Connect with us
Pubblicità

Politica

Forza Italia lancia la campagna elettorale per conquistare il Trentino

Pubblicato

-

Forza Italia apre ufficiosamente la propria campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di ottobre, in attesa del vice presidente della camera Mara Carfagna, che a giorni sarà in Trentino per lanciare la lunga volata degli «azzurri» di Silvio Berlusconi verso la conquista della provincia autonoma di Trento.

La presentazione delle magliette colorate con l’hastag #Forza Trentino, le  bandiere tricolori sullo sfondo, e l’abbigliamento piuttosto vivace delle relatrici ha contribuito a rendere l’ambiente frizzante ed allegro.

Michaela Biancofiore, apparsa in grande forma, ha subito liquidato il caso  «Manuali» in meno di sessanta secondi. «Non nascondo che in questi giorni ci siano stati curiosi dissapori all’interno del partito, – ha esordito – che però non hanno riguardato la linea politica e con questo chiudo la polemica, se ci saranno problemi fra la maggioranza e la minoranza dentro il movimento sarà l’organo competente a decidere cosa fare». 

Pubblicità
Pubblicità

La presenza alla conferenza della senatrice Donatella Conzatti, che non era stata preventivata, ha subito fatto capire a tutti che la piccola frattura era stata ricomposta e che quindi il «ribelle» Giorgio Manuali era rimasto solo ed isolato.

Insieme alla Biancofiore e a Donatella Conzatti erano presenti anche la senatrice Elena Testor, Manuela Bottamedi che ha confermato che rimarrà in Forza Italia dopo le voci che la davano in uscita, e Maurizio Perego indicato come il coordinatore provinciale del movimento.

La coordinatrice Biancofiore ha dato il via all’operazione «Gazebi», «noi ripartiamo da oggi – ha aggiunto  – con una grande operazione legati ai gazebi che ogni candidato organizzerà sul territorio di competenza, ma in modo diverso ed innovativo, infatti saranno gli elettori a darci l’imput sulle cose da fare e non noi a spiegare il programma». 

L’amazzone berlusconiana ha ricordato quanto sia importante il rilancio della Regione, che deve essere riempita di competenze per così risolvere i problemi per esempio della sanità e non solo.

Ha poi sottolineato gli errori commessi durante i propri mandati da Dellai e da Bressa che «hanno diviso la regione facendo diventare il Trentino succube dell’Alto Adige ed in particolar modo della Südtiroler Volkspartei (SVP), per questo Bolzano si sta mangiando  poco per volta la provincia di Trento, e su questo tutta la coalizione di centrodestra su questo si è trovata d’accordo»

«È necessario cambiare – ha continuato Biancofiore – per eliminare la grande corruzione che attanaglia il Trentino figlia della  cancerizzazione del mondo politico che ha governato troppi anni»

Su Fugatti candidato presidente: «In uno scacchiere dove quando la lega aveva il 4%  Forza Italia è stata disponibile regalando la Lombardia e il Veneto al carroccio è evidente che ora si sente in diritto di chiedere il governo del Trentino»

Sulla questione la Biancofiore ha comunque fatto intendere, nonostante la proposta di un candidato presidente di Forza Italia, che comunque si allineerebbe alla scelta di Matteo Salvini, «visto la grande stima che ci lega a Maurizio Fugatti – ha concluso – anche se sappiamo tutti che la scelta finale sarà fatta a Roma da Berlusconi, Salvini e dalla Meloni»

Verso la fine del suo intervento ha invitato tutti i dirigenti e militanti di Forza Italia a tenersi pronti, perché: «ad ottobre si andrà al voto oltre che per le amministrative anche per le nazionali».

Maurizio Perego nel suo intervento ha approfondito invece la questione «Autonomia» spiegando che Forza Italia è sempre stata autonomista fin dalla sua nascita, ma che questo valore per il Trentino deve essere gestito con maggiore propulsività e slancio innovativo.

«Faccio politica da 20 anni  – ha poi concluso Perego levandosi un piccolo sassolino dalle scarpe – e vi assicuro che farla costa una fatica immensa e che per risolvere i problemi delle persone bisogna studiare, informarsi ed avere la grande capacità di vedere con lungimiranza e prospettività».

Forse quest’ultima fase era virtualmente diretta a Giorgio Manuali che ha combattuto fino all’ultimo contro la sua investitura a coordinatore regionale. Ma nella conferenza non c’è stata polemica e il nome di Manuali non è stato mai pronunciato da nessuno.

La sensazione che invece si è sentita palpabile in sala è stata di grande entusiasmo e motivazione per un obiettivo che pare molto vicino, ma anche di grande consapevolezza che quella contro il centrosinistra sarà una dura battaglia.

Qualcuno ha sussurrato, «la madre di tutte le battaglie per liberare il Trentino».

 

Pubblicità
Pubblicità

Politica

Giorgia Meloni pesantemente insultata da un ex brigatista assassino

Pubblicato

-

Era soprannominato “il Castrato” dai compagni ed ha partecipato all’organizzazione del sequestro di Aldo Moro, che portò alla Strage di via Fani (5 morti)

Partecipò anche all’assassinio del giudice Riccardo Palma, ma all’ultimo momento rifiutò di sparare.

Il 16 luglio 1996, sentenza del processo Moro-quinquies, i giudici della seconda Corte d’Assise lo condannano per concorso nel sequestro e nell’omicidio di Aldo Moro e nell’eccidio della scorta Raimondo Etro a 24 anni e sei mesi confermata anche in corte di appello.

Pubblicità
Pubblicità

Poi il 28 ottobre 1998, nel processo Moro quinquies la prima Corte d’Assise d’appello di Roma li riduceva la condanna a 20 anni e 6 mesi

Purtroppo ora è libero, di insultare pesantemente un esponente politico donna, con delle parole davvero oscene che non fanno certo onore ai «compagni» della sinistra che lottano dalla mattina alla sera per il rispetto delle pari opportunità.

Ma come spesso succede nella sinistra italiana, i fatti e le parole vanno ad intermittenza. Vengono infatti condannate quelle degli avversari politici e dimenticate quelle degli amici.

Gli scandalosi insulti scurrili e vergognosi verso la Meloni sono un’altra brutta pagina italiana che penalizza le persone corrette avvantaggiando i criminali e in questo caso gli assassini che sono liberi di diffamare ed insultare chiunque. Una vergogna!

«Questo individuo è un ex brigatista italiano condannato per concorso nel sequestro e nell’omicidio di Aldo Moro e nell’eccidio della scorta. 
Invece di passare il resto dei suoi giorni dentro una cella a vergognarsi, questo mezzo uomo passa le sue giornate comodamente a casa – mantenuto da voi con il reddito di cittadinanza – a insultare di qua e di là. Io sono il suo bersaglio preferito, e siccome mi sono stufata ho deciso di querelarlo. E nonostante siano parole oscene ho deciso di metterle qui, perché tutta Italia deve leggere lo schifo che scrive questo essere» Questa la replica di Giorgia Meloni 

Sotto al posto oltre 10 mila commenti di solidarietà nei confronti della leader di Fratelli d’Italia.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Politica

La base dei cinque stelle in rivolta sul web, migliaia di messaggi: «Mai con il partito di Bibbiano, non vi voteremo più»

Pubblicato

-

È un’autentica rivolta quella che è cominciata sul web all’indomani dell’inizio delle trattative fra cinque stelle e PD.

Sulla pagina del movimento sono quasi 8.000 i commenti e quasi tutti all’insegna della critica feroce contro Di Maio. (clicca qui per leggerli)

«Con il Pd è la fine del Movimento» e «se vi alleate con il PD io non vi voterò mai più» e ancora «meglio con Salvini e al voto che con il partito di Bibbiano».

Pubblicità
Pubblicità

Le pagine Facebook dei pentastellati sono state prese di mira dagli elettori che hanno votato il partito fondato da Beppe Grillo, che criticano categoricamente un possibile accordo con il PD.

«Se state col pd a fare la maggioranza, cioè quello che ha fatto renzi in passato, siete politicamente finiti e salutate questo elettore e la sua famiglia! Mai più» – Scrive un internauta.

Un altro replica: «State distruggendo il MOVIMENTO. Ritornate alla lucidità, state perdendo la brocca!! Se formate un governo con il PD, il movimento si estinguerà. Come si fa a non capirlo? A quel punto meglio tornare a parlare con la Lega o in alternativa il voto!»

E ancora: «Se vi alleate con il PD, avete chiuso per sempre!Ricordatevelo!». I messaggi sono tutti dello stesso tenore e prenotano il funerale di Luigi Di Maio e soci. 

Anche il profilo di Luigi Di Maio è stato raggiunto da migliaia di elettori, che chiedono anche di cambiare nome al Movimento in caso in cui si dovesse realizzare un governo giallo-rosso: “Voi dovevate essere il cambiamento, state per allearvi con chi avete sempre combattuto più di tutti al grido di onestà. Siete diventati esattamente come tutti gli altri, cambiate nome per il rispetto di chi vi ha votato credendo nelle vostre parole”.

“Fino a lunedì rifletterci bene, riprendete da dove è stato interrotto”, scrive un utente suggerendo di riflette sulle nuove possibili alleanze. Tra i commenti, c’è anche chi invita a chiedere il responso degli elettori prima di istituire con governo con il PD: “Tassativo, come ha sempre detto Luigi: mai con il partito di Bibbiano. Comunque fino a martedì perché non consultate noi elettori?”.

“Se finite col PD alle Condizioni di Zingaretti consegnerete l’Italia al baratro socio economico” scrive un altro elettore considerando la situazione economica nazionale.

Molti tra gli utenti sono decisi a non rivotare i 5 stelle in caso di un’alleanza con Zingaretti: “Alleati con il PD? Bene, dopo avervi sempre sostenuto, alle prossime elezioni il voto mio e della mia famiglia ve lo scordate” e Coerenza zero, non siete affidabili.

Stessa sorte è toccata al profilo di Beppe Grillo dove da stamane continuano centinaia di messaggi di addio in caso di accordo con il PD.

Non si era mai vista una rivolta simile della base di un movimento dalla nascita della repubblica italiana.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Politica

Satira politica: il grande dilemma del «tonno» Luigi Di Maio

Pubblicato

-

Sono ore convulse per il popolo italiano dopo il discorso di ieri del capo dello Stato Sergio Mattarella dopo la prima tornata di consultazioni.

Mattarella ha lasciato solo un’unica via, quella dell’accordo fra PD e Movimento cinque stelle.

Per Di Maio in verità ci sarebbe un’altra via d’uscita, cioè sedersi intorno ad un tavolo con Salvini e con ministri ed un piglio diverso ricominciare una grande azione di governo.

Pubblicità
Pubblicità

Se «Giggino» sceglie il PD è la fine del movimento dei cinque stelle, se invece fa una veloce retromarcia forse il movimento potrebbe almeno sopravvivere.

Dopo le consultazioni con il capo dello Stato in conferenza stampa ha dichiarato: «sarebbe più facile per noi andare alle elezioni ma vogliamo salvare l’Italia» – nella sala giornalisti, addetti ai lavori, fotografi e cameramen compresi si sono messi a ridere.

Oggi i sondaggi danno il movimento di Di Maio sotto al 10%. (alcuni anche al 5%)

Non possiamo non ricordare il piglio dei moralizzatori pentastellati che a parole volevano cambiare la politica italiana. «Apriremo il parlamento come una scatola di tonno» dicevano.

Ora si stanno accorgendo che il tonno sono loro.

Prima sono stati aperti da Salvini a cui hanno dovuto piegarsi a 90° su tutto, adesso diventeranno lo zerbino del PD, apostrofato da Di Maio e Di Battista (a proposito dov’è finito?) come il «male assoluto». 

Desta anche una certa preoccupazione il fatto che per la prima volta una decisione non venga condivisa sulla piattaforma Rousseau. L’idea è sua andata a farsi benedire anche la famosa «democrazia condivisa».

Insomma, quando non riesci a capire dopo un po’ di tempo chi è il pollo, allora è probabile che sia tu. 

Evviva la coerenza e soprattutto il tonno. 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza