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Io la penso così…

Punto nascite Cavalese: ricordiamoci delle false promesse della giunta Rossi – di Bruna Dalpalù

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Spett.Le Direttore,

leggo con sorpresa (ma neanche troppa) l’intervento che l‘assessore Gilmozzi, ha fatto sul punto nascite dell’Ospedale di Cavalese.

Nell’ articolo gli esponenti del centrosinistra promettono nuovamente la riapertura del punto nascita di Cavalese, che, è bene ricordarlo, è stato chiuso proprio da quando in consiglio provinciale ci stanno loro.

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Da cittadina, ma anche da consigliera comunale attenta ai problemi della valle, ricordo bene le promesse fatte dai vari esponenti della politica di centrosinistra trentina.

In particolare, ricordo le promesse fatte dalla giunta di Ugo Rossi, di cui l’assessore Gilmozzi è un noto esponente: prima hanno promesso che il punto nascite non sarebbe stato chiuso (invece è stato chiuso a marzo 2017), poi hanno promesso di aprirlo a settembre 2017, e ancora, hanno ripromesso di aprirlo il 15 aprile scorso.

La verità è che il punto nascite è chiuso da marzo 2017 (grazie alla loro politica di tutela delle valli!), e ora, guarda caso a pochi mesi dalle elezioni provinciali, giunge l’ennesima promessa di riapertura…. peccato che i nostri politici non dicano né il mese né tantomeno l’anno in cui tale profezia si realizzerà… forse non vogliono trovarsi a dover giustificare l’ennesimo fallimento magari poco prima delle elezioni?

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A me pare che gli illustri esponenti dell’UpT, siano in evidente affanno e cerchino disperatamente una via d’uscita per eludere le loro responsabilità, infatti nel loro “articolo giornalistico” danno la colpa al governo di centrodestra, ma a me risulta che negli ultimi anni abbiano governato Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

Mi pare che tutti e quattro siano stati sostenuti da maggioranze di centrosinistra di cui facevano parte anche i deputati trentini Dellai e Fravezzi (UpT), Tonini e Nicoletti (PD) Panizza e Palermo (Patt), tanto per fare alcuni nomi; tutti penalizzati dal voto (a ragione) alle elezioni del 4 marzo scorso.

Inoltre, mi risulta che l’accordo Stato-regioni con cui si è deciso di chiudere i punti nascita con meno di 1000 parti l’anno è stato sottoscritto dall’allora assessore Ugo Rossi, che faceva parte di una giunta provinciale in cui sedevano sia l’assessore Gilmozzi, sia l’allora assessore Panizza, sia i “soliti nomi” della politica di centrosinistra trentina, da Dellai a Olivi, da Mellarini a Pacher, tanto per fare qualche nome.

Tutti politici professionisti, che “esercitano” chi da 15, chi da 20, chi da 30 anni.

Infine, mi risulta che a capo del ministero della salute ci sia stata (e ci sia ancora) la signora Beatrice Lorenzin, nel cui partito si è candidato Lorenzo Dellai (proprio nella nostra circoscrizione Fiemme-Fassa-Valsugana), della stessa corrente del signor Gilmozzi.

Dopo aver cercato di scaricare la colpa sul centrodestra i consiglieri provinciali locali danno prova di essere grandi statisti, dicendo che la sanità sta cambiando, che c’è il problema del numero chiuso nelle facoltà di medicina, che va garantita sicurezza e cure appropriate (perché? forse lorsignori pensano che l’ospedale di Cavalese non lo faccia?), che vanno reperiti i medici (magari senza ridicolizzarli nelle pubbliche assemblee, come invece fatto al Palafiemme qualche mese fa) e, per finire in bellezza, che è colpa della globalizzazione, che, cito le parole dei governanti: “sacrifica la periferia per rendere ipertrofica ma vuota di spirito ed essenza la città”.

Diversamente da quanto sostenuto nell’articolo, a me pare evidente che la chiusura del punto nascite di Cavalese non sia colpa delle università di medicina, né del personale medico infermieristico (che al contrario sta facendo l’impossibile per garantire il funzionamento degli ospedali nonostante i tagli), né della fantomatica globalizzazione, che sempre più spesso viene citata come capro espiatorio delle scelte politiche.

Al contrario, mi pare evidente che la chiusura dei punti nascite, così come il depotenziamento della sanità nelle zone periferiche, siano causate dalle decisioni dei politici, a partire da quelli che firmano accordi per la chiusura, per finire con quelli che non fanno nulla per evitarla, limitandosi all’italico gioco dello scaricabarile.

Troppo facile, cari signori, attribuire le colpe ad altri; la verità è che il centrosinistra ha governato Roma e Trento per molti anni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a partire dalla chiusura dei punti nascite!

Peraltro non posso non ricordare che Gilmozzi  ha percepito un’indennità annua di circa 150.000 euro, ai quali vanno aggiunti gettoni di presenza, indennità di missione e addirittura i vergognosi “rimborsi” spese di viaggio, che nel solo 2017 ha garantito ben 24.800 euro Alla faccia della crisi economica e dei tagli allo stato sociale!

Non mi soffermo sul fatto che chi percepisce 150.000 euro l’anno non dovrebbe chiedere alcun rimborso, né sul fatto che i molti lavoratori pendolari non percepiscono alcun “rimborso viaggio” dal proprio datore di lavoro, ma mi voglio limitare a dire che chi è (lautamente) pagato per rappresentare e fare gli interessi del proprio territorio in consiglio provinciale, dovrebbe avere l’obbligo di raggiungere dei risultati utili, o quantomeno di dire la verità sulle ragioni per cui non li hanno raggiunti.

Senza dare la colpa alle università, alla globalizzazione o al babao!

La verità, cari signori, è che nessuno dei nostri rappresentanti eletti in Fiemme e Fassa ha evitato la chiusura del punto nascita di Cavalese, tutt’altro, sono state nascoste le informazioni per evitare ulteriori perdite elettorali, come nel caso della lettera del ministero della sanità (ministra Lorenzin) arrivata a febbraio e resa pubblica a fine marzo, dopo le elezioni politiche.

Alla vostra filosofia antiglobalizzazione io contrappongo un po’ di senso pratico, e mi permetto di darvi un suggerimento: invece di filosofeggiare, datevi da fare per realizzare gli interventi richiesti dal Ministero della Sanità per poter riaprire il punto nascita di Cavalese, cioè la seconda sala parto disponibile H24 per le emergenze ostetriche e la sala operatoria disponibile H24 per le emergenze nel blocco travaglio/parto.

Bruna Dalpalu’, Consigliere comunale di Cavalese

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