Connect with us
Pubblicità

Spettacolo

Trento, Festival ricchissimo: 11 giorni, 130 film, 150 eventi. Tra gli ospiti Moser, Papaleo, Messner

Pubblicato

-

Il sindaco Andreatta presiede la conferenza

Presentato questa mattina a Palazzo Geremia il programma della 66. edizione del Trento Film Festival che si svolgerà a Trento dal 26 aprile al 6 maggio. A illustrare i numerosi appuntamenti della rassegna sono stati il presidente del festival, Mauro Leveghi, la direttrice, Luana Bisesti e il responsabile del programma cinematografico, Sergio Fant.

Presenti, in rappresentanza dei soci della rassegna, il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, l’assessore alla Cultura del Comune di Bolzano, Sandro Repetto, il vicepresidente generale del Cai, Erminio Quartiani

«Il racconto intriso di poesia e bellezza che il Trento Film Festival, nel corso degli anni, ha dipanato – ha evidenziato il sindaco Andreatta è dedicato a donne e uomini che hanno affrontato la montagna non per sport, non come fosse un’attività ginnica, non solo con l’immancabile coraggio e l’indispensabile preparazione: quello che ci colpisce è il fatto che, attraverso la montagna, attraverso le loro imprese, alpinisti, arrampicatori, camminatori hanno fatto crescere il loro valore umano, la loro statura, diventata straordinaria, esemplare ovvero degna di ammirazione e in grado di illuminare anche la nostra quotidianità di uomini di pianura. Per questo ringrazio il Trento Film Festival: perché anche stavolta allarga i nostri orizzonti. Quelli geografici, visto che ci porta sempre lontano, quest’anno finanche in Giappone; quelli della conoscenza del nostro fragile ambiente; ma anche quelli dell’esperienza umana, che si arricchisce di nuove, potenti suggestioni».

Pubblicità
Pubblicità

«Alla vigilia di un’edizione del Trento Film Festival che, stando al programma presentato quest’oggi sembra davvero in grado di proporre molteplici spunti di riflessione critica sulla montagna nelle sue diverse e molteplici declinazioni, la Città di Bolzano – ha dichiarato l’Assessore comunale alla Cultura Sandro Repetto è ancora una volta lieta di poter offrire il suo contributo in qualità di ente socio della rassegna ad un evento che sa proporre e valorizzare tutti gli elementi che costituiscono l’ambiente alpino e montano. Anche da un punto di vista meramente culturale, Trento Film Festival riesce a interpretare vari elementi ed aspetti che caratterizzano il nostro territorio. Il tutto in maniera attenta e puntuale. Una rassegna che pur non tradendo le sue origini e le sue tradizioni oramai consolidate, riesce ogni anno ad offrire tanti motivi d’interesse e grandi novità».

«Nel tempo – ha spiegato Mauro Leveghi il Trento Film Festival è diventato un grande prodotto corale rivolto a un pubblico sempre più ampio, specchiando la cultura delle terre alte e ampliando sempre di più la vista sulle montagne di tutto il mondo, le loro vallate e le popolazioni che vi abitano. Una montagna intesa sia come limite imposto all’uomo, sia come limite che l’uomo pone a sé stesso nell’affrontarla o nel viverla e che può rappresentare anche un’interessante fonte di reddito in grado di garantire benessere e sviluppo economico. Oggi c’è bisogno di fermarsi per riflettere e il Festival, come avviene in un vero e proprio campo base o in un rifugio, luoghi privilegiati d’incontro e di discussione, può contribuire ad accrescere la sensibilità e la consapevolezza su tre valori circolari, che sono anche strategie, che ruotano attorno alla montagna: l’identità territoriale, che va rafforzata; la sostenibilità ambientale che va favorita; la diffusione della responsabilità territoriale, che ci deve vedere tutti concordi e attivi nella tutela di un patrimonio naturale unico e non replicabile».

«Con un pizzico di emozione – ha aggiunto Luana Bisesti il 26 aprile apriremo il sipario su questa nuova edizione del festival che si caratterizza sia per le numerose proposte in grado d’intercettare gli interessi e i gusti di un pubblico variegato, dagli alpinisti, a chi si dedica alle semplici passeggiate in montagna, sia per l’affetto sempre maggiore che percepiamo dalle persone e dal territorio, con il coinvolgente entusiasmo di più di 100 giovani volontari, provenienti da diverse regioni d’Italia, che faranno parte della squadra operativa della rassegna. Il programma di quest’anno è davvero ricco, a cominciare dagli eventi per il Paese ospite, il Giappone, cui è legato anche il manifesto ufficiale della rassegna firmato dall’illustratore e graphic designer Philip Giordano che vive proprio nel Paese del “Sol Levante”. Il tratto di questo artista italiano, ma per sua formazione appartenente al mondo, è fresco e leggero e riesce ad esprime, con una notevole forza attrattiva, i sentimenti di gioia e stupore provati da un bambino o da un adulto al cospetto di un cielo stellato o allo spettacolo di una montagna».

Pubblicità
Pubblicità

Il programma dedicato al Giappone, realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia, permetterà di scoprire diverse sfaccettature di questo straordinario e affascinante Paese che si caratterizza, peraltro, per il rapporto secolare dei suoi abitanti con un territorio in gran parte costituito da boschi, montagne e vaste aree rurali.

«Questi ambienti naturali, meravigliosi, ma spesso aspri – ha evidenziato Sergio Fantsaranno lo sfondo di film che documentano la vita di chi resiste alle difficili condizioni, alle forze della natura, alle intemperie, alla solitudine e dopo la catastrofe nucleare di Fukushima persino all’invisibile radioattività, rifiutandosi di tradire le proprie radici, scegliendo la frenetica vita nelle grandi città».

Si parlerà anche del ruolo che ha la cultura gastronomica nella società e nella famiglia giapponesi, oltre che nella percezione del Paese nel resto del mondo. Le varie iniziative saranno realizzate con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Gli ospiti degli eventi

Davvero numerosi i protagonisti e gli ospiti che animeranno le serate evento del festival: per le serate alpinistiche Reinhold Messner, Hansjoerg Auer, Hervé Barmasse, Manolo, Adam Ondra, Nicola Tondini, Alex Txicon, Denis Urubko, il meteorologo d’alta quota Filippo Thiery;  i giovani Silvestro e Tomas Franchini, Manuel Bontempelli, Gianni Canale, Aldo Mazzotti, Linda Parisi e la madre Ida che insieme alle testimonianze di Sergio Martini, Ermanno Salvaterra, Maurizio Giarolli, Franco Nicolini, Palma Baldo, Marco Furlani, Egidio Bonapace, Giuliano Giovannini, Giuliano Stenghel, Maurizio Giordani, Sergio Speranza, Elio Orlandi e quella straordinaria di Cesare Maestri ricorderanno, con il fotografo e alpinista Adriano Dalpez, i figli Jalla e Claudio e il Coro della Sosat l’indimenticabile figura di Bruno Detassis a dieci anni dalla sua scomparsa. Tra i grandi nomi dell’alpinismo ci sarà anche Tommy Caldwell, diventato un’icona dopo la scalata in libera, realizzata con Kevin Jorgeson, della Dawn Wall su El Capitan, Yosemite, la big wall più difficile al mondo, che sarà ospite del festival in ben tre appuntamenti.

In occasione della serata dedicata a Bruno Detassis i fratelli Tomas e Silvestro Franchini con Franco Nicolini, di ritorno da pochi giorni dal Sudamerica, racconteranno in anteprima lo spettacolare concatenamento “Los Picos 6500” che hanno realizzato lungo le vette andine superiori ai 6500 metri comprese tra Cile, Argentina, Bolivia e Perù.

Tra i personaggi degli altri eventi anche lo scrittore Paolo Rumiz, l’attore e regista Rocco Papaleo, il biker-viaggiatore Alessandro de Bertolini, il celebre alpinista Pierluigi Bini con lo scrittore Stefano Ardito.

«Questi appuntamenti – ha aggiunto Luana Bisesti – avranno come fili conduttori la “slow mountain”, vale a dire l’approccio lento e contemplativo alla natura e alle alte quote e quello dei “confini” dell’alpinismo, nel senso dei limiti della rinuncia e delle nuove frontiere di chi scala le montagne. Avremo altrettanto grandi ospiti anche negli altri appuntamenti della rassegna che hanno come sfondo la montagna, tra cui lo scrittore Marco Albino Ferrari, gli attori Mattia Fabris, Jacopo Bicocchi, Lucio Gardin. Ci sarà anche il pluricampione di ciclismo Francesco Moser che sarà ospite al festival all’anteprima assoluta del film sulla sua vita Moser. Scacco al tempo, di Nello Correale. Volti noti del mondo dell’alpinismo, della cultura, dello sport e dello spettacolo che condurranno il pubblico in un viaggio alla scoperta dei vari modi in cui può essere vissuta la montagna nel mondo, secondo diverse culture e differenti visioni. Ma avremo anche le testimonianze di due donne straordinarie, la climber iraniana Nasim Eshqi e l’alpinista nepalese Pasang Lhamu Sherpa Akita, premio del National Geographic “Adventurer of the year” nel 2016: due donne unite dalla stessa passione per la montagna e dal medesimo impegno per l’emancipazione femminile nei loro rispettivi Paesi. Con loro scopriremo le enormi “montagne” di sacrifici e pregiudizi che ogni giorno devono scalare, oltre a quelle vere, per seguire la strada della loro vita». 

Anche quest’anno, il festival proporrà un ricco programma di mostre ed esposizioni, con tematiche che spaziano dal Giappone, alla Grande Guerra, fino alla montagna in tutte le sue forme. Tanto spazio sarà dato all’illustrazione e alla fotografia.

«Tra le esposizioni in programma – ha aggiunto Luana Bisestiil 23 aprile, alle 18, a Palazzo Trentini, inaugureremo la mostra “Bruno Detassis. Una vita libera in montagna”, realizzata in collaborazione con la SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) a cura di Adriano Dalpez e Riccardo Decarli, con l’allestimento dell’architetto Roberto Festi. La mostra, di cui una parte sarà allestita anche alla Casa della SAT, è la prima esposizione dedicata al grande alpinista e illustra la sua figura umana e le grandi imprese sportive che ha realizzato durante la fervida vita. Saranno esposte quaranta fotografie di Detassis e delle montagne da lui scalate, opere di Adriano Dalpez. In mostra anche molti oggetti appartenuti all’alpinista e un ciclo di video che lo riprendono che sarà proiettato nello Spazio Alpino della Casa-SAT».

Grandi nomi anche per gli incontri letterari alla 32. edizione della rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri” e alle presentazioni dei freschi di stampa “Prima a… Roccabruna”. Numerosi celebri scrittori e alpinisti, tra i quali Paolo Cognetti, Susanna Tartaro, Ilaria Tuti, Stefano Ardito, Tommy Caldwell, Francesco Vidotto Dante Colli, Alessandro Gogna, Simon McCartney, Manolo, Giorgio Daidola, Markus Holzer, Markus Larcher, Emilio Previtali condurranno il pubblico in storie d’avventura, di montagna e sci alpinismo, con un focus anche sui prodotti del territorio “da mettere nello zaino per una sana alimentazione in montagna”: gli esperti della Fondazione Edmund Mach, tra i quali il presidente Andrea Segrè e il dirigente del Servizio di Dietetica e nutrizione clinica dell’Azienda sanitaria della Provincia Autonoma di Trento, Carlo Pedrolli, illustreranno, infatti, la versione alpina della dieta. Celebri autori anche per il Giappone, come Giorgio Amitrano, uno dei massimi esperti di letteratura e lingua giapponese e la scrittrice Yōko Tawada.

Programma ricchissimo di eventi anche per i più piccoli e le scuole con “TFF Family”, la sezione della rassegna che racchiude tutte le attività che si svolgono nell’ambito del “Parco dei Mestieri”, ospitato nel meraviglioso giardino della sede arcivescovile di Trento e organizzato in collaborazione con Vita Trentina e Radio Trentino inBlu, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, MUSE-Museo delle scienze, Collegio delle Guide Alpine del Trentino, Parco Naturale Adamello Brenta, Gruppo Speleologico Trentino, il Centro per la Cooperazione Internazionale e l’Agenzia provinciale per le Risorse idriche e l’energia. Collaborano anche l’Istituto “Tambosi”, l’Istituto Pavoniano “Artigianelli” per le Arti Grafiche e l’Azienda Forestale di Trento e Sopramonte.

Attività anche in montagna, con numerose iniziative organizzate in collaborazione con il MUSE-Museo delle scienze di Trento e la Rete di Riserve del Monte Bondone. Si tratta di sei appuntamenti per scoprire il territorio del Bondone e le sue peculiarità storiche, naturalistiche, botaniche, faunistiche, ma anche enogastronomiche e culturali.

Pubblicità
Pubblicità

Spettacolo

Un film sulla storia di Albino Mayom Kuel: dal Sudan al Trentino al servizio degli altri

Pubblicato

-

La storia di Albino Mayom Kuel, profugo dal Sudan in Italia negli anni 60, studente di medicina a Padova e poi per anni medico all’ospedale di Ala, ma anche consigliere e assessore comunale, è di quelle che non si dimenticano.

Il docufilm presentato oggi, “Nero e bianco”, scritto da Paolo Tessadri e prodotto dalla Fondazione Museo storico del Trentino, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento, dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, e dei comuni di Ala e Avio, contribuirà però a farla conoscere ad una platea più vasta. E questo è molto importante, perché le vicende individuali possono assumere un valore paradigmatico, possono contenere esempi e insegnamenti di valore più ampio.

“La vita del dottor Kuel – ha detto il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti intervenendo alla presentazione per i media – è stata una vita spesa per gli altri, per una comunità che dal suo operato ha tratto un grande beneficio”. Che questo medico partito poverissimo dall’Africa per sfuggire a guerre e persecuzioni, si sia dedicato senza risparmio ai suoi pazienti, è un concetto espresso più volte nel film, attraverso le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto, e anche dei suoi figli Miriam e Agostino.

Pubblicità
Pubblicità

Alla “prima” di oggi sono intervenuto il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Trento Marco Ioppi, il sindaco di Ala Claudio Soini, e il sindaco di Avio Federico Secchi.

Un esempio di integrazione perfettamente riuscita, quello di Kuel, anche se leggi e burocrazia ne hanno ostacolato il cammino. Ma il dottore “venuto dal deserto, che visse fra le montagne“, come lo ha definito Tessadri, non ha mai risposto alle difficoltà con amarezza o risentimento: tutti ne ricordano il sorriso, la disponibilità, e naturalmente la preparazione, alimentata da continui studi (dovuti al suo desiderio di migliorare ma anche al fatto che perdendo lo status di borsista sarebbe dovuto rientrare in patria, essendo sprovvisto della cittadinanza italiana).

Ma quello del dottor Kuel è stato anche un esempio importante per la professione medica, ha  sottolineato dal presidente dell’Ordine Ioppi: non potendo esercitare come specialista (anche se sarebbe stato un ottimo cardiochirurgo, ebbe a dichiarare  il professor Francesco Furlanello, luminare nel campo delle aritmie), e prestando il suo servizio quindi perlopiù come medico di base, Kuel ha praticato realmente quella “trasversalità”, quella prassi del confronto fra ambiti e discipline che, in epoca di specializzazioni sempre più spinte, rischia oggi di venire meno.

Pubblicità
Pubblicità

A quasi due anni dalla sua morte sindaci e semplici cittadini ricordano di lui soprattutto il  non essersi mai tirato indietro, a costo di sacrificare il tempo per la famiglia, e la sua umanità, che a volte lo portava  a commuoversi per il dolore o la perdita di qualche assistito.

Il film, che sarà proposto prossimamente al pubblico dal Museo storico e dai Comuni coinvolti, e che parteciperà a premi e concorsi, ci restituisce tutto questo, con un montaggio incalzante e poetico ad un tempo. E ci  rammenta, come sottolineato da Ferrandi, che una piccola storia di vita può intercettare e riflettere problematiche che vanno al di là di essa.

NERO E BIANCO – Scheda del film: Nero era il colore della sua pelle, bianco il camice di medico che indossa per tutta una vita. La storia di Albino Mayom Kuel, il primo rifugiato politico-religioso in Trentino, dal Sud Sudan all’ospedale di Ala.

Albino Mayom Kuel è il primo richiedente asilo internazionale in Trentino per motivi politici e religiosi. La sua è una storia ricca di avvenimenti, anche amari, che lo porta agli inizi degli anni ’60 a Padova, dove frequenta l’università di medicina, e sul finire di quel decennio arriva all’ospedale di Ala. La sua storia dimostra la perfetta integrazione di Albino. Non è arrivato su un barcone, ma la sua è una lunga e definitiva fuga dal suo Paese, il Sudan, dove non tornerà più.

Albino Mayom Kuel nasce a Gogrial, un piccolo villaggio del Sud Sudan il 1° gennaio 1939. Ha lavorato dal 1969 al 1980 presso l’ospedale di Ala, specializzandosi soprattutto come cardiologo. Poi ha esercitato come medico di base nel Comune di Avio e infine, fino alla malattia nel 2005, come medico dell’Azienda provinciale dei servizi sanitari. È stato consigliere e assessore al Comune di Ala e consigliere ad Avio.

Albino Mayom Kuel se ne è andato alle 4 di mattina del 21 gennaio 2018: aveva 79 anni.

Docufilm, anno 2019, durata 23 minuti.

Produzione: Fondazione Museo storico del Trentino.

Patrocinio: Provincia autonoma di Trento, Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Comune di Ala, Comune di Avio.

Testo: Paolo Tessadri.

Realizzazione: Motion Studio.

Produttore esecutivo: Matteo Gentilini.

Regia: Marco Benvenuti.

Riprese: Ilir Kertusha.

Montaggio: Federica Forti.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

«Sanctuary»: la serie tv girata in Trentino sarà trasmessa in sei Paesi

Pubblicato

-

E’ una storia ricca di colpi di scena quella di “Sanctuary“: la serie tv che fra i protagonisti vede l’attore statunitense Matthew Modine, l’indimenticabile soldato Joker di “Full Metal Jacket”, insieme alla giovane attrice svedese Josefin Asplund. (nella foto del titolo il trailer della serie Tv)

Si tratta di un thriller psicologico che affronta le tematiche della sopravvivenza, dell’identità, della fiducia e del tradimento, girato in Trentino lo scorso autunno fra la Val di Fassa, la Valsugana e la Valle dell’Adige, grazie al sostegno di Trentino Film Commission e di Trentino Marketing.

Diretto da Oskar Thor Axelsson ed Enrico Maria Artale è prodotto da Yellow Bird eTV4 (Svezia) e distribuita in Europa da StudioCanal.

Pubblicità
Pubblicità

La produzione ha inoltre aderito al Protocollo T-Green Film, della Film Commission, per le buone pratiche di sostenibilità ambientale.

La serie è già stata venduta in Portogallo, Spagna, Islanda, Russia e Polonia, andrà in onda in Svezia a settembre e sono già in corso alcuni contatti per una possibile uscita italiana.

Segnata da una perdita e desiderosa di riallacciare i contatti con l’unica persona che le è rimasta in famiglia, Helena Brant fa visita alla sorella gemella, la ribelle Siri, all’interno del Sanctuary – una bellissima clinica che si trova in prossimità di un villaggio sperduto tra le valli alpine.

Hel non è a conoscenza del fatto che il Sanctuary in realtà è una facoltosa struttura di ricerca nella quale si sperimentano cure per pericolosi psicopatici.

Pubblicità
Pubblicità

Hel è anche inconsapevole che proprio Siri è una delle pazienti più pericolose, e non sa di essere entrata in un luogo dal quale potrebbe non uscire mai più.

Genere: Serie TV, Thriller
Regia: Oskar Thor Axelsson, Enrico Maria Artale
Cast: Matthew Modine, Josefin Asplund, Lorenzo Richelmy, Philip Arditti, Barbara Marten, Felix Garcia Guyer
Paese di produzione: Svezia
Anno: 2019
Produzione: Yellow Bird eTV4 (Svezia)
Distribuzione in Europa: StudioCanal

I luoghi in Trentino:

  • Himmelstal, il sanatorio, è il Grand Hotel Imperial di Levico Terme
  • La vallata inaccessibile in cui è immersa la clinica Himmelstal è Val San Nicolò, in Val di Fassa
  • La funivia che porta a Himmelstal è la funivia del Monte di Mezzocorona
  • Il Villaggio situato nel Sanatorio si trova tra Malga Peniola, in località Peniola, e la località Pian, a Campitello di Fassa
  • Il lago di montagna nella vallata di Himmestal è il Lago di San Pellegrino
  • Lo chalet di Siri è stato ricostruito presso Pian dei Schiavaneis a Canazei, in Val di Fassa

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

Operazione nostalgia: a Parma la mostra «Carosello. Pubblicità e Televisione 1957-1977»

Pubblicato

-

L’idea per questi fine settimana settembrini, ma ancora dalle temperature estive potrebbe essere quella di una gita cultural – gastronomica.

La meta? Traversetolo in provincia di Parma patria del culatello o degli anolini in brodo o asciutti e vista la stagione, il castagnaccio fatto con la farina di castagne.

E prima di sedersi a tavola? Si va alla sede della Fondazione Magnani Rocca, dove fino all’8 dicembre sarà possibile visitare la mostra “ Carosello: pubblicità e televisione 1957 – 1977”.

Pubblicità
Pubblicità

Siamo di fronte al top della pubblicità ancor oggi studiato a livello di marketing, ma che nessuno è riuscito a riproporre.

7261 gli episodi che si sono succeduti, “ firmati” da grandi dello spettacolo come Mina, Pasolini, Sinatra, Totò, Alberto Sordi e poi registi del calibro di Mauro Bolognini, i fratelli Taviani e Ettore Scola; o agenzie pubblicitarie come quella di Armando Testa.

Oggi Carosello è materia di studio e di ricerca.

Si vorrebbe capire la ragione di un successo, ma anche di un condizionamento di massa che ha interessato una decina di milioni di italiani.

Pubblicità
Pubblicità

Calimero è popolare ancora oggi, alla pari dell’Ippopotamo dei pannolini Lines.

A colpire è anche il suo essere inimitabile.

Quando nel 1977, Carosello fu interrotto si pensava che sarebbe stato dimenticato in fretta in una società che stava affrontando anni difficili a tutti i livelli.

Insomma i problemi erano altri e nessuno avrebbe pensato che favole, gag, perfino storie a puntate, mini thrilling, uscissero dall’immaginario collettivo per diventare materia di studio sia a livello pubblicitario che come fenomeno sociale.

E per concludere un riconoscimento. Nel 1972, la prima puntata del Carosello del 2 febbraio del 1957, negli Stati Uniti venne riconosciuto come la più specifica forma pubblicitaria esistente.

E detto dai maestri del condizionamento pubblicitario, non è cosa da poco.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza