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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: introdotto il Metodo Caviardage® tra arteterapia e poesia

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L’Associazione Culturale “Il Furore dei Libri: amici della Biblioteca di Rovereto propone abitualmente incontri, attività e conferenze con lo scopo di attirare la comunità in quello che rimane indiscutibilmente uno dei più affascinanti mondi della cultura; l’editoria.

L’organizzazione trova la sua sede nella Biblioteca Civica di Rovereto G. Tartarotti e proprio qui, nella giornata di mercoledì 7 marzo, ha invitato l’insegnante certificata in Metodo Caviardage® Sonia Spallino per un incontro aperto alla comunità, e che sarà presto approfondito anche a Trento.

Non è un caso che l’evento si sia svolto di mercoledì, negli ultimi anni l’Associazione investe il suo tempo in un’attività organizzativa di successo programmando, tra le altre cose, i “Mercoledì del Furore”( incontri aperti che prevedono serate incentrate su poesia, narrativa, filosofia, ecc).

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L’obbiettivo dell’appuntamento con Sonia, intitolato “Come farfalle: poesia in volo”, era quello di delineare i costrutti del Metodo Caviardage® a tutti gli interessati.

Questa particolare modalità di scrittura creativa poetica, che viene utilizzata anche in arteterapia, meditazione, nella didattica scolastica e nella relazione d’aiuto, deriva il suo nome dal verbo francese caviardier, che rimanda alla pratica di coprire con inchiostro scuro parti di testo scritto.

Tale pratica è stata reinterpretata da Tina Festa, la creatrice del Metodo Caviardage®, e posta alla base di un processo che enfatizza, paradossalmente, il suo contrario:“Illumina le parole che ti chiamano” è la frase di Tina Festa che racconta il processo creativo, processo che riprende e rivoluziona la dicotomia.

Una dozzina di partecipanti, riuniti nella sala multimediale della Biblioteca Civica di Rovereto, sono stati quindi guidati attraverso un percorso caratteristico ed emotivamente coinvolgente.

La formatrice Sonia Spallino ha preparato i presenti alla sperimentazione del Metodo, illustrandone i presupposti teorici essenziali e fornendo il materiale necessario a liberare la loro creatività poetica. Dopo aver strappato una pagina da alcuni libri da macero ed un semplice momento di centratura, i “caviardanti”,  hanno cercato la poesia nascosta, evidenziando parole per loro significative e componendole in un testo nuovo e assolutamente personale. Hanno poi proceduto alla cancellazione del resto: come stelle, quelle stesse parole brillavano nell’oscurità della pagina, che è stata poi “colorata” nella maniera più libera e sentita con la tecnica del collage.

Una volta terminato il laboratorio, i partecipanti si sono dichiarati emozionati e particolarmente rilassati.

Il Metodo Caviardage®, come ha più volte ribadito l’insegnante, non mira al risultato estetico, anche se ogni caviardage è un piccolo capolavoro, e non segue alcuna regola di tipo letterario.

L’obbiettivo è quello di accogliere, a partire da un testo già scritto, le parole che “si fanno sentire”, e che consentono di dar voce a sentimenti ed emozioni, cogliendone ed esprimendone la bellezza e la profondità. È proprio questa, probabilmente, la forza del metodo, che riconosce in ognuno la vocazione alla bellezza e alla poesia in tutte le sue forme, e che offre l’occasione di prendersi del tempo per connettersi con la propria interiorità, cavalcando l’onda dell’anima e scoprendo il valore e la ricchezza dell’istante.

Non è un caso che esso possa essere utilizzato anche nell’ambito della relazione d’aiuto: ci sono  grovigli interiori, forze nascoste e bisogni segreti che il Metodo Caviardage® può aiutare ad esprimere e sciogliere.

A questo proposito è importante sapere che il Metodo  può essere insegnato solo da insegnanti e formatori certificati e che può essere applicato nella didattica scolastica e nell’ambito della relazione d’aiuto solo da insegnanti e da operatori che hanno seguito corsi specifici.

Sonia Spallino, oltre che insegnante e formatrice in Metodo Caviardage®, è anche counselor biografico e formatrice biografica. Ha già proposto il laboratorio di scrittura creativa con il Metodo , “Il colore delle parole”, articolato in 4 appuntamenti. Sabato 7 aprile organizzerà a Trento un corso base di Metodo Caviardage® rivolto a tutti coloro che desiderano conoscerne e sperimentarne la bellezza.

La mappa del Metodo

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Rovereto e Vallagarina

Degrado e spaccio all’ex microleghe: la situazione è critica

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Torna sotto la lente d’ingrandimento la situazione dell’ex micro leghe di Rovereto.

Nella giornata di  ieri i militanti di CasaPound, insieme ad alcuni residenti sono entrati nella struttura per documentare la situazione di degrado e spaccio che ormai da troppo tempo si protrae.

Negli ultimi anni la situazione è generalmente peggiorata e numerosi sono stati gli allarmi per dei focolai di incendi che nella struttura situata all’angolo tra la statale 12 e via Parteli, ha visto i vigili del fuoco  intervenire per scongiurare criticità che potevano portare anche alla morte dei suoi «residenti»

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La struttura ospita disperati di tutti i tipi, che trovano un rifugio accessibile senza nessun problema dalla strada e dove di fatto instaurano la loro residenza accendendo fuochi per cucinare gli alimenti. 

Si tratta per lo più di stranieri che sono stati espulsi dai centri d’accoglienza dopo il mancato riconoscimento dello status di profugo e che per sopravvivere si sono trasformati in spacciatori.  Un mondo di invisibili che si accampa la notte dopo aver girovagato tutto il giorno in cerca di soldi e di cibo.

“È impensabile che una città come Rovereto debba vivere una situazione di degrado così palese, per cui un’intera area è ormai a uso e consumo di spacciatori stranieri e clienti – queste le parole di Filippo Castaldini, responsabile Trentino di CasaPound – area nella quale gli abitanti non possono entrare, se non rischiando la propria sicurezza. All’interno abbiamo trovato ogni genere di rifiuto: spazzatura, siringhe ed è chiaro che alcune parti dell’area siano diventate rifugi di fortuna nei quali gli spacciatori possono vivere e continuare indisturbati nelle loro attività. “Rovereto ed il Trentino – conclude la nota – meritano di più che l’indifferenza e l’incuria di una classe politica che preferisce girarsi dall’altra anziché risolvere i problemi della comunità. Chiediamo, per questo, alla Provincia e ai proprietari, di risolvere questa situazione bonificando e cacciando gli spacciatori”.

Le fotografie testimoniano il grado di abbandono e degrado della zona.

Un caso di architettura fatiscente che ormai non ha più ragione di perpetuarsi nel tempo e che è nelle mani di privati.

L’ex Microleghe è posta in bella vista sulla statale e rappresenta un pessimo biglietto da visita per i turisti che accedono alla città.

In ultima analisi non è difficile supporre che vi sia amianto al suo interno e che la sua presenza possa determinare concreti rischi per la salute di chi abita gli edifici circostanti.

Sul pericoloso degrado della struttura anche il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia aveva presentato un’interrogazione alla giunta provinciale dove chiedeva di intervenire con un immediato sopralluogo diretto ad accertare l’eventuale presenza di amianto all’interno dell’area e avviare una trattativa con i proprietari della struttura al fine di individuare una soluzione condivisa, prevedendo ad esempio l’abbattimento dello stabile tramite un anticipo dei fondi necessari e chiedendo, – come contropartita -, l’utilizzo degli spazi liberi per parcheggi o per manifestazioni.

Secondo molti cittadini roveretani sarebbe inoltre opportuno visto le problematiche di natura igienico-sanitaria, far intervenire l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, per così accertare se esistono concreti pericoli di malattie ed epidemie, data la presenta di rifiuti e avviare una collaborazione con il Comune di Rovereto, invitandolo ad attivare i propri servizi sociali per proporre soluzioni alternative agli abusivi che occupano l’area.

Per ora però a distanza di quasi 10 anni tutto tace e la situazione comincia ad essere fuori controllo.

   

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Villa Lagarina: si cerca vicesegretario per l’Ambito 10.1

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L’ambito 10.1, ovvero la gestione associata costituita dai Comuni di Villa Lagarina, Nogaredo e Pomarolo, istituisce un bando di mobilità per la copertura del posto di “segretario comunale di quarta classe che avrà funzioni di vicesegretario”. Gli interessati potranno far pervenire la propria domanda al Comune di Nogaredo, entro le ore 12 del 14 agosto. Possono allegare anche il curriculum e una relazione che illustri eventuali competenze specifiche. I candidati saranno selezionati sostenendo un colloquio e alcune simulazioni.

La sindaca di Villa Lagarina, nonché presidente della conferenza dei sindaci dell’Ambito 10.1, Romina Baroni, spiega: «La procedura è seguita dal Comune di Nogaredo in quanto la figura di segretario è vacante in quella municipalità e lì sarà incardinata. Le gestioni associate prevedono che il personale faccia capo ai singoli comuni ma che possa operare su tutti quelli dell’ambito. La persona selezionata sarà il vice del segretario d’ambito che, invece, è assunto e lavora nel Comune di Villa Lagarina.

Chiaramente le figure apicali del personale si rivelano particolarmente importanti in questo momento, in cui stiamo gestendo la transizione alla piena operatività della sovracomunalità. Siamo partiti con le fasi operative nel 2018; non senza problematiche che, ovviamente, avevamo messo in conto, ma piano piano una pietra dopo l’altra, stiamo assestando tutta la “macchina” amministrativa. Chiaramente la figura che coadiuva il segretario è necessaria e fondamentale: pensiamo semplicemente alla gestione del personale che, con la gestione associata, è praticamente triplicato. Credo che il nostro bando possa essere interessante a livello professionale: si tratta di lavorare per una realtà di fondovalle da 9 mila abitanti e con una struttura amministrativa articolata».

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Al via anche a Rovereto la «Banca della Terra»

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Il Comune di Rovereto ha in atto da tempo una serie di progetti su porzioni di terreno inutilizzato che sono stati destinati ad attività agricole. Ricordiamo al proposito i terreni in zona tiro a segno/Baldresca, via Ronchi e Brione (destinati da molti anni ad orti per anziani); il terreno in zona Zigherane per orto comunitario e i terrazzamenti in zona Brione per progetti sociali.

Oltre alle progettualità già indicate nella stessa, sono stati recuperati ad uso agricolo alcuni terreni di proprietà comunale, attualmente coltivati da privati sulla base di apposite autorizzazioni patrimoniali.

Trattasi di appezzamenti di modesta entità siti in località Zigherane, Noriglio (ex Cartiera), Marco e Lizzana.

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Ora si passa ad una fase superiore ovvero la creazione di un inventario dei terreni pubblici e anche dei terreni privati incolti, che i proprietari possono mettere temporaneamente a disposizione di quanti ne facciano richiesta per rimetterli in produzione.

Il tutto coerentemente con la filosofia della banca della terra istituita dalla L.P n.15/2015 per il governo del territorio.

Con una apposita delibera del febbraio 2017, la Pat ha successivamente approvato i criteri, le modalità, il funzionamento e la gestione della Banca della Terra. La finalità è quella di raccordare fenomeni di abbandono e mancata coltivazione, maggiormente evidenti nelle aree marginali del territorio che possono ridurre le potenzialità produttive rurali o favorire un degrado paesaggistico.

Facilitare il reperimento sul mercato fondiario di superfici, per l’avviamento di nuove imprese agricole è dunque uno degli obiettivi della Banca della terra che favorisce l’incontro fra domanda ed offerta e potrà diventare uno strumento prezioso di presidio e salvaguardia dei territori, attirando l’attenzione su aree, che spesso sono trascurate e nel contempo offrite la possibilità a giovani, che hanno intenzione di dedicarsi all’agricoltura, anche se non provenienti da famiglie di agricoltori o non possedendo terreni propri, di reperire appezzamenti disponibili.

Questo permetterà un ricambio generazionale, o il consolidamento delle imprese agricole già esistenti. Anche il Comune di Rovereto intende concorrere a questo inventario dando la possibilità a proprietari e comproprietari di entrare nell’elenco delle disponibilità per:

  • terreni agricoli dichiarati disponibili dai proprietari per i quali il proprietario non ha più interesse alla coltivazione futura
  • terreni agricoli abbandonati o incolti
  • aree forestali che hanno già acquisito l’autorizzazione alla trasformazione di coltura  e dichiarati disponibili dai proprietari
  • aree prative e pascolive, in cui l’attività di sfalcio, pascolo o coltivazione è documentabile negli ultimi 40 anni dichiarate disponibili dai proprietari
  • terreni recuperati attraverso il “fondo per il paesaggio” e dichiarati disponibili dai proprietari di terreni interessati alla messa a disposizione dei medesimi terreni a soggetti interessati a coltivarli.

Gli interessati a coltivare i terreni del territorio del Comune di Rovereto inseriti nella Banca della terra, presa visione degli elenchi pubblicati, potranno contattare il servizio Patrimonio e  finanze – Ufficio Patrimonio, al fine di ottenere i dati del proprietario delle particelle fondiarie in oggetto, per avviare un rapporto diretto tra le parti.

Per richiedere l’iscrizione dei terreni nella Banca della terra compilare un modulo di iscrizione che va presentato all’ufficio Gestione Patrimonio ed Entrate, a Rovereto, in Piazza del Podestà 11o trasmesso tramite mail a:  patrimonio@comune.rovereto.tn.it

Il sito riporta da ieri in homepage tutte le modalità. Ulteriori Informazioni sono disponibili sul sito.

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