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Italia ed estero

Il paese senza tasse né migranti: «Tutto merito del sindaco leghista»

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Pontinvrea, comune in provincia di Savona con 870 abitanti, è il paese del famoso sindaco leghista che fa Matteo di nome ma Camiciottoli di cognome.

La sua gestione delle tasse e dei migranti ha fatto discutere in tutta Italia, una sorta di esperimento che potrebbe anche essere trasposto su scala nazionale.

I cittadini sono entusiasti e lo dicono apertamente. «Se siamo ancora vivi in questo paese lo dobbiamo solo a lui»

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Camiciottoli ha infatti tagliato le tasse comunali per un risparmio di 100 euro ad abitante e ha imposto una tassa di soggiorno di 2,50 euro per ogni migrante che una evantuale cooperativa porterebbe sul territorio del paese.

La fascia tricolore ha anche tagliato 140 mila euro togliendo Imu, Tari e Tasi che sono stati recuperati attraverso altre operazioni “virtuose”.

L’illuminazione a led ha permesso di risparmiare 30 mila euro, la raccolta differenziata virtuosa ha tagliato 60 mila euro di spese e 50 mila arrivano dall’affitto di una casa di riposo che non veniva più usata.

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Per la verità Camiciottoli è anche il protagonista di un post molto violento e scurrile all’indirizzo di Laura Boldrini dopo lo stupro compiuto a Rimini. Un’uscita infelice su Facebook secondo i suoi sostenitori.

A parte qualche scivolone verbale, la politica di risparmio e anti-migranti sembra essere molto gradita dai residenti che affermano che Pontinvrea resta uno dei pochi paesi vivibili. Un paese senza tasse e senza “invasori”.

«Quelli come me, – spiega il Sindaco – in Italia nel 2018, hanno soltanto due possibilità. Evadere o morire. E noi, capirete, non vogliamo fare né l’una né l’altra cosa. Ma con le tasse di oggi non possiamo più sopravvivere. Abbiamo l’acqua alla gola. Ogni giorno va peggio. Non è che noi siamo faziosi. Non è neppure che siamo populisti, come ci definite voi. Noi siamo semplicemente disperati. E molto, molto incazzati. Stiamo con la Lega perché abbasserà le tasse alle persone normali». Credete ai miracoli della flat tax? «Non servono miracoli per cambiare le cose», sostiene Giorgio Mantovani. «Questo piccolo paese ne è la dimostrazione».  

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