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La Voce del… Flacca: basket, vita, Trento, Nba, donne, soldi, social, politica

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Mentre l’Aquila Basket sta per affrontare Torino e si prepara ai playoff di serie A, abbiamo avuto la possibilità di conoscere meglio uno dei più forti giovani cestisti italiani: Diego Flaccadori, classe 1996, già alla quarta stagione nel massimo campionato.

“Flacca” ci ha concesso una lunga intervista per parlare di tutta la vita che ruota attorno a un atleta professionista, ovviamente pallacanestro ma anche molto altro.

Come definiresti questa tua stagione fra alti e bassi?

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Fra alti e bassi si diventa il miglior giocatore possibile. Sono consapevole di aver fatto ottime partite e altre meno buone però sono super soddisfatto. Più o meno sto confermando i numeri dell’anno scorso. In più ho avuto la possibilità di giocare in un ruolo fondamentale come il playmaker che mi serve per raggiungere i livelli più alti possibile.

Come ti definiresti come persona? Sei arrivato al professionismo molto giovane, a 17 anni, ma al tempo stesso ti sei dimostrato maturo.

Sono molto orgoglioso perché mi sento molto cresciuto come persona. Mi sono allontanato da casa molto giovane e sono sempre migliorato anno dopo anno come giocatore e come uomo. Dopo 4 anni e tante esperienze con Trento sono felice di definirmi un uomo abbastanza maturo rispetto alla mia età. Mi sento responsabile anche se ho solo 21 anni.

Molti cestisti hanno una passione, una malattia per il basket, tu ti senti appassionato di basket o è solo una professione e un talento che hai?

Direi un mix delle due cose. Sono sempre stato appassionato di pallacanestro e ne guardo tantissima. La sera quando torno a casa guardo volentieri le partite, ovviamente sono molto affascinato dalla Nba ma non vivo di basket 24 ore al giorno. Per mantenere un mio equilibrio personale mi piace fare tante cose. Non sto a studiare video per ore.

Qual è il tuo ruolo preferito in campo? Ti senti un tiratore?

Io mi sento una guardia nonostante questo periodo in cui ho giocato playmaker. Mi sento un realizzatore, sono sempre stato uno a cui piace entrare subito in partita con un canestro. Ci sono periodi in cui si tira meglio e periodi in cui si tira peggio. Da quando avevo 5 anni tiravo tanto tempo. Mi sento un tiratore.

Il tiro: per le guardie è la prima tendenza, in particolare da tre punti. Invece, sembri sempre più confidente a usare l’1 contro 1 e la penetrazione. Ti ha penalizzato questa mentalità?

Non sono uno che fa tiri “ignoranti” tanto spesso anche se mi capita. Se non ho un tiro che ci sta nel contesto mi piace fermare la palla e creare per i compagni un tiro migliore. Se faccio un canestro mi prendo più responsabilità l’azione successiva. Leggo la situazione, il mio ritmo, il ritmo della squadra. Provo a capire se è meglio tirare o aspettare un altro pallone. Non mi piace prendere un tiro da tre, sbagliarlo, e poi non prenderne un altro subito dopo. Ragiono più da giocatore di squadra che come realizzatore.

Com’è giocare in una squadra italiana ma con tanti compagni stranieri in spogliatoio?

Fortunatamente ho sempre avuto compagni a cui piace creare gruppo e stare in compagnia. Parlare altre lingue non fa differenza, è bello confrontarsi con altre culture. Mi sento molto a mio agio. Ho avuto sempre compagni con cui ho creato rapporti di amicizia più che soltanto come colleghi.

La tua storia nel draft Nba: ti sei candidato e ritirato due volte. Com’è andata e dove vedi il tuo futuro?

La cosa di mettere il nome nel draft quando si è molto giovani è una cosa che si fa per far circolare il nome tra gli scout Nba e attirare maggiormente le attenzioni. Non mi sono mai ritenuto pronto per andare in Nba però ho sempre pensato che avere attenzione fosse positivo. E’ molto difficile arrivarci. Io ho avuto la possibilità di andare all’Eurocamp Nba di Treviso e sono entrato nel miglior quintetto. Questo mi ha dato la possibilità di avere dei colloqui con squadre Nba.

Hai qualche amico nella Nba?

Non ho tanti contatti. Ogni tanto mi capita di messaggiarmi con Gigli che è stato in Nba, ho legato molto con Gallinari in nazionale grazie a Poeta che è uno dei suoi migliori amici.

Fuori dal campo sembri un ragazzo molto estroverso, sei uno a cui piace uscire, vai dietro alle donne o uno che va a letto presto e sta attento a cosa mangia?

Sono uno che fa tutto con senso. Non torno alle 3 del mattino se ho una partita o un allenamento di mattina il giorno dopo. Fortunatamente si, mi piacciono le donne. Se c’è una serata in cui posso fare più tardi non mi faccio problemi.

Fidanzato o single?

Si sono felicemente fidanzato da tre mesi. Prima avevo una relazione con un’altra ragazza, ma ora sono insieme a una ragazza di Trento che studia a Milano. Ufficiale? Si, a presto il matrimonio (ride, ndr).

Che rapporto hai con i soldi?

Non sono un tirchio assolutamente. Li uso in modo intelligente. Cerco di investire nelle situazioni giuste. Non sono uno che spende per cavolate. I primi stipendi forse ho fatto delle spese pazze. Adesso dopo qualche anno metto sempre qualcosa da parte e gli altri li spendo usando equilibrio.

Al di fuori della pallacanestro? Calcio, hobby?

Sono milanista sfegatato. Mi piace molto il golf da qualche tempo e il tennis. Dopo il basket lo sport che pratico di più è il golf.

I social?

Al giorno d’oggi sono fondamentali, sono la nostra prima parola. E’ importante creare un buon rapporto con il tifoso. Un rapporto di sorrisi, di scambi di opinioni, senza allontanarci. Mai avuto problemi o discussioni. Li uso spesso, Instagram è quello che preferisco.

Come mai il basket italiano fa fatica a produrre i Flaccadori? Chi è per te il prossimo prospetto che può sfondare?

Secondo me Mussini ha avuto una esperienza così così ed è andato a Trieste per cercare di rilanciarsi, però è un giocatore che in serie A ci sta alla grande. Oltre a lui vedo bene Davide Moretti, ho fatto l’Europeo con lui. In America si può crescere, in Italia qualche società ha più coraggio. Anche a Trento abbiamo 3-4 giovani che se lavorano come si deve possono dire la loro.

Chi vince l’Nba e la serie A?

Cleveland e Trento.

Segui la politica?

Si, ma ho idee un po’ particolari. Meglio non parlarne.

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