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Arte e Cultura

Le vittime del nostro benessere ad Arco

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Dopo la prima esposizione alla Biblioteca Civica e poi presso l’Istituto don Milani di Rovereto, ora la mostra fotografica ‘Le vittime del nostro benessere’, organizzata dall’Associazione Grande Quercia, approda nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo di Arco.

I percorsi artistici, educativi e formativi dell’Associazione Grande Quercia intendono dare voce ai diritti dell’uomo calpestati, raccontando ciò che spesso viene celato ai nostri occhi, sconosciuto alle nostre coscienze.

Tematiche che hanno segnato e segnano la storia della nostra umanità, proprio come il lavoro minorile, lo sfruttamento e le violazioni dei diritti fondamentali.

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“La mostra”, spiega Nicoletta Corradi, Referente dei Progetti per la Repubblica Democratica del Congo dell’Associazione Grande Quercia, nonché referente della mostra, “nasce da una riflessione: conosciamo veramente l’origine di ciò che comperiamo? Quali mani l’hanno veramente prodotto? Spesso sono mani di bambini o di ragazzi che vivono in situazioni di sfruttamento, dove la violazione dei diritti umani è legge, dove ogni dignità è calpestata e non c’è futuro.

Un futuro che è grigio come le foto che li ritraggono, per questo abbiamo scelto il bianco e il nero per rappresentare la loro realtà (la mostra si compone di 17 coppie di foto e ognuna pone da un lato la nostra realtà e dall’altra la realtà corrispondente nei Paesi più poveri), lo scopo è informare ed essere consapevoli che quando acquistiamo potremmo essere ignari finanziatori di quel mondo grigio in cui queste vittime vivono. Queste sono le vittime del nostro benessere, del nostro consumismo, vittime che non hanno voce e alle quali, con questa mostra, vorremmo dare fiato”.

Ciò che acquistiamo e utilizziamo spesso cela storie di bambini senza dignità, braccia strappate all’infanzia, volti senza più un sorriso.

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Dal 9 al 23 marzo 2018 saranno gli studenti della 3 F, preparati dal professore Marco Campetti, a descrivere la mostra ad ogni classe visitatrice.

L’inaugurazione si è svolta il 9 marzo alle 8.30, nell’aula Magna dell’Istituto Comprensivo di Arco, alla presenza del Dirigente Maurizio Caproni, della vice Preside Laura Mattei, dell’Assessore alla Cultura Stefano Miori, della Presidente dell’Associazione Grande Quercia Elisabetta Murdaca e Nicoletta Corradi.

Emozionante la Testimonianza di 0sa’s, un ragazzo della Nigeria che con il racconto del suo vissuto ha affascinato adulti e ragazzi.

Osa’s ha iniziato a lavorare all’età di 5 anni, quando ogni mattina si svegliava alle 5 per andare a lavorare in campagna; ad undici anni ha lavorato l’albero da cui si ricava il liquido per fare tutti gli oggetti in gomma, anche gli elastici.

Osa’s cresce, impara a fare il saldatore e poi inizia a pagare un fabbro perché gli insegni quel mestiere.

11 anni fa arriva in Italia con un contratto di lavoro, per fare nuove esperienze e per aiutare i genitori malati.

La mostra, accolta nell’Istituto Comprensivo di Arco anche grazie al coordinamento dell’insegnante Lara Piantoni socia dell’Associazione Grande Quercia e referente di Pace e Solidarietà del Plesso di Bolognano e al referente di Pace e Solidarietà dell’Istituto Alberto Sommadossi, sarà aperta al pubblico il 10 e 17 marzo dalle 9.00 alle 12.00.

Preside Caproni, i ragazzi della classe 3F, sotto la guida del prof. Campetti, si sono preparati per poter presentare la mostra alle ​19 ​classi che visiteranno la mostra. ​

Come ​è nato questo progetto?

“Quando l’insegnante Lara Piantoni ci ha proposto di ospitare la mostra, sulla scorta di esperienze già fatte lo scorso anno scolastico, abbiamo cercato di coinvolgere alunni e docenti di una classe di scuola media perchè si assumessero il compito di fare da ‘guida’ ai visitatori della mostra; abbiamo trovato la disponibilità del prof. Marco Campetti e della sua classe. Penso che questa esperienza sia importante per almeno due motivi: gli alunni sono chiamati ad esercitare delle abilità in un contesto concreto e per i visitatori essere guidati da dei coetanei è motivo di maggior interesse ed attenzione a ciò che viene detto.”

Insegnare i diritti umani: un seme per il futuro di questi ragazzi?

“L’educazione alla cittadinanza è uno dei capisaldi della nostra formazione. La scuola non può e non deve limitarsi ad una semplice trasmissione di contenuti, nel peggiore dei casi, o di abilità e competenze, nel migliore; la scuola è la prima palestra in cui i ragazzi sperimentano quelli che sono i limiti e le opportunità della convivenza sociale, quindi comprendono cosa significhi avere dei diritti e sottostare a dei doveri. In questo percorso formativo poter approfondire e sperimentare il valore dei diritti umani è sempre uno strumento di crescita.”

Presidente Murdaca, l’Associazione Grande Quercia è l’organizzatrice di questa mostra. Di quali altre attività vi occupate?

“Operiamo negli ambiti della cooperazione internazionale, del welfare generativo, della sussidiarietà, della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della crescita e dell’arricchimento culturale delle nuove generazioni.

Per quanto concerne l’ambito artistico: portiamo in scena spettacoli di nostra produzione che hanno ad oggetto temi di diritti umani per sensibilizzare la cittadinanza ma soprattutto i giovani. Tra i nostri spettacoli, ‘I have a dream’ è un’Opera musicale in memoria dei sogni di giustizia di tanti popoli oppressi, con un cast formato interamente da ragazzi dell’Associazione, anche in versione inglese, più volte rappresentato per le scuole del nostro territorio.

Poi c’è l’attività della formazione.

Ci siamo occupati della formazione dei docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado al fine ispirarli nella realizzazione di progetti concreti che coinvolgano i propri scolari nelle tematiche dei diritti umani, in collaborazione con la Robert F. Kennedy Human Rights.

Alcune delle nostre socie sono diventate Ambasciatrici del progetto educativo globale ‘Speak Truth to Power’ della Robert F. Kennedy Human Rights Europe e ora, in considerazione del trasferimento di alcuni soci a Malta, si è costituita lì anche l’Associazione Great Oak Malta, gemella di quella italiana, che intende anche promuovere e portare questo progetto educativo all’interno del sistema formativo locale.

Il tema della formazione è centrale anche nel nostro rapporto con l’Africa, dove abbiamo condotto diverse attività di volontariato in Kenya, Zambia ed Etiopia, offrendo agli africani coinvolti i nostri strumenti per sviluppare le loro risorse e le loro competenze e divenire più autonomi possibili.

La nostra Referente per i progetti per la Repubblica Democratica del Congo, Nicoletta Corradi, l’8 dicembre 2016, in occasione della conclusione della Marcia per Beni dell’attivista John Mpaliza, ha tenuto un discorso al Parlamento Europeo di Bruxelles per chiedere la tracciabilità dell’estrazione del cobalto, usato nel mondo della tecnologia, affinché sul mercato venga immesso un prodotto davvero ‘Conflict Free’.

Quali sono i progetti in corso?

Nove mesi fa abbiamo avviato, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento, il progetto formativo di agricoltura sociale ‘Moringa per tutti’.

Il progetto ha luogo alla periferia di Nairobi, sui terreni di Koinonia Community, fondata dal missionario italiano padre Kizito, e prevede la coltivazione della moringa, pianta ad alto contenuto nutrizionale presente sul mercato a costi elevati.

Attraverso la coltivazione diamo lavoro a giovani adulti, ex ospiti di Koinonia, centro di accoglienza di bambini di strada, li formiamo all’agricoltura biodinamica e a soft skills trasversali e indispensabili. Infine il progetto supporta Koinonia Community nel raggiungimento dell’obiettivo di divenire autosufficienti dal punto di vista economico.”

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