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Trento

Omicidio via Maccani, Mulas: “Ho ucciso Cozzatti per legittima difesa”

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L'arresto di Mulas

Salvatore Roberto Mulas, 56enne di origine sarda, è l’assassino di Andrea Cozzatti, 44enne di Vezzano, ma afferma di aver agito per legittima difesa.

L’uomo, residente in via Maccani 22 a Trento, era già noto alle forze dell’ordine per problemi di droga ed era stato lui stesso a chiamare i soccorsi dicendo che qualcuno si sentiva male a casa sua.

In realtà Mulas aveva inferto una coltellata mortale ad Andrea Cozzatti che a causa del fendente ha riportato una ferita gravissima che lo ha ridotto in fin di vita. L’autopsia sul corpo è fissata per oggi.

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Tutto sarebbe nato da una lite per futili motivi nella quale, ha raccontato Mulas nella notte in questura a Trento, Cozzatti lo avrebbe colpito con una bottiglia e lui avrebbe reagito, ma tutto è da ricostruire con grande attenzione.

Andrea Cozzatti, la vittima

Già in un primo momento Mulas aveva simulato di non essere il responsabile dell’accaduto ed è noto per essere da anni nel giro della tossicodipendenza.

Il 56enne è sceso in strada, alla pizzeria al taglio “Zac e Tac” per chiamare il 112 anche se i gestori del locale non avevano capito bene cosa fosse accaduto. All’arrivo della polizia comunque è stato lui stesso ad indicare l’arma del delitto.

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Andrea Cozzatti era sul divano ormai senza vita e Mulas ha prima negato, poi ha ammesso di averlo colpito. Non c’erano tracce di sangue in strada quindi la versione di un accoltellamento in strada era difficile da sostenere. La vittima è stata colpita in casa dell’assassino.

La casa di via Maccani

Mulas ha dichiarato di essersi difeso da un’aggressione con una bottiglia. Sulla nuca dell’assassino c’era comunque una ferita di cui bisogna valutare l’origine.

I poliziotti hanno requisito due coltelli, uno con lama da 12 cm e un altro da 15 cm. Lo stesso Mulas aveva lavato il coltello dopo aver colpito Cozzatti sotto la scapola. Nella notte la confessione e poi il trasferimento al carcere di Spini di Gardolo.

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Trento

Oggi all’oratorio di Cristo Re la tombolata

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Tombolata in compagnia questo pomeriggio dalle 15 alle 17 alla sala dell’Oratorio di Cristo Re di via Giacomo Bresadola 10.

L’organizzazione è a cura del circolo culturale e ricreativo “ La Ginestra”, delle parrocchie dei Santi Sisinio, Martirio e Alessandro e della Madonna della Pace, ma anche il centro Servi Anziani Contrada Larga.

Per maggiori informazioni e pre iscrizioni telefonare allo 0461-823325.

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Trento

Il Trento è inarrestabile. L’onda d’urto travolge anche il Maia Alta. Finisce 5-1

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Il Trento colpisce e affonda gli altoatesini del Maia Alta. La squadra di Merano l’anno scorso era arrivata a un passo dalla Serie D.

Per alcuni scontri tra i tifosi del Maia Alta e i lombardi del Legnano, con conseguente ritirata verso casa degli altoatesini, i dirigenti della Maia Alta avevano deciso di non scendere in campo per la partita di ritorno. La rinuncia aveva portato alla vittoria a tavolino per i lombardi e la conseguente promozione in Serie D.

Della vecchia squadra che l’anno scorso arrivò seconda nel campionato d’Eccellenza, quest’oggi non v’è traccia. Il Trento domina dall’inizio alla fine e non lascia scampo alla squadra ospite.

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La squadra di casa è parsa obiettivamente troppo superiore sul piano tecnico e del gioco e agli altoatesini non ha lasciato neanche le briciole.

A parte alcuni sporadici tiri dalla distanza, nel primo tempo si gioca a una sola porta. Passano solo cinque minuti e il Trento è già in vantaggio.

Sottovia e Pietribiasi dialogano velocemente nell’area di rigore, la difesa perde i punti di riferimento e Sottovia è libero di calciare nell’angolino basso non lasciando scampo al portiere.

Da qui in poi sarà esclusivamente un monologo del Trento. Il gioco veloce e tutto di prima fa divertire i tantissimi tifosi accorsi sugli spalti.

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Passa solo un minuto e Caporali appoggia per Baido. A limite dell’area il tiro a giro finisce di pochissimo alto. Al quarto d’ora si ripete il dialogo nello stretto fra Sottovia e Pietribiasi.

Puntualmente la difesa ospite rimane a guardare e Pietribiasi tenta la conclusione a rete. Sulla respinta miracolosa del portiere Wieser si avventa Sottovia che è però lentissimo nel tap-in e si fa rimontare da tre difensori.

Gli altoatesini tentano il pressing altissimo per evitare l’impostazione dei due centrali (Trainotti e Carella) e del capitano Pettarin. I disimpegni del Trento sono però d’alta scuola e una volta eluso il pressing la squadra di casa ha avuto a disposizione lunghe praterie per far correre gli esterni Paoli e Pellicanò.

Da un lancio perfetto di Baido, Pietribiasi si ritrova solo davanti al portiere. Il tiro è forte e angolato ma ancora una volta Wieser tiene in piede i suoi. Sulla respinta Sottovia si addormenta e l’occasione sfuma.

Alla mezz’ora su un lancio per Baido, il portiere esce ma si fa scavalcare in pallonetto. Il tiro-cross finisce sulla testa di Trainotti che a porta vuota manda alto. Al festival dei gol mangiati va aggiunta anche la punizione magistrale di Baido che si stampa sul palo.

Nonostante si perda il conto delle palle gol il risultato è ancora sull’1 a 0. A pochi minuti dal termine Baido pesca Petribiasi in area, che si coordina e calcia al volo. Il siluro è ancora una volta preda del portiere che respinge in calcio d’angolo.

Sul finire del primo tempo Paoli scappa via sulla fascia e crossa in mezzo. Dal traversone svetta Sottovia che raddoppia. 2-0.

Il Trento gioca, diverte e fa gol. Pecca però nella concretizzazione. La marea di palle gol create poteva portare ad un risultato molto più rotondo. Il Maia Alta si è invece presentato nel capoluogo con una difesa a tre molto alta e con l’idea di prediligere un gioco fluido e veloce.

La difesa a tre è stata quasi un suicidio a cui l’allenatore ha subito rimediato nel secondo tempo. Anche il pressing alto non è stata la migliore delle idee, dato che veniva eluso molto spesso. Il tiro dalla distanza è stata l’unica soluzione possibile per smuovere il risultato.

Inizia il secondo tempo e il copione non cambia. Baido in azione personale salta i difensori come paletti e si ritrova solo davanti al portiere. La conclusione viene per l’ennesima volta respinta da Wieser. Pochi minuti dopo i centrali del Maia Alta (Tratter e Hasa) sbagliano nell’impostazione consegnando la palla allo stesso Baido che fa 3 a 0.

La situazione si fa ancora più complicata quando al quindicesimo l’altoatesino Drescher si fa autogol. Baido fa correre sulla fascia Pietribiasi che crossa in mezzo. Drescher insacca nella propria porta. 4-0.

Il Trento, senza pietà, continua a spingere con Baido che stavolta centra l’incrocio dei pali. Vista la situazione, l’allenatore Toccoli inizia a dare spazio ai giovani: Fuori Battisti, Sottovia, Pietribiasi, Trainotti e Baido; dentro Badjan (‘99), Santuari (’01), Trevisan (‘00), Panizza (‘01) e Celfeza (‘01).

Nonostante i tanti giovani in campo, la situazione inizia a farsi drammatica per gli altoatesini quando al ventesimo dagli sviluppi di un corner Trevisan pesca il neoentrato Santuari, che lasciato solo fa 5 a 0.

Da qui in poi per il Trento è solo un allenamento. La palla viene gestita e amministrata con tranquillità fino al fischio finale. Poco prima del triplice fischio uno dei tanti tiri dalla distanza del Maia Alta finisce in porta. Hasa scarica un destro sotto l’incrocio e diminuisce seppur di poco il parziale. 5-1.

La squadra trentina ha annullato il Maia Alta per tutta la partita. Qualsiasi azione d’attacco è stata preda della difesa gialloblu e a centrocampo Pettarin è stato contenuto a fatica.

La libertà d’impostazione dei due centrali difensivi, del regista e la qualità di palleggio del trio d’attacco hanno tagliato le gambe alla squadra avversaria. Gli altoatesini hanno comunque provato a metterla sul piano del fisico e del pressing, ma è stato comunque troppa poca cosa.

TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Paoli, Trainotti (19’st Panizza), Carella, Pellicanò; Caporali, Pettarin, Battisti (12’st Santuari); Baido (23’st Celfeza); Pietribiasi (17’st Trevisan), Sottovia (12’st Badjan).
A dispozione: Conci, Pederzolli, Marcolini, Comper.
Allenatore: Flavio Toccoli.
MAIA ALTA: Wieser, Höller (28’pt Parise), Tratter, Hasa, Ceravolo, Unterthurner, Drescher (23’st Gallo), Jamai (10’st Pamer), Bacher, Ciaghi (19’st Capobianco), Lanthaler (31’st Gamper).
A disposizione: Moretti, Giacomini, Luther, Augscheller
Allenatore: Luca Lomi.
ARBITRO: Piccolo di Bolzano (Ali e Frediani di Bolzano)
RETI: 6’e 42’pt Sottovia (T), 12’st Baido (T), 15’st Pietribiasi (T), 22’st Santuari (T), 45’st Hasa (M).

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Trento

Lutto nella Lega Trentina, è morto Fiorenzo Marzari. La lettera di addio del Segretario Bisesti

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È Mirko Bisesti il segretario della Lega Trentino che con una commovente lettera di addio riporta l’animo di tutti i militanti leghisti che in queste ore salutano Fiorenzo Marzari, morto improvvisamente e militante leghista della prima ora.

Da stamane sono decine e decine i messaggi di cordoglio lanciati sui social. 

Fiorenzo Marzari era Segretario della Sezione di Mori, ed era stato lui a fare la prima tessera del movimento a Maurizio Fugatti, ora governatore del Trentino.

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Riportiamo sotto integralmente il saluto di addio del segretario Bisesti.

«Ciao Fiorenzo,

la notizia della Tua morte ci ha sconvolto. Tocca tutta la Famiglia della Lega in Trentino. Quella Famiglia che, da militante storico – tessera militante dal 1994 -, hai sempre accompagnato con garbo e rispetto.

Sei stato un esempio di umiltà, coerenza, dedizione e passione.

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L’ultima volta che ci siamo visti era domenica scorsa ed ero con Te e tutta la Tua sezione nella Tua Mori per la Ganzega, alla quale tenevi tanto.

Abbiamo parlato di cose concrete da fare e progettare per Mori come Tu amavi fare, andando davanti al teatro, dove mi hai portato per mostrarmi di persona la situazione dell’immobile sul quale ragionare. Abbiamo inoltre affrontato i programmi elettorali per il prossimo maggio, appuntamento di cui saresti stato sicuramente protagonista.

Sei stato un uomo estremamente corretto, esempio di valori; fedele alla causa, al di là degli alti e bassi politici.

Valori che nella Lega, come nel lavoro e nella comunità, sapevi trasmettere perché li testimoniavi.

Quello di Mori è il Tuo gruppo e mi piace ricordare quando, di fronte a tante sezioni, avevo indicato a modello di compattezza e armonia la Tua sezione.

Hai dato tanto alla Lega, hai tesserato per la prima volta il nostro Presidente della Provincia Maurizio Fugatti tanti anni fa e, fino a ieri, stavi organizzando con cura la partenza per la manifestazione di Roma di sabato prossimo. Guardavi i giovani con estremo rispetto e li coinvolgevi, chiamandomi ogni volta che anche uno solo di quelli della zona si avvicinava alla Politica – quella vera con la P maiuscola -, per incontrarlo insieme a Te per un caffè.

La notizia della Tua scomparsa ha toccato profondamente anche il nostro Segretario Federale Matteo Salvini, che ti abbraccia e si stringe in cordoglio a tutta la famiglia e agli amici ricordando sempre con affetto il Mori Vecio che, grazie a Te, ama citare.

Ci hai lasciati all’improvviso, decisamente troppo presto. Ciononostante, lasci un ricordo indelebile, fatto di valori che rimarranno, ci aiuteranno e ci guideranno nel futuro.
Buon viaggio, preghiamo per Te».

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