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Italia ed estero

Scandalo Facebook, Mark Zuckerberg si scusa: “Sono responsabile dell’accaduto”

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Il popolare social è accusato di aver ceduto alla società Cambridge Analytica i dati di 50 milioni di utenti che sarebbero poi stati usati per influenzarli a fini elettorale durante la campagna di Donald Trump

Dopo alcuni imbarazzanti giorni di silenzio Mark Zuckerberg alla fine ha chiesto scusa. E lo ha fatto con un post sul suo profilo Facebook, . “Voglio condividere un aggiornamento sulla situazione di Cambridge analytica – ha scritto ieri sera il Ceo di Facebook- compresi i passi che abbiamo già intrapreso e quello che faremo per affrontare questo importante problema. Abbiamo la responsabilità di proteggere i tuoi dati, e se non ci riusciamo, non meritiamo di servirti. Ho lavorato per capire esattamente cos’è successo e come fare in modo che non succeda di nuovo. Ma abbiamo anche commesso degli errori, c’è altro da fare e dobbiamo farlo“.

Il post di Zuckerberg è molto lungo e parte dal 2007, nell’intento – scrive Zuckerberg- di ricostruire una “cronologia degli eventi“.

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E tocca anche il famigerato 2015, momento in cui la società sarebbe venuta a conoscenza del ‘furto’ di questi dati da parte di Cambridge Analytica e non avrebbe informato gli utenti di quanto stava avvenendo, limitandosi a chiederne la cancellazione alla società americana.

“Nel 2015- si legge nel post di Zuckerberg- abbiamo appreso dai giornalisti del Guardian che Kogan aveva condiviso i dati della sua app con Cambridge analytica. E’ contro le nostre politiche per gli sviluppatori di condividere dati senza il consenso delle persone, quindi abbiamo immediatamente vietato l’applicazione di Kogan dalla nostra piattaforma, e abbiamo chiesto che Kogan e Cambridge analytica certificassero formalmente di aver eliminato tutti i dati acquisiti in modo improprio. Hanno fornito queste certificazioni“.

Ma solo nelle scorse settimane, tramite un’inchiesta del Guardian e e del New York Times, Facebook avrebbe scoperto che quei dati non erano stati cancellati come loro avevano richiesto e come gli era stato assicurato. “La settimana scorsa abbiamo imparato dal Guardian, il New York Times e canale 4 che Cambridge analytica potrebbe non aver cancellato i dati come avevano certificato. Abbiamo immediatamente vietato loro di usare i nostri servizi. Cambridge analytica sostiene di aver già cancellato i dati e ha accettato un controllo forense da parte di uno studio che abbiamo assunto per confermare questo. Stiamo anche lavorando con i regolatori mentre indagano su ciò che è successo”.

Zuckerberg non si chiama fuori dal’accaduto. Dice infatti: “E’ stata una violazione della fiducia tra Kogan (il ricercatore universitario americano inventore della app che propone quiz sulla personalità tramite cui i dati degli utenti sono stati carpiti, ndr), Cambridge analytica e Facebook. Ma è stata anche una violazione della fiducia tra facebook e le persone che condividono i loro dati con noi e si aspettano che noi lo proteggiamo. Dobbiamo sistemare le cose”. Ricorda poi, per tappe, quanto fatto negli anni per incrementare la sicurezza su Facebook.

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E chiude tornando a chiedere scusa: Ho iniziato a Facebook e alla fine sono responsabile di quello che succede sulla nostra piattaforma. Parlo seriamente di fare ciò che serve per proteggere la nostra comunità. Mentre questo specifico problema che coinvolge Cambridge analytica non dovrebbe più accadere con le nuove app oggi, questo non cambia quello che è successo in passato. Impareremo da questa esperienza per garantire ulteriormente la nostra piattaforma e rendere la nostra comunità più sicura per tutti”.

La conclusione è uno sguardo al futuro: “Voglio ringraziare tutti voi che continuate a credere nella nostra missione e lavorare per costruire questa comunità insieme. So che ci vuole più tempo per risolvere tutti questi problemi di quanto vorremmo, ma ti prometto che ce la faremo e costruiremo un servizio migliore nel lungo termine“.

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Italia ed estero

Legge di bilancio: si cuce una crepa se ne apre un’altra, tensioni nella maggioranza

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Mentre le tensioni sul mes si stanno lentamente scongelando, provocando un beneficio istantaneo all’interno del Governo grazie alla notizia che è arrivata nella notte dallEurogruppo della dilazione della firma del trattato, per quanto riguarda la legge di bilancio sembrava essere tutto avviato verso una posizione comune ma un’improvvisa scossa da parte dei renziani sta facendo di nuovo barcollare la maggioranza.

Maggioranza senza tregua, dopo aver cucito la crepa della prescrizione se ne aprono altre che mettono a rischio la manovra di bilancio. Gli attacchi renziani riguardano i temi di: plstic tax, sugar tax e auto aziendali,è Italia Viva ad attaccare ed abrogare quelle tassazioni. A rincarare la dose ci pensa Renzi sui social “quelle tasse funzionano solo per i populisti ma sono un autogoal per le aziende del settore”

Il Premier Conte, reagisce e prova a minimizzare le parole di Renzi “Siamo in dirittura di arrivo, ci sono tanti emendamenti perchè ci sono tante sensibilità” e ribadisce che si impegneranno per rendere la manovra sostenibile e utile per gli italiani.

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Già nella mattinata di ieri sulla plastic tax e sulle auto aziendali si erano registrati attimi di forte tensione nella maggioranza, con Italia viva che abbandonava i lavori della commissione di bilancio al Senato con la conseguente decisione di un vertice.

Lungo vertice, concluso nella tarda serata di ieri con una maggioranza che ancora non ha trovato la quadra definitiva sulla manovra e tornerà ad incontrarsi nella giornata di oggi. Nessuna tregua nel governo e da oggi in commissione inizia la battaglia vera con il voto sugli emendamenti .

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Italia ed estero

La fantascienza diventa realtà: sono già 12 gli italiani che si sono fatti ibernare al costo di 33 mila euro

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Per farsi ibernare, sono sufficienti 170 chilometri cioè la distanza che separa Trento da Mirandola in provincia di Modena sede della KrioRus.

O meglio dell’agenzia funebre Polistena Human Cryopreservation, concessionaria della KrioRus centro russo specializzato nell’ibernazione di cadaveri.

E’ necessaria solo un’autorizzazione sottoscritta in vita, poi sarà l’azoto liquido a preservare il corpo negli anni in attesa che la scienza trovi il modo per risvegliare i corpi.

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Parrebbe fantascienza ed invece è un sistema che ha la sua clientela fiduciosa che i numerosi centri di ricerca, il principale è il Cryonics Institute che ha sede in Michigan, trovino una soluzione ed ovviamente sono disponibili anche a fare da cavia.

La tecnica è abbastanza semplice.

Nei corpi inermi verranno ventilati meccanicamente i polmoni e l’afflusso di sangue al cervello con la somministrazione di specifici composti per evitare ischemie.

Il paziente verrà poi immerso nell’acqua gelida all’interno di speciali silos utilizzati per la conservazione dei corpi.

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A questo punto da Mirandola inizia il viaggio verso Mosca, dove sarà iniettata nei corpi o meglio nelle salme una sostanza crioprotettiva per proteggere i tessuti dai danni del congelamento.

Infine il corpo sarà immerso nell’azoto liquido ad una temperatura costante di 196 gradi sotto zero.

Dal 2012 il centro di Mirandola ha trasportato in Russia 5 salme, ma ha in sospeso 20 contratti che a livello mondiale hanno già superato quota 300.

Il costo? Nessuna caparra, ma a morte avvenuta l’operazione costa 33 mila euro cifra sulla quale incide in maniera importante il trasporto della salma in Russia.

A Mirandola dove c’è un’alta concentrazione di aziende biomedicali, si sta lavorando per creare un laboratorio di ibernazione.

Ma non si parla solo di essere umani, ma sono 13 i contratti sottoscritti per l’ibernazione di animali d’affezione.

Il primo ibernato del mondo è stato 50 anni fa,  il 12 febbraio 1967, il primo italiano nel 2012, cioè la 65 enne Galina Riabinina, morta a Bologna.

Nel mondo sono tre le aziende che si occupano del futuristico servizio, e gli italiani che hanno stipulato il contratto sono già 15: dodici esseri umani, tra questi una coppia di anziani milanesi, due signore ultra ottantenni, tre ragazzi sulla trentina. E ancora: due cani e un gatto.

Numeri miseri, potrebbero sembrare, ma il nostro paese invece è uno degli Stati con il numero più alto di crio-conservati in Europa, con tanto di personaggi del mondo dello spettacolo che sognano l’eternità.

Nessuno conosce il nome, perché la regola principale è preservare la privacy dei clienti.

Si può dire che la fantascienza diventa realtà.

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Italia ed estero

Questa nonnina usa lo stesso albero di Natale dal 1937

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La storia ha dell’incredibile. Una signora inglese utilizza da ben 82 anni lo stesso albero di Natale.

Un alberello molto piccolo per la verità, acquistato nel 1937, che ha accompagnato le feste di Natale nella casa di famiglia della donna, superando tanti avvenimenti importanti, tra cui una guerra mondiale.

La nonnina, che non vuole separarsi da questo ricordo, si chiama Wilma Jayne Gravenor e vive a Taunton, tra Inghilterra e Galles.

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La storia è stata raccontata dalla nipote ventenne Caitlin, che ha detto di come la nonna fosse affezionata a quest’addobbo e di averlo sempre visto, immancabilmente ogni Natale, esposto in casa.

Ogni anno la nipote aiuta la nonna a decorarlo: un momento estremamente bello per entrambe.

L’alberello le ricorda l’infanzia e tutte le festività trascorse insieme ai suoi cari che non ci sono più.

Come la nonna, anche Caitlin gradisce questo addobbo che è diventato parte integrante della sua vita. E’ fatto di piume d’oca dipinte di verde (si usava così all’epoca) e conta anche delle palline originali.

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C’è da scommettere che quest’ultimo durerà ancora a lungo, dato che non sembra dare segni di cedimento e ha già superato tanti traslochi e tanta polvere.

La vicenda è diventata di dominio pubblico grazie ai media inglesi che hanno trovato la storia della nonnina interessante e molto dolce.

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