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La parola al direttore

Iva sulla raccolta rifiuti: Le bugie (di Gilmozzi) hanno le gambe corte….

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La notizia di oggi (anticipata ieri dai Tg) che duecento cittadini sono stati rimborsati per l’IVA non dovuta sulla raccolta rifiuti smentisce, in modo incontrovertibile, le “intimidazioni” ( lettere di reiezione le richieste di rimborso, lettere di avvisi di mora, lettere di società di recupero crediti ecc.) di Dolomiti Energia (già Trenta) e le risposte dell’assessore provinciale Gilmozzialle interrogazioni dei consiglieri CivettiniDegasperi (1) e Cia (2).

Ciò non può che farci enormemente piacere.

La nostra battaglia, la battaglia dell’Associazione “Lo Scudo” a difesa dei Cittadini dura da dieci anni. Anzi, chi scrive (con me altri 21 cittadini) ha ottenuto la restituzione dell’Iva non dovuta addirittura dal 2003, ossia da quando è stata introdotta la TIA (Tariffa di igiene ambientale).

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Non solo, per il periodo 2009-2017, ho sempre pagato le fatture della raccolta rifiuti al netto dell’IVA e continuerò a farlo.

Ai cittadini suggerisco, anziché avviare costose cause verso i gestori pubblici e privati della raccolta rifiuti per ottenere i rimborsi, di pagare le fatture al netto dell’Iva. Inoltre, è possibile recuperare il credito maturato nel periodo 2007-2017 (la prescrizione è decennale) per l’Iva pagata, ma non dovuta.

Come?

Preliminarmente è necessario revocare la disposizione bancaria per il pagamento della fattura (emissione febbraio 2018, pagamento 18 marzo marzo), poi si dovrà calcolare, andando a ritroso di 10 anni, l’IVA pagata, infine conguagliare il credito fino a concorrenza sulla fattura di febbraio e sulle successive, ricordandosi che in ogni caso il compenso da corrispondere all’ente gestore della raccolta rifiuti dovrà essere sempre al netto dell’IVA.

Ecco gli ARTICOLI DEL CODICE CIVILE che disciplinano l’istituto della compensazione

Art. 1241. Estinzione per compensazione.
Quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità corrispondenti, secondo le norme degli articoli che seguono.

Art. 1242. Effetti della compensazione.
La compensazione estingue i due debiti dal giorno della loro coesistenza. Il giudice non può rilevarla d’ufficio.
La prescrizione non impedisce la compensazione, se non era compiuta quando si è verificata la coesistenza dei due debiti.

Infine, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato n. 423 del 6 settembre 2017 la tariffa della raccolta rifiuti non può essere più pesante per i non residenti. Questo vale per i proprietari delle seconde case.

L’Associazione “Lo Scudo” a difesa dei Cittadini ( loscudo@email.it ) è a disposizione per tutti i chiarimenti necessari.

(1) interrogazione n. 5149 del consigliere provinciale Degasperi

– Risposta dell’assessore provinciale Mauro Gilmozzi

(2) Iva sui rifiuti è sempre ECOBALLA! (1)

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La parola al direttore

Antonio ti avrei preferito anonimo ma vivo

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Magari io la penso diversamente da te, ma so che lavoro facevi e che eri un giovane che credeva nei suoi ideali. (altro…)

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La parola al direttore

Spray urticante nelle aule, scherzo alla Bart Simpson. La scuola non punisce, meglio i lavori sociali

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Foto Rai

La scuola media Eccher Dall’Eco non crede nella punizione o comunque nella severità verso i ragazzi che hanno spruzzato lo spray urticante nel condotto di aerazione. (altro…)

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La parola al direttore

Indagine all’ Università: tutti tranquilli e sereni, a cominciare dal Rettore

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Che l’Università trentina abbia raggiunto traguardi importanti, moltissimi ne sono convinti.

Tra questi, sicuramente anche il sottoscritto che ebbe fiducia in quel progetto tant’è che si iscrisse, allo spirare degli anni ’60 all’allora Istituto Superiore di Scienze Sociali, padre dell’odierno Ateneo, conseguendo in quel periodo molto turbolento (è solo un eufemismo) la laurea.

Ricordo – l’occasione è buona per farlo – che la felice intuizione di Bruno Kessler fu ostacolata paradossalmente solo dal partito comunista, mentre uno dei leader del ’68 trentino (ricorre quest’anno il 50° anniversario) quell’Italo Saugo, notissimo alle cronache di allora, non disdegnava salire numerose volte le scale del Palazzo di via Belenzani, ove aveva la sede il MSI, per “conquistare”, in barba ad ogni pregiudizio antifascista, l’appoggio anche di quel partito per il riconoscimento statale della facoltà di sociologia.

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Tuttavia, al di là dei ricordi, la bufera giudiziaria che ha travolto nei giorni scorsi anche il buon nome dell’Ateneo, oltre ad alcuni indagati, docenti e amministrativi, che risponderanno per specifici reati, non è molto diversa da quella già vissuta da altre università italiane.

«Mal comune mezzo gaudio?» Manco per sogno. Il malaffare, ovunque si annidi, va drasticamente stroncato.

E non bastano nemmeno le quattro belle parole (molto di circostanza) del Rettore per fugare i nuvoloni neri di uno scandalo che si potrà estendere in altri dipartimenti in modo da coinvolgere l’Ateneo nel suo insieme.

Non è nemmeno un pregiudizio pensare che dentro l’università, palestra del sapere, si possa esercitare il malaffare.

Spesso e volentieri l’università è un “buco nero” e non sempre la sua amministrazione è trasparente, a cominciare dal reclutamento accademico e dal potere che esercita.

Non occorre scomodarsi molto per provare i legami molto intensi tra la politica (Provincia) e l’Ateneo trentino: Trento Rise, Edilizia Universitaria, Studentato, Biblioteca, Festival dell’economia ecc. ecc. ecc.

Per restare in tema (l’indagine in corso) e a dimostrazione di ciò che scrivo, mi soccorrono due interrogazioni che il consigliere Delladio presentò una decina d’anni fa……. Ma tutti, magistratura compresa, volsero lo sguardo altrove.

Cito i titoli: interrogazione n. 330 del 16 aprile 2009 “Incarichi di consulenza all’Università degli Studi di Trento” (1) e interrogazione n. 817 del 22 settembre 2009 “Perché la provincia occulta talune consulenze? N. 2 – Incarichi di consulenza a professori, collaboratori e dipendenti dell’Università stessa“. (2)

Leggendo le interrogazioni e le relative risposte, rispettivamente ( 3) e (4) che pubblichiamo a piè pagina, si evince che il “bubbone” ha origini antiche ……

(1) Interrogazione n. 330/09 del consigliere Mauro Delladio

(2) Interrogazione n. 817/09 del consigliere Mayro Delladio

(3) risposta all’interrogazione n. 330/09 del presidente della Provincia Lorenzo Dellai

(4) risposta all’interrogazione n. 817/09 del presidente della Provincia Lorenzo Dellai

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