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Politica

Semplificazione normativa, Borga: «Per il momento è solo un’utopia»

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Il Consiglio provinciale ha approvato nella sua ultima seduta il disegno di legge presentato dalla maggioranza con cui sono state introdotte norme finalizzate a promuovere una semplificazione normativa di cui c’è sommo bisogno.

Sulla questione è intervenuto oggi anche Rodolfo Borga di Civica Trentina che ha votato i contenuti del provvedimento.

Secondo Borga al di là dell’enfasi un po’ eccessiva con cui è stato presentato, si tratta comunque di un passo avanti. «Non è stato però neppure sfiorato il problema di fondo, – spiega il consigliere provinciale – costituito dalla presenza di un’enorme mole di norme che finiscono inevitabilmente con il rallentare l’operato della pubblica amministrazione e con il creare problemi sia ai cittadini ed alle imprese, che ai funzionari che tale messe di norme devono interpretare ed applicare. Abbiamo provato a rappresentare in concreto cosa significhi, da una parte e dall’altra della “barricata”, avere a che fare con la normativa vigente, ricorrendo al sito ufficiale della Provincia».

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Nella fotografia allegata è possibile vedere il consigliere Borga seduto tra due pacchi di fogli A 4, su cui è stampata la normativa vigente in Provincia di Trento in materia di urbanistica ed appalti pubblici (rispettivamente a destra ed a sinistra del consigliere).

«Un coacervo impressionante di leggi, decreti, regolamenti, circolari esplicative, direttive, delibere, determinazioni, che anche un luminare del diritto amministrativo farebbe fatica ad applicare. Questa è la vera questione. Una normativa impressionante per quantità, che non può non determinare problemi a chi la deve applicare, siano essi funzionari, professionisti od imprese, generando costi e ritardi che producono danni enormi. È su questo versante che sarebbe necessario intervenire. Ogni altra misura, per quanto positiva, – conclude Borga – costituisce soltanto un palliativo».

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Politica

Centrodestra autonomista al 46,8%, 12 seggi alla Lega. Ecco come potrebbe finire il 21 ottobre

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Chiariamo subito che non si tratta ne di un sondaggio, ne tanto meno di proiezioni o roba varia.

Lo studio è stato fatto attraverso due distinti canali e riguarda solo i partiti del centrodestra popolare autonomista. 

Il primo riguarda 350 telefonate fatte su tutto il territorio dove i cittadini hanno risposto a che partito daranno fiducia il 21 ottobre.

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Naturalmente il target preso è stato casuale e sappiamo benissimo che per avere un risultato serve un campione maggiore, cioè nel caso della nostra provincia di almeno 3000 interviste. 

I dati rilevati attraverso le 350 telefonate hanno evidenziato che il 59% voterà il centrodestra, l’8% non voterà, il 6 % è ancora indeciso, il 27% voterà uno dei partiti alternativi al centrodestra autonomista.

A questa rilevazione, che sappiamo essere incompleta, la nostra redazione ha aggiunto altri parametri che hanno portato ad un voto ad ogni singolo partito che è stato poi aggiunto alle percentuali delle telefonate.  

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I parametri riguardano: i candidati presenti nella lista, come il partito ha lavorato sul territorio negli ultimi 2 anni, i risultati delle ultime elezioni provinciali del 2013, i risultati, per i partiti nazionali, delle ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018, l’organizzazione del partito, quando il partito ha cominciato la campagna elettorale, le esclusioni degli ultimi giorni, il carisma dei capolista, l’autorevolezza dei candidati, le competenze, da quanti anni è nato il partito, quanti consiglieri hanno lavorato in consiglio provinciale nell’ultima legislatura e via dicendo.

Poi sono stati sommati i dati delle percentuali delle interviste e il totale di ogni singolo partito scaturito dai voti di ogni singolo parametro ed è stata creata una percentuale di possibili voti che andranno al partito il 21 ottobre. (la vedi nella tabella %)

Poi sono state fatte le singole proiezioni prendendo come base di calcolo i votanti alle ultime elezioni provinciali del 2013

Dai dati elaborati risulta che la coalizione vincente di centrodestra si aggiudica ben 21 seggi, compreso quello del presidente Fugatti.

I seggi sono stati riportati così come previsto dalla legge provinciale elettorale.

Ricordiamo che un seggio viene conquistato dalla singola lista prendendo i voti complessivi della coalizione dividendoli per i numeri di seggi disponibili (21 in questo caso).

I seggi non assegnati vengono ripartiti secondo il metodo D’Hondt

Esso prevede la formazione di una tabella in cui si dividano i voti ottenuti dai vari partiti per un numero crescente di un’unità, fino all’identificazione decrescente del numero di seggi disponibili.

Alla coalizione andrebbero il 46, 8% dei voti che garantirebbe il premio di maggioranza e la governabilità assoluta nella prossima legislatura.

I 21 seggi conquistati dal centrodestra sarebbero suddivisi in 12 alla lega (13 con quello del presidente + 1 dell’associazione Fassa per le minoranze linguistiche), 2 a Civica Trentina, Agire per il Trentino e Progetto Trentino, 1 agli Autonomisti popolari e Forza Italia.

Fuori dai giochi invece la lista Fugatti UDC e Fratelli d’Italia.

Nella tabella sotto il numero dei voti che servono per raggiungere i seggi previsti nella proiezione

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Speciale elezioni 2018

Mary Lavorgna (AGIRE): «Dare dignità ai lavoratori, combattere gli sprechi della politica e tutelare le donne nel diritto di genere»

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Speciale elezioni provinciali 2018

Gli articoli pubblicati nella rubrica «Speciale Elezioni 2018» superano oggi il traguardo delle 150 mila visualizzazioni. (circa 8.000 per ogni articolo)

L’articolo di oggi è dedicato al gentil sesso, è infatti ospite della nostra rubrica Mary Lavorgna, 37 anni, nata a Telese in provincia di Benevento, del segno dell’aquario, mamma di una bellissima bimba di un anno.

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È laureata in Giurisprudenza, ed ha conseguito un Master per professioni legali a Roma; è un’insegnante, diplomata magistrale specializzata in metodo Montessori, con alle spalle 3 anni di praticantato come avvocato penalista.

Attualmente insegna presso il Comune di Pergine Valsugana.

Mary Lavorgna si trasferisce a Trento nel 1991 «Mia madre lavorava alle dipendenze dell’autostrada del Brennero e allora il trasferimento era nell’aria, arrivata a Trento mi sono subito trovata bene»

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É specializzata nel metodo Montessori: «Fin da giovane volevo aiutare la crescita culturale dei bambini del ceto sociale molto basso, il metodo Montessori credo sia la base della formazione di un uomo vero e proprio, per questo mi sono accostata a questo metodo, per creare e formare gli uomini del domani»

Per lei la politica è l’amministrazione del bene comune «quindi della cosa che è anche mia  – sottolinea – per questo ho deciso di non rimanere più a guardare ma avvicinarmi alla politica, consigliata anche da una caro amico, che ha sostenuto in modo importante la mia scelta»

26 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Combattendo il precariato in generale e dimostrando che si può essere madri e occuparsi anche del bene comune e della conciliazione»

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Dare dignità ai lavoratori, combattere gli sprechi della politica e tutelare le donne nel diritto di genere»

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Certo, in politica rimango sicuramente»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Poco»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Ha fatto di tutto per depotenziare il trentino abbassando la qualità in tutti i settori»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini?

«Senza dubbio Ugo Rossi per via degli enormi danni che ha fatto alla scuola trentina»

Cosa ne pensano famigliari e amici della sua discesa in campo?

«Mi sostengono totalmente»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Per ora nessuno»

Qualche rimorso?

«No»

Che hobby ha?

«Amo lo sport la lettura e vado spesso in palestra»

L’ultimo libro che ha letto?

«La Mente del bambino – di Maria Montessori, un saggio che parte dalle proposizioni della biologia (sviluppo embrionale del bambino) e dalla legge naturale che lo predispone ad un libero comportamento, per addentrarsi nella gestazione spirituale del bambino, da zero a sei anni».

Che musica ascolta?

«Tutta la musica in modo trasversale» 

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha?

«Una Hyundai i10»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Non ho potuto votare»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Matteo Salvini»

E qui in Trentino?

«Per ora nessuno»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’autovettura»

Soldi, successo o potere?

«Preferisco il successo»

Cosa le fa più paura nella vita?

«La mancanza di Dio»

Lei abita a Trento quali sono le priorità in quella zona?

«Rendere la città più sicura visto i frequenti episodi di degrado e criminalità»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Fortunatamente per ora no»

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Mai»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono molto testarda, e quando credo di aver ragione sono ostinata fino alla fine. Per la qualità invece mi riconoscono molto altruismo»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira, accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome?

«Gola»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Nessun dubbio, con Matteo Salvini»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Ognuno è libero di vivere la sua vita come meglio crede, ma sulle adozioni sono contraria, infatti un bambino ha il diritto di avere un padre e una madre naturali»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Quando è nata mia figlia Ginevra»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Vorrei incontrare Matteo Salvini per tutta la vita» 

Gioco di squadra o in solitaria?

«Gioco di squadra sempre e dovunque» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Non me lo ricordo»

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna?

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Sto lavorando per realizzarmi pienamente a livello personale» 

Se fosse un animale?

«Un gatto» 

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«Sono stata in Puglia» 

Il suo sogno?

«Vincere le elezioni insieme alla persona che mi ha sostenuto» 

Cosa guarda in Tv?

«Tutto, sono un ottima consumatrice del piccolo schermo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«Tutti i casi di violenza sulle donne»

Per cosa sarà ricordata?

«Sarò ricordata per tutti i bambini che ho fatto diventare veri uomini» 

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovvio che sì»

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Speciale elezioni 2018

Mauro Pericolo ospite della Voce del Candidato: «Liberiamo il Trentino dalla Massoneria»

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Ospite della puntata di «La Voce del Candidato» è oggi il dottor Mauro Pericolo, 54 anni, nato a Rossano in provincia di Cosenza, due figlie di 14 e 16 anni, diplomato in magistrale con la qualifica di sindacalista esperto di diritto del lavoro e scolastico

Mauro Pericolo nel suo settore di competenza è uno dei migliori esperti del diritto in regione e anche a livello nazionale.

È arrivato a Trento nel lontano 1997, come insegnante precario dopo il superamento di un concorso, e diventa di ruolo nel 2015, dopo 18 anni dal superamento di un’ulteriore concorso.

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Mauro Pericolo ha fondato anche il sindacato Delsa, di cui è presidente, che conta oltre 600 iscritti ed è diventato in poco tempo un grande punto di riferimento per i docenti trentini.

Nell’intervista il segretario di Delsa fa emergere le contraddizioni della scuola trentina e demolisce la «Buona scuola» del tandem Rossi/Renzi consapevole che ormai l’unico modo di cambiare le cose nella scuola della nostra provincia sia farlo dall’interno del palazzo della provincia.

Con lui Roberto Conci ha parlato anche delle Banche e della cooperazione.

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