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Politica

Rodolfo Borga: «Nessun terzo polo, noi guardiamo al centrodestra»

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Il quotidiano Il Trentino di oggi disegna l’esistenza di un terzo polo, composto dalle Civiche, che guarda al M5S.

Il consigliere Rodolfo Borga di Civica Trentina ha affidato a La voce del Trentino una replica e alcuni chiarimenti a riguardo di questa ipotesi, e, più in generale, di cosa pensa Civica Trentina delle elezioni prossime venture.

Consigliere Borga, il centro destra ha stravinto. Però le provinciali sono diverse dalle nazionali…

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«A partire dal 1994 vi è sempre stato un considerevole scarto tra elezioni politiche e provinciali. E’ un dato di fatto oggettivo da cui non si può prescindere nel preparare la sfida del prossimo mese d’ottobre. Non farlo non sarebbe serio. Peraltro, se da un lato è vero che fino ad ora lo scarto tra politiche e provinciali ha sempre giocato a favore del centrosinistra, è altrettanto vero che quella attuale è una situazione diversa rispetto a quelle precedenti, in cui in centrodestra aveva in qualche caso ottenuto risultati ancora più eclatanti.

La sconfitta di Dellai e Panizza e la gravissima crisi in cui versa l’UPT sono manifestazione di una voglia di cambiamento che investe il livello locale, che peraltro sul territorio si respira già da un paio d’anni. Certo, come sovente accade, il vento nazionale ha gonfiato le vele del centrodestra e contribuito ad una vittoria che è andata oltre ogni aspettativa.

Ma così come sbaglia chi ritiene che la strada verso ottobre sia ormai tutta in discesa, sbaglia anche chi minimizza la sconfitta rifacendosi ai precedenti cui prima ho fatto cenno.

Io sono convinto che quella attuale sia una situazione ben diversa, in quanto vi sono ambienti che da sempre si sono sentiti tutelati dal centrosinistra, che ora sono ampiamente insoddisfatti del governo uscente.

Da qui bisogna partire per costruire un progetto politico che si presenti agli elettori trentini, anche a quelli che hanno sempre votato il centrosinistra, come serio e credibile. Prendendo spunto dalle esperienze del passato e con la consapevolezza che in ottobre conteranno molto di più le persone, il radicamento territoriale, il progetto complessivo».

Lei crede nelle civiche: perchè?

«Per diverse ragioni. Con una premessa, che ritengo necessaria. Quando Civica Trentina parla di civiche non fa riferimento a singole liste personali, il cui “civismo” si esprime nel non avere il loro di un partito nazionale. La questione è ben diversa.

Quando parliamo di area civica (quella cui stiamo lavorando) non facciamo riferimento ad una area territoriale ed autonomista, che, sia pure svincolata da vincoli nazionali, esprima però contenuti prettamente politici e valoriali, che la pongono in alternativa alla sinistra. Un progetto politico, quindi, e non una lista civica “di paese”.

Perché chi si candida alla guida del Trentino dovrà necessariamente esprimere una visione politica.

Le persone oneste, brave, competenti sono indispensabili, ma non bastano. Noi non chiediamo ai Trentini di darci fiducia perché siamo più competenti ed onesti di chi ci ha governato fino ad ora (persone oneste e competenti ce ne sono in tutti i partiti), ma perché esprimiamo un progetto politico e valoriale alternativo credibile e serio.

Peraltro, mi pare chiaro che una delle tante ragioni per cui il centrosinistra governa la nostra provincia da vent’anni, vada individuata nel ruolo centrale svolto dai movimenti territoriali (Margherita, Upt e Patt) nell’ambito di una coalizione che pure ha sempre visto nel PD il partito più votato. Ecco, noi vorremmo togliere al centrosinistra anche questo vantaggio competitivo».

Il giornale il Trentino di oggi parla di un terzo polo, formato dalle civiche, alternativo a centro destra e centro sinistra. E’ così?

«Non ho letto l’articolo cui fa riferimento. In ogni caso, la posizione di Civica Trentina è nota da tempo. Riteniamo che sia prioritario costruire un’area territoriale ed autonomista più ampia possibile, perché questo è il presupposto per un progetto potenzialmente vincente. E’ questo il compito che spetta a noi (assieme ad altri, ovviamente).

Senza peraltro, come abbiamo detto a più riprese, escludere a priori rapporti con forze politiche nazionali. Eccettuato, ovviamente, chi non è compatibile con la nostra formazione culturale, prima ancora che politica.

La sinistra in primo luogo, ma anche il Movimento 5 Stelle. Stimo Filippo Degasperi, che reputo uno dei colleghi più preparati e talvolta ho anche condiviso qualche sua iniziative. Mi sento però di escludere ogni possibilità di coalizione con i 5 Stelle, da cui ci dividono questioni di fondo che noi reputiamo ineludibili. Penso, ad esempio, alla tutela della famiglia (i 5 Stelle erano a favore del ddl Arcigy, che noi abbiamo affossato).

Ma anche a questioni più prettamente locali, come la caccia, l’agricoltura, la scuole private. In definitiva per Civica Trentina centrodestra, centrosinistra e 5 Stelle non sono affatto la stessa “minestra“.

Con grillini e sinistra siamo incompatibili. Con il centrodestra è invece possibile (anzi, auspicabile) il dialogo, proprio nell’ottica della costituzione, se ve ne saranno i presupposti, di una proposta politica ampia e plurale, in cui l’area autonomista e territoriale non sia relegata ad un ruolo puramente “decorativo“, ma anzi esprima, se capace, quel quid novi di cui a nostro avviso c’è bisogno per competere seriamente. Se il progetto di fondo è condiviso, se si conviene sull’opportunità di offrire ai Trentini una proposta nuova, non vediamo ostacoli ad un serio confronto».

Oltre al nodo delle alleanze, c’è un altro problema: esiste il candidato che può unire e avere possibilità di vittoria? Nel suo partito molti spingono per una Sua candidatura…

«Voglio essere franco. Non soltanto in Civica Trentina si chiede la mia disponibilità ad un’eventuale candidatura. La cosa, anche perché piuttosto trasversale, mi lusinga. Detto questo, anche a tal riguardo non posso che ripetere quanto ho detto più volte. Prima si costruisce il progetto politico e poi sceglie il candidato che meglio può rappresentare quel progetto, anche sotto il profilo del consenso.

Un edificio lo si costruisce dalle fondamenta e non dal tetto.

E sarebbe un grave errore imporre come pregiudiziale il nome di Tizio o Caio. Certamente non mi sfugge l’importanza del candidato alla presidenza. Ma ritengo, forse per la mia “vecchia” formazione politica, che, pur in un’epoca ormai assuefatta al leaderismo, la proposta politica venga prima.

Peraltro, è del tutto evidente che una persona può essere il candidato migliore per un determinato progetto, ma non per un altro. Così come ritengo che un potenziale candidato potrebbe essere interessato ad un determinato progetto e non interessato ad un altro. In definitiva, prima costruiamo una proposta ampia che abbia le caratteristiche sopra descritte e poi individuiamo assieme la persona che meglio la può rappresentare».

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Politica

Dimissioni Bertolla, arriva la replica del movimento giovani PATT: «Si è fatto notare solo per le sue assenze»

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Dopo le dimissione (polemiche) dal movimento giovanile del Patt del presidente Christian Bertolla che ha accusato i vertici del partito di non dare spazio ai giovani arriva la replica

nome dei Giovani Autonomisti di Lorenzo Paoli Vicesegretario reggente dei Giovani Patt

LA REPLICA DI LORENZO PAOLI – Questa mattina leggendo i quotidiani ho notato, nelle pagine che parlano del Congresso del PATT, un articolo che riporta alcune dichiarazioni polemiche del “Presidente del movimento giovanile” Christian Bertolla.

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Devo ammettere che per me, e per i molti giovani che frequentano il Partito Autonomista è stata una vera sorpresa. Negli ultimi tempi infatti i giovani autonomisti si sono trovati molte volte per ragionare di politica, per fare proposte e coinvolgere nuovi ragazzi e ragazze all’interno del Movimento Giovanile e tutto questo senza nessuna ingerenza da parte dei vertici del Partito.

In tutte queste riunioni l’attuale Presidente Bertolla si è fatto notare solo per le sue continue assenze. Forse proprio per questo motivo, nella lettera che ha inviato ai giornali, non ha citato l’importanza che i giovani Autonomisti hanno ottenuto a livello europeo nei giovani del PPE, grazie al grande impegno di Luca Marconcini, non ha parlato di Mauro Agosti, di Luca Zadra e di Jacopo Leonardi che si sono candidati alle elezioni provinciali ed hanno ottenuto un risultato stupendo, così come non ha parlato di Davide Gamberoni Segretario della Sezione di Rovereto e di tanti altri ragazzi e ragazze che costantemente, con e senza cariche, si stanno impegnando per il Partito.

Vorrei ricordare al “Presidente dimissionario” che proprio in questo Congresso viene proposto come Segretario del Partito Simone Marchiori, anche lui nato nel vivaio autonomista e voluto da Franco Panizza come vicesegretario già tre anni fa.

Come giovani del PATT auguriamo a Bertolla di trovare all’esterno del Partito la visibilità che magari non è riuscito a ritagliarsi all’interno, questo nonostante l’importante carica che ha rivestito.

Mi dispiace che per esprimere la sua posizione sia dovuto ricorrere ai giornali evitando di confrontarsi nelle sedi opportune. Non vorrei che questo modo di esprimersi, a pochi giorni dal Congresso del PATT, sia più una strategia di ricerca di visibilità che una forma di protesta costruttiva. Non è uscendo dal Movimento che si cambiano le cose, ma è con il confronto e il lavoro di tutti che le cose possono cambiare.

Concludo dicendo che anche nella foto scattata qualche giorno fa a Trento si possono vedere alcuni dei giovani attivi nel PATT, ma non i fantasmi che non sono presenti, ma di cui ogni tanto si sente il lamento.

Lorenzo Paoli

 

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Politica

Minella Chilà nominata presidente del Partito Democratico del Trentino

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Nella sua relazione, introdotta dalle note de “Il peso del coraggio” di Fiorella Mannoia, la neosegretaria ha presentato il progetto per il suo mandato.

11mila trentini hanno detto ‘noi ci siamo’. Questo racconta di una rinnovata fiducia verso il nostro partito e la politica, che va oltre il singolo voto ai candidati. Una fiducia che noi viviamo con la responsabilità di sapere che non è una cambiale in bianco”, ha esordito Maestri, che ha ringraziato Alessandro Dal Rì, candidato concorrente alle primarie, e augurato buon lavoro alla presidente dell’assemblea, Minella Chilà, (nella foto insieme a Lucia Maestri) esponente della mozione Dal Rì e dimostrazione che, “come ci hanno chiesto i tanti che abbiamo incontrato sul territorio, vogliamo essere e saremo uniti”.

Organizzazione.  “Il nostro è un partito ‘comunità’ e un partito territoriale. Dobbiamo però lavorare ancora: bisogna irrobustire il rapporto tra il gruppo provinciale e realtà territoriali del partito, sollecitando i circoli – che sono sentinelle sul territorio – ad organizzare momenti pubblici di confronto con i consiglieri, ed i consiglieri ad incrementare la loro presenza sul territorio. Ai circoli è affidato un importante ruolo”, ha spiegato Maestri, la quale ha anticipato che “L’Assemblea assumerà su di sé il compito di essere, a sua volta, sintesi di elaborazione e di pensiero ma anche luogo di ascolto dei territori. Per questo si riunirà, di volta in volta, in luoghi diversi del Trentino“. Ha poi toccato il tema dei finanziamenti: “dobbiamo fare i conti con la contrazione degli eletti e della loro capacità contributiva, con la necessità di strutturare di più il partito”, per questo “Chiederemo al partito nazionale di trattenere il contributo dei 2 per mille versato su base volontaria dai sostenitori, facendo valere la nostra dimensione federalista” e “al tesoriere un impegno più forte da dedicare al foundraising”.

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Autonomia. La giunta Fugatti sta dimostrando tutta la sua subalternità alla visione e agli interessi del Veneto, riducendoci a concessionari di scelte politiche altrui“, ha denunciato la segretaria, riferendosi in particolare alle questioni infrastrutturali, come la Valdastico e la Supervalsugana.

Non solo, “Assistiamo, in questi primi mesi di governo ad una sorprendente subalternità della nostra Autonomia al governo nazionale. Noi non intendiamo appaltare i destini della nostra terra a veline stese nei palazzi romani; intendiamo esperire le nostre facoltà di autogoverno nella pienezza del nostro pensiero, della nostra responsabilità e della nostra capacità di innovazione”, ha detto Maestri, rilanciando l’iniziativa politica del Pdt nel “ribadire l’unitarietà dello Statuto regionale, a cominciare da quelle previdenziali alle quali si è aggiunta l’importante delega sull’amministrazione della giustizia,  nel rilanciare il progetto dell’Euregio per fare della nostra Regione europea transfrontaliera il pilastro portante del terzo Statuto, sulla base di un nuovo accordo tra Roma e Vienna, da recepire nelle Costituzioni italiana e austriaca, nel quadro della costruzione dell’Europa politica”.

Diritti. Il Pd Trentino contrasta e contrasterà “l’ideologia leghista che fa dei migranti il capro espiatorio di tutti i nostri mali, ignorando e calpestando non solo l’etica, ma anche la demografia e l’economia; per costruire soluzioni e dare risposte anche parziali, come nel caso di Lavarone”.

E sul tema delle cosiddette “teorie gender” e della mozione antiabortista depositata in Comune di Trento aggiunge: “Ciò che la giunta provinciale sta portando avanti in tema di famiglia e di diritti è frutto della peggior propaganda e punta a riportare la nostra terra indietro di decenni sul piano dei diritti“. “La Lega sta mostrando che il diritto  all’autodeterminazione della donna, il principio di pari opportunità, il diritto ad amare chi si vuole non sono diritti acquisiti, ma vanno difesi con forza. Il Pd Trentino lo farà, perchè è il partito di tutte le famiglie e il partito dei diritti” ha detto Maestri, stigmatizzando il fatto che “la cosiddetta ‘teoria gender’ non esiste, è una delle tante fake news urlate sui social. Il fatto che nelle nostre aule scolastiche i nostri figli imparino cosa è la parità di genere è una conquista che dobbiamo rivendicare, opponendoci con quanta forza abbiamo a chi vuole portare nelle classi non la cultura dell’accoglienza, ma la paura dell’altro”.

Alleanze. “Non è nostra intenzione camminare da soli. Per dare voce alla Comunità “altra” dobbiamo camminare con la Comunità altra: l’associazionismo, il volontariato, le articolazioni sindacali e del mondo della cooperazione, delle imprese e dell’artigianato“.

Prendendo atto che “le scadenze elettorali non consentono soste”, Maestri ha chiarito che “il nostro obiettivo è trovare la maggior convergenza e unità possibile, pur coscienti che l’implosione della coalizione di centro sinistra autonomista ha lasciato sul terreno molte macerie“. Quindi, la neosegretaria punta a “ricostruire su tutti i fronti”. Con il Patt, “vogliamo riaprire un dialogo sulla base dei valori, quello della cultura autonomistica e quello della promozione dei territori e delle loro comunità di riferimento, che, da sempre ci accomunano. Noi siamo disponibili alla tessitura umile e paziente di una tela, che ha come condizione imprescindibile la costruzione di un coerente e rinnovato rapporto di fiducia”.

Nell’arco delle prossime settimane, poi, il Pdt “aprirà un confronto con Upt e Futura, con i quali è già ben avviato un percorso di condivisione di valori e di prospettive” e lo stesso farà anche con “l’area a sinistra del Pdt”. Nessun margine, invece, con il Movimento 5 Stelle:  “Da quell’area ci separano molte, troppe cose, a partire dalla loro scelta di tramutare il loro “piano valoriale” in uno scellerato “contratto di governo” con chi, sui fondamentali, non ha nulla a che spartire con noi”.

 

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Politica

Domani in aula le nomine per Tar, Corecom, Pari opportunità, Commissione dei 12, Difensore civico e Garanti

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Nove proposte di mozione, nove nomine, quattro designazioni e 22 question time formano l’ordine del giorno dei lavori del Consiglio provinciale convocato in aula da domani a giovedì.

La sessione mensile, che occuperà per intero le giornate di martedì 12, mercoledì 13 e giovedì 14 marzo, si aprirà con le risposte della Giunta alle 22 interrogazioni orali (il cosiddetto “question time”) discusse dal presidente della Provincia o da un assessore solo con i consiglieri da cui sono state presentate

Seguirà la comunicazione del governatore Fugatti sulla modifica della composizione della Giunta provinciale che renderà ufficiale l’assegnazione a Mattia Gottardi (Civica Trentina) delle deleghe in materia di enti locali e di rapporti con il Consiglio provinciale.

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Alla nomina del nuovo assessore (le cui competenze riguarderanno anche riassetto istituzionale, usi civici, vigilanza e tutela sulle amministrazioni comunali, sui consorzi, sugli enti e istituti locali, ad eccezione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza), seguirà quella di Vanessa Masè (Civica Trentina) che prenderà il posto di Gottardi nelle Commissioni permanenti Prima e Quinta nonché nella Commissione speciale di studio sui danni causati dal maltempo di fine ottobre, ma anche nella Giunta delle elezioni.

Dopo queste prime nomine il Consiglio discuterà (ma senza votazione) la relazione sull’attività svolta dal Difensore civico nell’anno 2018, già presentata alla stampa.

Si passerà poi alla designazione di un magistrato presso il Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento (il Tar), alla nomina del Presidente del Comitato provinciale per le comunicazioni (il cosiddetto “Corecom”) e di due componenti dello stesso organismo, uno dei quali su indicazione delle minoranze consiliari.

Sarà quindi la volta delle nomine di due componenti della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto di autonomia (la cosiddetta “Commissione dei Dodici“), del Difensore civico, del garante dei diritti dei detenuti, del garante dei diritti dei minori (in questo caso si tratterà della prima volta).

Ancora, sono previste anche le designazioni di due esperte/i nella Commissione provinciale per le pari opportunità fra uomo e donna, di tre componenti effettivi e di tre componenti supplenti delle Commissioni elettorali circondariali di Trento e Rovereto e delle Sottocommissioni elettorali circondariali di Borgo Valsugana, Cavalese, Cles e Tione, e la designazione, su indicazione delle minoranze consiliari, di un componente del collegio dei revisori dei conti della Cassa provinciale antincendi.

Spazio, infine, alla discussione e votazione delle mozioni proposte dai consiglieri (9 in tutto), riguardanti, nell’ordine, la realizzazione di percorso ciclopedonale di collegamento tra la Valle dell’Adige e la Valsugana (Coppola), l’introduzione di forme di coordinamento tra il reddito di cittadinanza e l’assegno unico provinciale e l’utilizzo di risorse eventualmente disponibili per interventi di welfare attivo (Olivi), l’introduzione di corsi di educazione civica nelle istituzioni scolastiche (Moranduzzo), una modifica delle direttive per l’assistenza sanitaria e assistenziale a rilievo sanitario nelle Rsa per l’anno 2019 (Demagri), la rimozione di limiti all’utilizzo dei buoni di servizio e all’accesso ai soggiorni socio-educativi (Degasperi), la riqualificazione del Castello del Buonconsiglio mediante l’illuminazione esterna della cinta muraria e degli edifici interni (Cia), la ridefinizione dell’assetto della gestione delle risorse idriche e della produzione di energia idroelettrica (Manica), interventi per ridurre il rischio di legionella nelle strutture ricettive extra-alberghiere (Ossanna), interventi finalizzati al rimboschimento a seguito degli eventi meteorologici dell’ottobre 2018 e alla riconversione delle aree ex pascolive e prative (De Godenz).

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