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Trento

Il Comitato Vivi San Martino scrive al Sindaco Andreatta sul degrado: «Rivogliamo la nostra Trento»

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Egregio Sindaco,

è ormai sotto gli occhi di tutti i cittadini lo stato di degrado della città di Trento, in particolare non si può non evidenziare lo stato dei parchi che ormai a tutto servono tranne  a quello per cui sono sorti.

Sulle panchine del parco di P.zza Centa, ad esempio, stazionano oramai abitualmente  persone che passano le giornate consumando alcolici e utilizzando i cespugli come bagni: il tutto di fronte alla zona ricreativa dei bambini.

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Se si telefona ai vigili urbani chiedendo il loro intervento per porre fine a tali misere visioni, la pattuglia passa, a volte e non sempre, rallenta e, senza neppure fermarsi, prosegue e se ne va.

Questo ci pare quantomeno senza significato oltreché decisamente inutile.

Quello che serve è sì la presenza delle forze preposte ma urge il loro intervento effettivo!

Se non si fermano e non provvedono a svuotare le bottiglie di chi beve, ad esempio, l’azione deterrente che ne dovrebbe derivare va in fumo.

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Siamo certi che, se si prendessero provvedimenti materiali, si potrebbe iniziare ad arginare questi episodi che sappiamo essere ormai diffusi anche nei parchi di San Marco, Santa Chiara, P.zza Venezia, tanto per citarne alcuni.

La sola presenza stanziale delle forze dell’ordine non è significativa della garanzia di successo di tale operazione: un presidio fisso in P.zza Dante servirebbe solo a creare un’ondata migratoria verso altri luoghi limitrofi.

Riteniamo, invece, vi sia la necessità di creare una rete in città tale da racchiudere nelle sue maglie la microcriminalità  che oramai troviamo ovunque, unita purtroppo ad un diffuso comportamento di inciviltà generale, che riguarda il codice della strada, il vandalismo nei confronti dei beni pubblico, l’osceno dilagare delle scritte sugli edifici pubblici  e privati. 

Trovare la modalità più idonea per arginare questo degrado dilagante non spetta a noi cittadini, diversamente faremmo un altro lavoro, ma ci piace pensare che, attraverso un utilizzo mirato di risorse, un progetto per tutta la città non sia un’impresa fuori dalla portata di questa amministrazione.

Rivogliamo la nostra Trento, rivogliamo poter camminare in tranquillità, rivogliamo poter godere di nuovo delle nostre aree verdi, rivogliamo la nostra libertà e non sentirci più prigionieri in casa nostra.

Comitato Vivi San Martino

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Trento

Scontro auto – bici in via Romagnosi, 39 enne finisce al santa Chiara

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Investimento poco dopo le 14.00 in via Romagnosi a Trento prima dell’incrocio con via Petrarca

Ad essere coinvolti un’autovettura e una bicicletta finita per aria nello scontro.

Sul posto è arrivata la polizia locale che grazie ai rilievi dovrà capire la dinamica e le eventuali responsabilità.

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Il ciclista, un 39 enne, è finito sul parabrezza, che è andato in mille pezzi, per poi ruzzolare a terra.

Allertato il numero unico di emergenza 112, ha inviato un’ambulanza che ha trasportato il ciclista all’ospedale di santa Chiara in codice giallo.

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Trento

Via della Cervara: illuminazione a Led non sufficiente

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Le proteste, corredate da alcune foto, arrivano da alcuni residenti della via del capoluogo e segnalano un piccolo paradosso.

L’amministrazione comunale da poco tempo in via della Cervara è stata cambiata recentemente l’illuminazione pubblica.

Sulla via è stata installata una nuova tipologia di luce a Led, che in teoria garantisce maggior risparmio, ma forse in questo caso anche troppo.

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Come si può vedere infatti nell’immagine, la fermata dell’autobus, il marciapiede, e il relativo parcheggio auto sono scarsamente illuminati anzi in verità appaiono al buio.

I cittadini della via hanno ritenuto opportuno evidenziare tale problema nella speranza che l’amministrazione lo risolva visto che potrebbe anche aggravarsi maggiormente visto l’arrivo dell’inverno. 

L’illuminazione scadente potrebbe stimolare scippi o rapine o far inciampare qualche anziano.

Ma questo problema non riguarda solo via delle Cervara. 

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In tal senso il consigliere provinciale Claudio Cia 7 mesi fa aveva lanciato un’interessante proposta per illuminare maggiormente la zona che comprende le mura del Castello del Buonconsiglio.

Molte città hanno creato un’identità unica lavorando sull’illuminazione dei punti di riferimento cittadini, in un’ottica di promozione turistica ma anche di stimolo per l’orgoglio degli abitanti, creando un’atmosfera invitante e più sicura.

Da qui la proposta di Claudio Cia: un piano di riqualificazione del Castello del Buonconsiglio mediante una nuova illuminazione esterna della cinta muraria e degli edifici interni, con sorgenti luminose efficienti a led, che ne esalti la complessità e i dettagli architettonici, con l’obiettivo di valorizzare e di restituire alla piena fruizione notturna questa imponente struttura del patrimonio provinciale.

Un’illuminazione quindi che esalti la bellezza della cinta muraria, degli edifici interni e delle vie adiacenti in armonia con il contesto urbano.

La segnalazione è arrivata al numero whatsApp della redazione (3922640625)

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Trento

Contro la violenza sulle donne: gruppo di lavoro ieri in Questura

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Ieri l’assessore Stefania Segnana ha partecipato in Questura ad un incontro del Gruppo interdisciplinare per la prevenzione e il contrasto delle situazioni di violenza sulle donne, costituito con una deliberazione di Giunta provinciale del 2015 e coordinato dalla Polizia di Stato.

Una partecipazione che avviene all’indomani dell’ultimo recente femminicidio avvenuto a Nago nei giorni scorsi e ai funerali a cui ha partecipato l’assessore Segnana in qualità di referente delle pari opportunità provinciali.

Il Gruppo è costituito da rappresentanti di agenzie pubbliche (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, Commissariato del Governo, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Provincia, Servizi sociali territoriali) e del Terzo settore (casa rifugio, che garantisce una riposta al bisogno h24)

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Il suo compito consiste nell’esaminare i casi di violenza domestica ad alto rischio posti all’attenzione del Questore, relativamente ai procedimenti di ammonimento, con il fine di individuare tramite una metodologa di lavoro integrato e multidisciplinare che prevede anche il coinvolgimento attivo delle vittime, risposte concrete al bisogno di protezione.

La presenza dell’assessore ai lavori del gruppo testimonia un’attenzione forte agli strumenti utili per contrastare la violenza sulle donne, che vedono la Provincia protagonista nel promuovere politiche attente ed efficaci a sostegno delle vittime.

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