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Alto Garda e Ledro

L’ultimo saluto a Marco Boni, un ragazzo non allineato

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La comunità di Riva del Garda ha dato l’ultimo saluto a Marco Boni nella chiesa di Santa Maria Assunta che il 16enne, scomparso nelle acque del lago, era solito frequentare.

Marco era sparito il 16 febbraio dopo la scuola ed è stato ritrovato il 5 marzo a oltre 20 metri di profondità, in corrispondenza del sentiero della gardesana che aveva probabilmente percorso durante una delle sue passeggiate prima di cadere in acqua.

I motivi e la dinamica della tragedia non sono stati resi noti. Potrebbe trattarsi di un caso fortuito per il quale l’adolescente è scivolato avventurandosi in qualche tratto non sicuro della strada panoramica.

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Si sa soltanto che Marco non era un ragazzino come gli altri e lo si è capito anche dai video e dalle foto che sono state fatte girare dalla polizia. Abiti “distinti” da adulto, da studioso, ragazzo capoclasse, faceva discorsi cercando un linguaggio forbito, come un leader politico o uno scienziato davanti a un’assemblea.

I funerali sono stati celebrati da don Mattia Vanzo, don Franco Torresani e don Celestino Tomasi grazie all’organizzazione della comunità che ha voluto dimostrare il proprio affetto e vicinanza alla famiglia sconvolta da un dramma che nessuno dovrebbe vivere. Era stata proprio la mamma, Silvia, a parlare per ultima al telefono con Marco prima di andare a prenderlo e poi riportarlo a Tione, il paese di origine.

Proprio a Tione, oggi alle 15, l’ultimo saluto da parte dei compagni di classe della prima liceo scientifico, amici, conoscenti nella chiesa di nella chiesa Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista dove la funzione sarà celebrata da don Ferdinando Murari.

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Nelle settimane passate tra la scomparsa e il ritrovamento del corpo, i compagni di classe, ma anche la scuola, hanno dimostrato molta unità e affetto nei confronti del loro amico. Gli appelli, anche alla trasmissione “Chi l’ha visto”, sono stati numerosi. Dicevano a Marco di tornare, di provare a risolvere assieme eventuali problemi che fossero sorti ma Marco era probabilmente già nel lago e non poteva sentirli.

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Si trattava di un ragazzo appassionato di cultura, che aveva già una sensibilità da adulto, che si sentiva anticonformista, che si interessava di archeologia. Probabilmente un ragazzo poco capito dai coetanei teenager di oggi, tutti scanzonati e smaliziati, con un telefono perennemente in mano, attratti dalle distrazioni e talvolta dai pericoli che offre internet. A Marco tutto questo interessava molto poco ed era inevitabilmente più solo e meno “allineato” alla cultura adolescenziale comune.

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