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Speciale elezioni 2018

Renata Attolini: «Università gratuita: più istruzione, meno disuguaglianze»

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La scuola deve promuovere una consapevolezza critica, non indottrinare”, mette in guardia Renata Attolini, candidata alla Camera nel collegio di Trento per Liberi e Uguali (LeU). Insegnante, sociologa, attivista, la candidata di LeU parla con l’entusiasmo e la passione di chi ha dedicato una vita a difendere i propri ideali, ma anche con la concretezza di chi sa di avere un piano in grado di produrre una alternativa di governo credibile.

“Per i molti non per i pochi”, è la frase che campeggia sui vostri manifesti. Chi sono i “molti” e chi sono i “pochi”?
I “pochi” sono quelli che detengono il 25 per cento del patrimonio mentre i “molti” sono tutti quelli che in questi ultimi anni si sono impoveriti: ceto medio, operai, dipendenti e così via. L’impoverimento economico e culturale che ha colpito l’Italia ha scatenato una guerra tra poveri. E questo è in un certo senso paradossale: i “molti” condividono lo stesso obiettivo e per questo dovrebbero lottare insieme.

La lotta alle disuguaglianze passa necessariamente dall’istruzione. Perché oggi la scuola fatica a essere uno strumento di mobilità sociale?
Recentemente è uscita questa polemica sui licei classisti, che ha dimostrato come tanti istituti usino in maniera burocratica gli strumenti di auto-valutazione, invece che utilizzarli per mettere in atto politiche migliori. Ne risulta che ci sono istituti che hanno una situazione aurea e altri che dicono invece che la situazione è tale che non possono fare di meglio. Il vero problema, però, è un altro…

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Quale?
La scuola italiana è ancorata a schemi che non sono al passo con i tempi, fatti di lezioni frontali, libri, interrogazioni. Questo non basta per creare dei cittadini in grado di interpretare la complicatissima realtà odierna e di avvicinarsi alla politica come cura delle cose.

Che fare allora?
Dobbiamo insegnare ai giovani a interagire con ciò che stanno studiando – per esempio, a interpretare un documento di storia, e a utilizzare le conoscenze che hanno per intervenire sulle situazioni.

Cosa proponete in termini concreti?
Abbiamo proposto di rendere l’università gratuita. Tutta la scuola pubblica deve essere gratuita e di qualità, dall’asilo nido all’università. Non è una novità che i laureati siano sempre meno. La scuola potrà anche essere noiosa, ma i politici hanno il dovere di facilitare alle classi meno abbienti l’ingresso all’università.

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Rendendo l’università gratuita anche per i figli dei più ricchi?
Con il sistema di tassazione proporzionale che abbiamo in mente, le famiglie più abbienti pagheranno comunque per l’università attraverso la progressività delle imposte.

Ci parli allora della vostra proposta in materia di tassazione…
Serve una maggiore progressività, sia sui redditi che sul patrimonio immobiliare. Per esempio, sull’Irpef, che pesca sia sui redditi da lavoro che sulle pensioni, proponiamo una riduzione dell’aliquota del primo scaglione e poi l’introduzione di aliquote più progressive, affinché chi ha di più contribuisca di più.

I ceti medi ne uscirebbero alleggeriti?
Sì, sarebbero i più abbienti a pagare di più. Questo è l’esatto opposto della flat tax delle destre.

In materia di lavoro proponete di abolire il Jobs Act. Con cosa volete rimpiazzarlo?
Più che abolirlo, noi proponiamo di superarlo, perché altrimenti ci ritroviamo con la legge Fornero sul lavoro, che era tutt’altro che buona.
Centrale nella nostra proposta è il nostro piano verde, che punta a migliorare le condizioni di vita in maniera sostenibile, anche per invertire lo spopolamento delle zone di montagna.

Ce ne parli…
Nuovo corso verde economico significa investire, ma anche creare le condizioni perché le imprese si occupino di altro e anche in maniera diversa. La produzione va aumentata, ovvio, ma noi vogliamo che questo avvenga attraverso una rivalutazione del territorio.

Può farci qualche esempio?
In edilizia, per esempio, non serve costruire nuovi edifici, ma rivalutare quelli che ci sono già. E poi ci sono i temi legati alla mobilità sostenibile, alla circolarità dei rifiuti, al turismo sostenibile, all’agricoltura biologica…

A proposito di sostenibilità ambientale, il tema degli anticrittogamici è molto sentito in Val di Non. Volete intervenire a riguardo?
Vogliamo puntare sulle iniziative che permettono di ridurne l’utilizzo e, alla fine, di eliminarli. Penso al recente studio della Fondazione Mach – che noi appoggiamo – e che va nella direzione della creazione di piante autoimmuni. I semi del cambiamento ci sono già. Noi vogliamo metterli al centro di ricerca e di economia.

Che ne sarebbe dei contratti precari con voi al governo?
Vogliamo sostituirli con quelli a tempo indeterminato, che seguirebbero un “periodo di prova”, come si faceva una volta.

Per lavorare tutti, dovremmo produrre molto di più…
Non esattamente. Io penso anche a una riduzione delle ore di lavoro. Contratti di quaranta ore settimanali si possono ridurre. Succede già negli altri paesi europei. Questo consentirebbe nuove assunzioni.

Parliamo di migranti. Cosa pensa dell’attentato di Macerata?
Si dà la colpa a un folle ma quella in realtà era un’azione terroristica di destra, fatta, guarda a caso, da un bianco. Secondo noi queste cose vengono fomentate dal clima di odio, sospetto e paura che si è creato, anche a Trento.

Pensa che ci sia un clima ingiustificato?
È importante garantire la sicurezza di chi accoglie ma anche di chi arriva da una situazione di guerra e disastro ambientale. Spesso la situazione di insicurezza è alimentata artificialmente. Io passo in piazza Dante di notte in bici dopo le riunioni e non mi sono mai sentita in pericolo.

Non sarebbe meglio aiutarli a casa loro?
Lo abbiamo fatto finora? Li abbiamo invasi con le nostre multinazionali, li abbiamo sfruttati. Aiutiamoli venendo via da casa loro!
Aiutiamoli a venir via in condizioni umane, con corridoi umanitari, così eliminiamo lo sfruttamento.

Che pensa del modo in cui il ministro Minniti ha ridotto i flussi migratori?
Minniti ha scelto di ignorare i ragazzini e le donne che vengono picchiati e maltrattati nei campi di detenzione in Libia. È una cosa allucinante, che non deve esistere.

Dell’accoglienza in Trentino cosa pensa?
A Marco ci sono persone che vivono in condizioni mostruose. C’è gente che è lì da due anni, si lava i panni nel lavandino e non sa dove stenderli. Non possiamo mettere esseri umani in queste condizioni.

Posso immaginare la sua posizione sullo ius soli…
Ho fatto per tanti anni l’insegnante. Ho visto con i miei occhi ragazzi di varie provenienze, perfettamente integrati. Questi o chi è nella loro stessa situazione, dato che è naufragata la proposta sullo ius soli, ora non potranno muoversi liberamente in Europa, non avranno diritto di voto e dovranno dimostrare periodicamente di avere un reddito per vedersi rinnovato il permesso di soggiorno. Questo è ancora più scandaloso se si pensa come funziona in Italia lo ius sanguinis…

In che senso?
In Italia abbiamo uno ius sanguinis a maglie larghissime, qualsiasi parente di emigrato dopo il 1861 può chiedere la cittadinanza italiana e passarla al coniuge, che, se si risposa, la passa al nuovo coniuge. Mi dica lei quanto sangue italiano c’è nelle vene di queste persone.

Parliamo di pensioni. Avete detto di voler abolire la legge Fornero. Su questo punto la pensate come la Lega?
No, l’abolizione della legge Fornero rientra nel nostro discorso sul welfare, che deve essere universale e inclusivo. Nello specifico, noi crediamo che la gente abbia il diritto di scegliere se andare in pensione o meno dopo 41 anni di lavoro.

Il welfare costa. Con voi al governo aumenterà il rapporto debito/Pil?
Il rapporto debito/Pil è uno di quei dati che devia l’attenzione dalle cose importanti. Ce ne si preoccupa così tanto che si dimentica di fare un discorso serio su fiscalità e occupazione.

Per il momento Liberi e Uguali è una lista. Diventerete un partito?
Sia a livello locale che nazionale le intenzioni sono quelle di lavorare per creare dopo le elezioni un partito. In Trentino stiamo lavorando molto bene. Se riusciamo a non litigare in una situazione di stress come questa, ho ottime aspettative per i prossimi mesi.

Ora tutti i partiti fanno appello al voto utile. Vuole farne uno anche lei?
Noi siamo dalla parte dei molti, vogliamo invertire le politiche che negli ultimi anni hanno portato a un impoverimento economico e culturale. Le nostre sono proposte concrete, che potrebbero portare risultati se saremo messi in condizione di governare.

E con chi vorreste governare?
Questa legge elettorale lascia aperti scenari veramente imprevedibili.

Come un accordo tra voi e i Cinque Stelle?
Noi siamo pronti a governare con chi condivide le nostre scelte programmatiche. In questo senso, con il M5S siamo lontani sia sul discorso sull’Europa che sui migranti.

Mi dica almeno chi potete escludere a priori…
Le destre.

Lei dice di vivere la politica “come atto di amore verso gli altri e il mondo”. Che mondo sogna Renata Attolini?
Sogno un mondo dove vengano riconosciuti i diritti a tutti, perché ciascuno di noi, prima o dopo, può trovarsi a essere una minoranza. Sogno un mondo in cui la cultura sia a disposizione di tutti. Senza istruzione non si è liberi e per questo sogno una scuola che formi i cittadini, invece che creare persone accondiscendenti. Ho sempre lottato perché questo avvenisse. Sogno un mondo in cui non ci sia violenza e aggressività, perché sono una pacifista nata, e, anche se mi infiammo e discuto animatamente, il rispetto per le persone viene prima di ogni altra cosa.

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