Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Il calcio piange Luigi Necco, giornalista storico di 90° minuto.

Pubblicato

-

È morto a Napoli il giornalista Luigi Necco, 83 anni, storico volto della Rai, popolare protagonista della trasmissione di calcio «90° Minuto».

Era ricoverato nell’ospedale Cardarelli per problemi respiratori, dove probabilmente verrà allestita una camera ardente.

Giornalista dai molteplici interessi, aveva anche condotto la trasmissione «L’Occhio del faraone» nel settore dell’archeologia.

PubblicitàPubblicità

Impegnato per qualche tempo anche in politica (fu consigliere comunale) fu vittima di un attentato, nel 1980: il 29 novembre 1981 fu gambizzato in un ristorante di Avellino.

A sparare tre uomini inviati a Vincenzo Casillo ‘O Nirone, luogotenente del boss della camorra Raffaele Cutolo.

Pochi mesi prima Necco a 90° minuto aveva parlato dell’incontro fra il presidente dell’Avellino Antonio Sibilia, accompagnato dal calciatore brasiliano Juary, con lo stesso Cutolo, in una delle udienze del processo al boss.

Pubblicità
Pubblicità

Ha diretto l’Ente provinciale per il turismo e, negli ultimi anni, curava una trasmissione dal titolo L’emigrante sull’emittente Canale 9.

Storici i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo, nelle telecronache fu lui a coniare espressioni come «Milano chiama, Napoli risponde».

Famosa, nel 1986, anche la battuta durante i Mondiali di Città del Messico 1986, quando Maradona segnò un goal con la mano all’Inghilterra: «La mano de Dios o la cabeza de Maradona». E il Pibe de Oro rispose «Tutte e due».

A fine anni Novanta ha condotto per qualche mese anche «Mi manda Raitre», dopo l’addio di Antonio Lubrano. Quindi il passaggio a Mediaset, dove si è occupato delle dirette dai campi per «Buona Domenica».

 

Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

Litiga con la madre e si suicida a 13 anni

Pubblicato

-

Un adolescente di 13 anni ha litigato con la mamma e si è lanciato dal balcone, morendo sul colpo. (altro…)

PubblicitàPubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Approvato il decreto «sicurezza e immigrazione», Salvini: «Ora chiudere tutti i campi Rom e tagliare le spese per i profughi»

Pubblicato

-

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri lunedì 24 settembre 2018  il cosiddetto “decreto sicurezza e immigrazione”.

Fra le novità introdotte dal documento, alcune riguardano la presenza e la condizione giuridica dei cittadini di origine immigrata sul territorio nazionale.

In particolare, viene eliminato il permesso di soggiorno per motivi umanitari (una delle tre forme di protezione internazionale accanto allo status di rifugiato e alla protezione sussidiaria), sostituito dal permesso per “motivi speciali”.

PubblicitàPubblicità

Fattori quali la pericolosità sociale o una condanna di primo grado comporteranno uno stop alla domanda di protezione internazionale.

Lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sarà riservato ai migranti che hanno già ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati.

Il decreto prevede inoltre la revoca della cittadinanza italiana nei confronti di chi è stato condannato in via definitiva per terrorismo.

Pubblicità
Pubblicità

«Decreto sicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei ministri approva all’unanimità! Sono felice» commenta su Facebook Salvini. «Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle Forze dell’Ordine. Dalle parole ai fatti, io vado avanti!».

“Non è nel decreto, ma l’obiettivo è ora chiudere tutti i campi Rom” – continua Salvini «La questione Rom non è compresa in questo decreto, senno’ non riesco a immaginare le reazioni nazionali ed internazionali… Ma non è oggi in questo decreto» ancora Salvini. «Ci stiamo lavorando con tutti i sindaci d’Italia – ha spiegato – l’obiettivo è chiudere i campi Rom. Campi Rom zero».

Dopo il sì al decreto sicurezza/immigrazione, Matteo Salvini annuncia la cifra che “da ottobre” sarà spesa dallo Stato per il mantenimento di ciascun richiedente asilo presente in Italia.

Un taglio che il ministro dell’Interno aveva annunciato settimane fa, senza però specificare la somma come farà stasera ospite di Nicola Porro  nella seconda puntata di “Quarta Repubblica” su Retequattro:  “Vogliamo arrivare a una media Europea, tagliando una parte di questi 35 euro e garantendo tutti i servizi essenziali con una cifra di molto inferiore che penso possa arrivare intorno ai 20-22 euro al massimo. Ci sarà circa un miliardo di risparmio a vantaggio dei cittadini italiani e che io voglio reinvestire in sicurezza, assumendo nuove forze dell’ordine. Entro ottobre faremo il taglio dei 35 euro”

IL CONTENUTO – Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza si compone complessivamente di 42 articoli: nella bozza entrata in Consiglio dei ministri, quelli dall’1 al 16 contengono le misure in materia di rilascio dei permessi di soggiorno, di protezione internazionale e di cittadinanza.

Ecco nel dettaglio le principali misure riguardanti l’immigrazione.

STRETTA SUI PERMESSI – Viene abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito da “permessi speciali”. Sei le fattispecie previste: vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel paese d’origine, cure mediche, atti di particolare valore civile

PIÙ REATI PER REVOCA ASILO – Il decreto amplia la possibilità di negare o revocare la protezione internazionale per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga. È prevista inoltre la sospensione della domanda d’asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado.

PIÙ TEMPO NEI CPR – La durata massima di permanenza nei Centri per il rimpatrio passa da 3 a sei mesi per facilitare l’espulsione degli irregolari. Il decreto prevede anche il «completamento, adeguamento e ristrutturazione» dei centri già presenti sul territorio e la «costruzione» di altri. Salvini ha detto più volte che la sua idea è di realizzarne uno in ogni regione. Nel caso di sovraffollamento dei Cpr i migranti in attesa di identificazione possono essere trattenuti anche in «strutture diverse e idonee nella disponibilità dell’autorità di Pubblica Sicurezza».

3,5 MLN SU FONDO RIMPATRI – Per potenziare le attività di rimpatrio, il decreto stanzia 500mila euro per il 2018 e 1,5 milioni per il 2019 e 2020.

SISTEMA SPRAR  – Il decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara).

VIA CITTADINANZA PER REATI TERRORISMO – C’è poi la revoca della cittadinanza italiana a carico dei condannati per reati di terrorismo.

PubblicitàPubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Polizia: coniata moneta da 5 euro per i 50 anni di ANPS

Pubblicato

-

Nella mattinata odierna, alla presenza del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, del Presidente dell’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Domenico Tudini e del Presidente Nazionale dell’ANPS, Claudio Savarese, presso la Sala Conferenze dell’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha avuto luogo la presentazione della moneta d’argento, del valore di 5 euro, coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in occasione della ricorrenza del 50° anniversario dell’ANPS, costituita nel 1968 e custode del Medagliere della Polizia di Stato. (altro…)

PubblicitàPubblicità

PubblicitàPubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • PubblicitàPubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • PubblicitàPubblicità

Categorie

Archivio

di tendenza

fortemalia inserto magazine

fortemalia.it