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Dalla Cina arriva il cellulare pieghevole

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Ha le stesse dimensioni di uno smartphone tradizionale, ma ha due schermi che si possono aprire a libro e consentono l’uso contemporaneo di diverse app e funzioni. Si chiama Axon M ed è il telefono pieghevole dell’aziende cinese Zte, che sbarca in Italia dal 22 febbraio. “E’ un mercato strategico su cui continueremo ad investire, crediamo di avere il giusto mix per raggiungere il mercato italiano”, spiega all’ANSA TianYe, Country Manager, Zte Italia Mobile Devices.

L’azienda ha sede a Shenzen, ha lanciato il primo smartphone nel nostro paese nel 2010 e da noi ha una quota di mercato dell’1,5%. E sta investendo qui: a metà febbraio ha inaugurato un Centro di ricerca e innovazione a L’Aquila. Un cammino in avanti che ricorda quello di Huawei, altra azienda cinese sbarcata da pochi anni da noi e che sta crescendo tanto da dare filo da torcere a big come Apple e Samsung. “Axon M è già stato lanciato negli Stati Uniti, in Cina, in Giappone e ora in Europa – aggiunge TianYe -. Con questo nuovo smartphone, miriamo agli utenti che chiedono funzioni multitasking”.

Axon M può essere infatti usato in diverse modalità, da quella tradizionale con un solo display a quella ‘dual’, con i due schermi su cui si possono attivare contemporaneamente funzioni diverse (in uno le app e nell’altro leggere le email), fino alla modalità estesa con i due schermi aperti che occupano lo spazio di 6.75 pollici, quasi come un mini tablet, per giocare o guardare programmi in streaming.

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Axon M è un dispositivo di fascia alta, in Italia viene distribuito in esclusiva nei negozi Tim, a 899,99 Euro e offerto in promozione per i clienti Tim che sceglieranno la rateizzazione in 20 Euro per 30 mesi senza alcun anticipo.

“Con questa esclusiva iniziativa confermiamo l’impegno di offrire ai clienti i migliori prodotti sul mercato, innovativi e multimediali, in grado di sfruttare a pieno tutte le potenzialità delle connessioni della nostra rete mobile Lte”, dice Marco Sanza, Responsabile Sales di Tim.

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Climate KIC Accelerator: venerdì per la prima volta in Trentino il prestigioso Investor Day

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Si è svolto venerdì, per la prima volta in Trentino, l’Investor Day di Climate KIC Accelerator Italy, il programma di accelerazione finanziato dall’Unione Europea che supporta le iniziative imprenditoriali in ambiti tematici rilevanti per il cambiamento climatico.

L’iniziativa, promossa da Trentino Sviluppo, HIT – Hub Innovazione Trentino e dal consorzio pubblico dell’Emilia Romagna Art-Er, si è svolta alle Cantine Rotari di Mezzocorona e ha permesso a 13 startup provenienti da tutta Italia di confrontarsi con un’ottantina di investitori.

L’obiettivo?

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Ottenere supporto finanziario e manageriale per far crescere la propria attività nei settori agritech, biotecnologie, edilizia intelligente o energie rinnovabili.

Per la prima volta quest’anno, il Trentino ospita il prestigioso Investor Day di Climate KIC Accelerator Italy, il programma di accelerazione finanziato dall’Unione Europea per velocizzare il decollo di nuove iniziative imprenditoriali nell’ambito della sostenibilità, promosso in collaborazione con Trentino Sviluppo, HIT – Hub Innovazione Trentino e Art-Er, il consorzio per l’attrattività, la ricerca e il territorio della regione Emilia Romagna.

L’evento si è svolto ieri, giovedì 5 dicembre, nella prestigiosa cornice delle cantine Rotari di Mezzocorona, in concomitanza con l’assemblea annuale del Club Trentino degli Investitori. Questo network di investitori, nato nel luglio 2017 grazie al progetto europeo Star-EU e coordinato da Trentino Sviluppo, si compone oggi di ottanta di soggetti tra business angel, investitori istituzionali, fondi di venture capital e intermediari finanziari.

Positivo il bilancio 2019, anno in cui il Club Trentino degli Investitori ha esaminato 49 startup, provenienti dai settori industriali più diversi: dalla riabilitazione post-operatoria tramite dispositivi indossabili alla produzione di energia utilizzando vetri fotovoltaici trasparenti, passando per software di tracciamento di persone e cose negli spazi chiusi e piattaforme di progettazione di auto sportive e motori elettrici per biciclette personalizzati.

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«Anche questo evento – commenta Paolo Pretti, direttore operativo di Trentino Sviluppoha dimostrato l’importanza di creare sinergie e incentivare la collaborazione fra entità con finalità diverse per garantire un supporto più efficace al mondo delle startup. Accompagnare e accelerare nuove imprese ad elevato potenziale è un’attività particolarmente impegnativa, soprattutto in termini di risorse umane e di competenze che devono esservi dedicate. Per questo diventa fondamentale la collaborazione con soggetti in grado di attivare molteplici professionalità ma anche di attirare investimenti privati».

«Hub Innovazione Trentino – sottolinea Marco Senigalliesi, responsabile area Accelerazione e Imprenditorialità di HIT – si occupa di trasferimento delle tecnologie dal mondo della ricerca a quello delle imprese e di sostegno alla crescita e maturazione delle startup. È stato per noi del tutto naturale aderire al programma Accelerator di Climate KIC e dialogare con Trentino Sviluppo e Art-Er per portare all’attenzione degli investitori i risultati più maturi e pronti al loro intervento. Crediamo molto in queste startup perché le loro idee imprenditoriali rappresentano non solo un’opportunità di business, ma anche la risposta a problemi ambientali di cruciale importanza per il nostro pianeta e per le generazioni future».

«Negli ultimi anni in Italia – spiega Arianna Cecchi, Innovation Lead di EIT Climate-KIC – abbiamo sostenuto circa 110 idee imprenditoriali con una dichiarata vocazione green, digitale, tecnologica. Per noi l’imprenditorialità e la resilienza sono un binomio indissolubile per attuare la transizione verso un modello socio-economico più sostenibile e circolare. Il successo dei nostri programmi di supporto alle imprese innovative e ai giovani imprenditori ci fa ben sperare di colmare quel gap tra domanda e offerta di soluzioni, strumenti, tecnologie e processi che servono oggi per contrastare gli effetti del clima che cambia».

Al termine dell’assemblea i membri del Club Investitori hanno potuto incontrare le 13 startup selezionate, che, coadiuvate dal mentor e imprenditore di successo Mario Moroni, si sono sfidate a colpi di pitch. Per i più convincenti la possibilità di ottenere supporto finanziario e manageriale per far crescere la propria iniziativa.

Immagini ed interviste a cura dell’Ufficio stampa

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Imprese e studenti assieme, in un viaggio nell’innovazione industriale

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L’industrial Innovation Day è il momento in cui le aziende si avvicinano al mondo della ricerca attraverso nuovi strumenti di trasferimento delle conoscenze e di possibilità di fare innovazione. Favorire lo scambio e il trasferimento tecnologico tra imprese e università su progetti condivisi, grazie anche all’opportunità delle borse di dottorato in ricerca industriale finanziate a partire dall’anno accademico 2020-2021.

Queste le novità presentate agli studenti dell’Ateneo di Trento nel pomeriggio di mercoledì 4 dicembre in occasione dell’Industrial Innovazione Day – I2D, tenutosi a Rovereto in Polo Meccatronica, l’hub tecnologico dove i sistemi dell’impresa, della formazione, della ricerca e dell’innovazione interagiscono per sviluppare progetti innovativi.

Una cinquantina gli studenti dell’Università di Trento, iscritti per lo più al terzo e quarto anno dei corsi di laurea magistrale in Informatica, Ingegneria meccatronica, Ingegneria dell’Informazione e delle Comunicazioni e Ingegneria dei Materiali e della Produzione, fortemente interessati a conoscere le nuove opportunità per l’anno accademico in corso. Insieme a loro, per parlare di possibili progetti condivisi, una trentina di aziende, tra le più innovative sul territorio.

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Questo è stato l’Industrial Innovazione Day – I2D, organizzato congiuntamente da Trentino Sviluppo, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler per promuovere i nuovi programmi di formazione aziendale per gli studenti e le possibilità di innovazione per le aziende del territorio, rafforzando così quel rapporto sempre più stretto e dinamico tra mondo universitario e industriale.

Nel portare i suoi saluti iniziali, Mauro Casotto, direttore operativo di Trentino Sviluppo – ha sottolineato che: “Il Polo Meccatronica è l’hub tecnologico di riferimento, dove i sistemi dell’impresa, della formazione, della ricerca e dell’innovazione interagiscono per sviluppare progetti innovativi. Dal 2017 ad esempio, i laboratori di ProM Facility, offrono alle aziende della filiera una piattaforma integrata per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, la verifica e la validazione di sistemi e processi produttivi, ed agli studenti delle superiori, laureandi e dottorandi percorsi di ricerca e formazione d’eccellenza. Oggi gli studenti hanno potuto visitarli per rendersi concretamente conto delle potenzialità”.

Flavio Deflorian, Prorettore al Supporto al Sistema Produttivo dell’Università di Trento – ha ricordato che: “Per questi studenti, l’immediato futuro potrebbe riservare preziose occasioni di tirocinio e collaborazioni per tesi magistrali e borse di dottorato strutturato, proprio in virtù di una sinergia continua tra il mondo della ricerca e quello delle aziende. Del resto in Trentino l’incontro tra studenti e imprese, negli ultimi anni, è diventata una pratica continua, passando dall’ambito degli intenti a quello della realtà”.

I nuovi laboratori didattici del Dipartimento in Ingegneria e Scienza dell’Informazione sono stati illustrati da Paolo Giorgini, Direttore del Dipartimento: “Si tratta di spazi dove studenti, ricercatori e industrie possono condividere esperienze e sviluppare insieme progetti altamente innovativi utilizzando tecnologie all’avanguardia negli ambiti di ricerca che caratterizzano il DISI”.

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“Il dottorato di Innovazione industriale attivato all’Università di Trento con la Fondazione Bruno Kessler nasce proprio per permettere alle aziende di accedere a figure professionali altamente specializzate nella gestione di problematiche industriali in svariati ambiti di ricerca – ha spiegato Dario Petri, Direttore Dipartimento in Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Trento – “L’iniziativa, che ha già raccolto 800 mila euro di finanziamenti dalle aziende, offre un percorso personalizzato con l’affiancamento costante di due tutor (accademico e aziendale)”.

Ad entrare nel dettaglio del funzionamento delle nuove borse di dottorato industriale, per l’anno accademico in corso, sono stati Stefano Tonetta, vice-coordinatore del Dottorato in Innovazione Industriale per la Fondazione Bruno Kessler e Farid Melgani, coordinatore del Dottorato in Innovazione Industriale per l’Università di Trento.

Infine, Paola Garbari ha illustrato i servizi rivolti a giovani e imprese da parte dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento.
Dopo una visita guidata alla ProM Facility, gli studenti hanno incontrato “faccia a faccia” gli imprenditori per generare opportunità di collaborazione e portare nuove idee, tecnologie e metodologie nei processi industriali.

Le aziende, da parte loro, hanno avuto la possibilità di presentare il proprio business e conoscere giovani talenti.

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Con la Proto Challenge di HIT i talenti dell’ingegneria dialogano con le imprese

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Dopo due mesi di intenso lavoro e confronto tra giovani ingegneri e imprese del settore manifatturiero, vince la sfida tecnologica il team con la migliore proposta di ottimizzazione meccanica per l’azienda ZF Padova srl stabilimento di Arco

Mercoledì 4 dicembre si è svolto a Povo, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, l’evento finale della Proto Challenge di HIT – Hub Innovazione Trentino.

Quest’anno la sfida per l’innovazione volta a far dialogare i più promettenti ingegneri trentini con il mondo delle imprese manifatturiere, ha premiato il team composto da quattro giovani studenti di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento.

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Il gruppo di lavoro ha presentato l’idea più convincente e innovativa, rispondendo alle richieste dell’azienda ZF Padova srl, stabilimento di Arco, proponendo in particolare l’ottimizzazione di una componente meccanica di un invertitore marino.

La Proto Challenge rappresenta un’opportunità importante per le aziende, perché oltre a fornire l’occasione per un confronto propositivo e concreto con le giovani leve dell’ingegneria trentina, approfondisce una modalità produttiva che rappresenta oggi un’opportunità importante per le piccole e medie imprese: la manifattura additiva.

Massimizzare la resistenza minimizzando il peso, mantenere le performance meccaniche alleggerendo le componenti, migliorare forma e volumi riducendo massa e materiali per ottimizzare il prodotto in senso topologico e ridurre i costi di produzione.

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Questi i focus di lavoro degli ingegneri che hanno elaborato possibili soluzioni ai problemi posti dalle aziende dalla produzione del tutto eterogenea, che va dalla realizzazione di trasmissioni e sistemi di controllo per imbarcazioni (ZF Padova srl stabilimento di Arco), a quella di tavoli chirurgici-medicali (OPT SurgiSystems srl di Calliano); dalla produzione di valvole ed erogatori per aerosol e cosmetici (Coster Tecnologie Speciali spa di Calceranica al Lago), alla produzione di componentistica per il settore automotive (Röchling Automotive srl stabilimento di Laives).

Le aziende hanno richiesto in particolare delle proposte di ottimizzazione topologica di componenti meccaniche che permettano la produzione delle stesse attraverso tecnologie di manifattura additiva quali il 3D printing.

Oltre alla presentazione delle sfide e i risultati della Challenge, l’evento finale si rivelato occasione per approfondire il tema della manifattura additiva con Carlo Damiani di Altair Engineering, che ha aperto l’evento con un intervento sulle soluzioni di Computer Aided Engineering per l’additive manufacturing; con Francesco Robotti di Eurocoating, che ha proseguito illustrando le sfide del settore e con Italo Moriggi di Skorpion Engineering, che ha concluso con un approfondimento sull’importanza della progettazione in chiave additiva.

Favorire il trasferimento della conoscenza e delle idee dall’ambito universitario e degli istituti di ricerca a quello delle imprese, per far dialogare due mondi non sempre sufficientemente consapevoli del circolo virtuoso che tale confronto potrebbe generare, è la missione di HIT – Hub Innovazione Trentino, fondazione che supporta l’inserimento di tecnologie ideate nell’ambito della ricerca scientifica nei processi produttivi.

Flavio Deflorian, Prorettore al supporto al sistema produttivo dell’Università di Trento e membro del consiglio di amministrazione di HIT ha dichiarato: “La Proto Challenge è l’ennesima dimostrazione di come HIT sia in grado di far incontrare concretamente le necessità tecnologiche delle imprese produttive con i migliori talenti e le soluzioni provenienti dal mondo dell’università e della ricerca. Come Università di Trento siamo assolutamente felici che i nostri studenti possano lavorare per intere settimane su problemi reali proposti dalle aziende del territorio, sfidandosi per trovare le soluzioni più opportune. Questa metodologia sta prendendo sempre più piede a livello europeo, con esempi in tutte le regioni più evolute”.

Il team vincitore della Proto Challenge si è aggiudicato l’opportunità di partecipare all’Additive Manufacturing Forum, conferenza industriale di riferimento al livello europeo che si terrà a Berlino a Marzo 2020.

All’azienda associata al team vincitore, è invece offerta la possibilità di prototipare l’elemento meccanico oggetto della sfida presso la ProM Facility di Rovereto, centro unico in italia e laboratorio di eccellenza per la prototipazione meccatronica.

La Proto Challenge è un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Università di Trento, Trentino Sviluppo e la Prom Facility del Polo Meccatronica, Confindustria Trento, il Contamination Lab, NOI Techpark, la Libera Università di Bolzano e Altair Engineering Srl, nell’ambito del Digital Innovation Hub Trentino-Alto Adige/Südtirol.

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