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Fiemme, Fassa e Cembra

Lega: “Esiste soluzione per riaprire punto nascite Cavalese a breve”. Cia: “Volontà di chiudere del centro sinistra trentino”

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“La Val di Fiemme, per difendere il punto nascite di Cavalese, si è messa in moto proponendo un progetto meno costoso e molto più veloce per ripristinare in breve tempo un servizio fondamentale per tutta la comunità. Ora serve l’avallo al progetto da parte del direttore generale Bordon e la volontà politica da parte dell’assessore provinciale Zeni“.

Questa, in sintesi, la novità comunicata dal nuovo deputato della Lega, Maurizio Fugatti, nella conferenza stampa convocata questa mattina nella sede di Trento assieme agli stati generali del centro destra.

“Il 28 febbraio, in una lettera resa nota da Zeni solo il 20 marzo, fu comunicato che a Cavalese c’erano due carenze tecniche che impedivano la riapertura del punto nascite – spiega Fugatti, cioè la mancanza di una sala operatoria 24 ore su 24 e una seconda sala parto che non esisteva. Quindi tutto sarebbe stato rimandato al 2019 con un progetto di adeguamento che sarebbe costato 750 mila euro”.

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“Oggi noi riteniamo che esista una soluzione – prosegue l’onorevole –. Al direttore generale dell’azienda sanitaria, Bordon, è stata sottoposta una ipotesi tecnica che non costa 750 mila euro ma tra i 50 e gli 80 mila e che renderebbe pronto il punto nascite in 30-60 giorni“.

“Nel dettaglio – dice Fugatti – la sala operatoria sarebbe creata grazie alla trasformazione della sala del risveglio, mentre la seconda sala parto sarebbe ricavata grazie a degli adeguamenti di tipo edilizio nella sala parto che già c’è. Non si tratta di grandi interventi. A noi risulta che Bordon è stato a Cavalese e a nostro modo di vedere il progetto è sostenibile. Ora deve arrivare l’ok dal comitato nazionale percorso nascite e serve l’ok del direttore sanitario e dell’assessore Luca Zeni. Il rischio è che i medici se ne vadano senza un punto nascite operativo”.

Presenta alla conferenza anche la neo senatrice della circoscrizione, Elena Testor, eletta nelle liste di Forza Italia, nonché Procuradora del Comun General de Fascia. “Quando i cittadini hanno saputo che il 15 aprile non si sarebbe riaperto il punto nascite sono rimasti spiazzati – ha detto alla stampa -. Non entro nel merito tecnico, ma bisogna tenere presente la distanza della valle da Trento e la morfologia del territorio. Se vogliamo spopolare le valli allora bisogna proseguire con la politica di accentramento. Se vogliamo tenerle popolate dobbiamo garantire i servizi primari. Va garantita la sicurezza della donna, ben vengano nuove soluzioni”.

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Claudio Cia, consigliere provinciale di Agire, ha aggiunto: “Ogni tanto emergono nuove problematiche per la riapertura del punto nascite. So che l’azienda sanitaria ha in programma di eliminare il reperibile di laboratorio nelle ore notturne e festive. Questo rende impossibile fronteggiare le urgenze. Al posto del tecnico ci sarebbe un dispositivo “da campo”. Chi si prenderà la responsabilità di usarlo? Non vorrei che questa fosse l’ennesima scusa per prenderci in giro. La volonta di chiudere il punto nascite è tutta trentina e del centro sinistra trentino”.

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