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Trento

Arresto Luisa Zappini: Con la 104 viaggi anche alle Hawaii, Parigi, Maldive e New York

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Nel suo primo film Checco Zalone raccontava compiaciuto a una famiglia del nord che il cugino si era girato il mondo in malattia.

E’ più o meno, fuori dalla fiction, quello che potrebbe aver fatto la dirigente Luisa Zappini, da ieri agli arresti domiciliari per truffa e peculato. Anche se quello che sta emergendo dalle indagini della procura di Trento per certi versi ha davvero dell’incredibile.

La dirigente della Centrale Unica di Emergenza è stata beccata in 28 situazioni di abuso dei permessi relativi alla legge 104, quella che consente di assentarsi dal lavoro per assistere i familiari.

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In altre 22 situazioni ha invece approfittato dell’auto di servizio per spostamenti privati.

Naturalmente le accuse sono tutte ancora da dimostrare ma il materiale raccolto dagli investigatori è corposo. La stessa Zappini, tramite il suo avvocato, si è difesa affermando che ci sono stati degli errori ma non l’intenzione di truffare.

Il suo avvocato parla si leggerezze, quindi comunque ammette che gli illeciti ci sono stati.

Riguardo alle vacanze fatte con i permessi della legge 104, la dirigente è stata beccata complessivamente per 15 giorni in 5 anni, dal 2013 al 2018. Ma certo è che probabilmente ci saranno altre decine di episodi sotto la lente d’ingrandimento della procura trentina.

I posti sono i più svariati del mondo: Hawaii, Parigi, New York, Maldive, Valle d’Aosta e altre mete italiane.

In altri casi la Zappini sarebbe stata ufficialmente in missione, ma si trovava in altri posti rispetto a quelli dove si sarebbe dovuta recare per lavoro.

La dirigente ha usato anche molte volte l’auto della Cue, una Fiat Bravo, per spostarsi per affari privati un po’ in tutto il nord, da Milano a Padova, a Bergamo, Verona e Brescia naturalmente tutto a spese dei contribuenti

Anche i riscontri dei telepass, il segnale del cellulare e le email, incrociate dagli investigatori, hanno fatto luce su molte incongruenze.

Gli arresti domiciliari sono stati resi indispensabili per la paura di reiterazione del reato e per paura che Luisa Zappini inquinasse le prove.

Dopo lo scoppio dello scandalo (nei primi 3 casi emersi) infatti la Zappini avrebbe subito disperatamente provato a «rimediare» a quanto contestatogli dalla procura «tentando di porre rimedio agli addebiti a suo carico, anche strumentalizzando i suoi collaboratori e interlocutori istituzionali»-  scrive il dispositivo del GIP

Ma certo lei non poteva sapere che era già intercettata dagli operatori della squadra mobile che controllavano le sue mosse  e quelle delle persone che tentava di strumentalizzare per mettere una «pezza» agli illeciti.

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Trento

Minacce governatore Fugatti: la solidarietà del consiglio regionale

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Anche il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher esprime solidarietà nei confronti del governatore della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti dopo che nella notte qualcuno sul Trincerone del monte Zugna ha scritto la frase ingiuriosa di minacce legata ancora una volta alla realizzazione della Valdastico che ha spaccato la comunità della Vallagarina.

«Esprimo solidarietà al presidente Maurizio Fugatti per i gravi attacchi e minacce di cui è stato oggetto oggi, che per lui purtroppo non sono una novità». Fugatti infatti non è la prima volta che è preso di mira con striscioni simili diffamatori e di minaccia esplicita.

«A nome del consiglio regionale – continua Paccher –  e ritenendo interpretare il pensiero dell’intera classe politica esprimo la mia vicinanza e condanna con fermezza il vile attacco a cui è stato sottoposto oggi il presidente Fugatti. Non possiamo accettare che la politica scada in situazioni violente come questa ed auspico che l’intera classe politica faccia quadrato attorno alla figura del presidente della provincia di Trento. La politica dell’odio non porta a nulla. Episodi del genere vanno trattati con la massima serietà. È il momento che le istituzioni e i cittadini si uniscano per respingere con forza ogni tentativo di diffondere un clima di paura e intimidazione estremista».

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Trento

Minacce contro il governatore Fugatti, la solidarietà di tutti i partiti

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Nella notte qualcuno sul Trincerone del monte Zugna ha scritto la frase ingiuriosa contro il governatore del Trentino Fugatti.

Il contendere è ancora una volta la realizzazione della Valdastico che divide la comunità Vallagarina.

Al governatore è arrivata la solidarietà  trasversale da parte di tutti i movimenti politici.

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«Non saranno certo ignoti e codardi imbecilli a fermare il Trentino dei sì, quel Trentino che vuole uno slancio culturale, sociale ed economico che passa anche attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie per lo sviluppo del nostro territorio. La massima solidarietà a nome mio e di tutta la Lega al Presidente Maurizio Fugatti, con il nostro caldo invito a non lasciarsi intimidire da questi ignoti facinorosi e di proseguire con la realizzazione di opere che il Trentino sta aspettando da troppi decenni» – scrive il segretario della Lega Mirko Bisesti

Solidarietà anche dalla compagna di partito Mara Dalzocchio: «Le minacce di morte di qualche nazi-ambientalista nei confronti di Fugatti non possono far altro che convincerci del fatto che a non volere la realizzazione della Valdastico sia solamente un gruppo di facinorosi giunto persino a minacce di morte nei confronti del Presidente della Provincia, compiendo un gesto che deve essere condannato da tutte le forze politiche. Si può essere d’accordo o meno su un’opera che certamente aiuterà l’economia del Trentino e soprattutto di una città per troppi anni abbandonata a se stessa come Rovereto, ma il confronto deve essere civile e non può ridursi a un tale linguaggio d’odio e di morte. Mi pare che forze politiche come la Lega, per decenni all’opposizione, non si sia mai espressa così in questi anni. Da parte mia e di tutto il gruppo consiliare la massima solidarietà al Presidente Fugatti».

La condanna arriva anche da Futura 2018, il partito di Paolo Ghezzi: «Futura condanna senza remore qualsiasi scritta irriguardosa o ingiuriosa verso chiunque e in particolare nei confronti di chi rappresenta l’istituzione provinciale trentina come il presidente Fugatti. La politica dell’odio non porta da nessuna parte. Futura crede nell’opposizione come resistenza civile e nonviolenta, anche a livello verbale. Per questo condanna fermamente le minacce di morte al presidente della Provincia apparse sul Trincerone».

Sulla stessa linea il Partito Democratico: «Davanti all’intollerabile grammatica delle ingiurie e delle minacce, figlie della pochezza di qualche “voce” del tutto estranea al dibattito democratico, contro la figura e la persona del Presidente della Provincia autonoma di Trento, il Gruppo consiliare provinciale e tutto il Partito Democratico del Trentino esprimono al Presidente Fugatti tutta la propria solidarietà politica ed umana, condannando senza riserva alcuna ogni concessione al rancore ed all’odio e sottolineando l’urgenza di una ripresa vigorosa delle regole del rispetto e della tolleranza».

Luca Guglielmi: «A titolo personale e per nome e per conto del movimento politico che rappresento in Consiglio Provinciale, l’Associazione FASSA, condanno senza attenuante alcuna le scritte ingiuriose apparse sul Trincerone dello Zugna nei confronti del Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, a cui va la nostra piena e convinta solidarietà.  In alcun modo, per nessun motivo, la diversità di opinioni, di visioni politiche e/o culturali devono trovare sfogo nell’odio, nelle offese personali, nella violenza anche verbale.»

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Trento

Africano senza biglietto aggredisce i controllori e la polizia locale. Arrestato

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Nella foto l'arresto del giovane africano

Nuovo episodio di violenza ai danni degli uomini della Trentino Trasporti e della Polizia Locale oggi pomeriggio in via Bolzano a Trento

Un ragazzo nigeriano in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno dall’apparente età di 25 anni, verso le 14.00 di oggi, dopo essere salito sull’autobus 17 è stato individuato da tre controllori che gli hanno chiesto di favorire il biglietto.

il 25 enne ubriaco ha cominciato subito ad agitarsi ed innervosirsi.

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Le cose sono cominciate a precipitare quando gli uomini della Trentino Trasporti hanno invitato il giovane a scendere dall’autobus per tutelare gli altri viaggiatori.

In quel momento i tre sono stati aggrediti. 

A sostegno dei tre sono subito intervenuti due operatori della polizia locale che sono stati a sua volta aggrediti anche loro.

Lo straniero, con molta fatica, è stato immobilizzato e arrestato grazie all’uso dello spray al peperoncino e portato in caserma nella camera di sicurezza in attesa di essere identificato e probabilmente processato per direttissima. 

Poi il magistrato ha convalidato il suo arresto e domani il nigeriano sarà processato.

Per quanto riguarda la salute fisica dei protagonisti, a tutti sono state riscontrate delle contusioni varie ma nulla di grave per fortuna.

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