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Politica

Claudio Cia (Agire): «Porte spalancate al PATT, ma senza Rossi e Panizza»

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Nella mattinata di oggi a margine della presentazione del coordinamento delle donne di Agire per il Trentino il segretario politico di Agire Claudio Cia rispondendo ad alcune domande dei giornalisti presenti ha sottolineato come «le porte siano spalancate per i militanti e simpatizzanti del partito autonomista trentino, ma senza però Ugo Rossi e Franco Panizza, che sono i responsabili di quanto successo in trentino nell’ultima legislatura»

Sull’attuale momento politico e sui nuovi possibili scenari dopo il voto del 4 marzo Claudio Cia ha risposto: «noi sono due anni che lavoriamo a fianco da protagonisti con la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, con loro siamo una forza compatta e coesa. Attediamo l’eventuale lista delle civiche per capire se saranno con noi, oppure con il centro sinistra»

«La sinistra ha perso il contatto con il territorio,  – ha aggiunto Cia – dopo 10 anni ho visto ieri un gazebo ieri a Pressano e ne sono rimasto stupito, in questi anni il centro sinistra ha preferito rimanere nei palazzi e nelle cantine per parlare di politica e di fantomatici diritti civili che già sono presenti nelle nostre leggi, abbandonando il territorio e i cittadini trentini». 

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Sul comportamento possibile di Ugo Rossi dopo il probabile no del centro sinistra ad una candidatura con il centrosinistra Cia risponde, «Ugo Rossi è una persona estremamente arrogante, e non possiamo certo presentarci all’elettorato insieme a colui che abbiamo combattuto, e che sembra più preoccupato di mantenere la propria sedia anzichè pensare ai problemi dei trentini che lui stesso ha creato. Per 5 anni è rimasto in consiglio provinciale imponendo il Gender nelle scuole, oppure la legge contro l’omofobia (che esisteva già) ed ora cerca di recuperare non concedendo il patrocino al gay pride ottenendo così l’effetto contrario, cioè dare ancora più visibilità all’evento». 

Claudio Cia ha confermato che ormai la lista dei 35 è pronta. Mancherebbero solo 3 donne alla stesura definitiva. A metà Giugno durante il congresso del partito saranno ufficializzati tutti i nomi. «La nostra lista è pronta, per questo possiamo lavorare con serenità sul territorio e sentire le esigenze dei cittadini»

Nella lista dei candidati, fra i big, oltre a Claudio Cia, ci saranno l’assessore di Borgo Valsugana Stroppa, il sindaco di Segonzano Villaci e il segretario Delsa Mauro Pericolo. 

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Speciale elezioni 2018

Sandro Bordignon, (AGIRE): «Investire sulla famiglia per investire sul futuro»

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Speciale elezioni 2018.

Continuano le interviste con i candidati delle prossime elezioni amministrative del 21 ottobre 2018.

Oggi nel capoluogo trentino abbiamo incontrato Sandro Bordignon, 45 anni, nato a Trento, sposato dal 2002 con 2 figli di 6 e 8 anni.

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Si presenta nella lista di Agire per il Trentino, partito territoriale che fa parte del nutrito gruppo della coalizione di centrodestra autonomista con candidato presidente l’onorevole e sottosegretario dalla sanità Maurizio Fugatti.

Sandro Bordignon è del segno del leone, è dipendente del gruppo Poli, ma anche consulente di telefonia mobile.

«Quella della vendita diretta è stata una vera palestra di vita che mi ha aiutato a convivere con i no» – sottolinea Bordignon

Sandro arriva infatti da una lunga esperienza nella vendita che poi ha condiviso in parte con un lavoro fisso part time. «Mentre lavoravo nel settore della vendita ho trovato casualmente un posto part Time al supermercato Billa, poi acquistato dal gruppo Poli. Diciamo che al mattino vedo le problematiche ed esigenze del lavoro dipendente, nel pomeriggio con quelle delle piccole e medie imprese che visito per lavoro»  

È stato molto attivo anche nell’associazionismo, dove è delegato sindacale sul posto di lavoro e siede nel consiglio generale di Cisl Finasca.

Inoltre è stato per due mandati presidente del «movimento per la vita», all’interno del quale «ho avuto un’importante formazione sulla Bio Etica» – aggiunge Bordignon

La sua non è la prima esperienza politica come candidato.

È stato candidato alle comunali nel 2000 con la lista «Civica per Morandini», e nel 2005 con Civica  Trentina.

In entrambi i casi è risultato essere il primo dei non eletti dell’intero centrodestra.

Ma dopo il salto dell’allora consigliere comunale Claudio Cia in provincia, entrò in comune per circa 4 mesi.

Percorso, quello di Sandro Bordignon e Claudio Cia, destinati ad incrociarsi nuovamente nel giugno 2016, quando entrambi, insieme ad altre 7 persone decisero di fondare il nuovo partito «Agire per il Trentino»

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura in Agire per il Trentino?

«Sono uno dei fondatori, e dopo la piccola parentesi in consiglio comunale volevo rimettermi in gioco nuovamente. Ho trovato in Claudio Cia una persona che rappresenta in pieno i valori in cui credo. Insieme a lui credo potremo davvero dare una svolta alla politica trentina»

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Non invento nulla di nuovo, ho il mio metodo, lavorerò porta a porta e a ventaglio nella speranza di raccogliere quello che ho seminato in questi anni»

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«In primis valorizzare ed investire sulla famiglia. Lo so, lo dicono tutti, ma alla fine lo fanno in pochi perché il politico è poco lungimirante, ed investire sulla famiglia vuol dire investire sul futuro. Per secondo vorrei pianificare un piano di rilancio commerciale per la città di trento coinvolgendo attivamente le associazioni. Terzo: muoversi sul sociale e sconfiggere le povertà, fenomeno in grande aumento anche a Trento».

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Assolutamente si»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Massimo 1.000 euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Dipende dalle idee che raccoglierò in campagna elettorale. Certo ho delle mie idee ma è gusto anche valorizzare quelle degli altri e poi fare una sintesi».

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Parlarne bene diventa difficile»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Spero che spingendo giù uno, si crei una reazione a catena che li faccia cadere tutti e tre» 

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«Sono tutti favorevoli, anche mia moglie»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Nessuno»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Mi piace correre e leggere testi e libri sulla bio etica»

L’ultimo libro che ha letto?

«Restare umani  di Giuliano Guzzo, un libro che si chiede se a fronte dell’avanzare della tecnica e dei mutamenti sociali connessi, è possibile che resti qualcosa di umano. Un libro che attraverso l’analisi di questioni come la differenza tra maschile e femminile, la sessualità, l’aborto e la selezione genetica, il consumismo, cerca di individuare quei momenti del nascere, del vivere e del morire che, oggi, rischiano di trascinare l’essere umano verso ciò che umano non è».

Che musica ascolta?

«Reggae e musica leggera»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha?

«Una Citroen C5»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Alcide De Gasperi»

E qui in Trentino?

«Nessuno»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’automobile, per comodità e perché mi piace guidare»

Soldi, successo o potere?

«Tutte e tre con il dovuto equilibrio»

Cosa le fa più paura nella vita?

«La morte di una persona cara»

Lei abita a Trento nel quartiere di san Martino, quali sono le priorità in quella zona?

«Sconfiggere la piccola criminalità e il degrado»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovato in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Assolutamente si, anche più di una volta».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Non avrei mai pensato di fare un’esperienza dentro il consiglio comunale figuriamoci per le provinciali»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Come pregio la perseveranza. Ho un carattere altalenante, e questo alla lunga è un difetto» 

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome?

«La mia autostima spesso mi fa sembrare agli occhi della gente superbo, anche se in realtà non lo sono per nulla»

Dica la verità uscirebbe a cena con Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè, Virginia Raggi o Giulia Bongiorno?

«Uscirei con Maria Elena Boschi per la sua bellezza e con Virginia Raggi perché adoro le more ed è il mio tipo di donna»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Se si accetta un tipo di famiglia omosessuale si deve accettare anche il resto. Io sono solo per la famiglia di ordine naturale. È strano che in questi anni si predichi per il rispetto del mondo della natura in generale  ma non di quella del genere umano»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Sono stati quattro; il matrimonio, la nascita dei miei figli, quanto sono entrato in consiglio comunale e quando sono diventato presidente del movimento per la vita, per me fu una grande responsabilità, un onere e onore».

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Incontrerei volentieri Mario Palmaro, docente di filosofia teoretica, etica e bioetica. Colui che cominciò a diffondere la bio etica in Italia e che purtroppo è scomparso a soli 45 anni»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Assolutamente gioco di squadra»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«A Dicembre dell’anno scorso, quando è morta Lara,una mia collega di lavoro da molti anni, la cosa mi sconvolse»

Carne o pesce?

«Carne»

Lago, Mare o montagna?

«Montagna»

Cosa le manca di più?

«Un laurea, e a tal proposito mi spenderò perché i miei figli la raggiungano»

Se fosse un animale?

«Un Gatto, perché animale autonomo e indipendente»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«Giulianova al mare l’anno scorso»

Il suo sogno?

«Diventare consigliere comunale, e fare così un grande percorso di conoscenza tecnica della politica»

Cosa guarda in Tv?

«La guardo pochissimo, vedo solo Netflix»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre,l’attacco alle Torri Gemelle. Mi ricordo che ero in Croazia al mare, un evento molto forte che mi ha lasciato il segno»

Per cosa sarà ricordato?

«Per la piacevolezza della mia persona e per il gusto di stare insieme»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovvio»

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Politica

Domani la conferma: Civica Trentina entra nel centro destra autonomista

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La conferma arriverà domani e verrà comunicata in una conferenza stampa organizzata presso l’Hotel America a Trento, alle ore 10.30.

Durante l’incontro Civica Trentina esporrà la sua proposta di governo in vista delle prossime elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Da subito inizierà un breve confronto con i partiti della coalizione di centro destra autonomista.

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Pochi gli ostacoli da superare, e legati solo a fatti di carattere personale o a singoli candidati.

Per il movimento di Rodolfo Borga si tratta di un «parto» durato oltre 4 mesi e iniziato con il preciso scopo di creare un polo civico insieme a Geremia Gios ed altri movimenti.

Poi però, durante il percorso, le forze in campo o si erano ritirate oppure erano passate con il centrodestra.

Di Gios nell’ultimo periodo si sono perse completamente le tracce e l’ipotesi è che probabilmente

Con l’entrata nella coalizione di Civica Trentina il centrodestra autonomista si presenta per la prima volta completamente unito alle elezioni provinciali.

Civica Trentina conquistò il 3,71% delle preferenze nelle provinciali del 2013, con in lista Claudio Cia e Marco Sembenotti che poi lasciarono il partito.

 

 

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Speciale elezioni 2018

Cristina Santi (AGIRE): «A Riva del Garda bisogna lavorare sul turismo di qualità»

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Speciale Elezioni 2018.

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei candidati che scenderanno in campo nelle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Oggi il nostro percorso «politico», ci ha portato sul Lago di Garda, precisamente da Cristina Santi, 47, segno dell’Ariete, nata Riva del Garda, libera professionista e amministratore unico di alcune società di elaborazione dati e software contabili.

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Cristina è convivente e molto innamorata da 10 anni di un uomo divorziato da tempo, «per il momento convivo in attesa che il mio uomo superi il trauma del primo matrimonio e poi si vedrà» – spiega ironicamente con un sorriso sornione.

«Con lui – precisa – ho trovato un forte equilibrio, stiamo bene insieme e ci amiamo molto»

Per Cristina Santi, la primogenita di 3 fratelli, la famiglia è un valore imprescindibile, «Con mio padre condivido la maggior parte dei momenti quotidiani, mentre mia suocera viene tutti i week end da noi sul lago. Ci vogliamo tutti bene e abbiamo formato quella che oggi si chiama “famiglia allargata”». 

«Purtroppo chi scopre di avere un malato di cancro in casa è troppo spesso lasciato da solo e deve superare oltre al trauma anche delle situazioni legate alla conciliazione che al giorno d’oggi rappresentano un problema sempre più ramificato» – sottolinea Cristina

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«Ho conosciuto il segretario di Agire per il Trentino Claudio Cia attraverso la sua attività politica e ho trovato i suoi valori e il suo programma molto interessanti. Poi lui mi ha lavorato ai fianchi chiedendomi di candidare e visto che siamo come si suol dire alla periferia dell’impero ho deciso che dovevo candidare per dare un apporto affinché nella mia zona le cose migliorino. Ma la vedo anche un ottima esperienza per le prossime comunali di Riva del Garda». 

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Con la tenacia e il lavoro, e cercando di far conoscere i miei progetti a più persone possibili» 

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Adoperarmi per fare la strada Rovereto – Riva (Loppio – Busa) che è strategica sia dal punto di vista turistico che per la mobilita di chi va a lavorare. Poi riprendere in mano l’ospedale di Arco, una struttura dimenticata in questi anni dal centro sinistra che ha adoperato la sanità trentina solo per fare cassa, riorganizzare le cure palliative del fine vita e poi intervenire sull’istruzione».

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

 «Certamente si, le cose da fare sono molte»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Intorno ai mille euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Sanità, viabilità e istruzione»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Il peggiore in assoluto che il Trentino abbia mai avuto»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Non ho dubbi, Ugo Rossi»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«La maggior parte mi sostengono, qualcuno mi ha detto che sono pazza però…» 

Ha dei rimpianti nella vita?

«No, perché guardo sempre avanti, e non penso mai al passato»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Corro e mi piace leggere, anche se purtroppo il tempo è sempre tiranno per il lavoro che svolgo» 

L’ultimo libro che ha letto?

«La magia di un buongiorno, un libro di  Massimo Gramellini»

Che musica ascolta?

«Di tutto, ma tendenzialmente la musica rock»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha ?

«Un fiat 500»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Per la Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Facile, Alcide De Gasperi, è stato talmente grande e unico che non sarà mai eguagliato da nessuno» 

E qui in Trentino?

«Il mio presidente è Maurizio Fugatti, è lui quindi il mio punto di riferimento».

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Automobile perché sono tendenzialmente un pochina pigra»

Soldi, successo o potere?

«Nessuna delle tre, non sono queste le mie priorità, io guardo solo alla salute» 

Cosa le fa più paura nella vita?

«L’indifferenza e la solitudine»

Lei abita a Riva del Garda, quali sono le priorità in quella zona?

«La viabilità prima di tutto, ma bisognerà lavorare per turismo di qualità, a Riva del Garda ce né molto ma di bassa qualità, e la nostra amministrazione negli ultimi anni non ha fatto nulla a riguardo. Poi non si è valorizzato il centro storico della città lasciandolo invadere da negozi dei cinesi, e in generale la città è stata lasciata andare….».

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Qualche anno fa quando mia madre si è ammalata di tumore mi sono trovata in difficoltà emotiva, quando vedi soffrire una persona a cui vuoi bene è un grande dolore per questo ho chiesto aiuto. Dopo la morte di mia madre ho deciso di aiutare con il volontariato queste famiglie che non hanno nessun appoggio dalle istituzioni».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Diciamo che il pallino della politica l’ho sempre avuto, mi sento come una predestinata. Ora è arrivata l’occasione e metterò la mia voglia e competenza al servizio della mia città e della mia regione»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono tenace, e questa è una qualità. Ma ho il difetto di essere spesso brontolona e a volte troppo sanguigna»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira e accidia, Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Ira, ahimè»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Matteo Salvini» 

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Sono favorevole ai matrimoni, anche se credo che di forme giuridiche per riconoscere i diritti degli omosessuali se ne potevano trovare altre. Sono invece assolutamente contraria alle adozioni gay perché i bambini devono crescere con una mamma e un papà ben definiti»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Senza dubbio quello di adesso per me è un periodo particolarmente felice. Nel corso degli anni ho cercato di avere degli figli, ma dopo aver raggiunto la consapevolezza di non poterli avere mi sono dedicata al volontariato che mi ha gratificato e ha dato un senso nella mia vita. Credo che per tutti lavorare nel sociale e fare del bene al nostro prossimo dia un valore aggiunto ai momenti della giornata»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Mi sarebbe piaciuto incontrare l’ematologo Franco Mandelli morto da poco, perché è una persona che ha dedicato alla ricerca a al lavoro in corsia tutta la sua vita. Ha contribuito a debellare molte leucemie infantili ed ha dedicato il suo lavoro agli altri, rimanendo in prima linea fino alla fine.»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Sempre e assolutamente gioco di squadra» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Piango spesso, sono persona molto sensibile. L’ultima volta 15 giorni fa ricordando mia mamma, con lei avevo un legame forte».

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Il tempo»

Se fosse un animale?

«Una gatta»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«In sardegna, molto bello»

Il suo sogno?

«Sono persona concreta e quindi programmata e organizzata che non sogna ma è pragmatica»

Cosa guarda in Tv?

«Solo trasmissioni sulle biciclette, in particolar modo il canale “Bike channel”, questo perché il mo compagno è amante del ciclismo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre 2001, l’attacco alle torri gemelle, la tragedia che ha cambiato il mondo».

Per cosa sarà ricordata?

«Per il mio carattere sanguigno e diretto»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovviamente si!»

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