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Io la penso così…

Il concerto di Bob Sinclair e le solite polemiche sterili – di Sergio Manuel Binelli

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Gentile direttore,

in questi ultimi giorni ho notato che ci sono state delle polemiche, al limite della sterilità, sul concerto di Bob Sinclair tenutosi sul Monte Spinale.

Avrei voluto partecipare anch’io assieme alle quasi 4.000 persone presenti per sentire un artista che seguo da moltissimi anni: lo ascoltai per la prima volta nel 2002 con “The Beat Goes On” per poi proseguire con “Kiss My Eyes”, “Love Generation”, “World Hold On”,… , ma era il giorno di Pasqua e ho ritenuto più giusto passare questa giornata cristiana in famiglia.

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Tuttavia nonostante l’enorme successo del concerto di Sinclair sono state spedite lettere e addirittura l’ex difensore civico di Pinzolo ha depositato una mozione nel Consiglio Provinciale di Trento; da quello che ho capito (o credo di aver capito) la natura non sarebbe stata rispettata in quest’occasione, come anche l’immagine delle nostre montagne.

Premettendo che si può discutere sull’opportunità di tenere o meno un concerto musicale sul Monte Spinale, secondo la mia legittima opinione l’evento si è dimostrato molto interessante: è inutile lamentarsi che dalle nostre parti non ci sia mai nulla da fare e che non siamo competitivi a livello turistico, o almeno se si vuole cercare di uscire da questo vulnus ci vuole un minimo di creatività e non solo di lamentele a vuoto. Inoltre io che amo la natura mi chiedo dove siano queste persone quando nella nostra Provincia autonoma si devastano i nostri fiumi e il nostro ambiente con opere pubbliche insensate, costose e inconcludenti o con altri fattori di inquinamento. Ed io che amo anche la politica credo sia meglio non usare questo concerto per parlare dei nostri problemi a livello politico ed amministrativo.

Di conseguenza: se le leggi sono state rispettate, se non sono successi incidenti o quant’altro e se la gente ha partecipato e si è divertita chiudiamola qua e cerchiamo di lasciare un bel ricordo a questi artisti se vogliamo che poi ritornino nel nostro bel Trentino.

Sergio Manuel Binelli (Pinzolo)
Coordinatore organizzativo di AGIRE per il Trentino

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Io la penso così…

Valdastico: arriviamo alla chiarezza senza pregiudizi – di Paolo Farinati

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Ritorno a scrivere sul tema del completamento dell’autostrada A31, detta della Valdastico, verso il Trentino, per il quale sono da sempre favorevole, ritenendo in primis importante per il benessere futuro della nostra comunità, in particolare la mia più diretta ovvero quella lagarina, un veloce collegamento con il Veneto, da sempre una delle locomotive più efficaci e apprezzate per l’economia e per la cultura italiana.

Lo faccio anche perché giorni fa mi sono fermato, in centro di Rovereto, presso un punto di raccolta firme contro la realizzazione della suddetta arteria. Ero curioso di capire meglio le motivazioni alla base di tale pur rispettabile posizione.

Il dialogo è iniziato pacatamente con una persona lì presente.

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Ma quando ho serenamente cercato di motivare la mia visione con aspetti anche legati al lavoro a Rovereto e in Vallagarina, affermando che siamo sotto di circa 3.000 buste paga rispetto all’inizio 2000, mi è stato risposto che la Valdastico non avrebbe evitato questo, che la A31 in Vallagarina non avrebbe evitato la chiusura di Grundig o di Sony o della Manifattura Tabacchi o di altre storiche aziende roveretane.

Ovvero con parole che io ho subito detto che condividevo. Ma come li recuperiamo quei 3.000 posti di lavoro rispetto al pre-crisi 2007/08? Il mio essere a favore del completamento della A31 è convinto proprio guardando al futuro, al voler dare una più celere via di esportazione verso il nord- est alle nostre aziende e al richiamare l’attenzione di altri imprenditori verso Rovereto, stante che diverrebbe punto strategico nord-sud ed est-ovest.

Allora, di risposta, mi si sono stati posti sul tavolo i problemi idrogeologici del Pasubio.

Orbene, avendo avuto l’onore e l’opportunità di essere stato dal 1990 al 2001 amministratore di ASM prima e poi di Trentino Servizi, ora Dolomiti Energia, mi sono permesso di affermare che le sorgenti di Spino e dell’Orco le conosco assai bene e mai mi sognerei di andare ad offenderle, stante la loro importanza vitale per l’intera Vallagarina.

Ho aggiunto solo che la risposta dovrà essere scientifica, geologica e non ideologica e di parte.

Il Pasubio è immenso e il tracciato potrebbe passare a sud, e non poco, dalle nostre preziose sorgenti. Qui aggiungo che esiste pure una soluzione approfondita a fine Anni ’90 dallo Studio Gentilini, che ipotizza di far passare l’arteria sotto il Finonchio, per arrivare in galleria presso il casello di Rovereto Nord.

Anche qui il tono e il contenuto delle risposte avute dai miei interlocutori sono state al limite dell’offesa personale e pregni di pregiudizi derivanti da significativa ignoranza sul tema e da quel velo ideologico che spesso e volentieri ha bloccato e blocca ogni intrapresa umana nella nostra Italia.

A questo punto, chiedo alla politica trentina, lagarina e roveretana di fare chiarezza e di prendersi le giuste e non delegabili responsabilità.

di Paolo Farinati

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Io la penso così…

Lacuna, negligenza o menefreghismo in ambito specialistico? – di Adriano Bertolasi

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Egregio Direttore,

le falle del sistema sanitario nazionale sono ormai alla portata della quotidiana visibilità, ma nemmeno nel settore privatistico della medicina la maggior parte dei liberi professionisti (medici specialisti), si attengono ad un decreto legge che la maggior parte dei pazienti non conosce e credo soprattutto nemmeno una buona parte degli stessi professionisti.

Faccio riferimento dal decreto legislativo del 19/6/1999 n.229 art. 15 decies.

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Tale decreto legislativo sancisce l’obbligo per tutti i medici specialistici di informare i pazienti sui medicinali e prestazioni erogabili con cure in carico al S.n.n, sia all’atto della dimissione ospedaliera che della visita specialistica ambulatoriale.

Oltre alle indicazioni cliniche, sono comunque fondamentali, quando si parla di appropriatezza, tutte quelle condizioni d’uso, quali ad esempio la posologia, le modalità di somministrazione, le controindicazioni o avvertenze, per le quali i benefici superano i rischi assumendo un impiego efficace e sicuro del farmaco.

Potenziali rischi possono derivare anche dalla contemporanea prescrizione di farmaci che interagiscono tra di loro.

E’ stato stimato, infatti che il 6-30% di tutte le reazioni avverse da farmaci (ADR) è causata da interazioni farmacologiche  ed in uno studio statunitense è stata rilevata un’incidenza di ricoveri probabilmente causata da interazioni fra farmaci del 2.8% con conseguenti notevoli costi per il servizio sanitario.

A questo punto riterrei che una maggiore deontologia professionale in questo ambito anche per certi luminari, che si fanno profumatamente pagare “visite specialistiche” di pochi minuti,  non guasterebbe affatto, ma renderebbe più empatico il rapporto tra medico e paziente, salvaguardando in effetti anche la salute di quest’ultimo.

Non di meno dovrebbe alla base del rapporto medico-paziente, esistere una maggiormente adeguata formazione farmacologica da parte degli specialisti prima di prescrivere dei farmaci, senza conoscere o peggio ancora ignorare come molte volte accade, da parte di una buona parte del settore, le potenziali interazioni negative e relative controindicazioni

Adriano Bertolasi – Trento

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Io la penso così…

Sindaci di Trento e Rovereto: il futuro sarà donna? – di Paolo Farinati

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nella foto Paolo Farinati

Il futuro sarà Donna? Il presente per molti motivi e molti meriti delle Donne lo è già!

Da uomo mi permetto in tal senso una breve riflessione.

L’estate 2019 è iniziata nella politica internazionale con più notizie interessanti e un messaggio molto chiaro.

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La Donna è assurta a vera protagonista di questo importante e prestigioso proscenio.

Le recenti nomine a Presidente della Commissione Europea di Ursula von der Leyen, già Ministro della Difesa della Germania Federale, e quella di Christine Lagarde, già Ministro dell’Economia, dell’Industria e del Lavoro del Governo francese nonché già Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, a Presidente della Banca Centrale Europea, la dicono assai lunga sulle capacità, la determinazione e il merito cha la Donna mostra oggigiorno ormai ad ampio raggio, tra cui anche in politica.

Qui non è in gioco chi tra l’Uomo e la Donna è migliore, ma certamente nella loro naturale diversità emergono positivamente propensioni, sensibilità e convinzioni spesso tutte meritevoli di attenzione e, perché no, spesso complementari.

Entrambe le protagoniste qui citate mostrano anche caratteri necessariamente forti.

Pensiamo solo che Frau von der Leyen è laureata in medicina, ha ben 7 figli e è Ministro tedesco. Madame Lagarde non è da meno: sposata, un figlio, laureata in legge, Presidente dello Studio Legale Baker & McKenzie tra i maggiori in Francia, in Belgio fonda e dirige l’European Law Center che si occupa delle leggi della UE e infine più volte Ministro francese.

Siamo, quindi, innanzi a due Donne di assoluto valore. Io sono molto felice e sereno che siano state scelte per due ruoli ai vertici della politica e dell’economia europea. Peraltro, sono state nominate da una maggioranza politica che per valori, e non solo, mi appartiene: ovvero quella che vede assieme popolari, socialdemocratici e liberal-democratici.

Sono, altresì, convinto che Ursula von der Leyen e Christine Lagarde sapranno porre rimedio ad alcune scelte poco chiare e poco condivise fatte negli ultimi anni dalla Commissione Europea. Il tutto per un’Europa più giusta e maggiormente meritocratica. Dalla loro hanno anche la sensibilità dell’essere madri e la praticità dell’essere Donne di casa e di famiglia.

Ora vado volontariamente oltre questa mia premessa “europea”, e dando molto credito alle Donne, ma quelle brave (!), pongo sul tavolo della nostra politica trentina una proposta: perché non pensare e condividere convintamente per Trento e Rovereto un Sindaco Donna in occasione delle prossime elezioni comunali del maggio 2020?

La mia è tutt’altro che una semplice battuta.

Tale scelta costituirebbe una novità assoluta, piena di significato e ricca di motivazioni per far aumentare il consenso verso la coalizione di centro – sinistra, già ampio peraltro nelle due città, scuotendo pure la stanchezza e la lontananza dal voto di quel 30% di persone che si arruola anche qui in Trentino tra gli assenteisti.

Invito a rifletterci tutti coloro che amano la politica innovativa, fondata su valori importanti e capace di trasmettere una visione credibile alla nostra comunità. Il tutto per un benessere certo e forte anche in futuro per i nostri concittadini.

Il tempo non è molto. La nostra società civile ha molte Donne capaci, di coinvolgente personalità e di consolidata affidabilità. Crediamoci, ma da subito.

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