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Trento

Nuovo ospedale di Trento: ecco come si procederà. Ma chi paga i danni?

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Riattivazione della gara in project financing del 2011 per la costruzione dell’edificio ospedaliero, mentre per gli altri edifici previsti dall’annullato progetto di polo sanitario trentino del 2016 e per la viabilità esterna si procederà attraverso una progettazione e appalti separati.

E’ il piano di lavoro deciso ieri dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore Mauro Gilmozzi, in merito alla realizzazione del nuovo ospedale di Trento, (NOT) dopo le sentenze del Consiglio di Stato che hanno sostanzialmente annullato la precedente procedura d’appalto.

Alla luce delle sentenze, la Provincia ha attivato le proprie strutture amministrative competenti per materia, nonché l’Avvocatura, per accertare gli effetti giuridici sul concorso di progettazione in atto e soprattutto per verificare le condizioni ed i termini entro cui adempiere alle pronunce dei giudici amministrativi.

La Provincia ha, inoltre, chiesto al Consiglio di Stato un chiarimento sui principi a cui dovrà uniformare la propria azione amministrativa per mettere in atto correttamente le sentenze.

Da qui le decisioni assunte ieri, che sostanzialmente ripristinano la situazione giuridica della gara bandita nel 2011.

La nuova road map prevede, come ipotesi, che il nuovo bando venga pubblicato nel luglio del 2018 e la realizzazione dell’ospedale in circa 76 mesi. 

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Si riparte insomma da dove ci si era fermati nel 2011 sperando che questa volta vada bene, ovvero non ci siano ricorsi che stoppino il percorso per la realizzazione del Polo Sanitario Trentino (ex NOT).

«Soprattutto se lo augurano i cittadini che inesorabilmente, senza alcuna possibilità di scelta, sono vittime delle scelte scellerate, sulla progettazione di quest’opera, fatte negli scorsi anni. Scelte che hanno generato uno spreco di denaro pubblico ed un rallentamento dell’iter che, nel rispetto di quanto preventivato ora senza intoppi, dovrebbe veder finita quest’opera entro il 2025» Questo il primo commento di Giacomo Bezzi consigliere provinciale l’indomani del comunicato della PAT. 

E ancora: «La Giunta ha recepito la sentenza del Consiglio di Stato riattivando la modalità di project financing con qualche aggiornamento. La Provincia nel 2017 aveva abbandonato tale modalità, ripartendo daccapo con un altro appalto, lasciando il project financing dopo aver pagato fior di esperti che avevano stabilito che quella era la soluzione migliore e questo era di per sé un indizio grave. Per tutto ciò Zeni & Gilmozzi dovevano essere oggetto di una mozione di censura del Consiglio, altro che cyberbullismo. La mia domanda, ma soprattutto quella di tutti i cittadini è: chi paga i danni di tutto ciò?» 

Bezzi ha ricordato anche i molti suoi esposti depositati sulla vicenda “costruzione NOT” alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e all’Autorità anticorruzione a Roma, che purtroppo però non hanno sortito risposte di alcun genere.

Ad oggi la provincia autonoma ha speso 150 milioni di euro dei 338 previsti per la realizzazione del Nuovo ospedale Trentino. Ma purtroppo per ora all’orizzonte si vede solo il nulla.

 

Ricordiamo che l’annosa vicenda legata al NOT dopo i numerosi ricorsi al Tar da parte dei quattro partecipanti alla gara d’appalto, si era bloccata per via della composizione della commissione tecnica della gara dichiarata illegittima  

Dopo la decisione del Tar, il Consiglio di Stato nel 2014 aveva espresso in una sentenza una formulazione abbastanza ampia con la possibilità per la Pat di rinnovare la gara con la ripresentazione dell’offerta. La Provincia ha scelto di revocare il bando e procedere, alla luce anche del nuovo contesto finanziario e economico e dei vantaggi che parevano rilevanti, di procedere con un appalto di progettazione integrato che poi ha fatto.

I quattro partecipanti, nel frattempo, avevano fatto ricorso contro la revoca del bando che il Tar ha respinto non prevedendo neppure il rimborso spese o risarcimenti danni. Solo una di queste quattro ditte, la Cdm, aveva presentato appello al Consiglio di Stato che ha poi emesso una sentenza con la quale ha accolto il ricorso.

 

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