del Monte Agnello scendendo quindi al luogo del concerto (ore 3,30 di cammino, dislivello in salita 300 metri, difficoltà E). Partecipazione a pagamento previa prenotazione presso le Guide Alpine Dolomites Experience al numero 348 8271988 e gratuita, fino ad esaurimento posti, previa prenotazione presso l’Apt della Val di Fiemme al numero 0462 241111 per i possessori di FiemmE-Motion o Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card).

In caso di maltempo il concerto verrà recuperato alle ore 17.30 al Palafiemme di Cavalese. Biglietti per l’ingresso in distribuzione fino ad esaurimento posti dalle ore 15.30

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Musica

Lutto nel mondo della musica Soul, è morta Aretha Franklin

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Aretha Franklin, la più grande cantante di tutti i tempi secondo molti giudizi della storia, è morta oggi a 76 anni a casa sua a Detroit, dopo i gravi problemi di salute avuti negli ultimi mesi, sui quali non aveva fornito molti dettagli.

Negli ultimi giorni le sue condizioni erano peggiorate sensibilmente ed era ormai in fin di vita.

La famiglia aveva chiesto “preghiere e privacy”. Oggi la notizia della sua scomparsa.

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L’artista, vincitrice di 18 Grammy, alla quale nel 2010 è stato diagnosticato un cancro, si è esibita per l’ultima volta a novembre scorso, a New York, per la Elton John Aids Foundation.

Franklin, passata alla storia come “regina del soul”, era una delle più celebri personalità della cultura popolare del Novecento, una di quelle talmente famose da essere chiamate soltanto per nome

Tra gli anni Sessanta e Settanta incise alcune delle più famose canzoni soul di sempre, come “Respect”, “Think” e “You Make Me Feel (Like A Natural Woman)”, e collaborò e duettò praticamente con chiunque valesse la pena collaborare e duettare.

Tra le molte cose che fece, una di quelle ricordate con più affetto fu l’apparizione nel film The Blues Brothers, nei panni di una proprietaria di fast food severa e spigolosa.

L’anno scorso aveva annunciato la sua decisione di smettere quasi completamente di esibirsi dal vivo, e all’inizio di quest’anno aveva dovuto cancellare alcuni concerti – tra cui uno a Newark per il suo 76 esimo compleanno – su suggerimento dei medici.

Nata il 25 marzo 1942 a Memphis, Aretha Franklin è diventata una delle icone della musica gospel,soul e R&B. Il suo successo le ha permesso di guadagnarsi il soprannome di “Regina del soul”.

Ha alle spalle 18 Grammy Awards, di cui 8 vinti nella stessa categoria tra il 1968 e il 1975.

Aretha Franklin è stata anche la prima donna a conquistare un posto nella Rock and Roll Hall of Fame il 3 gennaio 1987.

Rolling Stone l’ha inserita tra i 100 artisti più importanti della storia della musica.

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Musica

Aretha Franklin è in fin di vita

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Aretha Franklin è “gravemente malata”: la regina del soul, 76 anni, sarebbe in fin di vita a Detroit e la famiglia avrebbe chiesto “preghiere e privacy”.

A riferirlo per primo è stato il sito Showbiz411, ma la notizia è rimbalzata subito sui media americani.

L’artista, vincitrice di 18 Grammy, alla quale nel 2010 è stato diagnosticato un cancro, si è esibita per l’ultima volta a novembre scorso, a New York, per la Elton John Aids Foundation.

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“Aretha è circondata dalla sua famiglia e dagli amici più stretti – si legge ancora su Showbiz 411 Column – ne sentiremo la mancanza come madre, sorella, amica, cugina. Ma la sua eredità è enorme. Non è solo quella che Rolling Stone ha definito la cantante numero uno di tutti i tempi, o la Regina del Soul. Lunga vita alla Regina”.

Alla fine del 2017 Aretha Franklin ha annunciato il ritiro dalle scene, fatti salvi alcuni impegni specifici, per dedicarsi al riposo e alla famiglia.

Nata il 25 marzo 1942 a Memphis, Aretha Franklin è diventata una delle icone della musica gospel, soul e R&B. Il suo successo le ha permesso di guadagnarsi il soprannome di “Regina del soul”.

Ha alle spalle 18 Grammy Awards, di cui 8 vinti nella stessa categoria tra il 1968 e il 1975.

Aretha Franklin è stata anche la prima donna a conquistare un posto nella Rock and Roll Hall of Fame il 3 gennaio 1987.

Rolling Stone l’ha inserita tra i 100 artisti più importanti della storia della musica.

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