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Politica

Trento, la minoranza sfiducia il sindaco Andreatta: “Elezioni comunali a ottobre”

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I consiglieri di minoranza del comune di Trento hanno annunciato oggi che depositeranno una mozione di sfiducia al sindaco Alessandro Andreatta e alla giunta comunale con la conseguenza che, se approvata, si potrebbe andare a un “election day” a ottobre in concomitanza con le elezioni provinciali.

Per poter passare la mozione ha bisogno di 21 voti, cioè quelli dei 13 firmatari del documento (più Romano e Oliva che sono considerati a favore), più altri 6 consiglieri di maggioranza ai quali sarà fatto un appello alla responsabilità. Il documento è firmato dai consiglieri Bruna Giuliani, Vittorio Bridi, David Moranduzzo, Gianni Festini Borsa, Claudia Postal, Stefano Osele, Andrea Maschio, Paolo Negroni, Marco Santini, Andrea Merler, Antonio Coradello, Fabrizio Guastamacchia, Cristian Zanetti.

“La città è allo sbaraglio, bisogna cambiare – è stato dichiarato in conferenza stampa a Palazzo Thun -. Andreatta non ha più i numeri per governare. Oggi non vincerebbe di certo ed è stato già sfiduciato dal voto dei cittadini alle elezioni del 4 marzo. Faremo un appello di responsabilità ai consiglieri di maggioranza. L’elettorato è stato chiarissimo nei confronti della sinistra. C’è la criminalità, il degrado, negozi chiusi, una città che si sta svuotando. Il sindaco è costretto a elemosinare voti ad ogni provvedimento. Non si rende conto che il suo tempo è finito“.

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“A seguito delle elezioni comunali del 2015 il sindaco Andreatta si è visto eletto da una minoranza dell’elettorato della città di Trentoscrivono i 13 consiglieri firmatari -. La sua colazione raggiunse circa il 52% dei consensi del 50% degli aventi diritto al voto. Quindi con appena un quarto dei voti della città venne eletto sindaco con una risicata maggioranza”.

“I primi mesi del governo, o meglio, di non governo hanno bloccato la città e l’amministrazione da molteplici punti di vista. La litigiosità e la mancanza di prospettiva della colazione di centro sinistra si è tramutata in plurime bocciature di proposte di deliberazione proposte dal sindaco e dai suoi assessori”.

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“La difficoltà amministrativa ha visto la sua conferma nell’uscita di svariati membri dai gruppi consiliari. Questi hanno dichiarato che valuteranno il sostegno all’amministrazione a ogni provvedimento. Il tentativo del sindaco, mediante rimpasto di giunta, di unire la coalziona non ha sortito l’effetto desiderato”.

“Il disagio crescente nella città, l’aumento della criminalità, l’ingessatura del sostrato economico, si manifestano ormai nella maggioranza degli aventi diritto al voto. Ad oggi il sindaco non gode certamente della maggioranza dei consensi dei cittadini alla luce delle recenti elezioni nazionali che hanno visto scendere la colazione di sinistra che sostiene il sindaco Andreatta a poco più del 32% (Pd, Patt, Civica Lorenzin, Dellai, Verdi Leu)”.

“La città ha quindi votato la sfiducia al sindaco ed alla sua giunta, tocca ora al Consiglio ratificare tale volontà con il suo voto. Tale sfiducia si avverte in ogni provvedimento della Giunta che fatica sistematicamente ad avere i voti necessari per govenare la nostra città. Un sindaco ricattabile risulta debole e facile preda di azioni di lobbismo politico ed economico”.

“L’approvazione di questa mozione di sfiducia provocherebbe la cessazione della carica del sindaco e degli assessori e lo scioglimento del consiglio comunale con la nomina di un commissario straordinario. Tale procedura consentirà di effettuare l’election day ad ottobre 2018, quando i cittadini saranno chiamati a votare sia per le comunali che per le provinciali”.

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Politica

Centrodestra autonomista al 46,8%, 12 seggi alla Lega. Ecco come potrebbe finire il 21 ottobre

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Chiariamo subito che non si tratta ne di un sondaggio, ne tanto meno di proiezioni o roba varia.

Lo studio è stato fatto attraverso due distinti canali e riguarda solo i partiti del centrodestra popolare autonomista. 

Il primo riguarda 350 telefonate fatte su tutto il territorio dove i cittadini hanno risposto a che partito daranno fiducia il 21 ottobre.

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Naturalmente il target preso è stato casuale e sappiamo benissimo che per avere un risultato serve un campione maggiore, cioè nel caso della nostra provincia di almeno 3000 interviste. 

I dati rilevati attraverso le 350 telefonate hanno evidenziato che il 59% voterà il centrodestra, l’8% non voterà, il 6 % è ancora indeciso, il 27% voterà uno dei partiti alternativi al centrodestra autonomista.

A questa rilevazione, che sappiamo essere incompleta, la nostra redazione ha aggiunto altri parametri che hanno portato ad un voto ad ogni singolo partito che è stato poi aggiunto alle percentuali delle telefonate.  

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I parametri riguardano: i candidati presenti nella lista, come il partito ha lavorato sul territorio negli ultimi 2 anni, i risultati delle ultime elezioni provinciali del 2013, i risultati, per i partiti nazionali, delle ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018, l’organizzazione del partito, quando il partito ha cominciato la campagna elettorale, le esclusioni degli ultimi giorni, il carisma dei capolista, l’autorevolezza dei candidati, le competenze, da quanti anni è nato il partito, quanti consiglieri hanno lavorato in consiglio provinciale nell’ultima legislatura e via dicendo.

Poi sono stati sommati i dati delle percentuali delle interviste e il totale di ogni singolo partito scaturito dai voti di ogni singolo parametro ed è stata creata una percentuale di possibili voti che andranno al partito il 21 ottobre. (la vedi nella tabella %)

Poi sono state fatte le singole proiezioni prendendo come base di calcolo i votanti alle ultime elezioni provinciali del 2013

Dai dati elaborati risulta che la coalizione vincente di centrodestra si aggiudica ben 21 seggi, compreso quello del presidente Fugatti.

I seggi sono stati riportati così come previsto dalla legge provinciale elettorale.

Ricordiamo che un seggio viene conquistato dalla singola lista prendendo i voti complessivi della coalizione dividendoli per i numeri di seggi disponibili (21 in questo caso).

I seggi non assegnati vengono ripartiti secondo il metodo D’Hondt

Esso prevede la formazione di una tabella in cui si dividano i voti ottenuti dai vari partiti per un numero crescente di un’unità, fino all’identificazione decrescente del numero di seggi disponibili.

Alla coalizione andrebbero il 46, 8% dei voti che garantirebbe il premio di maggioranza e la governabilità assoluta nella prossima legislatura.

I 21 seggi conquistati dal centrodestra sarebbero suddivisi in 12 alla lega (13 con quello del presidente + 1 dell’associazione Fassa per le minoranze linguistiche), 2 a Civica Trentina, Agire per il Trentino e Progetto Trentino, 1 agli Autonomisti popolari e Forza Italia.

Fuori dai giochi invece la lista Fugatti UDC e Fratelli d’Italia.

Nella tabella sotto il numero dei voti che servono per raggiungere i seggi previsti nella proiezione

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Speciale elezioni 2018

Mary Lavorgna (AGIRE): «Dare dignità ai lavoratori, combattere gli sprechi della politica e tutelare le donne nel diritto di genere»

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Speciale elezioni provinciali 2018

Gli articoli pubblicati nella rubrica «Speciale Elezioni 2018» superano oggi il traguardo delle 150 mila visualizzazioni. (circa 8.000 per ogni articolo)

L’articolo di oggi è dedicato al gentil sesso, è infatti ospite della nostra rubrica Mary Lavorgna, 37 anni, nata a Telese in provincia di Benevento, del segno dell’aquario, mamma di una bellissima bimba di un anno.

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È laureata in Giurisprudenza, ed ha conseguito un Master per professioni legali a Roma; è un’insegnante, diplomata magistrale specializzata in metodo Montessori, con alle spalle 3 anni di praticantato come avvocato penalista.

Attualmente insegna presso il Comune di Pergine Valsugana.

Mary Lavorgna si trasferisce a Trento nel 1991 «Mia madre lavorava alle dipendenze dell’autostrada del Brennero e allora il trasferimento era nell’aria, arrivata a Trento mi sono subito trovata bene»

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É specializzata nel metodo Montessori: «Fin da giovane volevo aiutare la crescita culturale dei bambini del ceto sociale molto basso, il metodo Montessori credo sia la base della formazione di un uomo vero e proprio, per questo mi sono accostata a questo metodo, per creare e formare gli uomini del domani»

Per lei la politica è l’amministrazione del bene comune «quindi della cosa che è anche mia  – sottolinea – per questo ho deciso di non rimanere più a guardare ma avvicinarmi alla politica, consigliata anche da una caro amico, che ha sostenuto in modo importante la mia scelta»

26 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Combattendo il precariato in generale e dimostrando che si può essere madri e occuparsi anche del bene comune e della conciliazione»

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Dare dignità ai lavoratori, combattere gli sprechi della politica e tutelare le donne nel diritto di genere»

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Certo, in politica rimango sicuramente»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Poco»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Ha fatto di tutto per depotenziare il trentino abbassando la qualità in tutti i settori»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini?

«Senza dubbio Ugo Rossi per via degli enormi danni che ha fatto alla scuola trentina»

Cosa ne pensano famigliari e amici della sua discesa in campo?

«Mi sostengono totalmente»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Per ora nessuno»

Qualche rimorso?

«No»

Che hobby ha?

«Amo lo sport la lettura e vado spesso in palestra»

L’ultimo libro che ha letto?

«La Mente del bambino – di Maria Montessori, un saggio che parte dalle proposizioni della biologia (sviluppo embrionale del bambino) e dalla legge naturale che lo predispone ad un libero comportamento, per addentrarsi nella gestazione spirituale del bambino, da zero a sei anni».

Che musica ascolta?

«Tutta la musica in modo trasversale» 

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha?

«Una Hyundai i10»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Non ho potuto votare»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Matteo Salvini»

E qui in Trentino?

«Per ora nessuno»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’autovettura»

Soldi, successo o potere?

«Preferisco il successo»

Cosa le fa più paura nella vita?

«La mancanza di Dio»

Lei abita a Trento quali sono le priorità in quella zona?

«Rendere la città più sicura visto i frequenti episodi di degrado e criminalità»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Fortunatamente per ora no»

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Mai»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono molto testarda, e quando credo di aver ragione sono ostinata fino alla fine. Per la qualità invece mi riconoscono molto altruismo»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira, accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome?

«Gola»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Nessun dubbio, con Matteo Salvini»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Ognuno è libero di vivere la sua vita come meglio crede, ma sulle adozioni sono contraria, infatti un bambino ha il diritto di avere un padre e una madre naturali»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Quando è nata mia figlia Ginevra»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Vorrei incontrare Matteo Salvini per tutta la vita» 

Gioco di squadra o in solitaria?

«Gioco di squadra sempre e dovunque» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Non me lo ricordo»

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna?

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Sto lavorando per realizzarmi pienamente a livello personale» 

Se fosse un animale?

«Un gatto» 

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«Sono stata in Puglia» 

Il suo sogno?

«Vincere le elezioni insieme alla persona che mi ha sostenuto» 

Cosa guarda in Tv?

«Tutto, sono un ottima consumatrice del piccolo schermo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«Tutti i casi di violenza sulle donne»

Per cosa sarà ricordata?

«Sarò ricordata per tutti i bambini che ho fatto diventare veri uomini» 

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovvio che sì»

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Speciale elezioni 2018

Mauro Pericolo ospite della Voce del Candidato: «Liberiamo il Trentino dalla Massoneria»

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Ospite della puntata di «La Voce del Candidato» è oggi il dottor Mauro Pericolo, 54 anni, nato a Rossano in provincia di Cosenza, due figlie di 14 e 16 anni, diplomato in magistrale con la qualifica di sindacalista esperto di diritto del lavoro e scolastico

Mauro Pericolo nel suo settore di competenza è uno dei migliori esperti del diritto in regione e anche a livello nazionale.

È arrivato a Trento nel lontano 1997, come insegnante precario dopo il superamento di un concorso, e diventa di ruolo nel 2015, dopo 18 anni dal superamento di un’ulteriore concorso.

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Mauro Pericolo ha fondato anche il sindacato Delsa, di cui è presidente, che conta oltre 600 iscritti ed è diventato in poco tempo un grande punto di riferimento per i docenti trentini.

Nell’intervista il segretario di Delsa fa emergere le contraddizioni della scuola trentina e demolisce la «Buona scuola» del tandem Rossi/Renzi consapevole che ormai l’unico modo di cambiare le cose nella scuola della nostra provincia sia farlo dall’interno del palazzo della provincia.

Con lui Roberto Conci ha parlato anche delle Banche e della cooperazione.

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