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Inquinamento Torrente san Romedio, trovato il colpevole

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Si tratta di un vero disastro ecologico l’inquinamento del torrente Rio San Romedio dove sono stati sversati litri di liquami di stalla e che ha portato alla morte centinaia di pesci.

Un disastro, che oltre che uccidere centinaia di trote ha distrutto un intero ecosistema, ci vorranno decenni per recuperare ciò che è andato perso.

«Posso solamente dire che dopo i tre giorni passati noi volontari abbiamo la schiena rotta e l’umore a pezzi. Un plauso all’associazione pescatori per la dedizione e al corpo forestale provinciale per la puntualità e la professionalità dimostrata»dichiara Massimiliano Chini

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Nelle giornate scorse si sono concluse ad opera  del personale dell’Associazione Pescatori Valle di Non le operazioni di pulizia  lungo il torrente dove è ormai stato appurato che i liquami provengono da una una stalla in Alta Val di Non.

Il colpevole potrebbe rispondere ora di disastro ambientale e i danni da risarcire sarebbero incalcolabili.

Come testimonia il video girato da un nostro lettore la  situazione è gravissima e coinvolge quasi 10 chilometri di torrente.

Pare però che purtroppo quello di pulire le stalle e sversare nei torrenti nella valle sia un vizio ricorrente.

Infatti, quello scoperto giovedì, non è l’unico episodio venuto alla luce negli ultimi anni in zona, anche se in questo caso quanto successo raggiunge proporzioni molto importanti.

Oltre al liquame nero, nel torrente è ben visibile una lunga scia di schiuma bianca, anche questa di incerta provenienza che per fortuna è stata bloccata dai Vigili del Fuoco, grazie ad un apposito sistema di barriere prima che raggiungesse il Lago di Santa Giustina.

Dito puntato sulla convivenza tra frutticoltori, zootecnia, turismo e artigianato, che secondo molti sta diventando impossibile ma anche sugli agricoltori che qualcuno reputa «troppo protetti».

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Commemorato il centenario della battaglia del Solstizio. Il discorso del col. Angelucci

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Il 23 giugno si è tenuta in località Col Moschin, la commemorazione per il centenario della Battaglia del Solstizio in cui l’esercito italiano, riuscì ad impedire all’esercito austro ungarico di sfondare la linea del Piave, Monte Grappa e altopiano di Asiago.

Nel suo discorso, il Col. Angelucci ha toccato alcuni argomenti in modo intenso e colmo di significato.

Il colonnello ha sottolineato come valori quali l’onore, il coraggio, l’amore per la Patria, lo spirito di sacrificio hanno sempre fatto parte del Reparto, che vi si è ispirato sistematicamente.

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Valori spesso riassunti in motti celebri, pronunciati da combattenti valorosi che hanno rischiato la propria vita o sono morti per darci una Patria, la libertà.

Motti, come spiega nel suo discorso il colonnello Angelucci, coniati nella prima Guerra Mondiale, ma poi bollati come fascisti nel secondo dopoguerra.

Un falso storico a cui va messa la parola fine.

Questi motti vanno definitivamente sdoganati e ripresi per quello che sono realmente.

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Blitz contro il clan nigeriano della droga a Mestre. Impegnati 500 agenti. L’incredibile Video

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Una maxi operazione delle forze dell’ordine ha smantellato il clan dei nigeriani padroni del traffico di eroina alla stazione di Mestre.

Il blitz antidroga, con tanto di elicotteri e mezzi blindati, ha visto impegnati nell’intero quartiere Piave – tra via Monte San Michele e via Trento – anche i reparti speciali della polizia, per un totale di cinquecento agenti sul campo.

Il risultato è stato ottenuto e sono finiti in arresto circa una quarantina di persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, riciclaggio e di diversi decessi per overdose registratisi negli ultimi nove mesi a Mestre, nonché delle lesioni personali conseguenti ad altre cessioni.

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Inoltre, tre esercizi commerciali della zona si sono visti sospendere l’attività su richiesta del questore di Venezia.

A rendere la droga dei nigeriani un’alchimia letale, come spesso accade in questi casi, era il dosaggio: 40% di eroina purissima da un lato, principio attivo del metorfano dall’altra.

Le carte dell’inchiesta svelano, a mesi di distanza, com’era composta la droga che aveva portato a un incremento esponenziale dei decessi per overdose.

Undici, quelli accertati e presi in considerazione dall’inchiesta (le morti per overdosi in città, invece, nell’ultimo anno e mezzo erano state 16): dal 1. luglio 2017 al 4 giugno scorso. A questi, si aggiungono inoltre altri 8 ricoveri, salvati in extremis grazie a un’iniezione di Narcan, il principio.

Ora è stata fatta piazza pulita per la grande felicità dei residenti. 

ESULTA ANCHE SALVINI – Un colpo alla criminalità applaudito, via social, anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che su Facebook scrive. “Maxi retata di spacciatore stranieri: da questo pomeriggio, nella provincia di Venezia (in particolare intorno alla stazione di Mestre) e in quelle di Padova, Treviso, Verona e Udine, la Polizia di Stato sta curando l’esecuzione di 41 misure restrittive nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani dediti allo spaccio di stupefacenti, tra cui la “eroina killer” che ha causato purtroppo molte morti. In corso anche provvedimenti di sospensione di licenze per esercizi commerciali e Daspo urbani. Grazie alla Polizia per l’ottimo lavoro, e “grazie” ai buonisti che hanno riempito l’Italia di immigrati i quali, in attesa di pagarci le pensioni, spacciano droga…”

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Bullismo, offese a prof di Lucca: si mette male per i 6 studenti indagati

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Potrebbe finire davvero male per i bulli dell’istituto scolastico tecnico commerciale di Lucca. (qui le immagini incredibili)

La polizia ha effettuato perquisizioni nei confronti dei sei studenti dell’istituto responsabili della condotta violenta e derisoria nei confronti del proprio docente d’italiano.

Sono stati sequestrati gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco da moto utilizzato per colpire il docente.

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Oltre ai quattro minori ripresi, sono indagati i due studenti autori dei filmati che hanno fatto il giro del web.

Tutti e sei gli studenti sono accusati di concorso nei reati di violenza privata e minacce, in quanto ritenuti responsabili di “un’azione complessivamente volta e preordinata a umiliare e dileggiare il professore, anche attraverso la videoripresa e la successiva diffusione dei filmati mediante WhatsApp”.

Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, il registro di classe, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento (“Dammi 6, si inginocchi!“, urla uno degli alunni nel video postato).

Il docente è stato ascoltato dalla polizia giudiziaria, come persona informata sui fatti, mentre gli studenti saranno interrogati nei prossimi giorni.

3 di loro sono stati direttamente bocciati e dovranno ripetere l’anno, altri due sono stati sospesi fino al 19 maggio, l’ultimo per soli 15 giorni.

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