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La parola al direttore

Viva! Viva Villa!

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Prendo a prestito il titolo di un film (Villa Ridens)….. uno dei pochissimi film dove il “leggendario” Yul Brynner,interpretando Pancho, dotato di una fluente capigliatura, recitò con i capelli, al posto della celeberrima pelata.

Francisco (Pancho) Villa fu un rivoluzionario, guerrigliero e politico messicano (a cominciare dalla rivoluzione messicana del 1910-1911 e oltre) e non c’entra nulla con la storia e le vicende politiche del presidente della repubblica italiana, oggi impegnatissimo in consultazioni, incarichi esplorativi, e cos’altro nel tentativo (im)possibile di sciogliere i nodi di una intricatissima matassa politica per la formazione del nuovo governo.

Di fronte, l’ ennesimo, consolidato teatrino della politica italiana che, a dispetto delle sterili promesse del “nuovismo“, mostra come si muove, con consumata disinvoltura, il primo campione della italica rivoluzione, quel Gigi da Pomogliano (nato però in Avellino).

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Ma di questo, scriverò in altra occasione.

Da poche settimane si conoscono i numeri del post-terremoto che dimostrano una “ricostruzione” altro che flop. Nei 138 comuni del cratere sono appena 50 le case private che erano state lievemente danneggiate dalle scosse e sono tornate abitabili come da elenco: zero in Abruzzo2 in Umbria a Norcia12 nel Lazio e 36 nelle Marche, un anno e mezzo dopo il terremoto.

Ricordo che il terremoto del Vulture, avvenuto nel luglio del 1930, provocò 1.404 vittime e colpì le province di PotenzaMateraBeneventoAvellino e Foggia, sempre sulla dorsale appenninica, un po’ più a sud di quello del 24 agosto (e seguenti) del 2017.

Il Governo di allora (per la storia Benito Mussolini) affidò al ministro dei lavori pubblici Araldo di Crollalanza l’incarico della ricostruzione.

Il ministro trasferì su un treno speciale il ministero.

Lui stesso si stabilì in una carrozza del treno, seguendo di persona i lavori e a soli tre mesi dal sisma, il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate ai terremotati. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. (qui l’articolo)

A questo proposito, ricordo al presidente della repubblica italiana il discorso (sicuramente non passerà alla Storia) che pronunciò il 27 gennaio 2018 al Palazzo del Quirinale e già che ci siamo gli ricordo anche la sua autorevole presenza (3), il 13 febbraio 2018, a Palazzo Borronomeo (sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede) dove, insieme alle più cariche istituzionali e di governo dello Stato, incontrò la delegazione dello Stato del Vaticano, guidata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, e composta dal sostituto monsignor Angelo Becciu, dal segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Paul Richard Gallanger, dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei per celebrare l’anniversario dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) che chiusero la vertenza tra l’Italia e il Papa, dopo la breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) e la fine del potere temporale dello Stato Pontificio.

Quindi, gli ripeto (molto umilmente) la domanda: tutto quello che fece Mussolini fu sbagliato?

Per quanto mi riguarda, VIVA! VIVA VILLA!

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La parola al direttore

Antonio ti avrei preferito anonimo ma vivo

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Magari io la penso diversamente da te, ma so che lavoro facevi e che eri un giovane che credeva nei suoi ideali. (altro…)

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La parola al direttore

Spray urticante nelle aule, scherzo alla Bart Simpson. La scuola non punisce, meglio i lavori sociali

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Foto Rai

La scuola media Eccher Dall’Eco non crede nella punizione o comunque nella severità verso i ragazzi che hanno spruzzato lo spray urticante nel condotto di aerazione. (altro…)

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La parola al direttore

Indagine all’ Università: tutti tranquilli e sereni, a cominciare dal Rettore

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Che l’Università trentina abbia raggiunto traguardi importanti, moltissimi ne sono convinti.

Tra questi, sicuramente anche il sottoscritto che ebbe fiducia in quel progetto tant’è che si iscrisse, allo spirare degli anni ’60 all’allora Istituto Superiore di Scienze Sociali, padre dell’odierno Ateneo, conseguendo in quel periodo molto turbolento (è solo un eufemismo) la laurea.

Ricordo – l’occasione è buona per farlo – che la felice intuizione di Bruno Kessler fu ostacolata paradossalmente solo dal partito comunista, mentre uno dei leader del ’68 trentino (ricorre quest’anno il 50° anniversario) quell’Italo Saugo, notissimo alle cronache di allora, non disdegnava salire numerose volte le scale del Palazzo di via Belenzani, ove aveva la sede il MSI, per “conquistare”, in barba ad ogni pregiudizio antifascista, l’appoggio anche di quel partito per il riconoscimento statale della facoltà di sociologia.

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Tuttavia, al di là dei ricordi, la bufera giudiziaria che ha travolto nei giorni scorsi anche il buon nome dell’Ateneo, oltre ad alcuni indagati, docenti e amministrativi, che risponderanno per specifici reati, non è molto diversa da quella già vissuta da altre università italiane.

«Mal comune mezzo gaudio?» Manco per sogno. Il malaffare, ovunque si annidi, va drasticamente stroncato.

E non bastano nemmeno le quattro belle parole (molto di circostanza) del Rettore per fugare i nuvoloni neri di uno scandalo che si potrà estendere in altri dipartimenti in modo da coinvolgere l’Ateneo nel suo insieme.

Non è nemmeno un pregiudizio pensare che dentro l’università, palestra del sapere, si possa esercitare il malaffare.

Spesso e volentieri l’università è un “buco nero” e non sempre la sua amministrazione è trasparente, a cominciare dal reclutamento accademico e dal potere che esercita.

Non occorre scomodarsi molto per provare i legami molto intensi tra la politica (Provincia) e l’Ateneo trentino: Trento Rise, Edilizia Universitaria, Studentato, Biblioteca, Festival dell’economia ecc. ecc. ecc.

Per restare in tema (l’indagine in corso) e a dimostrazione di ciò che scrivo, mi soccorrono due interrogazioni che il consigliere Delladio presentò una decina d’anni fa……. Ma tutti, magistratura compresa, volsero lo sguardo altrove.

Cito i titoli: interrogazione n. 330 del 16 aprile 2009 “Incarichi di consulenza all’Università degli Studi di Trento” (1) e interrogazione n. 817 del 22 settembre 2009 “Perché la provincia occulta talune consulenze? N. 2 – Incarichi di consulenza a professori, collaboratori e dipendenti dell’Università stessa“. (2)

Leggendo le interrogazioni e le relative risposte, rispettivamente ( 3) e (4) che pubblichiamo a piè pagina, si evince che il “bubbone” ha origini antiche ……

(1) Interrogazione n. 330/09 del consigliere Mauro Delladio

(2) Interrogazione n. 817/09 del consigliere Mayro Delladio

(3) risposta all’interrogazione n. 330/09 del presidente della Provincia Lorenzo Dellai

(4) risposta all’interrogazione n. 817/09 del presidente della Provincia Lorenzo Dellai

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