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Trento

Adunata alpini da record: le voci fuori dal coro e alcuni inquietanti episodi

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È stata un’adunata degli alpini da record, quasi 500 mila le presenze stimate in regione e 95 mila alpini che hanno sfilato nella parata terminata alle 21.30 di ieri sera al buio.

Peccato, i nostri alpini del Trentino avrebbero meritato di sfilare sotto il sole, e magari fra due grandi ali di folla.

Ma il regolamento è chiaro, i padroni di casa sono gli ultimi a sfilare.

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Sarebbe stato quindi utile partire alle 8.00 del mattino anzichè alle 9.00.

Un’invasione pacifica che insieme ad un’ottima organizzazione ha creato il giusto feeling e terreno per poter passare delle giornate eccezionali, serene ed allegre.

Qualche disagio c’è stato, e come non poteva succedere, ma i Trentini hanno dimostrato grande senso di accoglienza, maturità e responsabilità. In fondo è stata una grande festa anche per loro.

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All’interno di un grandissimo evento, apprezzato a livello organizzativo e storico da tutti qualche voce fuori dal coro c’è stata.

La prima riguarda la consigliera provinciale di Forza Italia Manuela Bottamedi che ha dimostrato ancora una volta di non aver un rapporto idilliaco con gli Alpini.  A suo tempo senza mezzi termini si era opposta all’adunata del centenario, una sua frase (NdR – «Cosa festeggiamo nel 2018, 650mila morti inutili?») aveva aperto 2 anni fa una sanguinosa polemica.

Anche ieri non ha mancato di criticare l’adunata definendola un «Rave party», il suo sfogo è apparso sulla sua pagina di facebook (leggi sotto) e ha nuovamente aperto una ferita nel centenario della «pace». Almeno stavolta Manuela Bottamedi ha dismostrato coerenza, e nel giro di due anni non è riuscita a cambiare idea su una cosa. Voto 7 quindi per lei, ma solo per la coerenza.

Nei giorni dell’adunata sono arrivate anche delle proteste.

Registriamo per esempio le numerose lamentele dei cittadini per le decine e decine di venditori abusivi collocati dappertutto, alcuni dei quali – riportano delle testimonianze – piuttosto insistenti, petulanti e poi anche minacciosi verso chi non aveva nessuna intenzione di acquistare.

«Niente contro gli Alpini, – ci scrive un lettore – però qualcosa che non va bene c’è. Stamattina il centro storico di Trento era una latrina. Acre odore di urina, vomito ed escrementi, mozziconi ovunque, porfidi macchiati in profondità, piatti e bicchieri di plastica, bottiglie, perfino preservativi. Per non parlare dei parchi pubblici».

La dea bendata ha voluto che alla fine dell’adunata arrivasse come per destino la pioggia. Problema risolto quindi.

«Per fortuna che ha piovuto e non fa caldo altrimenti il puzzo sarebbe ancora più forte. Città devastata mentre le varie autorità si riempivano la bocca di inutile retorica. Chi ne ha avuto la possibilità è scappato, ma chi è rimasto, dopo 4 notti in bianco, ora ha pure il tanfo. E ora chi paga le pulizie e i danni irreversibili alla pavimentazione?»osserva un altro lettore in un’altra e-mail arrivata in redazione.

E le donne dell’adunata? Secondo alcuni lettori sono state carne da macello.

Criticato particolarmente il concorso «Miss Alpina Bagnata … dalla birra» ed altri episodi, che alcuni lettori hanno definito vere e proprie molestie.

«Questa adunata non ne è esente e siamo già state tristemente oggetto e testimoni di manifestazioni di sessismo, machismo e maschilismo: sguardi viscidi, complimenti non richiesti, fischi, palpeggiamenti e gruppi di uomini che ci accerchiano e ci impediscono di passare sono solo alcune delle cose che stiamo subendo»- scrivo alcune lettrici.

Da ricordare che i giorni prima dell’adunata si era registrato un aumento abnorme di arrivi riguardanti le prostitute.

Immaginiamo anche che, visti i numerosi furti avvenuti negli accampamenti, l’evento possa essere entrato nel mirino della maggior parte dei ladri d’Italia.

Ma ci sono stati anche degli episodi che dovrebbero essere denunciati.

Uno riguarda quanto successo di fronte al Duomo e che riguarda la ragazza nella foto. Uno spettacolo indegno e avvilente reso ancora più grave perché lasciato passare inosservato dalla persone presenti che sono rimaste ferme di fronte a quanto è possibile vedere nella foto.

Sono arrivate altre segnalazione di episodi del genere che purtroppo però non riguardano gli Alpini ma i giovani. 

E sia bene chiaro, questo non centra nulla con l’adunata degli alpini. Centra con l’educazione civica e morale di ognuno di noi.

Che il fenomeno del bullismo e delle dipendenze dalla droghe, dall’alcool e dal gioco d’azzardo fra i giovani ormai sia fuori controllo  è cosa nota, per questo di dovrebbe correre ai ripari quanto prima.

La prova più brutta l’hanno data i giovani, o almeno alcuni. 

Durante i 3 giorni sono state assistite negli ospedali da campo e al pronto soccorso quasi un migliaio di persone, la maggior parte giovani, e purtroppo molte sono state ragazze.  Ricordiamo che una decina di queste sono arrivate al santa Chiara in condizioni definite critiche.

Poi ci sono gli anarchici, i centri sociali, i vandali, gli attentati, gli episodi di ubriachezza molesta, le scene che non vorremo mai vedere, i giovani bulli e ubriaconi, il sesso fra i «toi toi» con le prostitute, i commercianti abusivi, i ladri, ecc ecc.

Ma questo centra poco con gli Alpini e con l’adunata. Insomma, non confondiamo l’acqua con il vino. Voto per gli Alpini: 10 con lode, stima e rispetto.

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