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Trento

A Trento sanzioni fino a 534 euro per chi contratta o s’intrattiene con le prostitute.

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Contrattare prestazioni sessuali a pagamento e intrattenersi con le prostitute a Trento è diventato reato che sarà sanzionato dalle forze dell’ordine con una multa da 89 a 534 euro.

È questo in concreto il contenuto della delibera sul contrasto allo sfruttamento della prostituzione passata mercoledì in Consiglio comunale a Trento.

Il dispositivo è stato promosso inizialmente dal consigliere Andrea Merler di Civica trentina e poi modificato in corso d’opera dai consiglieri di maggioranza della commissione per le politiche sociali.

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Nella delibera non vengono punite le prostitute, perché ritenute soggetto debole e sfruttato, ma viene colpita la domanda.

Il fenomeno della prostituzione rappresenta una miscellanea di complessità sociali e problematiche di decoro ed ordine pubblico di primaria importanza.

Merler nella premessa della mozione ha evidenziato come la prostituzione, soprattutto quella “su strada”, che è interessata dalla presente proposta di deliberazione, non rappresenti peraltro, nella maggior parte dei casi, una libera scelta del soggetto che svolge l’attività prostituiva, bensì sia frutto di costrizione ed inganno, spesso vera e propria schiavitù.

Un aspetto significativo di questa triste medaglia è rappresentato dal degrado urbano, dalla lesione del decoro e dai problemi di sicurezza cui sono evidentemente sottoposti i luoghi delle città in cui tale attività si svolge, quantomeno nella sua fase di contrattazione ed adescamento della clientela lunga la pubblica via.

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Trento non è la prima città che adotta questo tipo di sanzioni, infatti in Italia sono molte le città dove i clienti vengono puniti, fra queste le due più importanti sono Verona e Firenze.

I risultati, laddove è stato fatta questa modifica di ordine pubblico, sono stati molto positivi ed i comuni, ove vigono le normative di contrasto alla prostituzione, hanno registrato dei risultati estremamente positivi in una triplice direzione. In primis l’elevazione della sanzione non viene sostanzialmente mai impugnata dal cliente. In secondo luogo ne 98% dei casi – dato del Comune di Pavia – le sanzioni vengono pagate dai clienti immediatamente, al fine di evitare la “problematica” notificazione del verbale di contestazione nel luogo di residenza. Terzo, molte prostitute, identificate a seguito dell’elevazione della sanzione amministrative, sono state segnalate alla questura ed espulse dal Paese in quanto ivi presenti grazie ad un evidentemente fasullo permesso/visto per motivi di studio

Quindi viene attivato il nuovo articolo 86 ter che modifica il Regolamento di Polizia Urbana. 

Art. 86 ter – Contrasto al fenomeno della prostituzione

1. In tutto il territorio comunale è vietato a chiunque contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che per l’atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento, ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali. Se l’interessato è a bordo di un veicolo la violazione si concretizza anche con la semplice fermata, al fine di contattare il soggetto dedito al meretricio; consentire la salita sul proprio veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati costituisce conferma palese dell’avvenuta violazione del precetto di cui al presente articolo.

2. In tutto il territorio comunale è vietato assumere atteggiamenti, modalità, comportamenti che manifestano inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio.

3. La violazione al precetto di cui al comma 1 comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 200,00 ad € 500,00 (p.m.r. € 250,00).

4. La violazione al precetto di cui al comma 2 comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 100,00 ad € 500,00 (p.m.r. € 150,00).

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Trento

Sicurezza sul lavoro, grande attenzione e volontà di dare risposte concrete

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“L’incontro di oggi va nella direzione di dare la giusta attenzione ad un tema, quello della sicurezza sul lavoro, che è attuale, i numeri ce lo ricordano drammaticamente, e deve essere affrontato con il massimo impegno anche con le proposte che usciranno da questo tavolo”.

Lo ha ricordato ieri mattina il presidente Maurizio Fugatti intervenendo, assieme agli assessori al lavoro Achille Spinelli e alla salute Stefania Segnana, e al dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti, alla riunione del Comitato provinciale di coordinamento in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro, che si è tenuta presso il palazzo della Provincia.

La riunione è stata convocata anche per discutere dei drammatici infortuni che sono accaduti negli ultimi mesi, nei quali hanno perso la vita undici persone.

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Dai dati forniti dall’Osservatorio sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari emerge che nel 2019, alla data del 10 ottobre ci sono stati 11 infortuni mortali, 5 in più rispetto a tutto il 2018. Il fenomeno desta preoccupazione e il Comitato è chiamato ad analizzarlo per individuare quali azioni mettere in campo per contrastarlo.

Particolare attenzione viene posta al settore dei lavori forestali, oggi ancora molto importanti ad un anno dalla tempesta “Vaia” e nel prossimo futuro si prevede ancora rilevanti. Con l’aumentare dei lavoratori, è stato evidenziato, aumentano anche i rischi potenziali, per questo è particolarmente importante che gli addetti ai lavori forestali siano formati e consapevoli di operare in un contesto particolare.

Per affrontare il tema della sicurezza di chi lavora nei boschi è considerato importante il monitoraggio del numero e della dislocazione delle attività in corso.

Dal confronto è emerso che, in tutti i settori lavorativi, informazione, formazione, consulenza alle aziende, oltre che controllo, sono gli approcci ritenuti prioritari per diffondere e rendere condivisa la cultura della sicurezza.

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“Vogliamo – ha confermato l’assessore Segnana – arginare il fenomeno degli incidenti sul lavoro, lavorando soprattutto sulla prevenzione e sull’informazione, senza che questo significhi rinunciare all’azione di controllo”.

“L’Ente Bilaterale Trentino Agricolo, di recente costituzione – ha aggiunto l’assessore Spinelli – potrà fare anche formazione, dando un contributo importante in materia di prevenzione”.

Il confronto ha permesso inoltre di individuare gli ambiti di intervento su cui si lavorerà all’interno del Comitato. Riguardano l’invecchiamento della popolazione, il clima, le malattie professionali, la sicurezza nel settore agricolo, la diffusione della cultura della sicurezza tra i lavoratori hobbisti, il benessere organizzativo, la formazione dei lavoratori, la cultura della sicurezza nelle scuole.

All’interno del Comitato saranno costituiti dei gruppi di lavoro. Avranno il compito di individuare gli obiettivi che entreranno nel programma di legislatura da sottoporre alla Giunta provinciale.

La sicurezza, è emerso dal partecipato confronto, è un tema che non si traduce solo nel rispetto di normative e nozioni tecniche ma che mette in gioco anche i valori e chiama in causa le responsabilità di soggetti diversi: i formatori, i rappresentanti dei lavoratori, i datori di lavoro, chi fa attività ispettiva.

“E’ stato un incontro interessante – ha sottolineato l’assessore Segnana – dal quale abbiamo colto molte indicazioni importanti. Confermo che da parte della Giunta provinciale c’è la massima attenzione al tema e la volontà di fare interventi concreti tenendo conto delle indicazioni che usciranno dal lavoro del Comitato”.

“La Provincia – ha confermato l’assessore Spinelli – pone particolare attenzione al tema della sicurezza sul lavoro e le risorse che metteremo in campo per questo ambito saranno adeguate e coerenti con gli obiettivi che usciranno anche da questo tavolo”.

 

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Trento

Gestione grandi carnivori: una delegazione catalana in visita a Trento

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Una delegazione di esperti spagnoli del Dipartimento per il Territorio e la Sostenibilità ambientale della Catalogna, del Consiglio Generale d’Aran (provincia autonoma interna alla Catalogna) e del Corpo Forestale della Catalogna ha visitato il Trentino i giorni scorsi per un dettagliato programma di formazione e scambio in materia di grandi carnivori, attraverso la condivisione di tecniche operative, di materiali utilizzati e di modalità di formazione del personale.

Si sono svolti incontri in aula e visite sul territorio, che hanno dato occasione agli esperti spagnoli di confrontarsi con gli allevatori locali e di conoscere la squadra di emergenza e l’unità cinofila.

In programma anche visite a siti di cattura e la condivisione di esperienze per la prevenzione dei danni e la gestione degli orsi problematici.

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Negli anni Novanta, sui Pirenei, l’orso era vicino all’estinzione e le locali amministrazioni (francese prima e spagnola poi) hanno rinforzato la popolazione ursina con esemplari provenienti dalla Slovenia.

La gestione dei plantigradi, consistente attualmente in circa 40-50 esemplari, in un contesto ambientale e sociale assai simile al nostro territorio, si articola sul monitoraggio, la gestione dei danni e delle emergenze e la comunicazione.

Di qui, la particolare utilità dello scambio di esperienze e conoscenze acquisite dal punto di vista tecnico per entrambi i gruppi di lavoro.

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Trento

Cambio gomme: da oggi si possono montare quelle invernali

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La temperatura mite a dispetto del calendario, complice l’umidità, non vuole mollare la presa.

Le previsioni danno tempo incerto fino a venerdì.

Nel fine settimana sono previste le piogge che dovrebbero rompere la stagione per dare spazio a temperature più autunnali.

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A toglierci ogni illusione che il bel tempo continui arriva la decisione congiunta tra Ministero dei Trasporti e Comune di Trento che anticipa di un mese la possibilità del cambio gomme stagionale, prima che entri in vigore l’obbligo dei pneumatici da neve o le catene a bordo.

I pneumatici estivi si potranno montare solo dopo il 15 aprile.

Non solo, ma è già possibile accendere il riscaldamento per 14 ore giornaliere ( dalle 5 alle 23) con una temperatura media consigliata di 20 gradi.

L’anticipo del cambio con un mese di tolleranza non è dato da apocalittiche previsioni del tempo, ma da un aspetto pratico: quello di poter pianificare per tempo il cambio evitando la corsa all’appuntamento a ridosso del termine massimo di scadenza che portava molti automobilisti a circolare a rischio multa: i gommisti infatti non avevano più appuntamenti disponibili e posticipavano l’ingresso delle macchine a dopo il 15 novembre.

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Non servirà a molto perché fino a quando la temperatura non si abbasserà, i pneumatici invernali resteranno tranquillamente depositati in garage, secondo un’abitudine ormai consolidata.

Discorso diverso per il riscaldamento che con la possibilità di attivarlo senza dover aspettare l’autorizzazione, permetterà di evitare di passare dei giorni al freddo.

Poi tutto dipende dalle singole decisioni condominiali.

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