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La ripartizione delle spese condominiali in deroga ai criteri legali.

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Il codice civile, all’art. 1123 c.c., prescrive che le spese condominiali debbano essere ripartite per millesimi.

Ciò significa che la delibera con la quale l’assemblea condominiale decide di sostenere una certa spesa non deve necessariamente indicare le modalità di ripartizione fra i vari condomini, in quanto, in assenza di previsioni particolari che siano legittime e possibili, si applica quanto previsto dalla legge ed in particolare dal codice civile.

Tuttavia il medesimo art. 1123, al comma 2, consente di derogare al criterio dei millesimi, qualora i condomini si accordino per mezzo di una convenzione in maniera difforme da tale criterio.

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La convenzione di cui tratta il comma 2 dell’art. 1123 è costituita dall’accordo unanime fra tutti i condomini.

Si rinviene unanimità, ad esempio, qualora la convenzione sia parte integrante di una delibera votata da tutti i condomini (e qui si intende la totalità dei condomini e non solo quelli presenti all’assemblea) o che sia costituita da un diverso atto sottoscritto da tutti i condomini.

Con un accordo raggiunto in tal modo il criterio legale dei millesimi può essere derogato a favore di una ripartizione diversa: con una convenzione un condomino può essere escluso dall’obbligo di concorrere a spese condominiali di una certa natura o vi può essere obbligato solo parzialmente.

Riguardo la forma che deve assumere la convenzione prevista dall’art. 1123, comma 2 del Codice Civile, la legge non ha fissato un requisito formale specifico.

Ne consegue che possa essere considerato convenzione ogni atto che esprima, in maniera anche indiretta, il consenso di tutti i condomini. Anche una delibera votata dalla sola maggioranza e non impugnata può essere qualificata come convenzione.

Così ha stabilito una recentissima sentenza dell’agosto 2017 il Tribunale di Trento, chiamata a decidere proprio su di una delibera avente ad oggetto una deroga ai criteri di ripartizione legale delle spese per un intervento edilizio straordinario.

Confermando un orientamento della Cassazione, il Tribunale ha ritenuto che la rinuncia all’impugnazione di una delibera condominiale è una forma di manifestazione del consenso al suo contenuto, proprio da parte di quei condomini inizialmente dissenzienti o di quelli che non avevano espresso alcuna opinione perché non presenti alle operazioni di voto.

Tale forma indiretta di consenso, sommata ai voti favorevoli espressi dalla maggioranza in sede assembleare, concorre a raggiungere l’unanimità.

E’ tuttavia evidente che un accordo sorretto dal foto favorevole espresso e manifesto da tutti i condomini in sede assembleare non porrebbe alcun problema interpretativo sulla effettiva volontà di questi ultimi.

avv. Raffaele Merlo – TRENTO  –   legale.merlo@libero.it

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Mercato immobiliare in Trentino, prosegue la crescita nel secondo quadrimestre del 2018

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Prosegue anche nel secondo quadrimestre del 2018 il trend positivo delle compravendite immobiliari nella provincia di Trento. Con un aumento del 17,97% complessivo nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il mercato dimostra di mantenersi stabile nelle proprie dinamiche. (altro…)

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Giovedì Confcommercio presenta i dati del mercato immobiliare Trentino

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Si terrà giovedì 4 ottobre alle ore 10, nella Sala Giunta al settimo piano della sede di Confcommercio Trentino, in via Solteri 78 a Trento, la presentazione dei dati sulle compravendite immobiliari dell’intera provincia di Trento per il secondo quadrimestre del 2018.    (altro…)

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Dati ISTAT: Mercato immobiliare in ripresa

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Nel I trimestre 2018, secondo i dati diffusi da ISTAT, le convenzioni notarili di compravendite o relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari (pari a 176.687) crescono dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (+0,5% il settore abitativo e +1,3% l’economico).

Per il complesso delle transazioni l’incremento congiunturale interessa le Isole (+8,4%) e, in misura più lieve, il Sud e il Centro (+0,9% entrambi); risulta in flessione il Nord-ovest (-1,0%). Il settore abitativo segue sostanzialmente l’andamento generale.

Il comparto economico segna valori positivi nelle Isole (+4,0%), al Centro (+2,5%) e nel Nord-ovest (+1,9%); resta sostanzialmente stabile nel Nord-est e nel Sud (-0,1% per entrambi).

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Su base annua le transazioni immobiliari crescono complessivamente del 4,2% (il settore abitativo +4,4% e l’economico +2,1%).

Rispetto al I trimestre 2017, l’incremento registrato nei primi tre mesi del 2018 riguarda tutte le aree geografiche del Paese per l’abitativo: Isole (+10,9%), Sud (+6,9%), Centro (+4,2%), Nord-est (+3,9%) e Nord-ovest (+2,1%). Il settore economico cresce al Centro (+5,9%), al Sud (+3,4%), nelle Isole (+2,9%) e nel Nord-est (+0,8%); fa eccezione il Nord-ovest, con un lieve calo (-0,2%).

Si osserva un incremento su base annua sia nelle città metropolitane sia nei piccoli centri: per l’abitativo rispettivamente +3,5% e +5,2%, per l’economico +3,4% e +1,2%.

Il 94% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo e accessori (166.055), il 5,5% ad uso economico (9.733) e lo 0,5% ad uso speciale e multiproprietà (899).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (94.015) crescono dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono del 3,3% su base annua.

La crescita congiunturale è maggiore nelle Isole (+10,5%), più contenuta nel Centro (+2,9%) mentre è sostanzialmente stabile nelle altre ripartizioni geografiche. Su base annua la flessione riguarda il Centro (-5,4%), il Nord-ovest (-4,8%), il Nord-est (-3,0%) e il Sud (-1,6%); fanno eccezione le Isole (+6,7%).

La flessione tendenziale riguarda sia le città metropolitane (-2,1%) sia i piccoli centri (-4,2%).

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