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Politica

Mauro Ottobre: «PATT incompetente ed in coma irreversibile»

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«I risultati elettorali ci confermano che questa, per Ugo Rossi e il centrosinistra (non più) autonomista, è la seconda, cocente, sconfitta consecutiva. Dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il Patt è andato incontro a un altro risultato disastroso derivato dalla totale sciatteria e incompetenza con la quale è gestita l’attuale segreteria del partito autonomista, oggi in coma irreversibile». – Questo il commento dell’ex parlamentare Mauro Ottobre l’indomani dei risultati delle elezioni politiche che hanno visto il tracollo della maggioranza di centrosinistra Trentina.

«Gli elettori trentini  – aggiunge Ottobre – hanno punito l’arroganza con la quale viene gestito il potere in Trentino e la mancanza di una visione strategica della nostra provincia, i tagli alla sanità e le inesistenti politiche sulla crescita e il lavoro. Nonostante le varie compravendite messe in campo da Rossi e dai suoi adepti, il Patt non è nemmeno riuscito a superare i consensi che avevo racimolato io nel 2013. Una dèbacle senza mezzi termini. A livello nazionale Renzi pare abbia annunciato le dimissioni. Rossi e i suoi che faranno?»

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Politica

La base dei cinque stelle in rivolta sul web, migliaia di messaggi: «Mai con il partito di Bibbiano, non vi voteremo più»

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È un’autentica rivolta quella che è cominciata sul web all’indomani dell’inizio delle trattative fra cinque stelle e PD.

Sulla pagina del movimento sono quasi 8.000 i commenti e quasi tutti all’insegna della critica feroce contro Di Maio. (clicca qui per leggerli)

«Con il Pd è la fine del Movimento» e «se vi alleate con il PD io non vi voterò mai più» e ancora «meglio con Salvini e al voto che con il partito di Bibbiano».

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Le pagine Facebook dei pentastellati sono state prese di mira dagli elettori che hanno votato il partito fondato da Beppe Grillo, che criticano categoricamente un possibile accordo con il PD.

«Se state col pd a fare la maggioranza, cioè quello che ha fatto renzi in passato, siete politicamente finiti e salutate questo elettore e la sua famiglia! Mai più» – Scrive un internauta.

Un altro replica: «State distruggendo il MOVIMENTO. Ritornate alla lucidità, state perdendo la brocca!! Se formate un governo con il PD, il movimento si estinguerà. Come si fa a non capirlo? A quel punto meglio tornare a parlare con la Lega o in alternativa il voto!»

E ancora: «Se vi alleate con il PD, avete chiuso per sempre!Ricordatevelo!». I messaggi sono tutti dello stesso tenore e prenotano il funerale di Luigi Di Maio e soci. 

Anche il profilo di Luigi Di Maio è stato raggiunto da migliaia di elettori, che chiedono anche di cambiare nome al Movimento in caso in cui si dovesse realizzare un governo giallo-rosso: “Voi dovevate essere il cambiamento, state per allearvi con chi avete sempre combattuto più di tutti al grido di onestà. Siete diventati esattamente come tutti gli altri, cambiate nome per il rispetto di chi vi ha votato credendo nelle vostre parole”.

“Fino a lunedì rifletterci bene, riprendete da dove è stato interrotto”, scrive un utente suggerendo di riflette sulle nuove possibili alleanze. Tra i commenti, c’è anche chi invita a chiedere il responso degli elettori prima di istituire con governo con il PD: “Tassativo, come ha sempre detto Luigi: mai con il partito di Bibbiano. Comunque fino a martedì perché non consultate noi elettori?”.

“Se finite col PD alle Condizioni di Zingaretti consegnerete l’Italia al baratro socio economico” scrive un altro elettore considerando la situazione economica nazionale.

Molti tra gli utenti sono decisi a non rivotare i 5 stelle in caso di un’alleanza con Zingaretti: “Alleati con il PD? Bene, dopo avervi sempre sostenuto, alle prossime elezioni il voto mio e della mia famiglia ve lo scordate” e Coerenza zero, non siete affidabili.

Stessa sorte è toccata al profilo di Beppe Grillo dove da stamane continuano centinaia di messaggi di addio in caso di accordo con il PD.

Non si era mai vista una rivolta simile della base di un movimento dalla nascita della repubblica italiana.

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Politica

Satira politica: il grande dilemma del «tonno» Luigi Di Maio

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Sono ore convulse per il popolo italiano dopo il discorso di ieri del capo dello Stato Sergio Mattarella dopo la prima tornata di consultazioni.

Mattarella ha lasciato solo un’unica via, quella dell’accordo fra PD e Movimento cinque stelle.

Per Di Maio in verità ci sarebbe un’altra via d’uscita, cioè sedersi intorno ad un tavolo con Salvini e con ministri ed un piglio diverso ricominciare una grande azione di governo.

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Se «Giggino» sceglie il PD è la fine del movimento dei cinque stelle, se invece fa una veloce retromarcia forse il movimento potrebbe almeno sopravvivere.

Dopo le consultazioni con il capo dello Stato in conferenza stampa ha dichiarato: «sarebbe più facile per noi andare alle elezioni ma vogliamo salvare l’Italia» – nella sala giornalisti, addetti ai lavori, fotografi e cameramen compresi si sono messi a ridere.

Oggi i sondaggi danno il movimento di Di Maio sotto al 10%. (alcuni anche al 5%)

Non possiamo non ricordare il piglio dei moralizzatori pentastellati che a parole volevano cambiare la politica italiana. «Apriremo il parlamento come una scatola di tonno» dicevano.

Ora si stanno accorgendo che il tonno sono loro.

Prima sono stati aperti da Salvini a cui hanno dovuto piegarsi a 90° su tutto, adesso diventeranno lo zerbino del PD, apostrofato da Di Maio e Di Battista (a proposito dov’è finito?) come il «male assoluto». 

Desta anche una certa preoccupazione il fatto che per la prima volta una decisione non venga condivisa sulla piattaforma Rousseau. L’idea è sua andata a farsi benedire anche la famosa «democrazia condivisa».

Insomma, quando non riesci a capire dopo un po’ di tempo chi è il pollo, allora è probabile che sia tu. 

Evviva la coerenza e soprattutto il tonno. 

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Politica

Ecco le pretese «capestro» del PD per l’accordo con i 5 stelle. Prendono quota le elezioni anticipate

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Le condizioni «capestro» che il PD chiede ai cinque stelle saranno difficilmente recepite dal partito Di Maio.

Per questo salgono di nuovo le quotazioni di elezioni anticipate e la trattativa pare in forte salita.

Fare un accordo sulle 4 proposte inderogabili messe sul tavolo da Zingaretti vorrebbe dire smentire se stessi e azzerare oltre un anno di governo.

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Il PD pretende prima del nome del premier un accordo sulla manovra da trenta miliardi.

Poi la seconda condizione è l’abrogazione dei decreti sicurezza di Salvini e la terza è lo stop al taglio dei parlamentari che è diventata una bandiera dopo la crisi di governo. 

A queste tre ne va aggiunta una quarta, fondamentale. Che il premier va deciso insieme e non spetta ai grillini designarlo.

Il PD ha chiesto che nel nuovo esecutivo non siano presenti i ministri dei pentastellati del vecchio governo, compreso Conte.

È questa la traduzione dei punti del documento approvato dal Pd e i cinque stelle dovranno dare risposta entro stasera sulla disponibilità a discutere quelle che appaiono come richieste di svolta e marcia indietro su punti qualificanti.

Pretese, quelle del Pd, che difficilmente saranno accolte dal partito di Grillo, che in caso di accordo sarebbe praticamente estinto e diventerebbe lo zerbino di Zingaretti, Boschi e Renzi.

L’idea è anche che Zingaretti in caso di insuccesso delle trattative incolpi del fallimento i grillini per riportare i militanti persi all’interno del suo partito. Per il movimento cinque stelle in preda ad una grande emorragia di voti rimangono poche vie di uscita oltre il voto.

Un movimento prima prosciugato dei votanti di destra che sono andati con Salvini, ora depredato da quelli di sinistra pronti a  far le valige per tornare nel loro alveo originale. 

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