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Speciale elezioni 2018

Non votare è come mettere la testa nella sabbia. Ma attenzione, il «culo» resta fuori

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Il più grave errore che un cittadino in questo momento potrebbe fare è quello di non andare a votare per protesta, dicendo la classica e ormai tradizionale frase «tanto no cambia nient».

Vero, infatti, se tu non andrai a votare nulla cambierà.

Di esempi se ne potrebbero fare molti, ma vogliamo sceglierne uno che li riassume un po’ tutti.

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Se un politico compra 1.000 voti da un mafioso e solo 2.000 persone andranno a votare il 50% rimarrà in mano alla mafia.

Ma se invece a votare ci vanno in 20 mila il potere mafioso rimane con il solo 5% dei voti. Votare oggi è l’unica arma contro la corruzione e la compra vendita del consenso.

L’astensionismo dilaga ad ogni elezione sempre di più e viene vissuto come giusta forma di protesta, ma serve davvero non votare?

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L’astensionismo è alquanto inutile se fatto per protesta. In Italia non abbiamo infatti soglie minime di votanti richiesti se non per i referendum.

 Tutto è conteggiato sui votanti effettivi e non sugli aventi diritto al voto. Quindi il vostro non-voto diventa semplicemente un vantaggio per partiti che non votereste nemmeno a pagamento.

In più il non votare è spesso dovuto alla pigrizia d’informarsi più che da vere motivazioni.

Dappertutto regna infatti, politicamente parlando, l’ignoranza assoluta da parte di chi dice frasi come “non voto perché sono tutti uguali” dimostrando poi, nelle parole e nei fatti, un reale disinteresse a quello che è il diritto/dovere principale per essere considerati cittadini italiani.

Non votare è permettere agli altri, magari ad un ristretto gruppo, di scegliere per te. Non andare alle urne è un comportamento etico incosciente ed incivile.

Già, perché poi chi vincerà prenderà le decisioni che influiranno sulla tua vita e quella dei tuoi figli.

Votare oggi è un privilegio, chiamarsi fuori dal gioco democratico non è mai pagante. Allora è meglio esprimere un voto anche di protesta ma almeno farlo su una scheda. Far uso dei propri diritti democratici rappresenta un preciso dovere di cittadino.

Solo così si può contribuire a modificare l’attuale stato di cose. Non è con la passività e la rabbia che si muta il mondo e la società, ma con le proprie opinioni e il voto nell’urna, il più grande strumento democratico raggiunto anche attraverso guerre e dolorose scie di sangue.

Ma votare oggi è un diritto e un dovere? Si oggi ne siamo convinti più che mai. 

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