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Val di Non – Sole – Paganella

Il Piano Sociale 2018-2020 della Comunità della Val di Non

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CLES – Fare rete. Con proposte che vengono dal basso e coinvolgono tutti gli attori presenti sul territorio, che in questo modo rivestono un ruolo di prim’ordine nella pianificazione delle attività per lo sviluppo e la crescita a livello sociale.

Sono questi i presupposti su cui si fonda il Piano Sociale 2018-2020 della Comunità della Val di Non, presentato questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Cles, nella sede della Comunità.

Documento fondamentale per le politiche sociali, il Piano sociale di Comunità fissa, in ottica di programmazione, indirizzi e macro-obiettivi da qui al 2020.

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Rappresenta il documento di pianificazione sociale del welfare a livello locale, che permette di leggere, analizzare e condividere problemi sociali e possibili soluzioni direttamente sui territori.

È importante sottolineare come questo documento sia la sintesi di un lavoro di squadra – spiega Carmen Noldin, assessore alle politiche sociali e vicepresidente della Comunità della Val di Non –. Si tratta di uno strumento di pianificazione sociale che disegna il futuro e traccia le risposte ai bisogni che emergeranno in questo lasso di tempo”.

Il Piano sociale di Comunità è infatti lo strumento che servirà a orientare le decisioni, con priorità chiare, in materia di welfare locale fino al 2020, con l’obiettivo di individuare gli interventi necessari a migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone residenti in Val di Non.

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L’Ente ha intrapreso il processo di pianificazione con modalità partecipate, come previsto dalla stessa legge provinciale sulle politiche sociali, coinvolgendo gli attori protagonisti del sistema integrato delle politiche sociali in diverse “sessioni di partecipazione”: i componenti del Tavolo territoriale per la pianificazione sociale di Comunità, gli operatori interni al Servizio sociale, differenti soggetti che sul territorio si occupano a vario titolo di welfare, quali operatori esperti sui temi sociali e di salute, organizzazioni del terzo settore e del volontariato, rappresentanti dei mondi economico – produttivi e del commercio.

Il punto di partenza è stato proprio il processo di partecipazione – prosegue Noldin – con il Tavolo territoriale. In questo modo si è dato vita a un metodo di pianificazione basato sulla raccolta dei bisogni e sull’ascolto dei gruppi interni. Coinvolgendo e rendendo partecipi anche altri mondi, con tanti cittadini che si sono addirittura stupiti di essere stati chiamati a far parte di questo processo”.

Processo che è durato un intero anno e che ha coinvolto con continuità circa 170 soggetti, in 50 incontri, con più di 600 presenze. Numeri che fanno capire la portata del procedimento.

Abbiamo voluto realizzare un piano dinamico, non statico – dice ancora l’assessore alle politiche sociali – che possa cambiare in base alle esigenze che si presentano. Abbiamo analizzato i temi facendo un lavoro di sintesi e stabilendo delle priorità”.

I temi affrontati sono stati da subito ricondotti su quattro aree tematiche, previste dalle linee guida provinciali sulla pianificazione sociale: abitare, lavorare, educare, prendersi cura.

Su tali ambiti si è lavorato per step incrementali, mappando insieme ai differenti interlocutori ciò che esiste già in Valle in termini di servizi e risorse di volontariato, analizzando problemi e possibili soluzioni e infine indicando le priorità strategiche da seguire per il prossimo triennio.

Una quinta area indicata nelle suddette linee guida, il “fare comunità”, è stata scelta dal Tavolo come un cappello metodologico, che dovrà indirizzare il “come” mettere in atto le azioni del Piano, privilegiando percorsi che coinvolgano le stesse comunità locali e i cittadini, in ottica di consolidamento e rafforzamento delle reti e delle relazioni sociali all’interno della Valle.

Abbiamo individuato, oltre alle singole azioni per ogni area, degli elementi trasversali all’interno dei servizi e tra i servizi stessi – aggiunge Francesca Balboni, referente della pianificazione –. Nello specifico informazione e comunicazione sono risultati essere gli ambiti da potenziare maggiormente in un’ottica di rete e collaborazione tra i diversi servizi. Abbiamo puntato sull’innovatività del piano, con soluzioni inedite, originali, con il coinvolgimento di nuovi attori, anche del mondo economico-produttivo, e con la partnership pubblico-privato. In alcuni casi siamo partiti da presupposti già esistenti, in altri abbiamo fatto proposte ex novo. Pochi concetti, ma grandi e approfonditi”.

In riferimento all’ “abitare” le priorità sono la costituzione di un Tavolo integrato con l’obiettivo di raccogliere i bisogni e le opportunità nell’ambito dell’abitare, anche attraverso il supporto di una figura di educatore di comunità, la possibilità di alloggi innovativi, flessibili, multitarget e la costituzione di una struttura per madre/bambino.

Per quanto riguarda l’area “educare” si è puntato sul garantire degli spazi ai ragazzi e sulla loro organizzazione, cercando l’apertura verso l’esterno e verso il confronto.

Il tema “lavorare” è invece incentrato sulla formazione e sulla possibilità di avvicinarsi al mondo del lavoro.

Per ciò che concerne il “prendersi cura” l’idea è di consolidare il portale delle associazioni.

Alcune parole chiave hanno caratterizzato questo secondo ciclo di pianificazione: consolidare e migliorare l’offerta dei servizi ad oggi presenti nell’ambito delle politiche sociali locali, innovare dove possibile, per rispondere in maniera più efficace ai vecchi e nuovi problemi, magari con soluzioni inedite e originali, integrare servizi e risorse come volano per moltiplicare le risorse, per scambiarsi buone pratiche; inoltre intercettare anche nuove fonti di finanziamento, corresponsabilizzare i differenti attori che sul territorio si occupano di welfare, valutare quanto si farà e comunicare in modo più efficace.

Dall’analisi per aree tematiche sono emerse con forza, in modo trasversale: azioni che riguardano un miglioramento della comunicazione e dell’informazione rispetto a quanto già esiste sul territorio sia in termini di servizi istituzionali, sia in termini di servizi offerti dalle organizzazioni di volontariato locale, azioni che riguardano un miglioramento e un rafforzamento della collaborazione e della rete tra i servizi istituzionali e non e i mondi economico-produttivi.

Da evidenziare inoltre come sia emersa anche la possibilità di trovare soluzioni innovative in merito ai problemi di mobilità in valle.

Anche per questo i lavori del Servizio sociale e del Tavolo territoriale proseguiranno nell’immediato per elaborare un piano di comunicazione del Piano sociale approvato e il relativo programma attuativo, in cui verranno specificati tempi e modi di attuazione delle priorità emerse dal Piano.

Nella foto di copertina da sinistra Francesca Balboni, Carmen Noldin e Ivan Zanon, responsabile del servizio politiche sociali e abitative

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