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Giudicarie e Rendena

Profughi san Lorenzo in Banale, fischi e urla contro l’assessore Luca Zeni

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Teatro di san Lorenzo in Banale pieno in ogni ordine di posti ieri sera per l’arrivo dell’assessore Luca Zeni  che ha incontrato i cittadini dopo l’attentato incendiario avvenuto nei giorni scorsi presso la struttura del B&B Casa di Wilma, dove sono in arrivo sette richiedenti asilo.

La tensione e la rabbia dei cittadini ancora prima dell’inizio era palpabile dentro una sala dove hanno alloggiato oltre 300 persone.

Una serata con urla, fischi, minacce e persone furibonde.

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Una vera contestazione all’indirizzo dell’assessore Luca Zeni che è continuato fino alla fine.

San Lorenzo in Banale non vuole l’arrivo dei profughi, e questo l’ha fatto capire chiaramente ieri sera.

I cittadini non sono più disposti a sopportare le imposizioni e le angherie della provincia di Trento.

Luca Zeni, apparso molto smarrito e insicuro, ha messo subito la mani avanti e nel suo intervento ha spiegato che sarà a disposizione per rispondere alle domande dei cittadini ma che in concreto la decisione è già stata presa e nulla cambierà.

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Durante il discorso di Zeni la platea è rimasta in religioso silenzio, ma quando i cittadini hanno cominciato a fare della domande è venuto giù il teatro, fischi, urla, minacce etc etc.

Un fuoco di fila continuato per quasi un’ora che ha messo in seria difficoltà Zeni e i rappresentanti del Cinformi. 

Qualcuno ha detto «è come sparare sulla croce rossa» all’indirizzo di Zeni e compagnia. 

I richiedenti asilo, e non si capisce bene se siano 7 oppure 8, le versioni di Zeni e Cinformi infatti a tal proposito sono discordanti alloggerebbero sullo stesso pianerottolo dove abitano  cinque famiglie, con tre bambini appena nati. È ovvio che in tal senso i capi famiglia non si sentano tranquilli.

All’assessore si imputa il fatto di non aver avvertito prima la popolazione, «Sono stato avvertito della cosa solo sabato 30 marzo» – ha detto contrariato il Sindaco in mezzo ai fischi all’indirizzo dell’assessore Zeni.  Il sindaco ha poi chiuso con una frase emblematica, «Gli italiani iscritti all’AIRE  e quelli all’estero sono di gran lunga superiori a quelli che accogliam

Quando una donna straniera dell’est Europa, seduta nelle prime file ha contestato il diritto di certi stranieri ad essere accolti senza «fare nulla per meritarselo» la platea ha cominciato ad applaudire fragorosamente.

Luca Zeni ha tranquillizzato i cittadini dicendo che i rifugiati che saliranno a san Lorenza in Banale sono tutti bravi ragazzi, ma in realtà in sala è subito girata voce che uno di questi sia già stato denunciato per spaccio di droga.

Quando malauguratamente Luca Zeni ha dichiarato: «se mi dite non li vogliamo, la provincia ne prende atto ma certo non possiamo chiedere il permesso ai vicini, siamo nel campo del diritto privato», a quel punto sono partite urla e fischi durati oltre 5 minuti.

«Portaleli a casa tua», ha gridato qualcuno, e via agli applausi.

Ma la più grande preoccupazione è stata esposta dal titolare dell’Hotel San Lorenzo, vicino al B&B, che ha spiegato come la sua azienda potrebbe risentire dell’arrivo dei profughi.

«Dobbiamo decidere se fare turismo o accoglienza perché i turisti se ne vanno da un’altra parte» – ha dichiarato.

Erano presenti anche i consiglieri provinciali Walter Kaswalder e Mario Tonina, alleato di Zeni nel centro sinistra, ed esponenti locali della Lega è  di CasaPound.

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Giudicarie e Rendena

A Condino il vice presidente della Giunta festeggia la patrona dell’Arma dei Carabinieri

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Grande festa ieri a Condino, per i Carabinieri in congedo della sezione “Brig. Carlo Baldrachi” di Pieve di Bono, Condino e Storo.

In piazza San Rocco numerose persone hanno sfidato il maltempo per celebrare tutti insieme la “Virgo Fidelis“, Maria Vergine, patrona dell’Arma.

Fra le autorità presenti vi era anche il vicepresidente provinciale e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina, che ha voluto far sentire la vicinanza dell’amministrazione provinciale.

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“In questa giornata di festa, vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare i tanti volontari di questa associazione, che dopo anni e anni di servizio attivo spesi nel garantire sicurezza, vigilanza, tranquillità ai territori, oggi continuano ad assicurare il loro apporto e il loro sostegno, in ogni occasione, alle comunità – sono state le parole del vicepresidente -. Vorrei ribadire ancora una volta il ruolo del volontariato, delle tante persone che si mettono a disposizione nelle iniziative delle comunità, il volontariato fa parte della storia della nostra autonomia“.

Accanto al vicepresidente Tonina, e al presidente della locale sezione dei Carabinieri, il vice brigadiere in congedo Paolo Obrofari, anche i locali amministratori, ovvero tutti i sindaci della Valle del Chiese, fra cui il sindaco di Borgo Chiese Claudio Pucci, e il presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini, proprio come segno tangibile della vicinanza delle istituzioni all’associazione e, più in generale, al mondo del volontariato.

La cerimonia è iniziata con la messa officiata da don Vincenzo Lupoli, accompagnata dal coro Azzurro di Strada, poi l’alzabandiera e la deposizione della corona al monumento dei caduti con il corpo musicale Giuseppe Verdi di Condino. Dopo i discorsi ufficiali aperitivo di benvenuto per tutti i presenti.

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Giudicarie e Rendena

Storo, massi giganteschi cadono sulla carreggiata

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Molti gli smottamenti e le frane in Trentino in questo week end caratterizzato dal maltempo.

Particolarmente impressionante la frana che ha interessato una strada secondaria dell‘abitato di Storo dove sono caduti giganteschi massi sulla carreggiata.

I Vigili del Fuoco volontari in sinergia con gli uffici comunali di Storo sono stati allertati nel pomeriggio di sabato 23 novembre ed hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e ha chiudere la strada al transito.

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La squadra di turno del Corpo da ieri sera ha provveduto a tenere sotto controllo il territorio con costanti pattugliamenti.

Attualmente non è stato registrato nessun pericolo imminente, ma i vigili del fuoco chiedono la collaborazione ai compaesani in quanto persistono situazione di potenziale pericolo.

I divieti di transito sono vincolanti e chi non li rispetta, oltre che mettere a rischio se stesso e i soccorritori, verrà sanzionato.

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Giudicarie e Rendena

Campiglio: albero cade sulla fune dell’impianto Grostè. 14enne precipita nel vuoto da una cabina

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Maltempo purtroppo ancora protagonista.

Ieri mattina  a Madonna di Campiglio un albero è caduto sulla fune dell’impianto del Grostè.

Circa un’ora dopo l’apertura degli impianti, un albero alto una  ventina di metri è caduto sotto il peso della neve.

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Nella caduta ha colpito la fune provocando la forte oscillazione di una cabina.

Pur rimanendo ancora agganciata alla fune, la cabina ha subito un ‘colpo di frusta’ scaraventando fuori uno dei tre giovani presenti all’interno.

Dopo un volo di cinque metri il ragazzo di 14 anni è caduto sulla neve fresca rimanendo illeso.

All’arrivo dei soccorsi si era già rialzato ma avvertiva comunque un forte dolore alla mano. E’ stato trasportato prima all’ospedale di Tione e poi al Santa Chiara di Trento

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L’ospedale di Tione ha accolto anche gli altri due ragazzi di 12 e 13 anni che erano con lui.

Uno di due è stato trasferito al Santa Chiara per ulteriori accertamenti, ma anche per loro nessuna conseguenza grave. I tre ragazzi fanno parte dello Sci Club Bolbeno.

Sono stati portati all’ospedale di Tione anche i due ragazzi della cabina che seguiva ma entrambi sono stati subito dimessi.

Ieri la Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta ha annunciato sulla propria pagina Facebook che gli impianti riapriranno il 23 novembre.

Secondo il vicedirettore di Funivie Campiglio Bruno Felicetti non è però così scontato. Le nevicate previste nei prossimi giorni potrebbero complicare ulteriormente la situazione di alcune piante pericolanti. L’idea è quella di rimuovere lo strato di neve dagli alberi creando vento con gli elicotteri.

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