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Fiemme, Fassa e Cembra

A Cembra il nuovo “Coop Trentino”

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Con la primavera alle porte ha aperto le sue porte il punto vendita “Coop Trentino” della Famiglia Cooperativa Valle di Cembra.

Il taglio del nastro ha concluso l’evento inaugurale e ha dato inizio a un’attività a servizio della comunità locale.

Un territorio, quello della Valle di Cembra, caratterizzato da una tradizione cooperativa radicata, espressa in tutti i settori a cominciare da quelli storici dell’agricoltura, del credito e del consumo.

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La nuova sede della cooperativa di consumo (a insegna Coop Trentino) è collocata sulla via principale della località, di fronte alla Cantina Sociale, altra espressione significativa della cooperazione valligiana.

I lavori sono durati un anno per realizzare un edificio nuovo, moderno, attento al risparmio energetico, con una superficie di vendita di 410 metri quadrati, un’offerta di 4000 prodotti (2700 di varie referenze, 800 di carne, pesce, gastronomia, surgelati, latticini, a cui si aggiungono 500 prodotti extralimentari).

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La superficie commerciale è maggiore rispetto al precedente punto vendita, la convenienza è uno dei valori distintivi di quanto viene proposto al consumatore, socio o cliente, che ha la possibilità di fare la spesa in tutti i sette giorni della settimana.

Dal lunedì al venerdì con il consueto orario. Nella giornata di sabato, ininterrottamente, dalle ore 7.30 alle ore 19. Se questo non bastasse, la cooperativa è aperta la domenica mattina. “Siamo soddisfatti di aprire in Valle di Cembra un negozio bello e garantire un servizio a quella comunità e alle comunità limitrofe – spiegano i vertici di Sait, il consorzio delle cooperative di consumo – Il negozio per modernità e dimensione sintetizza perfettamente l’esigenza della zona”.

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Durante l’evento inaugurale il presidente della Famiglia Cooperativa Valle di Cembra, Michele Pelz, ha osservato che “i soci meritavano questo punto vendita per una realtà della cooperazione di consumo che ha oltre centoventi anni di impegno e di tradizione. Tutta la comunità e non solo i soci possono contare su un punto vendita situato sulla via principale della località di Cembra in una posizione assolutamente centrale”.

A seguire hanno preso la parola l’ex presidente (alla guida per oltre vent’anni della cooperativa di consumo) Vittorio Santuari, il sindaco di Cembra Damiano Zanotelli, il presidente della Comunità di Valle Simone Santuari.

Gli organismi centrali della Cooperazione Trentina sono stati rappresentati da Paola Dal Sasso, componente del consiglio di amministrazione di Sait (“Questa occasione è una festa della comunità e, la comunità stessa, è chiamata a impegnarsi per garantire futuro a questo punto vendita”) e da Mauro Fezzi, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione (“I paesi vivono se hanno relazioni, se fanno comunità. E questo passa anche attraverso i luoghi, le strutture della cooperazione della comunità”).

All’evento inaugurale (taglio del nastro affidato agli azzurri del curling che hanno partecipato alle Olimpiadi invernali) ha preso parte anche Pierluigi Stopelli, direttore commerciale di Sait.

La cooperazione di consumo è a servizio di Cembra dal 1897. I soci sono 800. Lo staff conta diciannove collaboratori di cui sette impegnati nel negozio di via 4 Novembre a Cembra.  “La novità dell’insegna Coop Trentino in valle, fino ad oggi erano tutte Famiglie Cooperative – ha detto Franco Cappelletti, direttore della Famiglia Cooperativa Valle di Cembra – è una grande opportunità per la comunità. Il negozio è più grande, nuovo, moderno e, ovviamente, più conveniente. Meritevole di una sottolineatura anche l’ampio parcheggio dove poter lasciare la propria autovettura e fare la spesa in tutta tranquillità”.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Cavalese: continua il progetto “scuole sicure”. I Carabinieri nelle scuole con i cani antidroga

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A due mesi dal ritorno sui banchi di scuola, i Carabinieri di Cavalese continuano a mantenere alta l’attenzione nel contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti presso gli istituti di formazione, nell’ambito del progetto “scuole sicure”.

Il progetto riguarda la prevenzione attraverso controlli mirati con l’uso delle unità cinofile e una serie di incontri nei quali vengono affrontate tematiche d’attualità volte a far comprendere agli studenti rischi e sanzioni dopo aver compiuto azioni illecite.

Le forze dell’ordine della compagnia di Cavalese insieme al pastore tedesco Heini, un esemplare antidroga di Pastore Tedesco in servizio presso il Centro Cinofilo di Laives, che ha dato dimostrazione delle sue capacità di ricercatrice di stupefacentihanno fatto visita agli Istituti Superiori Rosa Bianca di Cavalese e I.P.C di Tesero.

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L’incontro con gli studenti si è incentrato principalmente sugli stili di vita a rischio, promuovendo stili di vita sani e responsabili.

Sono oltre vent’anni che l’Arma dei Carabinieri propone queste iniziative in tutta la Provincia. Lo scopo principale è quello di far riconoscere agli studenti quali siano gli stili di vita a rischio e le fonti di disagio proprio al fine di combatterli.

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L’evento è stato vissuto, anche merito del bellissimo cane, con entusiasmo dai ragazzi, dai professori e dai genitori, perché, tra l’altro, Heini nella sua visita alle scuole non ha fiutato nulla di strano, con la piena soddisfazione di tutti i presenti.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Per il Pastificio Felicetti 2,37 milioni dalla Provincia. Assumerà 23 nuovi dipendenti

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La Provincia autonoma di Trento è a fianco del Pastificio Felicetti di Predazzo nella realizzazione del piano di sviluppo aziendale che nei prossimi anni vedrà la costruzione del nuovo stabilimento di Molina di Fiemme.

L’azienda di Predazzo, forte dei risultati ottenuti in questi anni che gli hanno permesso di conquistare nuove fette di mercato, ha deciso il raddoppio degli impianti produttivi, oggi localizzati nella sede storica di Predazzo.

L’investimento del pastificio ammonterà a circa 35 milioni di euro a cui concorrerà la Provincia autonoma di Trento con un contributo di 2,37 milioni di euro.

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L’intesa è stata sottoscritta nel pomeriggio di oggi tra il vicepresidente Stefano Felicetti; l’assessore provinciale allo sviluppo economico ricerca e lavoro, Achille Spinelli; e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

L’accordo negoziale prevede l’aumento del livello occupazionale dagli attuali 67 fino a 90 dipendenti, l’impegno di avvalersi di fornitori locali, oltre alla messa in campo di progetti nei settori della formazione (con l’alternanza scuola lavoro), della ricerca con i centri trentini (Fondazione Mach, Università di Trento e Fbk) e a favore di soggetti svantaggiati. “Pastificio Felicetti – evidenzia l’assessore Achille Spinelli – non sé solo un’azienda ma è una famiglia, al quarto livello generazionale.

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Da parte della Provincia autonoma di Trento c’è la convinzione ad accompagnare la crescita globale di una realtà imprenditoriale importante per la val di Fiemme e il Trentino.

I prodotti Felicetti presentano una qualità che è riconosciuta dal mercato: materie prime ma anche capacità manageriale e capitale umano, oltre che territorio, sono gli ingredienti del successo. L’accordo di oggi garantirà ricadute occupazionali e opportunità per altre aziende locali, concorrendo alla crescita di territori di montagna”.

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“Siamo soddisfatti di un accordo – ribadisce il vicepresidente del Pastificio di Predazzo , Stefano Felicetti – che vede al centro il nostro territorio ed è una scelta che a noi piace. Volevamo rimanere in val di Fiemme e ci siamo riusciti, grazie anche al lavoro portato avanti con tutti gli attori locali”.

Al tavolo per la firma dell’intesa erano presenti anche i sindacati dai quali arriva un giudizio positivo: “Pastificio Felicetti è sul mercato con prodotti di eccellenza che hanno premiato il lavoro dell’azienda. L’ulteriore sviluppo porterà quindi a concrete ricadute sociali, oltre che occupazionali, soprattutto a favore della manodopera locale”.

L’accordo tra Provincia autonoma di Trento e Pastificio Felicetti poggia su quattro pilastri strategici: livello occupazionale, formazione, ricadute territoriali e ricerca.

Livello occupazionale – Nel 2018 l’azienda occupava 67 dipendenti che, secondo l’accordo, saliranno entro il 2022 a 90 unità. Tutti i lavoratori saranno impiegati presso gli stabilimenti di Predazzo e di Molina di Fiemme, una volta che sarà completato (2021 la data prevista). Tra i punti dell’accordo c’è l’impegno del pastificio di definire con Agenzia del Lavoro un progetto per la selezione del personale, tenuto conto delle esigenze produttive e privilegiando giovani e lavoratori espulsi a causa di crisi aziendali.

La società Pastificio Felicetti è anche uno dei soggetti promotori del Distretto di economia solidale delle Valli di Fiemme e Fassa, attraverso cui vengono promossi percorsi propedeutici al lavoro e di inserimento lavorativo a persone fragili (prioritariamente: NEET, donne straniere non occupate, adulti con fragilità).

Formazione – Nell’ambito del progetto di sviluppo, l’azienda si impegna a definire, in accordo con le strutture del Dipartimento competente in materia di istruzione, un piano di attivazione di iniziative di alternanza scuola lavoro che prevedono il coinvolgimento di almeno 2 studenti all’anno nel triennio 2021-2023. Non solo. Il pastificio attiverà con l’Università di Trento una collaborazione allo scopo di formare altri 3 studenti universitari entro il 2023.

Ricadute territoriali – Lo sviluppo del Pastificio Felicetti avrà concrete ricadute locali, richiamate anche nell’accordo negoziale firmato oggi tra le parti. La realizzazione del nuovo stabilimento vedrà l’azienda impegnata ad avvalersi di professionalità tecniche e ad appaltare lavori ad aziende locali per un importo totale di 8 milioni di euro. Nell’importo stimato rientrano, oltre all’acquisto del terreno, anche le spese per la fornitura di calcestruzzo, le tinteggiature, la progettazione, l’impiantistica ed eventuali lavori eseguiti in subappalto.

Il Pastificio Felicetti acquisterà anche da fornitori locali beni e servizi per almeno 800 mila euro nel 2021, e 1 milione di euro per ciascuno dei tre esercizi successivi (2022-2024).

Ricerca ed innovazione – L’azienda leader nel settore della pasta conferma le proprie radici trentine anche nel settore della ricerca. Saranno infatti promosse collaborazioni con i principali centri della Provincia quali, ad esempio, la Fondazione Edmund Mach, la Fondazione Bruno Kessler e l’Università di Trento.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Turista fa causa alla Sat per la caduta di un masso su un sentiero. Secondo il giudice la Sat non è responsabile

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Ieri il giudice della Corte d’appello di Trento ha stabilito che la Sat non è responsabile della caduta dei massi su un sentiero.

La sentenza è arrivata dopo che un turista romano di 49 anni aveva fatto causa alla stessa Sat e al comune di Canazei per essere stato centrato da un masso nel 2012.

Era il 14 agosto del 2012 e il turista, insieme ad alcuni familiari, stava percorrendo un sentiero. Ad un certo punto dal versante sinistro della montagna si è staccato un masso che ha colpito la gamba dell’escursionista, provocandogli una frattura.

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Il turista ha quindi richiesto un risarcimento contro la Sat e il comune di Canazei pari a 95.851 euro, spese mediche escluse.

Secondo i legali del turista romano il sentiero andava assimilato alle strade vicinali, per le quali l’ente proprietario (in questa caso il Comune insieme alla Sat) avrebbe dovuto monitorare la situazione.

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Secondo il giudice il sentiero è unicamente di competenza della Sat, che ha il compito di curare la segnaletica e i segnavia e di mantenere la praticabilità del sentiero. La Sat non è quindi responsabile di tutto quello che può accadere attorno al sentiero.

La sentenza però è contraddittoria rispetto ad un’altra sentenza dove la Corte d’appello di Trento ha condannato il Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino a pagare un risarcimento di oltre un milione di euro alla famiglia di un turista padovano di 66 anni, Paolo Di Lena, che nel marzo 2006 fu trovato morto nel pozzo di una trincea della prima guerra mondiale, sopra passo Rolle.

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In base alle motivazioni depositate, «il decesso fu una conseguenza diretta ed immediata di doverose cautele a carico dell’ente gestore del Parco di Paneveggio Pale di San Martino e non è in alcun modo collegato a comportamenti definibili come imprudenti della vittima».

La Cassazione aveva annullato le sentenze di primo e secondo grado, sostenendo che la trincea, in quanto attrazione storica della Grande Guerra, poteva rappresentare una meta per gli escursionisti. La difesa invece sosteneva che il Parco, come ente gestore, non poteva controllare e rimuovere tutti i pericoli nell’area di competenza, «in quanto insiti nel rischio accettato di chi va in montagna»

Il corpo senza vita di Paolo Di Lena, (nella foto del titolo) disperso da 20 giorni era stato ritrovato sulle montagne tra Passo Valles e Passo San Pellegrino in Trentino.

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