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Trento

Apertura Aldi a Pasqua: Più rispetto per i dipendenti

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Sono passati diversi giorni, ma il rospo mi è rimasto sullo stomaco.

Così, leggendo su un media provinciale della guerra in corso tra Podini, titolare della catena MD discount, e Aldi, concorrente tedesca nel campo della grande distribuzione alimentare, mi è tornato alla mente il cartello che ho visto a Pasqua, vicino casa, e che recitava più o meno così: “Aldi rimarrà aperta anche a Pasqua e a Pasquetta. No stop dalle 8.30 alle 20″.

Non so cosa penserà il lettore, ma per me si è trattato di uno schock.

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Possibile, mi sono chiesto, che i cosiddetti “consumatori” siano ridotti al punto di essere, appunto, solo e soltanto “consumatori”, senza cioè la capacità di un giudizio, di una visione più ampia?

Davvero può essere un segno di civiltà e di progresso, di attenzione all’uomo in generale, quello di tenere aperto un negozio anche in una festività così significativa, togliendo ai dipendenti il diritto di dedicarsi, per un giorno, non al lavoro ma ad altro?

Non serve andare molto indietro nel tempo, per ricordare che solo pochi anni orsono le domeniche in cui i negozianti lavoravano si contavano sulla punta delle dita.

Spiccava la “domenica d’oro“, quella prima di Natale: gli esercizi commerciali rimanevano aperti, eccezionalmente, per permettere alla gente di avere più tempo per i regali più attesi dell’anno.

Ero un bambino, e ricordo di amici di famiglia che, per scrupolo, si chiedevano se questa eccezione potesse andare d’accordo con il comandamento “Ricordati di santificare le feste“.

Certo, erano altri tempi, e la domenica era un giorno sacro: da dedicare a Dio, alla famiglia, agli amici, al riposo… alle “cose” più importanti della vita.

Andare in negozio, per lavoro o per acquisti, anche di domenica, sembrava dunque svilire il valore della giornata, renderla uguale alle altre.

Sono passati alcuni decenni, e di sacro, nella nostra società, è rimasto ben poco. Così anche le domeniche d’oro si sono moltiplicate, gli orari dei negozi si sono dilatati, le eccezioni sono sempre più numerose (se non erro è stato il governo Monti a liberalizzare gli orari di apertura dei negozi, nel 2012).

Risultato? Non credo che le persone mangino più di prima, che questa consuetudine abbia arricchito qualcuno. Certamente siamo diventati tutti un po’ meno sensibili.

Altrimenti il giorno di Pasqua Aldi sarebbe rimasta senza clienti; altrimenti i consumatori, ricordandosi di essere anche uomini, avrebbero pensato che anche queste “piccole” scelte, da parte dei colossi della distribuzione, contribuiscono a creare una società sempre meno umana, sempre più “liquida”.

Io, per conto mio, preferisco comperare nei negozi che lasciano anche ai loro dipendenti la libertà del riposo domenicale. Che non si vantano di stare aperti persino a Pasqua. Inoltre, se posso, compero italiano. In fondo è la mia Patria.

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Trento

Gran Premio della Vita: dieci Piz -Stop insieme alla Ferrari per proteggere la salute degli organi maschili

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Scende in campo anche la Ferrari che col Museo di Maranello è partner della campagna “ Papà controllati” che ha dato il via al Gran Premio della Vita, promosso dalla società italiana di urologia che sarà condiviso in tutte le città d’Italia

Si sa che la visita per il controllo della prostata è tra le meno gradite da parte degli uomini ed ecco allora che è stato creato un mix quasi ideale: figli e motori, ovviamente Ferrari.

Il Gran Premio della Vita prevede dieci pit stop corrispondenti alle dieci regole indispensabili per proteggere la salute degli organi maschili tra i più bersagliati: prostata, vescica, rene e apparato riproduttivo.

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Il Gran Premio parte dalla prevenzione che oltre ad un corretto stile di vita, richiede anche costanza nei controlli – ed i ecco i pit stop – che l’ideale sarebbe iniziare a farli sin dall’adolescenza.

Ma l’uomo al contrario della donna col ginecologo, non ha stessa confidenza con l’urologo dal quale si ricorre troppo spesso a patologia iniziata.

La fascia d’età nella quale sarebbero indispensabili controlli ambulatoriali è quella compresa tra i 40 e i 70 anni.

Se un uomo vuole controllarsi autonomamente lo può fare fermandosi a tutti i pit stop dello schema riprodotto che compare nei social con lo slogan #fermatieriparti: ci sono quelli come lo smettere di fumare che possono essere fatti anche da soli, altri che invece richiedono l’intervento di uno specialista che a sua volta è stato sensibilizzato ad assecondare questo curiosa modalità di sensibilizzazione.

I dati non sono confortanti: l’8% della popolazione maschile ha avuto a che fare con l’iperplasia prostatica benigna che raggiunge picchi del 50% oltre i 60 anni.

La disfunzione erettile compromette la regolare vita di coppia a 3 milioni e mezzo di italiani: il 13% della popolazione, un maschio ogni 8, tra i 45 e i 50 anni.

La prevenzione nel 2018 ha permesso la diagnosi di 35 mila nuovi casi di tumore alla prostata.

Tra i pit stop la cura delle prostatiti che colpiscono anche in età giovanile e la percentuale di popolazione colpita almeno una volta va dal 30 al 50% della popolazione sessualmente attiva.

Comune al sesso femminile la calcolosi urinaria, ma con percentuali del tutto diverse: 10% per gli uomini contro il 5 delle donne.

100 mila i nuovi casi all’anno sopratutto tra i 30 e i 50 anni.

La proposta è quella di far coincidere la data del 19 marzo con la Giornata Nazionale della Salute dell’Uomo.

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Trento

Trento piange Alda Chiumenti, la proprietaria del negozio «Alda Baby»

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Si è spenta all’età di 92 anni Alda Chiumenti.

Da 50 anni punto di riferimento per i genitori di tantissimi neonati che hanno comprato da Alda Baby in via Pilati giocattoli, passeggini e indumenti vari

Una vita vissuta con intensità e senza mai risparmiarsi: il suo straordinario amore per i bambini l’ha spinta a rimanere in negozio fino a quattro anni fa.

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L’attività commerciale era iniziata nel ’66 insieme al marito Enrico Gomez.

A quel tempo gestivano un negozio di mobili, ma l’alluvione dello stesso anno ha costretto loro a trasferire il negozio.

Alda aveva deciso allora di puntare su quel settore in cui è stata apprezzata fino adesso.

Dopo un’apposita licenza in puericultura, è stata per vent’anni consulente della camera di commercio per questo nuovo settore merceologico.

A piangerne la scomparsa i figli Isabella (che porta avanti il negozio) e William (croce al merito di guerra), oltre alle nipoti Ludovica e Rebecca.

Il funerale sarà celebrato presso la chiesa di san Bernardino a Trento mercoledì 27 marzo alle ore 11.00

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Trento

3 grossi nidi di vespe dentro un cassonetto del Vetro. Intervengono i Vigili del Fuoco

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Singolare intervento ieri sera verso le 21.00 dei vigili del fuoco di Vezzano in paese, di fronte alla scuola dell’infanzia, dove era stato segnalato un nido di vespe.

L’intervento degli operatori dei vigili del Fuoco ha permesso di eliminare 3 grossi nidi di vespe all’interno di un cassonetto dei rifiuti adibito alla raccolta del vetro.

L’intervento si è reso necessario con urgenza per non creare problemi ai bambini che stamattina torneranno in classe.

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