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Trento

Corte dei Conti, il costo allo Stato di ogni richiedente asilo è di 203 euro al giorno. (altro che 35)

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Per l’accoglienza degli immigrati sul territorio italiano, nel 2016, il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, gestito dal Ministero dell’interno, senza includere i costi c.d. “indiretti”, ha registrato impegni finanziari per complessivi 1,7 miliardi di euro.

Anche l’Unione europea, per la stessa annualità, ha contribuito con finanziamenti per 46,8 milioni di euro che rappresentano però solo il 2,7 per cento rispetto all’onere gravato sul bilancio dello Stato e sulle spalle dei cittadini italiani.

A ciò deve aggiungersi che per il Paese il costo delle mancate ricollocazioni di migranti negli altri stati europei, alla data del 15 ottobre 2017, ammonta a non meno di 762,5 milioni.

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Il documento tecnico contabile ha analizzato, specificatamente per il triennio 2013/2016, la prima accoglienza ossia i servizi resi agli stranieri dallo sbarco fino alla sistemazione nei Cas e successivamente nei Cara. Sono emersi costi elevati a fronte di servizi scarsi, assenza di controlli fiscali adeguati, tempi lunghi per identificazione e domande di asilo, governance territoriale carente da parte del Viminale nei centri di raccolta.

Insomma secondo la corte dei conti il sistema dell’accoglienza sarebbe costoso, inefficace e sommario. Il sistema di gestione dell’accoglienza agli immigrati finito sotto la lente della Corte dei conti ha messo in luce, in un compendio di 150 pagine, tutte le evidenti criticità del fenomeno.

Quando si vanno ad esaminare i costi per le suddette disamine dei documenti per le richieste di asilo viene fuori che nel 2016 sono stati impegnati ben 13,4 milioni di euro mentre, dal 2000 a oggi ben 54,5 milioni.

Vale a dire che in media per valutare l’ipotesi di protezione di ogni immigrato, tra il 2008 e il 2016, si sono spesi 203,95 euro al giorno.

Troppo a fronte del fatto che meno del 10 per cento viene classificato di fatto un rifugiato.

I magistrati contabili inoltre dopo aver puntato l’indice hanno anche comminato la dovuta sanzione sulle inadempienze contabili di alcune prefetture che accertavano le spese avvalendosi di autocertificazioni a firma di coop e onlus che si occupavano del servizio di accoglienza.

L‘indagine puntuale è stata svolta in 4 prefetture campione: Treviso, Prato, Avellino e Reggio Calabria.

Nella struttura di Avellino il costo di un migrante è arrivato a toccare i 50,39 euro al giorno + iva ovviamente (a fronte dei 35 + iva); quanto presso il Cas di Reggio Calabria sono emersi una serie di affidamenti diretti troppo agevoli rispetto alle modalità consuete che prevedono invece appositi bandi di gara. Un’attenzione ulteriore ha riguardato il Cie di Modena (Centro identificazione ed espulsione): il costo quotidiano per ogni immigrato detenuto è stato valutato da 56,16 euro fino a 167,81.

Nel 2016, 123.600 persone hanno presentato domanda di asilo e quelle esaminate dalle apposite commissioni sono state 91.102: di esse, circa il 56 per cento, provenienti da “migranti economici”, è stato respinto ed il 4 per cento ha riguardato soggetti resisi irreperibili.

Delle domande accolte (36.660), solo il 13 per cento ha avuto come esito il riconoscimento dello status di rifugiato, mentre il 35 per cento ha riguardato soggetti cui è stata riconosciuta una protezione sussidiaria ed il 52 per cento una protezione umanitaria.

La maggior parte delle regioni (dieci), per il 2015, ha registrato costi che sono da ricomprendersi in un range che va dai 30 ai 35 euro pro capite e pro die.

 

 

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Trento

Abbandono rifiuti: Canova e Gardolo prese di mira dagli incivili

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Torniamo a parlare di Canova e Gardolo, due importanti e popolose frazioni di Trento Nord che nell’ultimi anni sono state prese di mira da vandali, maleducati ed incivili.

Da questi due luoghi continuano ad arrivare segnalazioni legate all’abbandono dei rifiuti non differenziati in aree non idonee al conferimento.

Ieri Daniele Demattè è stato chiamato da alcuni residenti di Canova che hanno scoperto in fondo all’abitato del paese una vera e propria discarica abusiva (foto) dove alcuni residenti arrivano con i sacchi di rifiuti in mano e li buttano nella boscaglia.

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Uno di questi residenti l’altro giorno si è trovato davanti una donna (di origine africana o sud Americana riferisce il testimone) che stava buttando il solito sacco fra gli alberi che vistasi osservata ha cominciato ad inveire e minacciare contro il «povero» malcapitato.

Fra le immondizie anche un carrello della spesa.

Non è andata meglio in via corso IV novembre, dove davanti alla fermata dell’autobus qualche incivile ha pensato bene di abbandonare delle immondizie domestiche. (foto)

Uno dei sacchetti abbandonati contiene degli alimenti non scaduti con scritte in idioma straniero (pare dell’est Europa).

Ora passiamo a Via Bolzano dove alla fermata dell’autobus di fronte al bazar Cinese è stato abbandonato un sacchetto azzurro pieno di rifiuti non differenziati.

Nelle immondizie c’è di tutto, compreso un flacone di plastica con un liquido dentro.

L’abbandono dei rifiuti nel centro urbano è diventata una piaga della vita cittadina.

Le ultime dotazioni fornite da Dolomiti Ambiente hanno un codice identificativo che riconduce inequivocabilmente al proprietario.

Se questi sacchi azzurri appartengono alle serie più recenti, a qualcuno arriverà una multa abbastanza impegnativa.

Se non lo sono, i furbetti la faranno ancora una volta franca, a danno però di tutta la comunità.

Canova

 

Via IV novembre – Gardolo

Via Bolzano

 

 

 

 

 

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Trento

Morte Sofia Zago per malaria: ci sono 3 nuovi indagati

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Una tragica vicenda che sembra non avere mai fine.

Stiamo parlando della morte della Piccola Sofia Zago, avvenuta il 4 settembre 2017 presso l‘ospedale di Brescia a causa della malaria contratta all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’infermiera del reparto risulta già indagata ed ora ci sono altre tre persone indagate per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

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Il gip Marco La Ganga infatti aveva respinto la richiesta di archiviazione

I due nuovi indagati sono due infermiere ed un medico pediatrico non più in servizio.

La procura nell’ottobre del 2018 aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip ora  ha ordinato di verificare i protocolli seguiti e per quanto tempo il sangue di un paziente con la malaria conservi la propria capacità di contagio batterico.

Il pm ha chiesto quindi un incidente probatorio, al quale potranno partecipare anche gli indagati con i rispettivi consulenti.

Tutti e quattro gli indagati erano in servizio nel reparto nei giorni in cui la piccola contrasse la malattia nell’ospedale.

È questa ad ora l’unica certezza in una vicenda con ancora troppi misteri ancora lontana dalla sua conclusione.

 

 

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Trento

Orti comunali Spini di Gardolo: il 5 settembre la serata di assegnazione

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Entro il 31 agosto i pensionati residenti a Spini potranno presentare la domanda per l’assegnazione di un orto comunale.

In totale le aree coltivabili sono 12 delle quali una sarà destinata a progetti comunitari, tutte di 30 metri quadrati e di proprietà comunale.

I moduli di richiesta assegnazione, si potranno avere contattando Bruna Pasolli ( 347-2543653) in orario pomeridiano.

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Il 5 settembre avrà luogo la serata di assegnazione che si svolgerà presso la sede dell’associazione Comitato Amizi del Pont dei Vodi, in Via del Loghet 63.

Esaurite le assegnazioni agli eventi diritto, gli eventuali orti liberi, saranno assegnati tramite sorteggio agli altri richiedenti.

Se a Spini gli orti comunali sono ormai in fase di decollo, tutto è ancora fermo e purtroppo lo sarà ancora per lungo tempo, alla Vela.

Qui l’attesa sarà almeno di un anno a causa di due problemi di non facile soluzione.

Il primo è dovuto dalla necessità di ultimare la nuova struttura del canile; solo allora si potrà quantificare lo spazio che resterà a disposizione degli orti comunali e a quel punto si inizieranno le pratiche per il passaggio di proprietà.

Passaggio di proprietà che non si preannuncia per nulla semplice, perché dovrà avvenire tra Trentino Trasporti, Provincia e Comune e si dovrà stabilire anche la formula: “permuta o acquisto”.

A questo punto per quelli che sarebbero dovuti essere gli orti della città, i tempi si allungano in maniera preoccupante: Per accorciarli si deve chiudere il prima possibile il cantiere del canile.

A questo punto è altrettanto necessario individuare e quantificare il valore economico, dei lavori che mancano al completamento del canile comunale.

Successivamente realizzarli nel più breve tempo possibile per poter dare il via alla complessa operazione del passaggio di proprietà.

L’amministrazione comunale di centro sinistra aveva pomposamente presentati quelli della Vela, come gli orti della città.

Ma a quanto pare anche questo, sarà uno dei tanti problemi irrisolti da parte di questa amministrazione comunale.

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