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Arriva il Jelfie, la nuova moda tra gli instagrammer

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Addio al classico Selfie? potrebbe essere.

Tra gli instagrammer dall’autoscatto compulsivo infatti è arrivata una nuova moda: il Jelfie.

Mai sentito nominare? Il nome viene da due parole inglesi messe insieme: jump e selfie.

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I Jelfie in questione, infatti, altro non sono che autoscatti di gente che salta, e sembra proprio che questa pratica stia per rimpiazzare il vecchio amato selfie super costruito per dare spazio a scatti più naturali e divertenti.

Se si vuole stare al passo con i tempi bisogna cominciare ad allenarsi a saltare.

In realtà la cosa non è nuovissima, già nel 1950 il fotografo Philippe Halsmanparla di “Jumpology”, il nome di una sua raccolta di 170 foto in cui ritraeva attori e artisti famosi intenti a saltare, tra questi Salvator Dalì, Marilyn Monroe, Grace Kelly, Bridgitt Bardot, Sophia Loren e Audrey Hepburn.

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Quella del salto, inoltre, sembra essere una pratica conosciuta anche tra i fotografi da matrimonio che spesso obbligano sposini e ospiti a fare foto saltellanti, con enorme imbarazzo di tutti (se non vi è mai capitato ritenetevi fortunati).

Consolatevi, oggi una cosa del genere npn è più imbarazzante, è super cooooooool, lo dice anche la Ferragni.

Ma come si scatta il jelfie perfetto? Ecco qualche suggerimento:

  • Scegliete sempre un luogo interessante, Machu Picchu, l’Himalaya, il deserto, insomma dove volete voi purché sia un luogo suggestivo e bello. Siate creativi se volete tanti follower.
  • Siate spontanei, divertenti e divertiti. Basta pose studiate e labbra da papera. Naturalezza. Cercate di non essere rigidi nel salto, i tronchi son belli nelle foreste non nelle foto. Quindi rilassate il corpo e i muscoli, e provate a saltare con le gambe piegate, l’effetto Rocket man è sempre dietro l’angolo.
  • Saper posizionare la fotocamera è la chiave di tutto. Mettetela più vicina al pavimento possibile, farà sembrare il vostro salto roba da atleti olimpici.
  • Non dimenticatevi di settare le impostazioni della vostra fotocamera. Prima di tutto attivate la funzione movimento è la prima cosa da fare per dare nitidezza alla foto. Subito dopo sincronizzate il timer con il vostro salto per poter catturare il salto all’apice della sua altezza.

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Michael Kors compra Versace per 2 miliardi

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Immagine The Daily Beast

Accordo fatto tra il miliardario Michael Kors e Versace.  (altro…)

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Viaggi: ai tropici sulle orme di Magellano

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Parafrasando un noto comico di Zelig, vien da dire: “Chi è Magellanooo”?

Questi è stato uno dei tanti esploratori che nel XV-XVI secolo al servizio della corona iberica, ha scoperto nuove terre al di là del mondo allora conosciuto.

Una di queste terre quella che lo vide riposarvi per sempre sono le Filippine.

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Egli morì sull’isola di Mactan a Cebu nelle Visayas, per mano di un capo tribù indigeno di nome Lapu Lapu, ucciso in uno scontro armato avvenuto a causa del tentativo piuttosto bellico di Magellano, di convertire gli indigeni al cristianesimo.

Le Filippine, sono un arcipelago tropicale nell’ Oceano Pacifico con un retaggio culturale spagnolo, infatti nella lingua ufficiale: il filippino vi sono molte parole spagnole e i numeri sono in spagnolo.

Tuttavia risentono anche dell’influenza americana, infatti la lingua ufficiale è il filippino ma la lingua nazionale è l’inglese che è parlato benissimo da alcuni, abbastanza da bene da molti e solo in alcuni rari casi, si trovano persone che non lo parlano affatto.

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Città metropolitana meno grande ma con problemi di traffico analoghi a Manila, è Cebu City nell’isola di Cebu.

Qui nella zona di Colon possiamo vedere la croce di Magellano che egli piantò dopo aver convinto un capo tribù locale a convertirsi al cristianesimo e nei pressi, l’antica casa museo Yap S.Diego posta nell’angolo tra Mabini and Lopez-Jaena street, una casa costruita con legno e pietra corallina nel tardo 17° secolo che ha sopravvissuto tifoni, uragani, piogge torrenziali e la ben peggiore esperienza della mano distruttiva dell’uomo.

La casa storica Yap S.Diego è la culla della città di Cebu, una testimonianza architettonica ispanica ed è inoltre una delle più antiche case delle Filippine.

L’isola di Cebu è nota per le bellissime spiagge bianche tropicali che si sono formate a seguito di depositi corallini. I trasporti nelle Filippine funzionano bene, sono tuttavia un po’ cari ma programmando bene gli spostamenti e facendo uso adeguato delle celeberrime Jeepneys (ex jeep dell’esercito statutintense, modificate al trasporto di molte persone che fanno servizio di linea su tratte fisse) è possibile muoversi senza una spesa eccessiva.

Il popolo filippino è gioviale, cortese e simpatico in generale le Filippine sono un paese sicuro.

Occorre tuttavia porre attenzione nella zona del Mindanao, laddove per motivi di fanatismo religioso islamico la sicurezza dei visitatori potrebbe venir messa a repentaglio.

A sud di Cebu city a Oslob è possibile fare la magnifica esperienza di fare il bagno con lo squalo balena, il gigante gentile del mare. Un pesce di lunghezza variabile dai 6 ai 12 metri per un peso di varie tonnellate che pur appartenendo alla famiglia degli squali è innocuo, si nutre di krill ed è un docilissimo animale a rischio di estinzione.

Notevole è l’emozione che si prova quando si è in acqua in compagnia di questo splendido gigante buono dei mari che nuota a fianco dei bagnanti in modo del tutto rilassato e con un stile del tutto aggraziato, evita il contatto con l’uomo quando lo vede in acqua ma non lo spaventa, gli passa di fianco con grande dolcezza.

Nelle Filippine i piatti locali sono molti e si possono al meglio degustare nelle cosiddette Eateries che sono delle bancarelle da strada con annessa una cucina da campo nel retro in cui vengono preparate le pietanze esposte sul lato frontale della bancarella.

Il cliente osserva le pietanze esposte in padelle coperte da un coperchio talvolta in metallo, talvolta di vetro e decide cosa desidera consumare.

Il cibo viene poi servito su piattini separati all’interno della bancarella dove ci sono le panche per sedersi e i tavoli per appoggiare il mangiare.

Le pietanze vanno dagli spaghetti di riso con carne o pesce e verdure, a piatti di carne, pesce sempre accompagnati da riso bianco bollito compatto e non al dente. Ottime le grigliate di pesce, manzo, maiale, zampe di gallina, pollo e intestini di maiale o pollo, nelle bancarelle di strada.

E’ tradizionale anche il piatto denominato Lechon (la porchetta) che viene servito tradizionalmente su una lettiera di riso e con melanzane impanate fritte. Se si vedono persone indossare su una mano un guanto o una bustina di plastica trasparente e mangiare con le mani, non c’è di che stupirsi, è tipico della cultura locale.

Ci sono sempre tuttavia disponibili le posate in plastica o di metallo per coloro i quali non desiderino cimentarsi con lo stile di mangiare alla filippina. (730 parole + il titolo- Le foto in tutte e due gli articoli sono state scattate da me personalmente.

(La foto dello squalo balena sotto la barca è scaricata da google)

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Viaggi: El Alma de Cuba

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Il titolo sicuramente evoca memorie beverino-goderecce: salsa, rum, chicas, vistose macchine americane anni 50, natura caraibica, divertimento sfrenato.

Tuttavia esistono due Cuba: una è la Cuba per l’appunto, del divertimento sfrenato, l’altra quella dei lavoratori, quella di un popolo ospitale, simpatico, alla mano che però spesso vive di stenti.

Il regime economico cubano si basa sul socialismo e non contempla, o perlomeno non promuove molto attivamente, l’imprenditorialità, lo spirito di concorrenza e quindi questa magnifica isola tropicale caraibica vive in un clima di scarso sviluppo economico.

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Ciononostante Cuba è uno stupendo paese tropicale sicuro, perché il regime garantisce la sicurezza ai turisti, grazie ad un corpo di polizia severo con i comportamenti illegali, popolato da gente molto ospitale, cordiale, gioviale, simpatica.

A Cuba conoscere molti cubani è facile.

Fra di loro c’è anche gente molto intraprendente, lavoratrice attiva al fine di giungere alla fine del mese in attivo per sé e per la propria famiglia, come la simpatica Mireille della Casa Particular (la ns. pensione con prima colazione) Diosa del mar nella zona denominata La Popa a Trinidad, che al mattino bussa alla tua porta per offrirti un buonissimo caffè (muy rico, saboroso come dice lei) appena fatto e quando torni dalla spiaggia ti serve con simpatia ed amicizia, un bel bicchierone di succo di frutta tropicale fresco, ricco di preziose vitamine.

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L’isola è anche una dimostrazione di felice convivenza e tolleranza razziale.

Ci sono cubani neri, bianchi, mulatti, indios e tutti vivono felicemente assieme, senza alcuna forma di assurda, ignorante e incolta discriminazione basata sul colore della pelle.

Camminando per le affollate strade dell’Avana vecchia chiedo un indicazione stradale a un simpatico cubano nero, il quale si prodiga per fornirmi l’assistenza richiesta, poi si intrattiene a chiacchiere per infine portarmi a vedere un locale storico in cui fu girato un film famoso e si inventa la scusa dei famosi tre giorni di promozione della fabbrica di sigari cubani, per vendermi dei sigari cubani di dubbia qualità.

Questo è un po’ rappresentativo dell’anima del cubano che deve trovare mille modi per sopravvivere in un’economia in cui guadagna € 10/15 al mese e il costo della vita è circa sei volte maggiore…

A Trinidad bellissima cittadina a mezz’ora di distanza dal mare, il museo civico aveva appena chiuso ma grazie all’intercessione di un amico del custode sono entrato lo stesso.

Questa è l’anima del cubano, sempre pronto a fare un eccezione per l’amico per poi ricambiargli a propria volta la cortesia. Internet, rete libera e trasporti a Cuba, sono un problema serio.

Esiste un servizio di corriere di linea denominato Viazul ma può capitare che non carichi i passeggeri perché non ha posto sulla corriera.

Quando si viaggia in corriera a Cuba è consigliabile prenotare gli spostamenti di città in città con largo anticipo. La rete senza fili funziona solo usando una scheda di rete libera dalla vita limitata dichiarata sulla stessa scheda e della durata di un’ ora acquistabile a un CUC (la moneta dei turisti. La moneta locale è il Peso cubano) presso gli uffici ETECSA o a due CUC per strada.

Funziona in alcuni luoghi pubblici come parchi, piazze e alcuni locali di livello un po’ elevato.

Molte, troppe in un ottica di vita degna del termine civile, persone vivono in piuttosto malconce catapecchie ai bordi della città nei cosiddetti campi, al confronto delle quali i rifugi delle favelas brasiliane o le bidonville sono probabilmente un albergo a cinque stelle, ma mantengono sempre una loro dignità di bellezza caraibica.

Infatti una sera a cena presso una famiglia che vive per l’appunto in un campo, in attesa che la famiglia terminasse di preparare la cena organizzata in onore della mia venuta nella loro bellissima isola, una magnifica bellezza caraibica si affaccia alla porta per chiedermi come poteva essermi utile.

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